La legge di Murphy dei giorni di riposo

Da quando ho scoperto di essere nuovamente incinta, e soprattutto a partire da settembre, ho cercato di prendermi un giorno di riposo di tanto in tanto, approfittando del fatto che Blop fosse all’asilo e PC al lavoro. Ogni volta (una al mese, tipo) mi immaginavo sdraiata sul divano a recuperare qualche serie TV o a leggere un buon libro. E ogni volta l’asilo mi ha chiamato, il giorno prima, per avvisare che Blop aveva la febbre/gli occhi rossi/ la gastroenterite/la varicella e, il giorno seguente, addio riposo. Blop rimaneva a casa con me.
Perché ne parlo? Perché martedi’ sera sono andata dalla mia dottoressa che, in seguito a qualche contrazione e a evidenti segni di fatica, ha deciso che era il momento di mettermi un po’ in malattia, per riposarmi.
“Ma mi raccomando, devi riposarti quindi continua a mettere Blop all’asilo, altrimenti non serve a niente”
Appunto.
Mercoledi qui in Francia era festa e quindi, va beh, niente asilo.
Giovedi’ mattina PC parte alle 4h per andare a lavorare, alle 4h30 dopo numerosi colpi di tosse, sento un conato sospetto. Vado a vedere e il mio adorabile bambino aveva vomitato nel lettino. Cambio lenzuolo, piumone, coprimaterasso e pigiama e lancio tutto nella vasca da bagno. Pulisco Blop e cerco di rimetterlo a letto, ma niente, lui vuole dormire nel lettone con me (o sopra di me). Va beh. La mattina sembra andare meglio, non ha febbre, beve il biberon e da brava madre degenere lo spedisco al nido. A mezzogiorno la prima chiamata: Blop ha la febbre e non ha mangiato niente. Lo mettono a letto e vedono cosa succede. Alle sedici la seconda chiamata: non ha fatto nemmeno merenda ed è pallido come uno straccio, lo venga a prendere.
Lo riporto a casa, effettivamente è pallido e anche per cena vuole soltano un biberon.  Pero’ non ha quasi più febbre. Siccome PC non sarebbe rientrato prima del venerdi mattina tardi, mi dico che se nella notte non succede niente e il giorno dopo non ha febbre lo spedisco all’asilo. Devo riposarmi, io! Oltre ad andare alla visita del settimo mese alla maternità, non ho certo intenzione di farmi visitare con la belva nella stessa stanza. Non riuscirei a rilassarmi.
Venerdi’ mattina mi alzo un po’ prima delle cinque per andare in bagno. Silenzio. Incrocio le dita, ma non appena ritorno a letto sento “Mamaaaaaaaan! J’ai mal à la pansia!” .  Faccio giusto in tempo ad andare in camera sua che dei rumori orribili escono dal suo pancino e, dopo un po’, sono obbligata a lanciare Blop sotto la doccia.
E ora eccoci qua, a guardare cartoni e ad aspettare che papà rientri in tempo, spero, per poter andare alla visita da sola.

Quasi quasi torno subito a lavorare, mi sembra più riposante.

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