Focaccia à ma façon

Published 24 febbraio 2012 by nimerya

Ed ecco qua la focaccia (?) appena uscita dal forno:

Sembra un incrocio tra una focaccia schiacciata ed una farinata, ma per essere un primo esperimento la trovo piuttosto riuscita. La prossima volta direi che dovrà essere tenuta meno in forno e magari bisognerà aggiungere un pò di lievito (o farla riposare due ore al posto di una?) .
Ora speriamo che domani piaccia anche ai vicini.

Focaccia salata

Published 24 febbraio 2012 by nimerya

Domani inauguriamo l’appartamento nuovo (dopo solamente tre mesi dal trasferimento)  invitando tutti i vicini ad un aperitivo. Chissà se verrà davvero qualcuno o se ci ritroveremo io, l’uomo e il gatto soli e depressi?

Chi dice aperitivo dice cose buone da spizzicare come patatine, insalate di riso, olive, salame dolce (questo soprattutto perché è tipo l’unico dolce che so preparare), salumi e focacce varie. Ora la focaccia in Francia è, ovviamente, introvabile e quando la trovi è immangiabile perciò ho deciso che, siccome ne avevo voglia e avevo la ricetta di mia nonna, l’avrei fatta da me. Io. Cucinare la focaccia. Io che so giusto cuocere un piatto di pasta, ma non le uova. Io? Sì io.

Problema: nella ricetta della nonna c’è lo strutto. Come si dice strutto in francese? Parrebbe Saindoux. Io non lo sapevo fino a due ore fa, non ne sono ancora del tutto convinta e, comunque, non l’ho trovato al supermercato. Chissà se si trova lo strutto in Francia (non credo di averlo mai comprato neppure in Italia, ma son dettagli).
Come risolvere il problema? Chiamando la nonna ideatrice della ricetta, la quale non si ricorda di aver mai messo lo strutto e mi consiglia di metterci l’olio d’oliva. La quantità? A occhio.  Se ne metto troppo posso sempre aggiungere della farina, poi dell’olio, poi della farina, dell’olio, della farina…

In breve, ora l’impasto riposa sotto uno strofinaccio, ma l’aspetto è tutto fuorché invitante…soprattutto perché é rimasto un pò grumoso e colloso, mi sa che mi manca la mano impastatrice. Mi sono detta che, al massimo, una volta cotta ne assaggio un pezzettino e se è buona ma orrenda posso sempre aggiungerci due cipolle, due pomodorini o un pò di prosciutto per nascondere i difetti.
Per i genovesi: no, non è la ricetta della vera focaccia genovese, quella non mi azzarderei mai a provare a farla.

OVS Lyon

Published 9 febbraio 2012 by nimerya

Pare che nel paese dei mangiaranocchie sia impossibile farsi degli amici. O magari, semplicemente, è difficile farsi degli amici quando si è un timido nuovo arrivante in una grande città. Che poi, se ci si pensa bene, non è che a uno, ad una certa età, va nei pub, si ubriaca e fa amicizia con la gente. Al massimo può conoscere gente al lavoro o facendo attività sociali. 
Come ho già raccontato, quando stavo nella ridente periferia parigina avevo tentato varie attività sociali, ma ero sempre finita in mezzo alle vecchiette. Che poi era anche normale, i giovani non ancora genitori dopo il lavoro se ne restavano a Parigi a fare attività sociali o sportive, mica se ne tornavano subito in periferia come me. 
Tutto questo per dire  che visto che in paese di mangiaranocchie ci si trasferisce spesso da una città all’altra per studiare o lavorare, c’è tantissima gente che cerca amici. O almeno credo. Ed è per questo che è stato creato un sito, OVS (On Va Sortir), dal concetto bellissimo: la gente propone uscite ed attività varie e altra gente si aggrega. Magari lo stesso concetto esiste in Italia, ma avendo là tanti amici non è che ci abbia mai fatto caso. O magari gli anni delle superiori passati a giocare di ruolo online e a incontrare gli altri giocatori possono essere contanti un pò come lo stesso tipo di incontri…

Per farla breve, domenica scorsa ho trascinato l’uomo ad un’uscita “pattinaggio sul ghiaccio”, seguita da pranzo e chiacchiere al McDo, dove abbiamo incontrato altri 5 o 6 altri giovani e ci siamo molto divertiti. Soprattutto quando mi sono messa ad insegnare a tutti a fare qualche figura, scoprendo così di sapere ancora pattinare. Sono soddisfazioni. 

Ora devo solo ritrovare la voglia e/o il coraggio di prendere parte ad un’altra uscita. Ah com’è duro farsi degli amici. 

