Irlanda II

Dopo una settimana e qualche giorno arriva il fatidico martedì in cui, io e la val, prendiamo il bus da Cork dirette a Dublino. E del viaggio ci sarebbe da parlare per ore: un pò perchè è durato quasi 5 ore, un pò perchè ha visto partecipare dei gran bei tipi umani.
Tra tutti ricorderò il GranGnocco con cappello che purtroppo s’è seduto in fondo e non abbiamo potuto socializzare (so che in realtà lo desiderava ardentemente); le due oche urlatrici sedute dietro di noi che, pur essendo molto carine, erano due grandissime fogne. Hanno ruttato per cinque ore di seguito, hanno parlato a voce tanto forte che credo le abbiamo sentite perfino in Italia e, non da ultimo, una delle due ha continuato a mettere le sue scarpette gialle in faccia e/o in testa a me e alla val. Alla val soprattutto. Si sono anche beccate delle gomitate, ma nulla le ha fermate.
Infine, ricordiamo i due giovin italiani seduti davanti a noi che,poi, abbiamo rivisto di sfuggita a Galway.

La prima cosa che abbiamo visto di Dublino è stata l’areoporto. E l’abbiamo visto anche bene, visto che l’aereo degli altri tre aveva tipo un’ora e mezza di ritardo. La loro attesa, così, è stata colmata con la creazione di un meraviglioso foglietto con cui sono stati accolti i tre neo-arrivati. Ne erano proprio conteti, eh si!
Recuperata la macchina (anche se non era quella prenotata perchè Roby non h ancora trentanni e non la poteva guidare) con molta ansia e molto panico per la guida a sinistra di Roby (no, in realtà è stato bravissimo e non ha nemmemo mai rigato, anche se qualche bel momento ce l’ha regalato…) raggiungiamo il B&B, portiamo i tre a mangiare qualcosa e ci facciamo la nostra prima Guinnes.
Il giorno dopo di Dublino abbiamo visto il Trinity College con la biblioteca (che bella eraaaaaa, maledetta primaveraaaaa) e il Book of Kells; un parco in cui abbiamo pranzato svaccati al sole e molto accaldati; la cattedrale di st.Patrick in cui non siamo entrati perchè costava quattro euro; il Museo della Guinnes, dove siano praticamente entrati gratis, ma questa è una lunghissima storia; più giretti vari per la città con Luca che ogni ora ci odiava sempre di più perchè stava morendo dal mal di schiena.
Memorabili le figure di Roby con la cameria nel pub dove abbiamo mangiamo, ma scritte perderebbero il loro fascino, rendono meglio a voce.

Lasciamo Dublino e ci lanciamo nella traversata orizzontale dell’Irlanda, pronti a raggiungere Galway. Ovviamente ci perdiamo nell’uscire da Dublino, ma alla fine grazie alle indicazioni di un camionista e alla illa-navigatore-satellitare ce la facciamo. A metà strada c’è la ricerca di un autogrill, ma siccome non esistono delle vere e proprie autostrade (tipo che gli unici due tratti a pagamento in dieci metri li abbiamo beccato noi per uscire da Dublino) non esistono neppure dei veri e propri autogrill.
Arriviamo a Galway, perciò, senza aver mangiato. Cerchiamo un B&B e finalmente alle 16.00 riusciamo a mettere qualcosa sotto i denti. Dopodichè esplorazione della cittadin, molto caratteristica  e molto turistica; acquisto dell’anello per me e la val e dei due whiskey per me. Il resto del pomeriggio lo passiamo nel Claddagh, un parco sulla riva dell’oceano dove ci rilassiamo tra cazzate varie e la Vale può dedicarsi alla compilazione del suo "diario di viaggio".
Metto anche un piedino nell’oceano, rischiando di finirci clamorosamente dentro (la val mi ha anche ripreso, per chi volesse ricattarmi…)
La sera, infine, la passiamo nelle viuzze della cittadina ascoltando musicisti spagnoli e guardando giocolieri che giocolano col fuoco.

