Riflessioni sparse da confinamento

Confinamento, giorno 40 e più.

Con grande ottimismo, all’inizio del confinamento francese pensavo di guadagnare tempo libero da utilizzare per leggere libri, scrivere blog, guardare serie tv.  Ovviamente mi ero dimenticata della presenza dei bambini 24h/24h, dello smart working, della cucina, delle lavatrici, etc…

Libri letti in 40 e più giorni? Ho iniziato “Le journal de ma disparition” di Camilla Grebe e sono ferma a pagina 138.
Sul lato delle serie TV va un pochino meglio perché, sfidando la stanchezza mortale che mi coglie la sera (dovuta anche al fatto che i Bloppini sono passati dall’andare a letto alle 20h30 ad addormentarsi alle 22h) sono riuscita a rimettermi in pari con Bull, All Rise, New Amsterdam, Chicago Med, FBI e FBI: Most Wanted. D’altronde, o leggo o guardo serie TV o dormo.

I Bloppini ieri sono finalmente usciti per approfittare dell’ora d’aria quotidiana consentita, a non più di 1 km da casa. Noi ci saremo allontanati, boh, di 300 metri. Siamo andati a guardare i cantieri, che sono tutti fermi tranne quello dei giardinetti davanti alla scuola. Abbiamo salutato la scuola e visto degli operai che dipingevano delle zone di attesa davanti ai cancelli, per preparare la riapertura dell’11 maggio (manderemo Blop? Ancora non abbiamo deciso) .
Dopodiché siamo rientrati nel giardino condominiale, bello vuoto grazie al tempo grigio, e hanno fatto due giri di corsa. Dopodiché erano stanchi, sudati e col fiatone e sono voluti rientrare a casa. Devo dire che mi hanno fatto molta tenerezza.

Per quanto riguarda la didattica a distanza e i contatti con la scuola, la maestra di BlopBlop organizza dei video incontri/lezioni due volte a settimane e manda via mail una specie di giornalino con le foto dei bambini e le loro attività.
La maestra di Blop, che ricordiamolo é in prima primaria, telefona a casa ogni 15-20 giorni per sapere come va, altrimenti manda il piano settimanale dei compiti via mail e fine. Blop comincia a sentire la mancanza dei compagni e chiede perché suo fratello li puo’ vedere al computer e lui no.

Per finire, un nota positiva  : non sono ingrassata. Considerato che da che sono a casa ho sperimentato : la pizza, la farinata, la torta di riso, i friscieu é quasi un miracolo. Mancano giusto la focaccia e il tocco e poi mia nonna, pace all’anima sua, mi manderà un certificato da cuoca ligure doc. 

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L’ottimismo ai tempi del coronavirus

Francia.

Giorno 1 di scuole chiuse.
Blop : BlopBlop non rovesciare il latte perché da adesso non dobbiamo sprecare più cibo, tra un po’ non ce ne sarà più
Mamma: è vero che deve fare attenzione, ma il cibo nei negozi rimarrà
Blop: no, non ce ne sarà più. Il sole esploderà, moriranno le api che non impollineranno i fiori e non ci sarà più cibo. Moriremo tutti.

Dalla casa dell’ottimismo è tutto.

Il giorno in cui scoprii di sentirci poco

Nella lontana estate 2009, durante una visita di medicina del lavoro a Eurodisney, mi dissero che sentivo leggermente meno dall’orecchio destro. Niente di che, considerato l’alto volume con cui avevo sempre ascoltato la musica con gli auricolari (male, molto male, non fate come me!) . La cosa fini’ li’ e non mi preoccupai oltre, d’altronde fui presa da altri problemi di salute (ciao tiroide, ciao).

Finché 10 anni dopo, nell’ottobre 2019, durante un’altra visita medica del lavoro, ci siamo accorti che l’orecchio destro sentiva MOLTO meno del normale e il medico del lavoro mi ha spedito dalla mia generalista che, a sua volta, mi ha spedito dall’otorino.
Dopo tutta una serie di esami, il verdetto é stato che ho perso il 37 % dell’udito dall’orecchio destro (sordità lieve, la sordità media inizia dal 40% di perdita) e che siccome il suono entra, ma non si propaga é sicuramente un problema degli ossicini che sono nell’orecchio e che non funzionano bene. Una malattia rara, soprattutto femminile e gentilmente genetica (si, mia madre ci sente male da tempo), ma “non cosi rara signora, ben il 2% della popolazione ne é colpita”. Ah beh allora, é decisamente rassicurante.
Ora ho vinto una bella TAC all’orecchio per confermare la cosa, ma tanto non é che ci protro’ fare più di tanto perché le opzioni che mi ha prospettato sono:

