L'appartamento spagnolo

In un certo senso sto vivendo il tipico Erasmus che, per vari motivi, quando ero a Lyon avevo vissuto diversamente.
Giovedì sera seratina relax a casa di Mirko con Chiara e, successivamente, Daniele.  In realtà il programma originale era differente, ma siamo stati un pò paccati da tutti così non c’è restato altro da fare che guardare L’appartamento spagnolo comodamente sdraiati sul letto-divano.
Che poi, a dire il vero, il film io l’avevo anche già visto, a Lyon, ma come Etere potrebbe confermare non ero in codizioni di seguirlo molto, quindi l’altra sera è stato come se lo vedessi per la prima volta.
Inoltre, come direbbe Arancione, sono un’ospite proprio simpatica visto che, oltre ad autoinvitarmi a dormire li un pò a caso, mi faccio anche preparare la cena, prestare roba a caso e tra un pò mi farò dare le chiavi di casa (ora esagero, ma comunque se andiamo avanti così…)

Tutto questo, in realtà, per anticipare le cose davvero seriose del post in oggetto; nel senso che c’è un motivo per cui ultimamente mi ritrovo sempre lì – eh no, non è perchè ci abitano bei ragazzi…che potrebbe essere una buona ragione, ora che ci penso – e tale motivo sarebbe, ne parlavo ieri sera con Gavina, che la loro è una casa-casa, in cui si respira aria di casa vera, un pò all’appartamento spagnolo del film, in cui c’è sempre gente che entra e che esce, che dorme o che mangia. Un posto in cui rilassarsi, ma anche divertirsi, con persone davvero staordinarie, con cui mi sento a mio agio – e non parlo solamente dei due effettivi inquilini, ma di tutti quelli che gli gravitano attorno – e, come si sa, per me non è così facile trovarmi a mio agio con persone estranee o conosciute da poco.

Finita la parte seriosa ed introspettiva, o quasi, del post, torniamo alla serata di ieri sera che ha visto me, Chiara, Mirko e Gavina cenare nella casa un pò di tutti (no, ma sarà anche contento di sapere che la chiamo così casa sua) subito dopo essere usciti dal lavoro, tanto perchè mai dovrei tornare a casa, ogni tanto?
Quindi, cena con pasta alla carbonara e caprese – tutto by Mirko, ovviamente – veloce lavaggio e truccaggio e raggiungimento della casa di Daniele, dove avevamo appuntamento con lui, William, Jonas, Silvia e un cinese di cui non ho ancora capito il nome, per poi andare tutti insieme alla festa di compleanno di Renato.
Festa organizzata in un locale a noi sconosciuto e che ci ha costretto a girare per tipo un’ora e mezza esposti al freddo, al gelo e alla stanchezza.
Alla fine il locale l’abbiamo trovato, ci siamo fatti perquisire all’ingresso, siamo usciti perchè poco convinti, siamo rientrati e siamo rimasti li a ballare fino alle 6.00 del mattino.
La musica era ssolutamente meglio di quella dell’altra volta, così sono riuscita a farmi trasportare in balli sexy e struscianti con Daniele, che continuava a ripetermi "Non saltare, cammina coi piedi a terra e ancheggia". Mi stavo rotolando moltissimo dalle risate, ma si sa che la sottoscritta non possiede molto il senso del ritmo. Sono riuscita anche a ballare su un cubo improvvisato da Jonas, utilizzando un simil pouf quadrato e, addirittura, con Chiara e William abbiamo ballato inginocchiati a terra.
La cosa grave è che non ero nemmeno ubriaca, perchè avevo bevuto solamente una caipirinha e non é che l’effetto alcolico sia durato tutta la notte.

Ovviamente aspetto ancora che tutta questa mia verve sociale scompaia restituendo la illa asociale e chiusa in casa, ma finché vogia ed energie resistono perchè farsi mancare qualcosa…

 

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