Biblioteca

Published 27 gennaio 2012 by nimerya

Fin da piccola sono stata un’appassionata frequentatrice di biblioteche, d’altronde mia madre aveva capito subito che, data la quantità di libri letti, era meglio spedirmi in biblioteca che comprarmi tutti i libri desiderati. Ovviamente l’opzione “dissuadiamo la piccina dal leggere” non è mai stata contemplata.
Quindi io, in 23 anni di lettura in biblioteca, ho sempre pensato che biblioteche pubbliche fossero gratuite in quanto la cultura è un diritto di tutti. Ma ecco che qui in progredita terra di Francia non la pensano allo stesso modo.
Non ci avevo fatto caso nel 2006, a Lione perchè, essendo studentessa sotto i 26 anni, la biblioteca era per me gratuita.
Non ci avevo fatto caso nel 2008 a Parigi perchè, lavorando all’IIC , usavo solamente la loro biblioteca. Gratuita anch’essa.
Mi era venuto un dubbio nel 2009 a Pavillons sous Bois, ma non ci avevo fatto troppo caso perchè lì l’abbonamento annuale costava tipo 3 euro.
L’ho scoperto oggi quando sono andata alla biblioteca municipale di Lione e l’addetto alle iscrizioni mi ha detto” per il prestito di libri, dvd, cd, etc…sono 35 euro all’anno“.  Poi ho scoperto che l’abbonamento per i disoccupati (che comprende solamente i libri e le riviste, ma non i dvd) è gratuito e quindi ho scelto quello.
Sono diventata più tirchia di Paperon DePaperoni?  Certo non saranno 35 euro l’anno a rovinarmi, tanto più se si considera quanto risparmio a prendere i libri in prestito invece che comprarli, ma solo io sono scandalizzata dal fatto che ti facciano pagare un abbonamento? Nella città con lo zoo e l’anfiteatro romano gratuiti?

 

Libri 2011

Published 25 gennaio 2012 by nimerya

E per finire gli elenconi 2011 ecco a voi l’immancabile, ovvero quello sui libri! In ordine assolutamente casuale e, probabilmente, incompleto perchè quest’anno ho dimenticato di aggiungerli nella librerie Anobii e, perciò, potrebbe essersene perso qualcuno.

Delfini, di Banana Yoshimoto
High&Dry – Primo amore, di Banana Yoshimoto
Banana Yoshimoto è una delle mie autrici preferite fin dai tempi delle elementari quando, nel libro di lettura, trovai un brano tratto da Tsugumi. Erano ancora tempi non sospetti, quando non conoscevo bene nè il Giappone nè tantomeno i manga, ma lemme lemme ho iniziato a collezionare tutti i titoli dell’autrice e, ad oggi, me ne mancano solamente tre su ventuno. Mi pare una buona media, no?

Bacci Pagano, una storia da carruggi, di Bruno Morchio
Maccaia, una settimana con Bacci Pagano, di Bruno Morchio
Le avventure di Bacci Pagano sono state l’ultima, campanilistica, scoperta in campo letterario e devo  die che ne è valsa la pena. Sarà che vivo lontano, sarà la nostalgia di casa e degli ambienti familiari, ma nonostante il giallo non sia il mio genere, devo dire che si leggono bene e scorrono via veloci, intriganti.

Quand on est mort c’est pour toute la vie, di Azouz Begag
Una strizzatina d’occhio a uno degli autori della mia tesi, nonché autore lionese d’eccellenza.

On m’a demandé de vous calmer, de Stéphane Guillon
Un rapido passaggio nel genere umoristico-politico/società, che non fa parte delle mie letture abituali, ma ce l’avevo in casa e non avevo più niente da leggere  e sono problemi. Scoperta davvero piacevole e interessante, tanto che alla fine ho “costretto” l’uomo ad andare a vedere  lo spettacolo che, guarda caso, era proprio a Lyon.

Le chevalier errant, di George R.R.Martin
I guerrieri del ghiaccio, di George R.R. Martin

Dopo secoli d’attesa, finalmente il nuovo capitolo (o meglio un terzo grazie alla Mondadori) delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. L’attesa è stata talmente lunga che non sono sicura abbia giovato alla lettura o alla saga, ma attendo i due prossimi volumi per decidermi. O l’uscita dell’edizione economica inglese (sì, faccio le due edizioni, italiana e inglese, e allora? )

Le vol des harpies, di Megan Lindholm alias Robin Hobb
Les cités des Anciens – Tome 1, di Robin Hobb
Chi non ha amato  Il ciclo dell’assassino ? Ecco, essendo un’appassionata lettrice della Hobb ho voluto provare una delle sue prime opere e l’ultima, ma delle due direi che solamente la prima mi ha convinta, mentre sul nuovo ciclo ho ampi dubbi.

