Il bimbo che fu cacciato dal coro

Nella materna di Blop i bambini del suo stesso anno sono numerosissimi, sono cosi stati divisi in due classi omogenee e una classe, la sua, con 8 bimbi della sua età e 16 piccoli. In genere fanno le stesse attività a livelli diversi, ma il lunedì mattina gli 8 medi cambiano classe e vanno a cantare con gli altri della loro età.
Circa un mese fa, all’uscita da scuola il maestro mi informa che Blop non era stato bravo quel giorno (non ricordo più le parole esatte) e che la maestra l’aveva cacciato dal coro. La mia prima reazione é stata mettermi a piangere, ma sono stata brava e mi sono trattenuta anche se secondo me si notava la mia faccia affranta. Ho cercato di parlarne con Blop per capire il perché del suo comportamento, ma non sono riuscita a cavarci niente perché si é chiuso a riccio e l’unica cosa che sono riuscita ad ottenere é stato un “tanto le canzoni che cantiamo con lei non mi piacciono, preferisco quelle dei piccoli“.
Premetto già che ho accettato la decisione della maestra e non sono stata a contestare perché penso scuola/casa debbano mostrare un fronte unito e bisogna insegnare ai bambini il rispetto verso la figura dell’insegnante, oltre al fatto che sicuramente a Blop una punizione un po’ estrema poteva servirgli, ma più ci ripensavo più mi saliva la carogna.
Intanto perché non avermene parlato prima? Se erano già diversi lunedì che si comportava male, non potevano avvisarci prima di escluderlo dal coro? Avremmo potuto parlarne a casa e tentare di risolvere la situazione, l’esclusione rimane comunque umiliante per un bimbo di quattro anni (la maestra in questione, tra l’altro, non la conosco e anche il maestro aveva l’aria un po’ stupita della sua decisione)
Seconda cosa, che senso ha avuto? Il coro c’è un lunedì si e uno no. Blop é stato escluso un lunedì di inizio maggio dopodiché ogni lunedì in cui doveva esserci il coro c’era un giorno di festa o la gita scolastica o non so più cosa quindi é passato un mese e mezzo senza che la “punizione” venisse davvero messa in atto.

Non so. C’è chi mi ha consigliato di lamentarmi col preside, io ho preferito lasciar correre proprio perché il comportamento di Blop ultimamente non era il massimo quindi penso che un po’ gli faccia bene, ma il fatto che la maestra ci abbia messo davanti al fatto compiuto senza tentare qualcosa con la famiglia mi fa ancora girare le balle e spero non sia la sua maestra per l’anno prossimo.

E voi, che avreste fatto?

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4 pensieri su “Il bimbo che fu cacciato dal coro

  1. La domanda centrale secondo me è questa: ma a Blop gliene frega qualcosa di questo coro?
    Perché ci sono bambini che detestano cantare.
    Il PT, il figlio di mia cognata, è stato iscritto nel coro perché “Nella doccia canta sempre”, salvo poi venire fuori che marinava regolarmente le prove e ammettere sotto tortura che a lui cantare fa schifo e non gliene frega niente della musica.
    E il mio grande, che ama cantare con suo fratello e in generale in casa (anche sotto la doccia, lol), a scuola è bravissimo in tutto, ma si rifiuta di cantare, anche a costo di discutere con la sua adorata maestra. Tiene la bocca chiusa o la muove senza far uscire suoni. Dice che le canzoni sono stupide (ti suona famigliare?) e che si vergogna e che non gli piace.
    E suona la tromba, eh, non è che non gli piaccia la musica.

    • Secondo me non gliene frega più di tanto. Stasera c’era la festa della scuola e, nonostante abbia voluto che andassimo tutti ad ascoltarlo, poi non ha praticamente cantato. Erano le canzoncine da bambini, quelle del coro da cui é stato escluso erano canzoni normali, più difficili e sicuramente meno interessanti per lui. Detto questo, se é un’attività scolastica ed é obbligato a farla, ci terrei che si comportasse bene, poi per me può anche non cantare e pensare ai dinosauri durante l’attività.

      • Hai ragione: se è obbligatorio, deve “starsene” (tu sai cosa intendo, da genovese).
        Però visto che l’hanno proprio buttato fuori loro e a lui non importa, amen. Forse era un tormento sia per lui che per la maestra.
        Ora è ancora piccolo, ma se fra un paio d’anni è ancora così testone forse puoi trovare un’attività che lo stimoli e lo convinca ad accettare la disciplina come autodisciplina.
        La mia Capa, che da ex insegnante, madre e Capa di esperienza ne ha, sostiene che fare sport o musica per un bambino è molto importante perché lo obbliga ad imparare l’autodisciplina: o ti comporti correttamente, o sei fuori. Come nel coro, solo che il coro pare non sia il suo elemento 😀
        (e inoltre sostiene che uno sport o la musica praticati con passione siano d’aiuto durante l’adolescenza, perché i ragazzi si identificano nella loro passione e non escono di testa pensando “chi sono io?”, che è una teoria interessante.)

        • Per ora gli piace fare ginnastica e la maestra ha proposto di provare a farlo passare nel gruppo dei più grandi dove non fanno più gioco, ma c’è più disciplina. Penso che proveremo e alla peggio torna nel gruppo dei piccoli (aveva provato judo l’anno scorso ed é uscito piangendo perché c’era troppa disciplina).

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