Il bimbo che si faceva trascinare

Ieri siamo arrivati in anticipo in palestra e ne ho approfittato per scambiare quattro chiacchiere con la maestra di Blop, per capire un po’ meglio come si comporta a lezione. E’ venuto fuori che, quando é da solo, Blop è certo un bimbo attivo, ma segue bene le regole e le spiegazioni. Probabilmente l’anno prossimo potrà anche provare il corso avanzato perché un altro anno di baby ginnastica rischia di annoiarlo, con qualche riserva perché di solito é a partire dai 6 anni e dura un’ora e mezza invece di 45 minuti.
Quando, invece, é con la sua amica J. si lascia trascinare e sono insopportabili e ingestibili (non ha proprio detto cosi, ma era abbastanza chiaro). La differenza é che quando non c’è Blop, la sua amica trova qualcun altro per fare casino. Quindi la maestra mi ha proprio detto che non é mai lui ad iniziare, ma lei. Ora il problema del comportamento resta, perché siamo tutti d’accordo che non dovrebbe farsi trascinare, ma ammetto di essermi sentita sollevata dal sapere che non era lui l’istigatore.

Questa cosa del lasciarsi trascinare/influenzare era già venuta fuori con le insegnanti delle attività extrascolastiche del pomeriggio a Natale (e forse ne avevo anche già parlato qui), secondo loro quando è con alcuni suoi compagni di classe é molto agitato e disubbidiente, ma quando non ci sono  fa volentieri le varie attività proposte.
Il maestro non capisce perché, a periodi alterni, Blop passi dall’alunno perfetto al peggior elemento della classe, secondo lui non si annoia perché quando ha finito gli esercizi per lui “facili” (come quelli di matematica) può subito andare a giocare e non deve aspettare gli altri, né si lascia trascinare perché a volte è lui che inizia. Io non so cosa pensare. Blop non é un bimbo calmo, né particolarmente ubbidiente, ma per esempio quando siamo al parco non picchia mai nessuno, anzi solitamente è lui che si fa maltrattare e finisce in lacrime. Lui spesso ci racconta che é stato punito perché ha reagito e non cominciato, o ha seguito l’idea di qualcuno, ma il maestro ha visto solo lui e quindi ha punito solo lui. Per esempio, un giorno é stato giustamente punito perché aveva lanciato delle pietre a un compagno. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi ha risposto che l’altro faceva (giocava?) a fare il cattivo e allora lui  e un altro bimbo hanno pensato di lanciargli delle pietre. Siccome il bambino in questione, nonostante sia suo amico, é noto per aver passato tutto il primo anno a picchiare un altro bambino perché “lento e grasso” (me l’ha raccontato sua mamma) e che spesso Blop torna a casa con dei lividi fatti da lui, qualche domanda me la pongo. Questo, ovviamente, non gli ha evitato una bella sgridata sul lancio delle pietre.

Il problema di Blop è che è molto insicuro, piange per un nonnulla, non sta mai zitto ed è appiccicoso. Adesso é fissato con le trottole BayBlade e segue “i grandi” ovunque, osservandoli giocare, parlando a tutto spiano e sicuramente infastidendoli un po’. L’altro giorno al parco lo prendeva in giro chiamandolo Cacca, soprattutto una bambina che avrei volentieri preso a randellate, e lo facevano rimanere con loro ridendo. Lui, andando via mi ha detto “hai visto che gentili quei grandi? Mi hanno fatto rimanere a guardarli giocare. Domani torniamo?” Mi si é stretto il cuore.

Detto questo, siccome è un buffone ci sono moltissimi bambini della sua età che lo salutano all’uscita da scuola e vorrebbero giocare con lui, ma inspiegabilmente li ignora, andando sempre verso quelli più turbolenti e/o più grandi.

Come fare per aiutarlo ad avere maggiore fiducia in sé?

(Per suo fratello, invece, non mi preoccupo perché si vede già che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, atteggiamento confermato anche dalle maestre del nido)

