Il serial killer dei pantaloni

Che i bambini giochino spesso per terra e, magari, rovinino qualche pantalone é un dato di fatto. Non era nemmeno un problema, all’inizio. Né al nido, né durante il primo anno di materna Blop era rientrato a casa con troppi pantaloni rotti.
La materna nuova, essendo una scuola provvisoria fatta di prefabbricati e cortile in cemento, si é rivelata un problema per i pantaloni del primogenito che, pian piano, rientravano sempre più bucati e mal ridotti.
Quest’anno, finalmente, abbiamo la scuola definitiva, una bella costruzione nuova, col logo “scuola verde“. Quando uno sente “scuola verde” si immagina, come minimo, un immenso cortile pieno d’erba. Magari qualche albero, magari no, ma almeno l’erba. Invece la scuola é verde perché ha una zona per l’orto sul terrazzo e una zona con qualche albero e qualche pianta, recintati, a cui i bambini potranno accedere, forse, in base ai progetti pedagogici.
Il cortile, lui, é di orribile cemento. Senza giochi. Quindi i bambini fanno uso di molta fantasia, che é anche una cosa bella, ma in tre settimane Blop ha già distrutto sei pantaloni. Stasera, all’uscita da scuola, nel vederlo con uno strappo che lasciava fuori tutto il ginocchio e pure un po’ di gamba, mi é scappato un “domani vai a scuola in pantaloncini corti” che ha fatto parecchio ridere gli altri genitori.

Se penso che, durante la pre visita della scuola, alla mia domanda sul perché non ci fosse, non dico erba ma almeno della terra al posto del cemento, l’assessore all’educazione mi ha risposto :

“Signora, gli altri genitori poi si lamentano che i bambini tornano a scuola SPORCHI a causa dell’erba e della terra” 

ora mi verrebbe da spedire, a lui e agli altri genitori, gli scontrini dei quintali di pantaloni e toppe che mi tocca comprare.

La riunione di classe

Ieri c’é stata la riunione della classe di Blop e ho subito colto l’occasione per vedere la maestra e l’interno della classe, ma sopratutto per recuperare le tre felpe che Blop ha lasciato appese all’appendiabiti in queste due settimane. Pare che sia uno sforzo sovrumano metterle nella cartella per riportarle a casa.

Sui banchi ci aspettavano dei graziosi biglietti fatti dai nostri bambini. I genitori presenti erano circa la metà della classe e ho avuto la bella sorpresa di scoprire che la classe ha perso qualche alunno e sono “solamente” in 24, di cui i due terzi maschi. Rispetto alle classi da 30 alunni siamo stati fortunati.
I bambini sono venuti con me e Blop, entrando in classe, ha abbracciato la maestra. Per lui che non é né tattile né coccolone, è una reazione più unica che rara.

La maestra ci ha spiegato il funzionamento della classe, i vari rituali, le differenti attività:
– il lunedi mattina, andranno in piscina. Blop voleva che lo iscrivessimo a un corso di nuoto, ma ci siamo organizzati tardi, quindi questa attività cade a pennello.
– parteciperanno al progetto “Scuola e Cinema” andando per 3 volte al cinema. La classe di Blop aveva già partecipato l’anno scorso ed era stata una bella esperienza, speriamo lo sia anche quest’anno.
– andranno (o ospiteranno in classe, ancora non é stato deciso) al Centro Kapla.
Alcune mamme hanno chiesto se non si potevano organizzare più cose, anche facendo contribuire la famiglia o organizzando varie vendite di beneficienza perché queste uscite gli sembravano insufficienti (o forse poco culturali?)

Le perplessità, non mie ma degli altri genitori, sono aumentate quando la maestra ha iniziato a dire che non aveva preso i manuali di matematica, perché avrebbe usato l’ MHM (méthode heuristique mathématique),un metodo recente in cui si privilegiano il gioco e la manipolazione, invece degli esercizi matematici scritti. Stessa cosa per le scienze, molti esperimenti e poco scritto che rimarrà “confinato” ai 30 minuti quotidiani previsti dal programma.
Pochissimi compiti, ogni tanto ci sarà da rileggere insieme le schede viste in classe, ma soprattutto la maestra consiglia di leggere col proprio figlio libri, fumetti, confezioni alimentari, cartelli stradali, etc…
L’idea della maestra sarebbe di creare uno spazio libero in cui i bambini in vari momenti possano muoversi, scegliere dove sedersi e avere vari angoli dedicati a differenti tematiche come il mobile della matematica, quello della scienza, la biblioteca e cosi via.

