Giovedi sera al P.S.

La settimana precedente all’ecografia del primo trimestre, BlopBlop ha pensato bene di farci uno scherzetto.
Dopo una giornata calda e abbastanza carica di impegni, rientriamo a casa e trovo una minuscola traccia di sangue. Mi dico che non è il caso di agitarmi troppo, che puo’ succedere,  e mi sdraio sul divano aspettando la pizza.
Due ore e mezza dopo, il sangue è aumentato e no, vorrei poter dire che ho mantenuto il mio sangue freddo, invece ho trascinato il marito al Pronto Soccorso ginecologico che, per fortuna, è a dieci minuti a piedi da casa nostra.
Suoniamo al citofono, aspettiamo che ci aprano ed entriamo in un ospedale completamente buio. Inquietante. Ci avevano detto di cercare le scale per salire al secondo piano, ma ci perdiamo. Tentiamo comunque di prendere l’ascensore, ma ci vuole il pass del personale. Alla fine troviamo le scale, saliamo al secondo piano e aspettiamo in una vuotissima (e scomodissima) sala d’aspetto. Inutile dire che, intanto, io morivo d’ansia. Dopo un po’, una gentile infermiera ci registra e ci informa che la ginecologa di guardia è occupata con altri pazienti, ma che al più presto uno studente di medicina si occuperà di noi.
Allora aspettiamo, nell’inquietante sala d’aspetto, con ascensori che arrivano, si aprono e suono vuoti, rumori misteriosi provenienti dai corridoi bui, passi in lontananza… Alla fine lo studente ci riceve e comincia a farmi qualche domanda sulla quantità delle perdite di sangue (che nel frattempo erano sparite), la data di concepimento e tenta di rassicurarmi con questa frase “Per il momento non ne sappiamo molto, potrebbe essere un aborto spontaneo oppure no“. Grazie, eh, fin qui ci arrivavo pure io.
E per continuare a rassicurarmi aggiunge “l’unico modo per saperlo è fare un’ecografia, anche se non so se si sentirà già il cuore battere“. Io e mio marito ci siamo guardati, indecisi se preoccuparci o se ridere, visto che noi sapevamo benissimo che il cuore si vedeva e si sentiva già da qualche settimana.
Dopo questo incontro rassicurante, torniamo in sala d’aspetto in attesa della ginecologa. Dopo parecchio tempo, lo studente torna dicendoci che se volevamo poteva farmi lui un’ecografia anche se, non essendo capacissimo, avrei dovuto poi farne un’altra con la dottoressa, ma che se preferivo direttamente aspettarla non sarebbe stato un problema.
Dopo un attimo di esitazione, decido che l’attesa era già stata fin troppo lunga e che qualcosa sarà pure stato capace di vederlo anche lui (e magari imparava anche che il cuore già si vede e si sente). Andiamo nella sala visite, mi spoglio, mi siedo e…il telefono suona avvertendo lo studente che c’era un cesareo in corso e che doveva assistervi. Sospiro, mi rivesto, torniamo in sala d’aspetto dove, intanto, avevano spento tutte le luci tranne una leggerissima. Cerco di trovare una posizione vagamente comoda, ogni tanto vado a controllare se avevo ancora perdite, l’ansia se ne va e un’ora dopo torna lo studente.
Questa volta non veniamo interrotti e riesce a farmi un’ecografia, dove si vede e si sente un cuore battere (ah ah) e un grazioso BlopBlop fare le capriole. O almeno cosi’, mi hanno detto, perché non ha girato lo schermo verso di me, ma solamente verso mio marito. Arriva anche la dottoressa che mi fa una seconda ecografia, conferma che tutto va bene e ci rimanda a casa all’una di notte.

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5 pensieri su “Giovedi sera al P.S.

  1. Mi dispiace tantissimo per quest’esperienza! Per fortuna è tutto a posto ma mi è venuta la pelle d’oca a leggere di tutte le ore di attesa che hai dovuto aspettare!

  2. Chissà che ansia. Sono contenta che tutto si sia risolto con un niente di grave. Ma soprattutto non so se ridere o se piangere di questo studente che ti ha visitata, e delle condizioni notturne del PS 😊

    • Era molto gentile, ma anche noi all’inizio non sapevamo se ridere o piangere 😀
      Il P.S. é quello della mia maternità, diviso in una parte per i primi mesi di gravidanza/altri problemi femminili e in una parte per le emergenze parto dove penso ci sia più gente pronta all’azione (o forse no, chissà)
      Se fossimo andati in un P.S. generale ci sarebbe stato più personla,e ma anche più gente e probabilmente ci avremmo messo anche più tempo.

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