1. se la sordità non mi disturba, controllare ogni tanto e non fare niente
2. mettere l’apparecchio acustico
3. operare

Per chi se lo chiedesse, si mi ero già accorta che non ci sentivo benissimo, soprattutto quando Blop mi parlava, ma ingenuamente pensavo fosse normale, visto che non lo sentivo essenzialmente quando eravamo per strada, che mi camminava davanti e in una lingua “straniera”. Ah beata ingenuità! D’altro canto non ho particolari problemi quando sono ad una riunione o c’è più gente che parla contemporaneamente, quindi mi sembrava impossibile avere problemi di udito.

Prima o poi prenotero’ la TAC, ma mi sa che me la prendo comoda tanto non é che ci sia granché da fare.

Di TAC e donut

Stamattina BlopBlop ha fatto una TAC alla testa per vedere se si sta richiudendo tutto come dovrebbe.
Gli avevo detto che avrebbe fatto una foto alla testa e ci siamo allenati a stare qualche minuto sdraiati immobili, io lui e Blop.

Arrivati in radiologia, la dottoressa gli dice che avrebbe fatto una foto alla testa con quello strano macchinario che assomigliava a un donut e lui le ha detto che, non solo assomigliava a un donut, ma anche ai cereali che aveva mangiato prima di andare.
E no, non aveva bisogno della cintura di sicurezza perché si era allenato con suo fratello a stare immobile come una statua, ma che se poteva voleva tenere il ciuccio e il peluche unicorno.

Il serial killer dei pantaloni

Che i bambini giochino spesso per terra e, magari, rovinino qualche pantalone é un dato di fatto. Non era nemmeno un problema, all’inizio. Né al nido, né durante il primo anno di materna Blop era rientrato a casa con troppi pantaloni rotti.
La materna nuova, essendo una scuola provvisoria fatta di prefabbricati e cortile in cemento, si é rivelata un problema per i pantaloni del primogenito che, pian piano, rientravano sempre più bucati e mal ridotti.
Quest’anno, finalmente, abbiamo la scuola definitiva, una bella costruzione nuova, col logo “scuola verde“. Quando uno sente “scuola verde” si immagina, come minimo, un immenso cortile pieno d’erba. Magari qualche albero, magari no, ma almeno l’erba. Invece la scuola é verde perché ha una zona per l’orto sul terrazzo e una zona con qualche albero e qualche pianta, recintati, a cui i bambini potranno accedere, forse, in base ai progetti pedagogici.
Il cortile, lui, é di orribile cemento. Senza giochi. Quindi i bambini fanno uso di molta fantasia, che é anche una cosa bella, ma in tre settimane Blop ha già distrutto sei pantaloni. Stasera, all’uscita da scuola, nel vederlo con uno strappo che lasciava fuori tutto il ginocchio e pure un po’ di gamba, mi é scappato un “domani vai a scuola in pantaloncini corti” che ha fatto parecchio ridere gli altri genitori.

Se penso che, durante la pre visita della scuola, alla mia domanda sul perché non ci fosse, non dico erba ma almeno della terra al posto del cemento, l’assessore all’educazione mi ha risposto :

“Signora, gli altri genitori poi si lamentano che i bambini tornano a scuola SPORCHI a causa dell’erba e della terra” 

ora mi verrebbe da spedire, a lui e agli altri genitori, gli scontrini dei quintali di pantaloni e toppe che mi tocca comprare.

La riunione di classe

Ieri c’é stata la riunione della classe di Blop e ho subito colto l’occasione per vedere la maestra e l’interno della classe, ma sopratutto per recuperare le tre felpe che Blop ha lasciato appese all’appendiabiti in queste due settimane. Pare che sia uno sforzo sovrumano metterle nella cartella per riportarle a casa.

Sui banchi ci aspettavano dei graziosi biglietti fatti dai nostri bambini. I genitori presenti erano circa la metà della classe e ho avuto la bella sorpresa di scoprire che la classe ha perso qualche alunno e sono “solamente” in 24, di cui i due terzi maschi. Rispetto alle classi da 30 alunni siamo stati fortunati.
I bambini sono venuti con me e Blop, entrando in classe, ha abbracciato la maestra. Per lui che non é né tattile né coccolone, è una reazione più unica che rara.

