Paris Paris Paris

Finalmente riesco a trovare un pò di tempo per scrivere qui.
Sono arrivata mercoledì scorso e già mi sono ambientata.
Ho avuto modo di fare qualche giretto turistico (sotto la pioggia) e cercare disperatamente la tomba di Durkheim, che alla fine non ho trovato, e quella di Baudelaire, che invece ho trovato. Emozione emozionissima.

Ieri ho iniziato anche lo stage. In tutto, al momento, siamo cinque stagiaires: due ragazzi e tre ragazze. Simpaticissimi, davvero, ci sbattiamo un sacco, ma ci facciamo anche mille risate. Ieri sera, inoltre, prima uscita notturna seriosa (ero già uscita domenica, per andare a cena da un’amica della mia coloc) proprio con loro e una ragazza francese. S’è finito a parlare di politica (in italiano), ma d’altronde sono tutti laureati o laureandi in Scienze Politiche, toccherà pure a me trovare qualcosa da dire.
Ritorno notturno per l’ una, tra mètro, taxi e gente di colore che conduce loschi traffici nei taxi mentre io ne aspetto uno al freddo e al gelo, ma anche questa è Paris.

La casa è molto da dipendente C.I.A.; per entrare, infatti, devo prima inserire un codice sefreto, entrare in un atrio, aprire una porta con una chiave particolare, attraversare un salone, aprire un’altra porta, passare per un cortile interno, aprire un altro portone, salire le scale e finalmente ci sono.
Il palazzo dove lavoro, se possibile, è ancora più CIA perchè è suddiviso in quattro parti. Nella principale si accede con un badge magnetico posseduto solo dia grandi capi, poi c’è la biblioteca con l’ufficio degli stagiaires a cui noi accediamo tramite scale segrete che ci portano nei sotterranei. Sotterranei in cui scopro sempre nuove porte.
Poi c’è il piano terra con la direttrice e i vari saloni che, essendo saloni d’epoca, hanno mille porticine nascoste per noi agenti segreti e ignote al pubblico. Infine, oggi, ho scoperto una nuova base segreta a cui si accede richiedendo una chiave particolare alla segretaria, poi si prende un ascensorino traballante, si salgono delle scale pericolanti e, finalmente, si è in questo sottotetto arredato dalle più sofisticate tecniche di spionaggio (ok, sto ufficialmente impazzendo, ma è troppo divertente quindi scusatemi).

Per ora è tutto perchè sono leggermente di fretta. Appena avrò tempo aggiornerò meglio e risponderò alle numerose mail che ho ricevuto.

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