Mamma, non voglio uscire di pancia!

A causa del suo lavoro, al marito capita di passare una o due notti fuori casa a settimana. O nessuna. Dipende.
In ogni caso, per la legge della sfida genitoriale, sarà in quelle notti li’ che  uno dei bambini (o entrambi) si ammalerà. Stanotte è toccato a Blop.
Ieri sera mi sembrava stranissimo che mangiasse, prendesse la medicina contro l’asma, si lasciasse mettere il pigiama e si addormentasse alle 20h senza fare storie. L’unica cosa che mi ha detto è stata “resta qui, mamma” con una vocina carinissima. Troppo occupata ad allattare BlopBlop non ho dato peso alla cosa, pensando che il ritorno al nido e le uscite ai giardinetti l’avessero distrutto.
Alle 23h, metto a letto Blopblop, e comincio a prepararmi quando  sento dei rumori orribili arrivare dalla camerata, seguiti da pianti sconsolati. Una scena disgustosa si presenta ai miei occhi, ma non ho il tempo di farmi venire la nausea perché devo occuparmi di Blop : lavarlo, consolarlo, cambiare pigiama e lenzuola, bruciare peluches, dare una lavata veloce al muro (!).
A mezzanotte lo rimetto a letto, si addormenta, tempo che lasci la stanza e vestiti e lenzuola sono nuovamente da lavare. Decido, perciò, di trasferirlo sul tappeto da ginnastica dell’Ikea in sala, almeno è più facile da pulire in caso di altri conati . Continuiamo cosi, tra conati, asciugamani, salviette e bacinelle fino alle 2h quando mi viene in mente che in frigo ho della Coca Cola. Gliela do e smette di vomitare (o magari è perché aveva lo stomaco completamente vuoto), cosi’ lo riporto a letto e prima di addormentarsi mi dice :”Mamma, non voglio uscire di pancia!“. Lo rassicuro (e mi rassicuro) che ora non vomiterà più e lo  guardo addormentarsi, sperando dorma il più a lungo possibile. Dopodiché vado a lavare un po’ di lenzuola e pigiami e vado a letto, per essere svegliata alle 3h30 da un BlopBlop affamato e nuovamente alle 6h30 da un Blop un po’ stanco, ma in piena forma. Io, invece, assomiglio a uno zombie e oggi pomeriggio devo anche portare Blopblop dal pediatra a fare i primi vaccini. Pensatemi tanto…

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