La maestra ci ha spiegato il funzionamento della classe, i vari rituali, le differenti attività:
– il lunedi mattina, andranno in piscina. Blop voleva che lo iscrivessimo a un corso di nuoto, ma ci siamo organizzati tardi, quindi questa attività cade a pennello.
– parteciperanno al progetto “Scuola e Cinema” andando per 3 volte al cinema. La classe di Blop aveva già partecipato l’anno scorso ed era stata una bella esperienza, speriamo lo sia anche quest’anno.
– andranno (o ospiteranno in classe, ancora non é stato deciso) al Centro Kapla.
Alcune mamme hanno chiesto se non si potevano organizzare più cose, anche facendo contribuire la famiglia o organizzando varie vendite di beneficienza perché queste uscite gli sembravano insufficienti (o forse poco culturali?)

Le perplessità, non mie ma degli altri genitori, sono aumentate quando la maestra ha iniziato a dire che non aveva preso i manuali di matematica, perché avrebbe usato l’ MHM (méthode heuristique mathématique),un metodo recente in cui si privilegiano il gioco e la manipolazione, invece degli esercizi matematici scritti. Stessa cosa per le scienze, molti esperimenti e poco scritto che rimarrà “confinato” ai 30 minuti quotidiani previsti dal programma.
Pochissimi compiti, ogni tanto ci sarà da rileggere insieme le schede viste in classe, ma soprattutto la maestra consiglia di leggere col proprio figlio libri, fumetti, confezioni alimentari, cartelli stradali, etc…
L’idea della maestra sarebbe di creare uno spazio libero in cui i bambini in vari momenti possano muoversi, scegliere dove sedersi e avere vari angoli dedicati a differenti tematiche come il mobile della matematica, quello della scienza, la biblioteca e cosi via.

A me sembrano bellissime idee, probabilmente anche parecchio adatte a Blop e non vedo l’ora di vedere come saranno messe in pratica. Purtroppo gli altri genitori non avevano l’aria entusiasta quanto me.

classe

La prima settima

Prima settimana scolastica/lavorativa per tre membri su quattro della famiglia.

BLOP

La prima mattina é stata difficilissima. Io e mia suocera l’abbiamo accompagnato nel cortile della scuola e lui si é attaccato a me piangendo disperato. Dopo esserci presentate alla maestra, che ha un’aria dolce e simpatica, siamo rimaste un po’ li con lui, ma poi sono dovuta correre al lavoro e lui é rimasto, sempre piangente, con la nonna.  Quando anche la nonna é dovuta andare via, ha tentato di inseguirla correndo e piangendo per il cortile, finché la bidella non l’ha bloccato e l’ha trascinato dalla maestra. Non si sa come abbia passato la giornata, ma all’uscita era contento e sorridente (voci di corridoio dicono che abbiano passato la mattina a fare le addizioni e lui, per sbaglio, abbia risposto a quelle per i bambini di seconda).
Dal martedi’ mattina tutto normale : corre dentro a scuola per giocare coi suoi compagni, mettendo a posto il vassoio (hanno un self) ha fatto cadere tutto, rompendo piatti e bicchieri, non puo’ più mangiare vicino al suo amico I. perché fanno casino, venerdi la maestra ha bloccato mio marito per dirgli che Blop ha difficoltà a stare seduto quando si annoia (l’avrà sospettato lei? glielo avrà chiesto? da dove esce la nozione di noia non si sa) e ha tagliato gli adesivi che aveva in più per poi incollarli per terra.
Non é passata nemmeno una settimana interna dall’inizio della scuola che la maestra é già venuta a parlarci.  Lui é comunque contento di andare a scuola, quindi va bene cosi.  Nel frattempo, su consiglio della pediatra (e della psicomotricista) ha iniziato a vedere una psicologa e vedremo come andrà.

BLOPBLOP

Settimana scolastica ridotta e spezzettata per il piccolo di casa: lunedi, giovedi evenerdi mattina, più il mercoledi mattina che, pero’, é facoltativo e giocano soltanto.
La prima mattina é andato accompagnato dal papà che é rimasto un’oretta. Pare non abbia pianto, ma non si sia levato il ciuccio. A fine mattinata, comunque, voleva fermarsi a scuola e mangiare a mensa. Dal giorno dopo tutto bene, fa un po’ il timido entrando in classe, ma gioca contento con la cucina in legno, le macchinine e i puzzle. Pare si sia già trovato un amico, il bambino “rosso e nero” (non credo sia milanista).