A me sembrano bellissime idee, probabilmente anche parecchio adatte a Blop e non vedo l’ora di vedere come saranno messe in pratica. Purtroppo gli altri genitori non avevano l’aria entusiasta quanto me.

classe

La prima settima

Prima settimana scolastica/lavorativa per tre membri su quattro della famiglia.

BLOP

La prima mattina é stata difficilissima. Io e mia suocera l’abbiamo accompagnato nel cortile della scuola e lui si é attaccato a me piangendo disperato. Dopo esserci presentate alla maestra, che ha un’aria dolce e simpatica, siamo rimaste un po’ li con lui, ma poi sono dovuta correre al lavoro e lui é rimasto, sempre piangente, con la nonna.  Quando anche la nonna é dovuta andare via, ha tentato di inseguirla correndo e piangendo per il cortile, finché la bidella non l’ha bloccato e l’ha trascinato dalla maestra. Non si sa come abbia passato la giornata, ma all’uscita era contento e sorridente (voci di corridoio dicono che abbiano passato la mattina a fare le addizioni e lui, per sbaglio, abbia risposto a quelle per i bambini di seconda).
Dal martedi’ mattina tutto normale : corre dentro a scuola per giocare coi suoi compagni, mettendo a posto il vassoio (hanno un self) ha fatto cadere tutto, rompendo piatti e bicchieri, non puo’ più mangiare vicino al suo amico I. perché fanno casino, venerdi la maestra ha bloccato mio marito per dirgli che Blop ha difficoltà a stare seduto quando si annoia (l’avrà sospettato lei? glielo avrà chiesto? da dove esce la nozione di noia non si sa) e ha tagliato gli adesivi che aveva in più per poi incollarli per terra.
Non é passata nemmeno una settimana interna dall’inizio della scuola che la maestra é già venuta a parlarci.  Lui é comunque contento di andare a scuola, quindi va bene cosi.  Nel frattempo, su consiglio della pediatra (e della psicomotricista) ha iniziato a vedere una psicologa e vedremo come andrà.

BLOPBLOP

Settimana scolastica ridotta e spezzettata per il piccolo di casa: lunedi, giovedi evenerdi mattina, più il mercoledi mattina che, pero’, é facoltativo e giocano soltanto.
La prima mattina é andato accompagnato dal papà che é rimasto un’oretta. Pare non abbia pianto, ma non si sia levato il ciuccio. A fine mattinata, comunque, voleva fermarsi a scuola e mangiare a mensa. Dal giorno dopo tutto bene, fa un po’ il timido entrando in classe, ma gioca contento con la cucina in legno, le macchinine e i puzzle. Pare si sia già trovato un amico, il bambino “rosso e nero” (non credo sia milanista).

LA MAMMA

La mamma é stata brava anche lei: non ha pianto, ha cercato di non assillare e non controllare troppo marito e suocera, ha iniziato  a lavorare anche lei capendo subito di essere finita nell’ufficio della follia.
Nessuno le ha dato i diritti di accesso ai programmi che le servono, solo per accedere alla sua email ci sono volute 24h e per accedere a tutte le altre del servizio altre 24h.
Uno dei suo compiti é occuparsi dei dossiers dei professori non di ruolo che inizieranno a insegnare a fine mese e tali dossiers dovevano essere pronti per fine agosto.
La sua responsabile é nuova anche lei, quindi non sa niente e hanno passato la settimana a incontrare gente per farsi spiegare cose e per fissare nuove riunioni.
Il responsabile del dipartimento lingue, cioé quello che l’ha assunta e dovrebbe spiegarle il lavoro,  era in vacanza fino a giovedi.
Venerdi mattina l’ha incontrata in corridoio, le ha mollato una lista di professori, le ha detto che deve aggiornarla prima del 26 settembre e quindi non c’era fretta. Alle 14h30 di venerdi pomeriggio é entrato in ufficio chiedendo se aveva finito l’aggiornamento della lista (spoiler: non l’ha nemmeno iniziata visto che stava cercando di recuperare i  2 mesi in cui nessuno aveva lavorato, la  segretaria che c’era prima di lei essendo partita a fine giugno).
Venerdi pomeriggio uno studente é rimasto chiuso nel bagno e nell’attesa dell’arrivo del servizio tecnico e/o dei pompieri (era la pausa pranzo e nessuno rispondeva) la responsabile di inglese ha tentato di scassinare la maniglia con un coltello. Alla fine i pompieri hanno spaccato la porta con un piede di porco.
Venerdi mattina, che giornata intesa!, la segretaria precedente é passata per spiegare come funzionava la creazione del planning delle lezioni, dicendo che c’era da far creare i codici dal servizio informatico, verificarli e prenotare le aule per le lezioni col programmino apposito, ma “tranquilla hai tempo, le lezioni iniziano a fine settembre” . Un’ora dopo, mentre cercava di contattare la persona che si occupa della creazione dei codici, é arrivato il professore che si occupa degli studenti-apprendisti e le ha dato ma meravigliosa notizia che le sue lezioni sarebbero iniziate mercoledi prossimo.
Tutto nella norma.

