Prison Break

ATTENZIONE : questo post è relativo alla fine della quarta stagione della serie e, per ciò, potrebbe contenere spoiler.

Questa settimana è andata in onda la saison finale della quarta stagione, nonchè ultimo episodio della serie.
Prison Break è quel tipo di serie tv che, più di altri, o si odia o si ama.  Per quanto mi riguarda, l’ho amata dalla prima puntata e ho letteralmente divorato la prima stagione, guardandola e commentandola col mio amico Cere ogni settimana. Man mano che si avvicinava la fine della prima, però, ero sempre più dubbiosa su come avrei voluto che andasse a finire:  evasi e fuggitivi? Oppure  ancora in carcere?  O ancora Michael e Linc scagionati da qualche cavillo legale?
La seconda stagione, invece, non l’ho seguita da subito. Mi ci sono voluti alcuni mesi e i numerosi commenti positivi di Cere. Alla fine, però, l’ho guardata con interesse e ho pianto la morte del meraviglioso John Abruzzi, facendo mia addirittura una delle sue ultime frasi : I kneel only to God , and I don’t see him here!
Ed è proprio la seconda serie che mi propone l’interessante ribaltamento del personaggio Paul Kellerman. L’ho detestato per parecchio, per poi piangere la sua scomparsa in un misterioso furgoncino e desiderare ardentemente e costantemente in un suo ritorno. Sempre in questa stagione entra in scena l’agente Alex Mahone e anche lui, inizialmente, non gode propriamente della mia simpatia. Ovvio, è colui che da la caccia al mio amato Michael!
Nella terza stagione si ritrovano tutti tra Panama e la prigione di Sona, mentre all’orizzonte acquista sempre più importanza la Compagnia, di cui si parlava già a inizio serie. Nel racconto di questa nuova serie aumentano le presenze femminili: la caliente Sofia e la crudele "OcchioniBlu" Gretchen, mentre Sarah ci lascia la testa (e non è una metafora).
Tra idee geniali, episodi copia delle stagioni precedenti, piani geniali di Michael e testate di Linc si arriva alla quarta e ultima stagione.
La vera e propria lotta contro (o per, dipende dai punti di vista) la Compagnia. Oramai anche Alex è entrato nel mio cuore e ho sofferto con lui per l’assassinio del figlio. New entry è l’agente TradiSelf, in arte Don Self, che pur sembrando un cretino come tanti riesce a ingannarli tutti…anche se non a lungo. Facciamo anche la conoscenza di BitchChristina madre, a lungo creduta morta, di Michael. Il quale, per altro, scopre di avere un tumore al cervello e a metà stagione si teme a lungo per la sua morte, salvo poi essere salvato dai medici della Compagnia.
Tra intrighi, doppi giochi, morti e violenze, si arriva alla stupenda saison finale. I nostri sono nei guai fino al collo: Linc ha un polmone perforato dalla pistola di sua madre, Sarah (incinta) è tenuta pringioniera dal Generale e insidiata da T-Bag e Michael, solo con l’aiuto di Mahone, deve decidere chi salvare.
Salva uno, salva l’altro, uccidi uno, uccidi l’altro in loro aiuto arrivano Fernando Sucre e il nero che stava con loro in prigione, capitanati da una guest star d’eccezione: Paul Kellerman! Quando l’ho visto pensavo di essermelo sognato. Due stagioni intere a sperare con Cere in un suo ritorno, una sua anche breve apparizione e, finalmente, all’ultimo eccolo. Stavo quasi per piangere di gioia.
A questo punto Scylla viene venduta, tutti ottengono l’immunità (tranne T-Bag che giustamente se ne torna a Fox River) , Sucre e il nero tornano dalle loro famiglie, Mahone si mette con la collega di colore e continua a vegliare a distanza sulla sua amata Pam, TradiSelf è su una sedia a rotelle perchè ha preferito lasciarsi morire piuttosto che mettere ancora più nei guai tutti quanti, Linc è da qualche parte al caldo con suo figlio LJ e Sofia (e la tanto amata Veronica morta per lui? Non ce la ricordiamo neppure più?), Sarah e Michael….Sarah e Michael hanno avuto il bellissimo Michael Jr. e vivono felici e contenti come hanno sempe sognato!
Nemmeno per sogno, gli infami sceneggiatori hanno deciso che non c’era meglio che terminare una serie tv così drammatica se non con la morte del protagonista per eccellenza, colui che ha sempre rischiato per tutti.
Ma come ci son rimasta male!

Come ogni serie che si rispetti, anche Prison Break ha avuto i suoi momenti di calo, episodi in cui skippavo parti che ritenevo noiose. D’altro canto, è anche la serie che mi ha lasciato col fiato sospeso nel 98% degli episodi perchè non sapevi mai  chi poteva  lasciarci le penne o finire in prigione da un momento all’altro.  Insomma, una delle serie che più mi ha lasciata soddisfatta negli ultimi anni e che è sempre riuscita a stupirmi ed emozionarmi (e poi, diciamocelo, la trovata di Kellerman alla fine è stata geniale!).
L’anno prossimo mi mancherà, ma almeno avrò la soddisfazione di non vederlo scadere come molte altre serie recenti.

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