Il triangolo no, non l’avevo considerato

Se c’e’ una cosa che non ti aspetti, mentre ti stai godendo con tuo marito i primi attimi della vita del tuo secondogenito, e’ la visita del pediatra della maternità’. E mentre te ne stai li’, beata e un po’ fatta di morfina a causa del cesareo, ascolti quello che il dottore ti sta dicendo, ma senza davvero capire bene. Ci vorrà un po’ prima che le sue parole arrivino davvero al tuo cervello.

Quel bozzo sulla fronte l’avevo notato subito, mi ricordava un po’ quando Blop era caduto dallo scivolo e aveva dato una testata, ma ingenuamente pensavo che fosse una cosa passeggera o, comunque, niente di che. D’altronde anche suo fratello era nato  con un livido sulla fronte che, pian pianino, era scomparso.

Sospetta craniostenosi di tipo trigonocefalico, ha detto.  In pratica, una deformazione del cranio dovuta alla prematura fusione della sutura metopica (parte della sutura frontale che unisce la due metà dell’osso frontale del cranio) che provoca una forma a V della parte frontale della testa. La trigonocefalia è caratterizzata dalla prominenza triangolare della fronte che va a chiudere gli occhi. (fonte Wikipedia)
E’ rara, ma nemmeno troppo e, infatti, si opera benissimo nel primo anno di vita, senza lasciare strascichi ne’ ritardi, se non una cicatrice sulla testa.

Ho pianto più e più volte, ovviamente. In preda agli ormoni, all’angoscia e al senso di colpa. Terrorizzata che ad ogni visita gli trovassero qualcos’altro.

E cosi, al suo secondo giorno di vita, BlopBlop e’ andato con la pediatra e il suo papa’ nel reparto di radiologia per effettuare una radiografia della testa. Radiografia che doveva confermare i sospetti dei pediatri e del chirurgo maxilofacciale che e’ venuto a visitarlo, ma che in realtà non ha mostrato nessuna fusione, nonostante la forma della testa e degli occhi siano tipici della trigonocefalia. Ci hanno, cosi, inviato dal primario di chirurgia maxilofacciale pediatrica per un ulteriore consulto.

Ovviamente ho pianto anche una volta rientrati a casa, cercando di non pensarci e di non mostrare la mia preoccupazione a Blop. Lui cosi felice di riavere la sua mamma a casa e di incontrare il fratellino.

Una decina di giorni dopo, eccoci all’appuntamento col primario e i suoi assistenti/studenti. Dopo avergli guardato la testa e la faccia, anche lui pensa a una trigonocefalia, ma vuole comunque fare una TAC per confermare la diagnosi. Ci spiega a grandi linee in cosa consiste l’operazione (alle mie orecchie di mamma suona più’ o meno cosi: gli apriamo la testa e gli rifacciamo la parte interessata) e ci rassicura che l’unica cosa che gli rimarrà sarà una cicatrice che potrà essere nascosta dai capelli.
Poi ci ricordiamo di avere le radiografie e gliele mostriamo. A quel punto, anche lui dubita. Potrebbe non esserci stata una fusione prematura, ma solo un avvicinamento delle due parti e, in questo caso, l’operazione non sarebbe necessaria. La TAC rimane l’unico modo per avere una diagnosi certa al 100%.

E cosi, lunedì prossimo alle 9h, dall’alto dei suoi 27 giorni BlopBlop farà’ la TAC e nel primo pomeriggio il primario ci darà, spero,  il responso.  Non devo assolutamente dimenticarmi di portare montagne di fazzoletti perche’ so gia’ che, in un caso o nell’altro, piangerò di sicuro.

Comunque andrà, una cosa l’ho imparata: non capita solo agli altri . Lo so che può sembrare  una banalità, ma  e’ davvero cosi e non riesco a smettere di pensare a quelle mamme (e a quei papa’) a cui il pediatra annuncia cose ben peggiori, magari non risolvibili con un’operazione.

(Non ero sicura di volerne parlare qua, ma in questi giorni ho letto molte testimonianze e mi sono state di grande aiuto e, anche se la diagnosi di BlopBlop e’ ancora in corso,  scriverne mi fa bene, sopratutto perche’ all’infuori dei nonni non l’abbiamo detto a nessuno  e ho bisogno di sfogarmi e trovare un modo per evacuare lo stress).

 

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9 pensieri su “Il triangolo no, non l’avevo considerato

  1. Ti abbraccio forte forte da qua e aspetto di sapere come va la Tac. Posso immaginare quante lacrime hai versato e avrei fatto la stessa identica cosa.

  2. Mio fratello è stato appena operato alla testa per risolvere una questione sorta da un’operazione ben peggiore anni fa. Sono stata e sono tutt’ora molto in ansia per lui, e ti ringrazio di averci raccontato questa cosa di Bloppino: mi fa sentire meno sola. Abbiamo tutti i nostri problemi, e la cosa migliore da fare forse è proprio parlarne, per scoprire che ognuno ha i suoi drammi più o meno gravi, più o meno risolvibili, ed essere meno soli.
    Ti abbraccio, e mando un abbraccio anche ai tuoi uomini 🙂

    • Un abbraccio a te e a tuo fratello.
      Purtroppo risolvibile o no, operazione di routine o no, l’idea che operino alla testa (neonato o adulto che sia) per me è particolarmente impressionante e ansiogena.

  3. Quando il pediatra è venuto da noi ci ha parlato di un soffio al cuore, noi siamo stati tranquilli.
    Poi hanno fatto un elettrocardiogramma e il pediatra mi ha borbottato qualcosa dicendo che a aveva prenotato per un controllo per sicurezza in un ospedale specializzato nei bambini.
    Alle dimissioni un’altra pediatra chiede se avevamo confermato la prenotazione, ma dato che noi eravamo incasinati già per tutto il resto e la situazione non sembrava grave ce n’eravamo dimenticati!
    Così questa ci fa un predicozzo facendoci sentire dei pessimi genitori.
    Quando noi cadiamo dalle nuvole la seconda volta allora si mette a spiegare il problema al cuore di Andrea.
    E noi sbianchiamo, io sono partita a piangere e non la finivo più e lei ha capito che non eravamo stati informati a dovere…
    Per cui finalmente dimessi dopo una settimana che eravamo lì causa ittero super felici, e poi sta batosta! Siamo tornati a casa col morale sotto terra.
    Ti capisco benissimo…a noi ci han detto che non è da operare ora come ora (alla nuova visita hanno detto che questi buchini rimasti non sono da operare anche rimanessero, è l’unica cosa che il mio cervello ha registrato quel giorno!) ma lorenzo ha comunque paura, e io ammetto che ogni volta che aveva una colica e piangeva da diventar rosso oppure a volte che gli tocco il torace, ho sempre paura che il cuore si fermi.
    So’ paranoica forse.. però finchè non passa o finchè non ci diranno di nuovo che va bene anche così, l’ansia c’è.

    • Avendo un soffio al cuore, sarei stata tranquilla anche io. Andrea e’ un bellissimo nome!!!
      Una bella batosta anche per voi, mi dispiace, perche’ capisco benissimo la paura e i pianti, ma gia’ il fatto che non sia da operare e’ un’ottima notizia.
      Starei in ansia anche io, gia’ cosi’ son sempre li a verificare che respiri 😛

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