Tout et rien

Avrei davvero mille cose da scrivere, per lo più serie e riflessive, che mi aiutino a rimettere in ordine i miei pensieri.
Il fatto è che non so da dove cominciare, non so nemmeno se cominciare. Sono due o tre giorni che le parole mi frullano in testa, ma come al solito non ho carta e penna al momento giusto e, ora che sono davanti allo schermo, le frasi si sovrappongono incoerentemente, cercando di soffocarsi l’un l’altra.

Non posso non citare la conferenza sull’ Europa di ieri sera che ha visto, tra i partecipanti, Jacques Delors. Più che altro non posso non citare il fatto di aver visto (e sentito) dal vivo tale illustre personaggio; è stata sicuramente un’esperienza interessante, nonostante ogni tanto il mio francese si ingarbugliasse un pò e perdessi il filo del discorso. C’è da dire anche che, a volte, mi mancavano riferimenti storico-politici essenziali alla comprensione del discorso e potrei anche pensare, con calma, di approfondire le mie conoscenze in materia. Un riassunto sarebbe anche gradito.
Mi sono anche un pò innamorata a prima vista di un giovane professore di SciencesPo e, per me che se non sono piccoli nemmeno li guardo, trovare interessante un circa trentenne ha della novità.

In tutto questo c’è anche da dire che sono stanca e distrutta perchè ieri avevo le scarpe col tacco alto e stare in piedi tutto il giorno è faticoso; in più, dopo la conferenza, siamo andati a mangiare una crèpe tutti insieme ed è stato divertente, ma mi ha fatto tornare a casa all’una. Non so quanto il mio fisico reggerà tutta questa socievolezza, non ci sono veramente abituata e ho un pò paura di esplodere.
Non sto trovando un vero equilibrio: mangio davvero poco, più che altro schifezze, e dormo ancora meno. D’accordo essere giovani, ma poi il fisico, soprattutto se non abituato, non regge.
Già cominciano ad intravedersi i primi segnali del riapparire del mio alterego, non sono cose piacevoli soprattutto per chi non mi conosce ancora bene.

Credo, però, che tutta questa mia socievolezza non sia solamente una maniera di integrarsi e di sopravvivere in quel di Paris, ma sia propriamente un lato un pò nascosto del mio carattere. Da che sono in questa città da sogno, del mio sogno, sono piena di una voglia di fare ancora più forte di prima ed essere circondata da due o tre persone intelligenti e decise, o che per lo meno a me appaiono così, in parte mi è molto di stimolo, mi aiuta a combattere la mia atavica ed un pò innaturale pigrizia, restituendo quell’ Ilaria attiva che da qualche anno esiste solamente in parte.
D’altra parte, però, essere circondata da tutta questa decisione fa riapparire quell’insieme di insicurezze a cui Ilaria cerca di non pensare, da quando ha scoperto di non sapere cosa vuol fare nella vita, e l’insicurezza è qualcosa in cui non mi riconosco, una parte di me che non sono ancora riuscita ad accettare e che mi ostino a nascondere in qualche angolo recondito.
Ho bisogno di un progetto, perchè questa vita un pò improvvisata mi lascia spaesata e rischia di annientare tutte le mie forze e più mi sento debole, più mi combatto.

In realtà non erano proprio queste le cose di cui volevo scrivere, questa sera. Eppure avevo bisogno di mettere a nudo le mie insicurezze, attraverso parole in cui già non mi riconosco più nonostante siano le mie.
Forse ho solamente bisogno di sentirmi per un attimo importante, di provare un vero slancio per qualcosa o per qualcuno, di interessarmi davvero a qualcosa di mio.
Forse ho solamente bisogno di smetterla coi miei complessi di inferiorità perchè non ne è davvero il caso e lo so benissimo da sola.
Forse ho bisogno di me o forse è proprio da me stessa che devo allontanarmi, per capirmi meglio.

Egoistica ed egocentrica come al solito, prima o poi riuscirò a smettere di esserlo e potrò concentrarmi su chi mi sta davvero intorno.
Abbasso la timidezza e l’insicurezza, da domani voglio riuscire anche io ad esprimere le mie opinioni che, in fondo, dovrò pur avere, da qualche parte. Non sono mica una bambola di pezza. O forse si. O forse no.

A dirla tutta, e con questo finisco questa lagna di post, la cosa di cui avrei più bisogno in questo momento è un buon bicchiere di alcool, un paio di amici pescati a caso dal grandissimo mazzo che possiedo – e che sono fortunatissima ad avere, me ne rendo ogni giorno conto, nonostante sembra spesso lo dia per scontato – e divertimento sfrenato, che vuol dire risate fino alle lacrime, chiacchiere futili e serie tv, di cui sto seriamente cominciando a sentire la mancanza.

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5 pensieri su “Tout et rien

  1. a parte la lacrimuccia che mi hai fatto venire. da buona egocentrica quale sono, mi sono riconosciuta un po’ nelle tue parole. a parte che non sono a parigi.. e che forse ho capito dove voglio essere nel mio futuro e son cose. perchè so che la vita è compromesso e ho capito quale voglio concedere..

  2. Credo che il mio discorso, in parte, sarebbe stato lo stesso anche se fossi stata a Torino piuttosto che a Parigi.
    Il fatto di aver realizzato il mio Sogno, però, se da una parte mi rende immensamente felice e fortunata, dall’altra mi lascia un pò vuota perchè ora dovrò trovarmene un altro o, forse, migliorare la realizzazione di questo, chi lo sa.

    Se te, intanto, stai cominciando a capire almeno in parte dove vuoi essere nel tuo futuro ne son contenta, sapendo quanto la cosa ti abbia crucciato (che bel termine) fino ad ora. Poi ne parliamo con calma, se ti va.
    Stasera sono logorroica.

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