LA MAMMA

La mamma é stata brava anche lei: non ha pianto, ha cercato di non assillare e non controllare troppo marito e suocera, ha iniziato  a lavorare anche lei capendo subito di essere finita nell’ufficio della follia.
Nessuno le ha dato i diritti di accesso ai programmi che le servono, solo per accedere alla sua email ci sono volute 24h e per accedere a tutte le altre del servizio altre 24h.
Uno dei suo compiti é occuparsi dei dossiers dei professori non di ruolo che inizieranno a insegnare a fine mese e tali dossiers dovevano essere pronti per fine agosto.
La sua responsabile é nuova anche lei, quindi non sa niente e hanno passato la settimana a incontrare gente per farsi spiegare cose e per fissare nuove riunioni.
Il responsabile del dipartimento lingue, cioé quello che l’ha assunta e dovrebbe spiegarle il lavoro,  era in vacanza fino a giovedi.
Venerdi mattina l’ha incontrata in corridoio, le ha mollato una lista di professori, le ha detto che deve aggiornarla prima del 26 settembre e quindi non c’era fretta. Alle 14h30 di venerdi pomeriggio é entrato in ufficio chiedendo se aveva finito l’aggiornamento della lista (spoiler: non l’ha nemmeno iniziata visto che stava cercando di recuperare i  2 mesi in cui nessuno aveva lavorato, la  segretaria che c’era prima di lei essendo partita a fine giugno).
Venerdi pomeriggio uno studente é rimasto chiuso nel bagno e nell’attesa dell’arrivo del servizio tecnico e/o dei pompieri (era la pausa pranzo e nessuno rispondeva) la responsabile di inglese ha tentato di scassinare la maniglia con un coltello. Alla fine i pompieri hanno spaccato la porta con un piede di porco.
Venerdi mattina, che giornata intesa!, la segretaria precedente é passata per spiegare come funzionava la creazione del planning delle lezioni, dicendo che c’era da far creare i codici dal servizio informatico, verificarli e prenotare le aule per le lezioni col programmino apposito, ma “tranquilla hai tempo, le lezioni iniziano a fine settembre” . Un’ora dopo, mentre cercava di contattare la persona che si occupa della creazione dei codici, é arrivato il professore che si occupa degli studenti-apprendisti e le ha dato ma meravigliosa notizia che le sue lezioni sarebbero iniziate mercoledi prossimo.
Tutto nella norma.

Le classi a doppio livello

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Lunedi i Bloppini tornano a scuola ed è tempo di grandi novità: Blop inizia la prima elementare e BlopBlop il primo anno di materna che, a partire da questo settembre (o forse da gennaio 2020) qua in Francia diventa scuola dell’obbligo.

La classe di BlopBlop sarà una classe mista di piccoli e grandi cosa che, sono abbastanza sicura, sarà utile al piccolo di casa visto che suo fratello ha pensato bene di insegnargli fin troppe cose (ora sta tentando di insegnargli a leggere…) .

Anche la classe di Blop sarà mista, metà prima elementare e metà seconda elementare. Non essendoci abituata (esisteranno in Italia?) sono già più perplessa e chiaramente curiosa sui criteri di scelta. Da un lato sarà sicuramente uno stimolo ad imparare più cose, già a fine anno scorso era contento quando lo mandavano in punizione nelle classi delle elementari perché erano più interessanti, dall’altro sono preoccupata per il suo comportamento e la sua autonomia. Sarà capace di non disturbare nei momenti in cui dovranno lavorare da soli perché la maestra sarà occupata con i più grandi?
Degli 11 alunni di prima elementare, 6 arrivano dalla stessa classe della materna, di cui 2 buoni amici di Blop. Un altro é un nostro vicino di casa che, ormai capito che Blop piange facilmente, si diletta a trovare modi sempre nuovi per farlo piangere, per poi dirgli “piantala di piangere come un neonato”.
Fun fact: se fossero stati tutti presi, Blop e altri due suoi compagni di classe, si sarebbero comunque trovati insieme nella scuola internazionale, invece sono tutti e tre insieme in quella di quartiere.