La mattina dopo partenza per le Cliffs of Moher (o come si scrive) con passaggio attraverso il Burren e sosta in punti panoramici per gustarci il paesaggio. All’ora di pranzo ci fermiamo non troppo lontani dalle Cliff e pranziamo belli comodi al sole, in maniche corte. Facciamo qualche chilometro, non seguiamo le indicazioni di un vecchietto stordito (che poi si riveleranno esatte) e arrivamo alla meta tanto agognata. Ci avevano assicurato che la vista era stupenda, da li si potevano vedere le Isole Aran e Galway!
Peccato che il caldo sole di poco prima avesse lasciato spazio alla NEBBIA e alla pioggia. Non si vedeva a un palmo dal naso! (però ho visto il mio unico arcobaleno irlandese).
Approfittiamo dei rari momenti di schiarita, poi notiamo un cartello che dice "Non oltrepassare, proprietà privata!" Cartello molto utile, che ci ha proprio impedito di oltrepassarlo e andare nella zona in cui le Cliff non erano ancora state recintate.
Insomma, la nebbia ci ha impedito di gustare il panorama, ma almeno ci siamo potuti quasi affacciare sullo strapiombo.
Sosta per la notte in quel di Ennis, con la proprietaria del B&B che avrebbe potuto essere una pornostar e inquietava i nostri due baldi giovannotti. B&B in cui, per altro, Luca, Roby e la vale hanno incontrato una coppia di italiani che avevano conosciuto durante lo scalo a Londra (o qualcosa del genere).

La meta successiva è stata il Bunratty Castle, molto apprezzato dai soliti due baldi giovanotti (da leggersi con tono molto ironico) e molto poco dalle tre giovani fanciulle. Lasciatoci alle spalle il castello, abbiamo proseguito fino alla ridente cittadina costiera di Dingle. Qui il B&B era gestito da una simpatica vecchina e, nonostante non ci abbia fornito la colazione, è stato sicuramente il B&B più pulito e più bello.
Giretti serali per il paese, un pò di shopping, cena a base di tipico fish&chips, foto sul lungomare, Roby che vuole portarci a MillTown a vedere i mulini (lunga storia), ma MillTown non si trova, pioggerellina, nanna.

Si giunge, così, a domenica. Dopo varie ipotesi di itinerari si decide per un giro in macchina della Penisola di Dingle, di cui ammiriamo vari paesaggi marittimi (quant’è bello l’oceano) e anche campestri (si dirà campestri), ma anche un gigantesco tofu in pietra risalente a secoli fa. In realtà sarebbe una specie di santuario, ma Luca l’ha ribattezzato tofu e suona benissimo.
Pranzo in spiaggia con di nuovo i miei piedini pucciati nell’acqua (questa volta avevo le ciabattine e non ho rischiato si franarci dentro, tanto più che fuori c’erano 14°) e viaggio verso Killarney.
Questa volta Killarney la visitiamo col sole, così possiamo prima seguire un’interessantissima visita guidata all’interno di Muckross House, dopodichè svaccarci un’oretta sul prato antistante e sonnecchiare gioiosi, mentre io e la val cantiamo sigle dei cartoni animati. Son sempre bei momenti.
Arriviamo a Cork dopocena perchè tanto Elisa ha prenotato il B&B per i nostri tre e io e la val, invece, dormiamo a casa sua.
L’ultimo giorno, infine,è dedicato allo shopping selvaggio: se stessi a elencare tutto quello che ho comprato credo mi servirebbero altri due post, ma è stato così divertente andare in giro con miliardi di sacchetti, mi faceva sentire ricca. E stata una bella sensazione che non riproverò mai più nella vita. Olè!

Direi che, all’incirca, questo è tutto. Su Flickr ci sono un pò di foto, magari poi ne aggiungo altre, chissà.
Spero solo di riuscire a recuperare in tempi decenti quelle di roby perchè lui ha tutte quelle di gruppo, visto che autoscattodipendente XD

Annunci

2 pensieri su “Irlanda II

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...