La mia notte bianca

La mia notte bianca sono stati gli Amici.
Quelli di tutta la notte, quelli inseguiti senza mai riuscire a raggiungere, quelli incontrati più volte, quelli evitati e quelli  appena conosciuti.

La mia notte bianca sono state bancarelle colorate, scarpe non comprate e gadget non ricevuti.
Musica fino all’alba. Orchestra itinerante. Ritmi ascoltati e/o evitati.

La mia notte bianca è stato un cuba libre per buttare giù Tiziano Ferro, tra un pezzo di pizza e un caffè in un bar. Ma lo è stata anche ricordare Faber, tra un brano jazz e fuochi sull’acqua.

La mia notte bianca è stato l’Acquario alle 4.00 del mattino, con luci soffuse e musica appena abbozzata, chiacchierando di gechi, camaleonti e tartarughe marine con chi ti sta intorno. Per poi prendersi a gomitate mezz’ora dopo, davanti a caffé e brioche.

La mia notte bianca è stato l’autobus delle 6.00. Via Sestri deserta e silenziosa. Entrare in casa alle 6.30 senza fare rumore. Non riuscire a dormire a causa dell’adrenalina a mille.

La mia notte bianca è stata soprattuto Francesca, sedicenne alla sua prima uscita notturna con rientro al mattino. Silvia e Lorenzo, con un viaggio di ritorno fino ad Acqui e un raduno alle 7.00. Simona con una giornata di lavoro alle spalle e una ancora da affrontare. Tutti senza andare a dormire.

La mia notte bianca è stata Ilaria che ha riso, riso, riso fino alle lacrime e si è divertita, anche se non l’hanno portata sul Bigo (eh, son questi i problemi…)

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2 pensieri su “La mia notte bianca

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