Crime et couches-coulottes, di Jennifer Weiner
Alors, heureuse?, di Jennifer Weiner
Envie des fraises, di Jennifer Weiner
Des amies de toujours, di Jennifer Weiner

Quest’anno, complici i lunghi e frequenti tragitti casa-lavoro e ritorno, mi sono dedicata alle letture light e scorrevoli, possibilmente il meno impegnative possibili, che mi permettevano di staccare il cervello e non pensare a niente. Ed ecco che i libri di Jennifer Weiner hanno fatto al caso mio. Li ho anche trovati abbastanza divertenti.

Notting Hell, di Rachel Johnson
Vale un pò lo stesso discorso che per i libri qui sopra.

La jeune fille à la perle, di Tracy Chevalier
Ero probabilmente una delle poche persone rimaste a non aver letto il libro, ma devo ammettere che, come tutte le cose ampiamente pubblicizzate, non mi aveva mai attirato un granché, ma complice una vendita della Croix Rouge, mi sono decisa a comprarlo e l’ho trovato bellissimo.  E delicatissimo. Quasi quasi è un peccato che non l’abbia scoperto prima.

Les artefacts du pouvoir, di Maggie Furey
Saga fantasy in quattro volumi senza se e senza ma. I primi due volumi non erano male, il terzo discreto, ma il quarto era decisamente di troppo. Sono una grande fan delle saghe perchè permettono di prolungare la lettura, ma a volte gli autori dovrebbero saper accorciare le loro storie.

La bete humaine, di Emile Zola
Therese Raquin, di Emile Zola

Un pò di sana letteratura classica, di quella che piace a me. Amo moltissimo Zola, ma devo ammettere che leggerlo in francese mi crea non poche difficoltà e mi dilata il tempo di lettura, ma ne vale ampiamente la pena.

Le cercle littéraire des amateurs d’épluchures de patates, di Mary Ann Shaffer
Sapete quando un libro fa di tutto per attirarvi, voi tentate di girargli alla larga e resistergli, ma proprio non ce la fate? Ecco a me è capitato con questo libro, dal titolo intrigante, a cui ho detto no per quasi sei mesi per poi capitolare in una calda giornata di luglio. Se dovessi scegliere un libro che ha marcato il 2011, un libro avvincente, romantica, appassionante e bellissimo, sceglierei senza dubbio questo. E infatti a Natale l’ho regalato a chiunque, tanto più che in Francia è diventato un caso letterario e in Italia praticamente non se l’è considerato nessuno. Leggetelo che merita.

La sovrana lettrice, di Alan Bennet
Il 2011 è stato anche l’anno della Ronda Letteraria di Expatclick e questo divertente libro sulla regina d’Inghilterra appassionata lettrice ne fa parte.

Lexi Smart a la memoire qui flanche, di Sophie Kinsella
Samantha bonne à rien faire, di Sophie Kinsella

Les petits secrets d’Emma, di Sophie Kinsella
L’accro du shopping à Manhattan, di Sophie Kinsella
L’accro du shopping a une soeur, di Sophie Kinsella
L’accro du shopping attends un bébé, di Sophie Kinsella
Drole de mariage, di Sophie Kinsella

Se mi sono data alle letture rosa e un pò frivole, è tutta colpa di Sophie Kinsella.  E dire che la prima volta che avevo letto di Becky e della sua passione per lo shopping non mi era piaciuta nemmeno un pò, anzi la trovavo fastidiosa. Si vede che non era il momento per leggerlo, perchè quest’anno in quattro e quattr’otto mi sono finita le avventure di Becky e ci ho aggiunto le altre storie dell’autrice.

The people’s republic vol 2, di Rob Sheely
Uno dei libri della Ronda che ho meno apprezzato, forse perchè la lettura in inglese non mi è ancora così agevole.

Isole, incontri, pub, soprattutto pub, di Ian Marchant
Un folle tour dei pub inglesi, dal più a sud al più a nord, dal più antico al più recente. Bref, un libro che ti fa venire voglia di seguire l’esempio dell’autore e avventurarsi alla scoperta dei pub. Scoperto anche lui grazie alla Ronda.

Je vous emmène au bout de la ligne, di Rodolphe Macia
O come ti faccio conoscere il metro parisien senza annoiarti.

Casper il gatto pendolare, di Susan Finden
Tutti i gattofili conoscono la storia di Casper, il gatto che amava prendere l’autobus, ma per chi non ne avesse ancora sentito parlare, la sua padrona l’ha raccontata in un libro.

Heat Wave, di Richard Castle
Per i fans delle serie tv, il libro tratto dal libro scritto da Castle nell’omonima serie tv.

The Secret River, di Kate Greenville
Direttamente dall’Australia, la storia della nascita di questo paese dalle mani dei criminali inglesi e dei loro conflitti con gli autoctoni.

Sharon e mia suocera, di Suad Amiry 
Israele era uno dei paesi compresi nella Ronda ed ecco qua il libro scelto per raccontarcelo.

