Il rituale della nanna

Blop, come sua madre, ha sempre avuto qualche difficoltà ad addormentarsi e gli unici modi per farlo addormentare erano : cullarlo o metterlo al seno.
Per fortuna, una volta nel mondo dei sogni non si svegliava più fino al mattino dopo (salvo in rari casi) e questo fin dalla sua prima notte.
Se la sera, una volta addormentato, lo si poteva mettere nel lettino, durante il giorno impossibile posarlo, perciò o in braccio alla mamma o nel passeggino! Ad oggi, sono due settimane che, bene o male, riusciamo a farlo dormire nel lettino ed è già un piccolo progresso.
Il problema, sia il pomeriggio che la sera, è che ho praticamente smesso di allattarlo (rimane solo la poppata del mattino) e comincia a farsi pesante, perciò non possiamo più cullarlo per un’ora. Abbiamo cominciato, perciò, a tentare di farlo dormire da solo nel lettino, ma non è un’impresa facile.
Al ciuccio da nanna e alla “buona notte mamma, papà, Muffin” seguito da coccole e bacini, abbiamo aggiunto il “ti poso nel letto e tengo la mano sul pancino finchè non ti senti rassicurato e ti addormenti”, magari cantando una canzoncina o due.
Mentre il papà ha una sola canzone, sulle nuvole/pecore che si sciolgono come neve, e può raggiungere le mille e più pecore sciolte, io preferisco la varietà.
Ad oggi la nostra playlist da addormentamento è la seguente (in questo rigoroso ordine, se no non funziona) :

I 3 alpin – mio nonno la cantava a mia madre e ai mie zii, poi a me e alle mie cugine e così via;
La canzone di Marinella – altra tradizione familiare;
Geordie – rigorosamente pezzi a caso e sconnessi tra di loro perchè non me la ricordo benissimo, ma effetto soporifico +2000;
La ballata del Miché – solitamente due o tre strofe ripetute e remixate;
Il pescatore – solamente alcune strofe perchè poi, una volta che arrivano i gendarmi non so più come prosegue;
Solitamente a questo punto DeAndré si è rivoltato nella tomba e Blop, straziato dalle allegre canzoni di sua madre, sviene. Se per caso non capita, tipo giovedì scorso, bisogna ampliare il proprio repertorio con altre gioiose canzoncine. Al pomeriggio funzionano bene i CD dei Modena City Ramblers, soprattutto Appunti Partigiani e Niente di nuovo sul fronte occidentale, ma la sera è più complesso perciò mi tocca raccontargli la storia delle fate e dei folletti che visitano nel sonno i bravi bambini che si addormentano da soli e li portano nel loro regno a giocare a nascondino e a mangiare banane, e se ancora non basta, rimane Bella ciao. Dopodiché termino repertorio e pazienza, mi innervosisco e gli intimo di dormire, da madre indigna quale sono. Inspiegabilmente, la sfuriata funziona sempre e non ho nemmeno il tempo di finirla che lui si è già addormentato.
Sospetto mi stia consapevolmente prendendo per i fondelli.

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