Le classi a doppio livello

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Lunedi i Bloppini tornano a scuola ed è tempo di grandi novità: Blop inizia la prima elementare e BlopBlop il primo anno di materna che, a partire da questo settembre (o forse da gennaio 2020) qua in Francia diventa scuola dell’obbligo.

La classe di BlopBlop sarà una classe mista di piccoli e grandi cosa che, sono abbastanza sicura, sarà utile al piccolo di casa visto che suo fratello ha pensato bene di insegnargli fin troppe cose (ora sta tentando di insegnargli a leggere…) .

Anche la classe di Blop sarà mista, metà prima elementare e metà seconda elementare. Non essendoci abituata (esisteranno in Italia?) sono già più perplessa e chiaramente curiosa sui criteri di scelta. Da un lato sarà sicuramente uno stimolo ad imparare più cose, già a fine anno scorso era contento quando lo mandavano in punizione nelle classi delle elementari perché erano più interessanti, dall’altro sono preoccupata per il suo comportamento e la sua autonomia. Sarà capace di non disturbare nei momenti in cui dovranno lavorare da soli perché la maestra sarà occupata con i più grandi?
Degli 11 alunni di prima elementare, 6 arrivano dalla stessa classe della materna, di cui 2 buoni amici di Blop. Un altro é un nostro vicino di casa che, ormai capito che Blop piange facilmente, si diletta a trovare modi sempre nuovi per farlo piangere, per poi dirgli “piantala di piangere come un neonato”.
Fun fact: se fossero stati tutti presi, Blop e altri due suoi compagni di classe, si sarebbero comunque trovati insieme nella scuola internazionale, invece sono tutti e tre insieme in quella di quartiere.

6 anni

Dov’è finito il mio piccino?
A inizio mese Blop ha compiuto 6 anni. Mi sembra ieri che lo tenevo per la prima volta tra le braccia e, tra nemmeno un mese, inizierà le elementari.

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A 6 anni, Blop é un concentrato di sensibilità ed energia.
La gestione delle emozioni é sempre difficile, piange molto (i suoi compagni di gioco mi dicono spesso “eh ma Blop piange sempre”), gestisce ancora faticosamente la frustrazione, si arrabbia, ma in quest’anno ha comunque fatto molti progressi.
Si preoccupa per i più deboli, dai suoi compagni che sembrano aver subito un’ingiustizia, a suo fratello, ai senzatetto che incontriamo per strada.
Ci tiene che tutti seguano le regole, soprattutto gli adulti, e non si fa scrupoli a far notare quando qualcosa non si deve fare. Per esempio, mentre era Genova con mia mamma ha spesso rimprovera bambini e adulti che salivano coi gonfiabili con/senza scarpe, in base a quanto scritto nel regolamento.

Gli piace giocare a calcio, andare in bicicletta, correre e saltare. Ha paura di mettere la testa sott’acqua, quindi non vuole andare in piscina e non ha ancora imparato a nuotare. A scuola ha qualche difficoltà con tutto quello che comporta scrivere, colorare e disegnare, non ha ancora imparato a leggere, ma é bravissimo in matematica e scienze.
Ama gli animali e si diverte molto quando andiamo dalla mia amica Elle che ha un agriturismo sulle alture di Arenzano.
E’ un contestatore nato, vuole sempre avere l’ultima parole e, ovviamente, ragione.
Adora i giochi di società (ne ha ricevuti tre per il suo compleanno) e, pian pianino, sta imparando a non piangere o arrabbiarsi quando perde.

Le sue passioni del momento, messi da parte i dinosauri, sono lo spazio, i razzi spaziali, le trottole BeyBlade e i Pokemon.
L’altro giorno ha costruito un razzo spaziale ecologico (con delle bottiglie di plastica, insomma) con suo papà e ha passato il pomeriggio ha lanciarlo in giardino, spiegandone il funzionamento a tutti i bambini che passavano.

E’ chiacchierone, ansioso, intelligente, coccolone ma non troppo, socievole ma non troppo. E’ spesso faticoso averci a che fare, ma é il mio amore grande grande.