Les hommes vient de Mars, les femmes viennent de Vénus, di John Gray
Carino, soprattutto la storia della grotta, ma un pò prolisso. A metà libro si capisce dove l’autore vuole andare a parare e tutto il resto è noia.

Ai figli dei miei figli, di Sindiwe Magona
From Sud Africa e sempre per la Ronda. Quest’anno ho davvero viaggiato in tutto il mondo, con libri uno più bello dell’altro.

La caduta dei giganti, di Ken Follett
Ah i libri storici sono la mia passione (sì come il fantasy e i classici, e allora?) e Ken Follett sa fare il suo sporco mestiere, non c’è che dire. Regalo di Natale della cugy ampiamente apprezzato.

L’enfant, di Jules Vallès
Questo l’ho preso in prestito a mia suocera e forse sarà anche il caso di restituirglielo. Libro autobiografico (sì, mi piacciono anche le autobiografie…)

Le rouge et le noire, di Stendhal
Mi ero ripromessa di leggerlo fin dai tempi del liceo e quest’anno, infine, ce l’ho fatta. Ora posso anche restituirlo a mia suocera. Interessante, ma meno bello di quanto mi aspettassi, cosa non fanno le aspettative lunghe dieci anni…

Madame Bovary, di Gustave Flaubert
Stesso discorso per il libro sopra, solo che questo mi è piaciuto molto di più.
 

 

Manga 2011

Published 21 gennaio 2012 by nimerya

Il 2011 è stato un anno ricco di manga, tra la ripresa di vecchie serie, l’inizio di alcune nuove e, soprattutto, la scoperta di alcune serie che mi erano sfuggite. Bisogna dire che, certo,  non è facile seguire la pubblicazione italiana E francese (ma per un certo periodo anche inglese) e che un giorno dovrò pur fare alcune scelte, ma per ora non ne vedo davvero l’utilità quindi continuerò così.
E ora la parola ai manga letti quest’anno divisi in tre categorie: iniziati prima del 2011, nel 2011 e recuperati in fretta e furia.

Manga iniziati prima del 2011 

xxHolic (CLAMP) - concluso
Ah le CLAMP e le loro opere misteriose e bizzarre. Questa andava in tandem con Tsubasa Reservoir Chronicle e ammetto che mi ci vorrebbe una seconda lettura di tutti i 19 volumi per apprezzarla (e capirla?) a fondo, tanto più che prendendolo in italiano passavano mesi tra la lettura di un volumetto e l’altro. Il più? La presenza di Mokona, di cui sono una grandissima fan dai tempi di Rayearth.

Cesare (Fuyumi Souryo) - in corso
Una delle mie mangaka preferite e più “mature”, qui impegnata nella ricostruzione della vita di Cesare Borgia. La pubblicazione italiana segue quella giapponese, quindi in pratica un volume l’anno, ma la lettura vale l’attesa.

Crimson Hero (Mitsuba Takanashi) - concluso
Shojo sportivo sulla pallavolo. Carino, ma forse tirato un pò troppo per lunghe e lontano dai fasti di Lui, il diavolo con cui l’autrice si è fatta conoscere.

Alice Academy (Tachibana Higuchi) - in corso
Iniziato come manga super kawaii per bambini, ha virato su temi sempre più seri via via che la pubblicazione continuava. Forse resta un manga kawaii per bambini e non per quasi trentenni, ma a me piace un sacco e Mikan e Natsume sono troppo troppo troppo pucci.

Five (Shiori Furukawa) - in corso
Iniziato a leggere tramite scans, non ho potuto resistere all’acquisto una volta arrivato nelle fumetterie francesi. Shojo scolastico divertente, senza troppi più, adatto ad una mezz’ora di svago e di spegnimento del cervello.

Special A (Maki Minami) - concluco
Stesso identico discorso per Five. Storia leggera, personaggi divertenti, lettura piacevole.

Trinity Blood (Kiyo Kyujo) - in corso
Tratto da una serie di light novel giapponesi, in Italia esce talmente a singhiozzo che boh, praticamente non so nemmeno più come evolve la storia. Meriterà una rilettura la prima volta che resterò più di tre giorni a Genova (ah ah ah). Parla di vampiri. E di preti.

Gunslinger Girls (Yu Aida) - in corso
In un futuro imprecisato, ma nemmeno troppo futuro, l’Italia è preda di attacchi terroristici. Per fronteggiare la situazione lo Stato ha creato l’Ente Pubblico per il Benessere Sociale che, in pratica, utilizza bambine vittime di violenze, di malattie o incidenti invalidanti, come cyborg da guerra. Una figata pazzesca. Esiste anche la versione anime in 13 episodi.