6 anni

Dov’è finito il mio piccino?
A inizio mese Blop ha compiuto 6 anni. Mi sembra ieri che lo tenevo per la prima volta tra le braccia e, tra nemmeno un mese, inizierà le elementari.

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A 6 anni, Blop é un concentrato di sensibilità ed energia.
La gestione delle emozioni é sempre difficile, piange molto (i suoi compagni di gioco mi dicono spesso “eh ma Blop piange sempre”), gestisce ancora faticosamente la frustrazione, si arrabbia, ma in quest’anno ha comunque fatto molti progressi.
Si preoccupa per i più deboli, dai suoi compagni che sembrano aver subito un’ingiustizia, a suo fratello, ai senzatetto che incontriamo per strada.
Ci tiene che tutti seguano le regole, soprattutto gli adulti, e non si fa scrupoli a far notare quando qualcosa non si deve fare. Per esempio, mentre era Genova con mia mamma ha spesso rimprovera bambini e adulti che salivano coi gonfiabili con/senza scarpe, in base a quanto scritto nel regolamento.

Gli piace giocare a calcio, andare in bicicletta, correre e saltare. Ha paura di mettere la testa sott’acqua, quindi non vuole andare in piscina e non ha ancora imparato a nuotare. A scuola ha qualche difficoltà con tutto quello che comporta scrivere, colorare e disegnare, non ha ancora imparato a leggere, ma é bravissimo in matematica e scienze.
Ama gli animali e si diverte molto quando andiamo dalla mia amica Elle che ha un agriturismo sulle alture di Arenzano.
E’ un contestatore nato, vuole sempre avere l’ultima parole e, ovviamente, ragione.
Adora i giochi di società (ne ha ricevuti tre per il suo compleanno) e, pian pianino, sta imparando a non piangere o arrabbiarsi quando perde.

Le sue passioni del momento, messi da parte i dinosauri, sono lo spazio, i razzi spaziali, le trottole BeyBlade e i Pokemon.
L’altro giorno ha costruito un razzo spaziale ecologico (con delle bottiglie di plastica, insomma) con suo papà e ha passato il pomeriggio ha lanciarlo in giardino, spiegandone il funzionamento a tutti i bambini che passavano.

E’ chiacchierone, ansioso, intelligente, coccolone ma non troppo, socievole ma non troppo. E’ spesso faticoso averci a che fare, ma é il mio amore grande grande.

Il bimbo bilingue

Chi ci conosce sa che, fin dalla nascita, ho sempre parlato a Blop in italiano. Letto in italiano, cantato in italiano. Abbiamo cercato di fargli passare periodi abbastanza lunghi a Genova, possibilità della nonna permettendo.
Lui ha sempre capito l’italiano benissimo, ma mi ha sempre risposto in francese. Mia mamma lo capiva quando parlava un francese da bambino piccolo, quindi non doveva sforzarsi neanche con lei, ma ovviamente crescendo il suo francese é molto migliorato e mia mamma non capisce più, il resto della famiglia ancora meno.
Tutto questo per dire che, allo scoccare dei 6 anni e nonostante qualche timido miglioramento, avevo quasi perso le speranze. La fatica (mia) di parlargli in italiano mentre il mondo intorno ci parlava francese, la traduzione simultanea dei libri francesi (glieli leggo direttamente in italiano nonostante siano scritti in francese, dovrei farne un lavoro) sembravano non pagare.
Invece complice il test d’ingresso nella scuola bilingue, Blop ha scoperto che sapeva parlare molto bene  in italiano e non ha fatto altro durante le due settimane passate, da solo, con mia mamma. Pare le abbia anche fatto fare delle figuracce (“almeno prima nessuno lo capiva” mi ha detto lei) e quando é rientrato a casa, lunedi, ha parlato tutta la sera in italiano anche al suo papà.
Ieri l’ho portato da mia suocera, dove suo fratello lo aspettava, e ha cambiato lingua, ma mi ha assicurato, in italiano, che “mamma, l’italiano lo tengo in un angolo della mia testa cosi quando mi serve lo tiro fuori” .

Ora lo posso dire ho un figlio bilingue (con un accento che va beh, per quello ripasseremo) , che magari non é indispensabile nella vita, ma fa figo e soprattutto spero che lo aiuti poi, se un giorno volesse imparare lingue più utili, tipo l’inglese.

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