Il bimbo bilingue

Chi ci conosce sa che, fin dalla nascita, ho sempre parlato a Blop in italiano. Letto in italiano, cantato in italiano. Abbiamo cercato di fargli passare periodi abbastanza lunghi a Genova, possibilità della nonna permettendo.
Lui ha sempre capito l’italiano benissimo, ma mi ha sempre risposto in francese. Mia mamma lo capiva quando parlava un francese da bambino piccolo, quindi non doveva sforzarsi neanche con lei, ma ovviamente crescendo il suo francese é molto migliorato e mia mamma non capisce più, il resto della famiglia ancora meno.
Tutto questo per dire che, allo scoccare dei 6 anni e nonostante qualche timido miglioramento, avevo quasi perso le speranze. La fatica (mia) di parlargli in italiano mentre il mondo intorno ci parlava francese, la traduzione simultanea dei libri francesi (glieli leggo direttamente in italiano nonostante siano scritti in francese, dovrei farne un lavoro) sembravano non pagare.
Invece complice il test d’ingresso nella scuola bilingue, Blop ha scoperto che sapeva parlare molto bene  in italiano e non ha fatto altro durante le due settimane passate, da solo, con mia mamma. Pare le abbia anche fatto fare delle figuracce (“almeno prima nessuno lo capiva” mi ha detto lei) e quando é rientrato a casa, lunedi, ha parlato tutta la sera in italiano anche al suo papà.
Ieri l’ho portato da mia suocera, dove suo fratello lo aspettava, e ha cambiato lingua, ma mi ha assicurato, in italiano, che “mamma, l’italiano lo tengo in un angolo della mia testa cosi quando mi serve lo tiro fuori” .

Ora lo posso dire ho un figlio bilingue (con un accento che va beh, per quello ripasseremo) , che magari non é indispensabile nella vita, ma fa figo e soprattutto spero che lo aiuti poi, se un giorno volesse imparare lingue più utili, tipo l’inglese.

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Il (non) concorso

Per chi non lo sapesse, da che sono arrivata in Francia ho sempre lavorato come segretaria all’università o in altri organismi che si occupano di formazione (tranne in due casi, quando ho lavorato a Eurodisney e quando ho fatto la trascrittrice di italiano nel mezzo del nulla della regione parigina) .

E’ quindi con naturalezza che ho ricominciato a cercare nello stesso settore, molto prospero qui a Lione tra università, centri di formazione, scuole di prépa, … con dei criteri molto poco restrittivi : vicino a casa, part time, pagato bene, possibilmente a tempo indeterminato o comunque un tempo determinato lungo. Detta cosi sembra impossibile trovare qualcosa, invece ho fatto anche un sacco di colloqui, tutti non andati a buon fine.
Poi mi é caduto l’occhio sull’annuncio dell’assunzione senza concorso di tre assistenti amministrative nella vecchia università dove avevo lavorato prima della nascita di BlopBlop e ho deciso che si, anche se era un po’ fuori dalla mia zona di ricerca, pagato meno che per lo stesso posto nel privato e non part time, sarebbe stato stupido non provarci, tanto le possibilità erano scarse (l’anno scorso avevo già provato nella stessa maniera in un’università vicino a casa e non mi avevano nemmeno chiamato per il colloquio).

Mando quindi il curriculum, me ne dimentico, lunedi scorso vengo chiamata all’improvviso per il colloquio , passo a salutare le mie ex colleghe, sostengo il colloquio e ne esco poco, ma proprio poco soddisfatta. Secondo me non ero stata brillante come in altri colloquio, mi sono fatta prendere dal panico e ci mancava poco che balbettassi. Devo anche aver guardare la commissione con gli occhi sgranati da cerbiatto pronto a farsi sbranare da un lupo . Torno a casa e mi concentro sugli altri colloqui ancora da affrontare.

Stamattina apro le email e là cosa leggo? Che sono seconda in graduatoria e se sono sempre disponibile ad accettare il posto in tale ufficio devo rispondere al più presto mandando alcune informazioni per completare il mio dossier e “benvenuta nella nostra università“.

Inizio a settembre come stagista fonctionnaire e, se tutto va bene, dopo un anno mi titolarizzano (chissà come si dirà in italiano) e divento un dipendente pubblico a tutti gli effetti. Certo parto dal basso, proprio dal basso basso, nonostante i miei titoli di studio mi permetterebbero di partire dall’alto, ma diciamo che intanto un piedino dentro l’ho messo, poi sono sempre in tempo a passare i concorsi, quelli veri.

Stamattina mi veniva da ridere. E da piangere. E da ridere, che dopo quattro anni  a casa uno non sa nemmeno più come si fa a lavorare, e come facciamo con l’organizzazione dei bambini? Chi lo porta a scuola? Chi li tiene il mercoledi? Quanto ci costerà la baby sitter? Due figli, due lavori a tempo pieno, niente nonni nelle vicinanze che possano dare una mano, fa tutto un po’ (tanta) paura, ma sopravviveremo anche a questa.