Vampire Knight (Matsuri Hino) - in corso
Una scuola dove studenti umani e studenti vampiri convivono pacificamente. Adoro il tratto della sensei che rende i personaggi maschili dei fighi pazzeschi (sì sono una fangirl fangirlosa), ma anche qui tra l’uscita italiana a singhiozzo e la mia lettura ancora più a singhiozzo ho completamente perso il filo della storia e dovrei un pò ricominciarlo.

DNAngel (Yukiru Sugisaki) - in corso
All’inizio era carino, ma esce una volta ogni tremila secoli e ho un pò perso interesse nella storia. Possibile abbandono (ed è raro per me).

FullMetal Alchemist (Hiromu Arakawa) - concluso
Questo penso non abbia bisogno di nessuna presentazione, è uno dei manga più belli che abbia letto negli ultimi anni, tanto più che si allontana completamente dal mio genere preferito, lo shojo scolastico.

Zombie Loan (Peach Pit) - concluso
Questo ammetto di averlo comprato solamente perchè avevo adorato Rozen Maiden, l’opera precedente delle autrici, e siccome sono una pazza collezionista mi piace avere tutte le opere dei vari mangaka. Ma boh, carino ma senza più.

Bokura Ga Ita (Yuki Obata) - in corso
Ecco questo è l’esempio di manga che era iniziato benissimo (e infatti io me l’ero perso e ho dovuto recuperarlo al volo nel 2010) e che man mano che la storia si allungava è andato un pò a quel paese. Sarà che è stato fermo a lungo, sarà che quando gli autori sono costretti ad allungare il brodo non ne esce mai niente di buono, sarà che i gusti cambiano, ma ultimamente non mi regala più le stesse emozioni.

VB Rose (Banri Hidaka) - in corso
Ecco, questo l’avevo iniziato a Dublino in un momento di crisi d’astinenza da manga e poi l’ho continuato in inglese perchè mica si cambiano le collezioni in corso d’opera nonostante sia uscito anche in Italia. Peccato che la casa editrice americana abbia chiuso a due numeri dalla fine e non saprò mai come va a finire. Che nervoso!

Il grande sogno di Maya (Suzue Miuchi) - in corso
Glass no Kamen è un pò un must per gli appassionati di manga. A lungo interrotto a causa del perfezionismo dell’autrice, la pubblicazione è ricominciata qualche anno fa e forse riusciremo a vedere la fine di questa bellissima storia iniziata 34 anni fa.

Ciel: the Last Autumn Story (Rhim Ju-Yeon) - in corso
Con i manwha, che in soldoni sono i manga coreani, ho un pò rapporto un pò strano, sarà che non ne ho ancora l’abitudine, ma rari sono quelli che riescono davvero a convincermi. Ciel si trova tra questi grazie alla storia delicata e struggente, alle tinte fantasy e ai siparietti comici. Il tutto talmente ben dosato che sono davvero felice che la J-Pop non ne abbia abbandonato la pubblicazione nonostante le vicende (e le uscite) altalenanti.

Kobato (CLAMP) - in corso
Ah le CLAMP (e due).  Opera completamente differente da xxHolic e Gate 17 (giusto per citare le due opere presenti nella lista). Se dovessi scegliere una definizione assolutamente random direi : dai toni pastello, non so perchè, saranno le copertine, ma ogni volta che penso a Kobato penso ai colori pastello.

Mes Chères Filles (Kim Hee-Eun) - in corso
Adattamento coreano (e unico altro manhwa che leggo) di Piccole Donne. Che poi adattamento non è la parola giusta perchè l’autrice prende come spunto le quattro sorelle March e l’epoca  in cui vivono, per poi costruire una storia completamente indipendente con Beth come protagonista.

Momo (Mayu Sakai) - in corso
Shojo scolastico carino e puccioso che era iniziato bene, ma poi boh, l’impressione è che l’autrice abbia perso la voglia di continuarlo e ci sta infilando una fine un pò a caso. Per fortuna manca solo l’ultimo numero.

Arata (Yuu Watase) - in corso
Adoro le opere fantasy della sensei Watase e questo non fa eccezione, tanto più che sono rari i manga che leggo e che hanno un personaggio maschile come protagonista.

Chi’s Sweet Home (Kanata Konami) - in corso
La storia tenerissima dell’adozione di un gattino che ha perso la sua mamma. Ok, forse è più per bambini che per quasi trentenni, ma mi fa troppo ridere e mi sembra di leggere le avventure di Muffin. E’ anche l’unico manga che sono riuscita a far leggere all’uomo.

