Incontri ravvicinati coi ricci

Domenica era una cosi’ bella giornata che, nel pomeriggio, ho deciso di portare Blop ai giardinetti sotto casa per farlo correre un po’ e giocare con lo scivolo.
La cosa che preferisco di questi giardinetti è che i giochi sono particolarmente adatti ai bambini piccoli, con altezze non pericolose, scalette e scivoli bassi, tunnel e pareti protettive. Rispetti agli altri giardinetti con giochi più da “grandi”, questi sono davvero l’ideale.
Pur essendo domenica pomeriggio non c’erano tantissimi bambini, ma Blop ha deciso che dopo due giri di scivolo non ne aveva più voglia e preferiva correre in giro con dei legnetti in mano. Ovviamente glieli ho tolti subito perché la combinazione quasi 14mesenne che cammina da due mesi scarsi e legnetti, non mi pareva una buona idea. Riuscivo già ad immaginarmelo al pronto soccorso con un bastoncino in un occhio.
Nemmeno il tempo di rilassarmi un secondo che SBANG! vola per terra tirando una facciata e si mette a piangere. Più per lo spavento che altro, mi dico, visto che di facciate e testate ne ha prese di ben peggiori. Peccato che cadendo ha messo male le mani e la faccia, rimasta scoperta, è andata a stamparsi sul riccio di una castagna e il lato sinistro ha raschiato sul cemento.
Lui, in realtà, non si è scomposto più di tanto e, dopo un bacino consolatore, era già pronto a tornare a correre con…le spine piantate intorno all’occhio! Togliergliele non è stato affatto facile, né tenerlo fermo il tempo di lavarlo con una salvietta. Dopo un po’, visto lo stato pietoso della faccia, ma rassicurata dalla sua solita vitalità, l’ho trascinato a casa per disinfettargli le varie ferite sanguinanti e mettergli (o meglio tentare di mettergli) un po’ di ghiaccio sull’occhio. Se non ha fatto scene per la caduta, mentre effettuavo queste operazioni ha lanciato urla strazianti nemmeno lo stessi torturando…
E per non farci mancare niente, siamo corsi alla farmaci di turno per dare un’occhiata all’occhio e assicurarmi di aver tolto tutte le spine.
La mattina dopo, appena sveglio, sembrava un pugile appena sceso dal ring, con la palpebra gonfia e mezza faccia ricoperta da lividi. Da allora, non passa giorno (ok, sono solo tre) che qualche sconosciuto ci fermi per strada chiedendoci “ma se l’è fatto cadendo?” o ci lanci qualche occhiata assassina. Giuro che se domani mi rifanno la stessa domanda rispondo “no, l’ho preso a mazzate“.

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7 pensieri su “Incontri ravvicinati coi ricci

  1. Prova a rispondere che al nido fanno boxe! Sei stata bravissima, immagino il colpo a vedere le spine intorno all’occhio e doverle toglierle!

  2. porca miseria, che botta!! ottimo sangue freddo, il tuo. vero che ti guardano male quando i bambini hanno la faccia devastata? e come si sentono tutti in diritto di farsi i fatti tuoi! “sei caduto, eh? oooh, povero, cosa ti sei fatto? come è successo? perché piangi? hai sonno?”
    CTM? cazzi tuoi mai?

    • Verissimo! Una volta una signora ha persino accusato mio marito di stare scrollando troppo forte Luca, rischiando così di ammazzarlo. Parole sue. Si è messa a inveire contro di lui, che ovviamente lo stava solo cullando, in mezzo al treno…
      Che poi, se davvero maltrattassi mio figlio, non lo farei in pieno giorno in un luogo pubblico 😀

      • c’è invece chi lo fa in pieno giorno in un luogo pubblico, come quell’animale di donna che ho visto inseguire, atterrare e calpestare la propria figlia di 4-5 anni…
        una volta, quando jan era piccolo, ero nella casa di montagna dei suoi nonni. lui aveva le palle girate e urlava a un volume inimmaginabile. da piccolo urlava così forte che perfino il pediatra si meravigliava. beh, mentre io cercavo di consolarlo, è passata una donna che ci ha chiamate dal cancello. “tutto a posto?”, e noi “sì, sì, grazie”. “sicure?” (eravamo solo io e mia suocera) “… sì, tranquilla” “ha fame? ha caldo? sta male?” “no, signora, tranquilla.” “gli è successo qualcosa?”
        lì mi sono un po’ girate. sono andata al cancello col neonato urlante. “signora, guardi, appuri lei: sta benissimo. è solo di cattivo umore.” “… eh, sì, va bene. scusi, sa, ma hanno appena arrestato i miei vicini per maltrattamenti, hanno picchiato il neonato, e io sentivo sempre gridare ma pensavo che fosse normale, così non volevo rischiare questa volta.”

        :-O

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