Manga iniziati nel 2011

Gate 17 (CLAMP) – in corso
Ultima fatica di queste mangaka e infatti sono usciti solamente due numeri e  ogni volta mi chiedo perchè le CLAMP non finiscano alcuni manga prima di incominciarne altri, ma visto che tanto sono sempre lì a comprarli non appena escono vuol dire che sono delle furbacchione e io mi merito tutte le opere interrotte :)

Lady And Butler (Rei Izawa) - in corso
Shojo scolastico. Io non ci posso fare niente, non riesco a dire di no a un manga scolastico, proprio non ce la faccio, soprattutto se ha la copertina rosa e non è uno smut (che ora vanno tanto di moda e io li trovo insulsi).

Seiyuu ka (Maki Minami) - in corso
Sì lo ammetto, l’ho iniziato solamente perchè è della stessa autrice di S.A, ma fa parte di quei manga che si leggono volentieri per rilassarsi un pò, magari su un treno che ti porta al lavoro.

Fight Girl (Tsubaki Izumi) - in corso
Ecco questo l’ho preso perchè volevo un manga scolastico divertente e con una protagonista un pò differente dalle altre e l’idea di Mafuyu, ribelle dal cuore tenero, che ritrova a capo dei teppisti della sua scuola, senza volerlo, mi era piaciuta un sacco.

Shori No Akuma (Yoko Maki) - concluso
Questo, invece, l’ho preso solamente perchè era una serie breve (3 volumetti) di Maki-sensei e lei di solito fa delle storie davvero carine.

Stardust Wink (Nana Haruta) - in corso
Idem per questo, mi piace l’autrice e il tipo di shojo frizzanti che fa, anche se assolutamente e completamente per ragazzine. Però ogni volta i suoi manga mi prendono un sacco (perchè sono una quindicenne inside) e ammetto che ancora non so quale dei due pretendenti mi piaccia di più e quindi faccio il tifo per tutti e due lol.

We Are Always (Ayu Fujimiya) - in corso
Anche questo l’ho cominciato un pò a caso, ma è davvero tenero e carino. Ah le mie motivazioni sono sempre così sensate !!!

Akuma to Love Song (Miyoshi Toumori) - in corso
Questo l’avevo iniziato secoli fa con le scans e mi fa impazzire, con la protagonista che dice sempre quello che pensa e che da un nome alle scarpe (e gli canta pure una canzone).

Princesse Sakura (Arina Tanemura) - in corso
Volevo provare un’opera della mangaka e piuttosto che recuperarne di vecchie già concluse ho preferito iniziarne una nuova.

Hime-Chan no Ribon (Megumi Mizusawa) - in corso
Chi non si ricorda dell’anime Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare?  Ecco, io da piccola ero un’enorme fan e ho sempre sognato di leggere il manga originale. Tra l’altro rivelerò un segreto:   avevo chiamato il mio diario segreto come Erika, la principessa del manga. No, non ero facilmente influenzabile da piccola, proprio per niente.

Strobe Edge (Io Sakisaka) - in corso
Una delle scoperte più piacevoli ed interessanti dell’anno.

Lady! (Yoko Hanabusa) - in corso
Milly un giorno dopo l’altro era un altro dei miei anime preferiti da piccoli e che gioia scoprire che, infine, un editore si è degnato di portarlo in Italia. Tanto più che sono curiosissima di scoprire le differenze, che sicuramente ci saranno, tra manga e anime.

Chitose Etc (Wataru Yoshizumi) - in corso
L’ultima opera della sensei Yoshizumi che mi piace un sacco, probabilmente solo perchè è i suoi sono stati tra i  primi manga che ho letto pi di dieci anni fa e le sono un affezionata.

Crash! (Yuka Fujiwara) - in corso
Un manga carino da leggere in treno, su un autobus, in giro o in salotto per staccare un pò il cervello.

Manga recuperati in fretta e furia (più o meno)

Sugar Family (Akira Hagio) - in corso
Questo è solo colpa delle scans. Io volevo leggerlo online gratis, illegalmente (?) e tra una pausa tra un manga e un altro, ma poi l’ho trovato carino e ho visto che dei sei numeri totali, due erano già usciti in Francia…

Kiss And Never Cry (Yayoi Ogawa) - concluso
1. pensavo che gli josei non mi piacessero. 2. avevo smesso di prendere nuove serie in Italia che tanto sto in Francia. Ma una serie sul pattinaggio? Seriously? E io me la faccio mancare? Ecco, appunto. Quindi ho obbligato la mia fumettaia di fiducia a ritrovarmi tutti i numeri una volta il manga concluso ( e infatti ancora me ne manca qualcuno). Comunque è meraviglioso.

Dengeki Daisy (Kyousuke Motomi) - in corso
THE manga dell’anno. Come abbia fatto a farmelo scappare fino a tre mesi fa proprio non lo so, ma grazie alle scans che mi hanno permesso di rendermi conto della sua esistenza e grazie alla FNAC per aver tenuto tutti gli arretrati.  E’ stupendo, mi prende un sacco, mi fa ridere, piangere, sospirare (così celeste. she’s my baby O.o) e lo consiglio caldissimamente a tutti.

Pizzeria

Published 20 gennaio 2012 by nimerya

Premetto che non faccio parte di quella categoria di italiani che, anche se sono all’estero, vogliono magiare italiano a tutti i costi. Uno: perché non ha senso, ogni paese ha tante cose buone da mangiare senza ricorrere ai “ristoranti italiani”. Due: perché i cosiddetti ristoranti (o pizzerie) sono cari come l’oro e, spesso e volentieri, fa pure schifo. Tre: se proprio sono davvero obbligata a mangiare una pizza, o un piatto di pasta, all’estero perché magari qualcuno mi ci invita, cerco sempre di non dimenticare che non sono in Italia.

Ma tant’è io alla pizza non so resistere e ne sono un pò dipendente. Colpa dei miei genitori, ovviamente, che quando ancora vivevo a Genova mi hanno abituato alla pizza del giovedì sera. Ah la pizza(rigorosamente d’asporto) del giovedì sera! Solo a pensarci comincio a sbavare. E mi rendo conto che non è una bella immagine.
Tornando alla mia dipendenza, essendo  qui in Francia la pizza un piatto prelibato e da almeno 10 euro 10 a pizza, ma anche 12 o 13 volendo, non è che abbia potuto mantenere il trend di una pizza a settimana. Anche perché valla a trovare una pizza davvero buona che ti dia l’impressione di non star sprecando i 10 euro 10, ma anche 12 o 13.
Ora, finché vivevo nella ridente (?) periferia parigina, avevamo trovato due pizzerie da asporto discretamente buone, tenendo sempre conto che dico buone per i canoni esteri, tenute da simpatiche famiglie arabe che, l’una, ti faceva due pizze al prezzo di una e, l’altra, te le faceva pagare 5 euro e quindi una pizza ogni 15 giorni ci poteva anche stare.
Dopo il trasloco nel centro lionese, invece, la situazione è risultata drammatica: la pizzeria sotto casa non è pessima, ma una pizza costa MINIMO 14 euro e 14 euro per una pizza mi rifiuto di pagarli per principio, anche se fosse la pizza più buona del mondo. La seconda pizzeria che abbiamo trovato era una catena di pizze da asporto e se te la vai a prendere, invece che fartela consegnare, la grande la paghi come la media, la media come la piccola e la piccola no, non te la regalano, ma la paghi come una piccola. L’abbiamo presa una volta perché si trova proprio accanto alla palestra, ma non mi ricordo più il gusto che aveva, quindi non credo sia un buon segno.
Infine, il 13 gennaio siamo andati a cena fuori perché era il mio onomastico (e l’anniversario di matrimonio dei miei) e anche se lontani si festeggia andando a mangiare una pizza. Sì, sono quel genere di persona che le tradizioni no, non si abbandonano nemmeno morti (e infatti ho esportato anche la Befana e ho preparato la calzetta anche al gatto, ma questo è materiale per un altro post). Dicevo, siamo andati a cena fuori e siamo andati in questa pizzeria, Le comptoir de la Pizza, che dal nome diresti una pizzeria da asporto e invece no, è una pizzeria vera con un bel forno a legno e un tiramisù divino. Intanto la pizza costa 9 euro 9 invece che 14 come nel resto del quartiere (ah le gioie di vivere in centro città), l’atmosfera è familiare come piace a me, la pizza è finissima come piace a me e delle dimensioni di una vera pizza, poi va beh come formaggio ci mettono l’emmental e a momenti mi viene un infarto, ma solo dopo averla ordinata ho scoperto che si può richiederla con la mozzarella per un euro di supplemento. Se la mozzarella me la porto da casa dite che non me lo chiedono il supplemento?
Quindi, emmental a parte, penso che andremo sempre a prenderla lì.  Oppure ricomincerò ad importare dall’Italia (leggasi, infilare in valigia) scatole su scatole di pizza Catarì e costringerò l’uomo a prepararmela.

Per informazione, la pizza più costosa l’ho trovata a  Dublino un 13 gennaio di qualche anno fa. La taglia più piccola costava intorno ai 20 euro e giuro che non era una pizzeria di “lusso”. Inutile dire che non appena abbiamo visto i prezzi abbiamo richiuso i menù e ce ne siamo andati, con aria sdegnata.
La pizza estera più buona, invece, l’abbiamo mangiata ad Amboise giusto di fronte al castello e no, non costava tantissimo, sarà che era mezzogiorno, ma non l’abbiamo pagata più di 10 euro 10. E infatti ci diciamo sempre che, non pagando il treno, potremmo tornare ogni tanto a mangiarcene una.

Vitamina D – Il Ritorno

Published 9 gennaio 2012 by nimerya

Della mia carenza di vitamina D ne avevo già parlato l’anno scorso , ma giovedì sono andata dalla Dottora nuova e lei ha riguardato tutto gli esami.
Non appena ha visto il valore, altissimissimissimo, della vitamina D ha letteralmente sgranato gli occhi  (e forse anche spalancato la bocca) ed ha esclamato:

Dottora: Ma vivevi in una grotta?
Io: No a Parigi
Dottora: ….
Io: ….
Dottora: E non c’è MAI il sole?
Io: Praticamente mai.
Dottora: Non credo di aver mai visto un valore così basso per la vitamina D.

A difesa della mia amica Vitamina devo dire che la Dottora è giovine giovine, avrà giusto qualche anno più di me, quindi magari è solo per quello che non ha mai visto un valore così basso, non perchè il mio sia un caso eccezionale…forse…comunque non mi ha prescritto un nuovo controllo quindi vuol dire che in fin dei conti non sto per morire e va bene così.
In compenso mi ha prescritto il richiamo dell’antitetanica perchè, pare, si debba fare ogni 10 anni e io li abbia superati già da un pochino (tipo 4 o 5 anni fa, l’altro ieri quindi) e ha preso a cuore la situazione delle mie ovaie e mi ha dato i contatti del luminare lionese per questi casi. Prometto che un giorno aggiornerò sulla situazione delle mie ovaie (uh che argomento interessante) e di questo anno e, quasi, mezzo di attesa e di tentativi infruttuosi di riproduzione.
Un giorno, forse….

Cine 2011

Published 31 dicembre 2011 by nimerya

Gennaio 

Life as We Know It (Tre all’improvviso)
Tangled (Rapunzel – L’intreccio della torre)
Little Fockers (Vi presento i nostri)

Febbraio

Last Night
Largo Winch 2
The King’s Speech (Il discorso del re)

Marzo

Ma part du gâteau
Tous les soleils

Aprile

Morning Glory (Il buongiorno del mattino)

Maggio

Thor

Giugno

X-Men: First Class (X-Men – L’inizio)
Rio
Kung Fu Panda 2

Luglio

L’Élève Ducobu
Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II (Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II)
Mr. Popper’s Penguins (I pinguini di Mr. Popper)
Cars 2

Agosto

Super 8
Horrible Bosses (Come ammazzare il capo… e vivere felici)
One Day

Settembre

Habemus Papam
No Strings Attached (Amici, amanti e…) 

Novembre

Drive
A Monster in Paris
The Ides of March (Le idi di marzo)
Tower Heist (Tower Heist – Colpo ad alto livello)

Dicembre

The Lady
Puss In Boots (Il Gatto con gli stivali)
Les Lyonnais
Intouchables
New Year’s Eve (Capodanno a New York)

OUI FM – La Radio Rock

Published 16 dicembre 2011 by nimerya

Era l’ultimo anno delle medie (o forse la prima superiore) quando scoprii, in macchina con mio padre, le frequenze ballerine di Rock FM e mi si aprì un mondo, per la gioia del Vichingo che fino a quel momento aveva dovuto tollerare Radio Nostalgia e TamTam Network. Oh, capita a tutti di fare errori di gioventù!
Comunque, scoprii Rock FM e scoprii il rock (e il metal, ma per quello dovetti aspettare ancora un paio d’anni) e la mia vita non fu più la stessa, tanto che la mia cultura sulla musica pop si ferma a Laura Pausini, quella de La Solitudine, gli 883 e un pò di Jovanotti, o Lorenzo che dir si voglia. Quindi non cercate di parlare musica con me, perché il mio unico commento sarà “CHI?”, ma qui stiamo divagando.
Dicevo che grazie a Rock FM scoprii moltissimi gruppi e cantanti che, altrimenti, nessuno dei miei amici di allora (ma nemmeno molti di adesso mi sa) avrebbero potuto consigliarmi.
Quindi si può immaginare con che stato d’animo abbia accolto la notizia della chiusura della radio nel 2008. Ecco, bravi. Praticamente non ho più ascoltato una qualsiasi stazione radio da 3 anni a questa parte. Fino a ieri quando, colta dalla disperata mancanza di musica (sì perché non ascoltando più radio sono rimasta fossilizzata ai gruppi esistenti fino al 2008, di tutto quello che c’è stato dopo non so nulla), mi sono messa a cercare l’esistenza di una radio rock francese.
E l’ho trovata!

Tutta questa pappardella, quindi, solamente per dire che è da ieri che sono sintonizzata sulle frequenze di OUI FM e mi sto lentamente rimettendo in pari con tutto quello che è uscito in questi ultimi tre anni, scoprendo anche nuovi-vecchi gruppi/cantanti che mi erano sfuggiti all’epoca.

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