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Paleontologi e fiori

Blop ha una grandissima passione per i dinosauri e, da quando ha scoperto che si possono trovare le ossa, ha deciso che da grande vuole fare il paleontologo. Questa dei dinosauri è la “fase” più lunga che ha avuto, dopo quella dei pompieri e quella dei pirati. Ha anche un amico immaginario dinosauro, un triceratopo per la precisione, che si chiama nientepopo’dimenoche “il mio amico dinosauro“.
Blop: Mamma raccontaci una storia di Bibi e Bobo paleontologi coi fiori.
Io : Eh?
Blop: Senti che BlopBlop dice Bibi e Bobo
Io: Allora c’erano una volta Bibi e Bobo (alterego di Blop e BlopBlop nelle nostre storie inventate) che andavano alla ricerca dei dinosauri in una foresta. Cammina cammina, cadono in un buco e si ritrovano in un tunnel segreto pieno di fiori, lo seguono facendosi luce con la torcia elettrica
Blop: E il cannocchiale
Io: Non fa luce il cannocchiale. Comunque arrivano in un valle incantata (originalità a palate) e trovano dei dinosauri.
Blop : No, i dinosauri no
Io: Ma se volevi i dinosauri. Chi trovano allora?
Blop: Mamma e papà.
Io: Trovano mamma e papà e fanno un picnic con tutti i loro cibi preferiti e poi si mettono a giocare a nascondino tra i fiori.
Blop: No tornano a casa perché altrimenti rischiano di cadere in altri buchi
Io : Ma magari cadendo finiscono nel paese delle caramelle
Blop : No, tornano a casa. Ma come fanno a risalire se erano caduti?
Io: Papà usa la scala che si era portato
Blop: No, non ci sta mica nello zaino di papà
Io: Allora la costruiscono usando fiori e rami
Blop: Ma le scale si fanno di mattoni o metallo. Ci sono i mattoni?
Io : Allora papà costruisce una scala di mattoni e metallo e tornano in superficie
Blop: Riescono a portare su tutto? Il cestino, la tovaglia, le sedie?
Io: Si amore, portano su tutto e lo mettono in macchina
Blop: Ma no mamma, noi abbiamo i monopattini e voi ci seguite a piedi!
Io: Dormite adesso
BlopBlop : Bibi e Bobo !

1 Maggio – Furore (J. Steinbeck)

„Le strade pullulavano di gente assetata di lavoro, pronta a tutto per il lavoro. E le imprese e le banche stavano scavandosi la fossa con le loro stesse mani, ma non se ne rendevano conto. I campi erano fecondi, e i contadini vagavano affamati sulle strade. I granai erano pieni, e i figli dei poveri crescevano rachitici, con il corpo cosparso di pustole di pellagra. Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. E i soldi che potevano servire per le paghe servivano per fucili e gas, per spie e liste nere, per addestrare e reprimere. Sulle grandi arterie gli uomini sciamavano come formiche, in cerca di lavoro, in cerca di cibo. E la rabbia cominciò a fermentare.“
“Qui l’unico governo che abbiamo è il margine di profitto.”

“Dove andiamo? Per me non andiamo mai da nessuna parte. Siamo sempre in viaggio. Sempre in cammino. Perché a questa cosa non ci pensa nessuno? Oggi tutto si sposta. La gente si sposta. Sappiamo perché e sappiamo come. la gente si sposta perché vuole qualcosa di meglio. E quello è l’unico modo per trovarselo. Quando gli serve qualcosa, quando gli manca qualcosa, se lo vanno a pigliare. E’ a forza di sopportare che uno impara a ribellarsi. io ho camminato per tutto il paese, e ho sentito la gente parlare come te.”

“E i grossi proprietari cui una sommossa avrebbe fatto perdere tutte le terre, i grossi proprietari con accesso alla Storia, con occhi per leggere la Storia e ricavarne la grande verità: quando le mani in cui si accumula la ricchezza sono troppo poche, finiscono per perderla. E la verità accessoria: quando una moltitudine di uomini ha fame e freddo, il necessario se lo prende con la forza. E la piccola ma sonora verità che echeggia lungo la storia: la repressione serve solo a rinforzare e unire gli oppressi.”

“L’evoluzione dell’economia fu ignorata, i progetti di riforma furono ignorati; l’attenzione si concentrò sui mezzi per reprimere la rivolta, senza intervenire sulle cause della rivolta.”

“Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. E i soldi che potevano servire per le paghe servivano per fucili e gas, per spie e liste nere, per addestrare e reprimere. Sulle grandi arterie gli uomini sciamavano come formiche, in cerca di lavoro, in cerca di cibo. E la rabbia cominciò a fermentare.”

La madre del partigiano – Gianni Rodari

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.
Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.

 

Un fidanzato di troppo – Chiara Venturelli

Due anni fa terminavo la recensione di Lezioni di seduzione chiedendo a Chiara un seguito e lei, molto gentilmente, nemmeno due anni dopo ce l’ha fornito. E che seguito!

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Sono trascorsi quattro anni dall’atto finale di Lezioni di seduzione e la distanza ha messo a dura prova Liz e Jack, alimentando incomprensioni e gelosia. Il tempo e gli eventi li hanno cambiati ma, ancora una volta, sarà uno spettacolo a costringerli a comunicare.
Jack è passato dal teatro alla tv e sul set della commedia romantica Un fidanzato di tropposcoprirà che, di nuovo, la sua vita privata rischia di seguire i binari di quella fittizia.
Liz ha appena ripreso le redini della sua vita, sostenuta dall’amicizia di Rick e Jessica, quando si ritrova tra due fuochi. Chi scegliere tra Daniel, da sempre fonte di supporto e stabilità, e Jack, che invece considera la vita come un grande palcoscenico? Tra equivoci, rancori, nuovi e vecchi amori, l’epilogo di una storia nata dall’alchimia e messa alla prova dalla distanza. L’amore, si sa, non è mai logico né facile.

Per prima cosa una domanda: Chiara cosa hai fatto a Daniel? Cosa ti aveva fatto di male? So di essere stata una delle rare ad averlo apprezzato nel primo libro, l’avevo anche un po’ shippato con Liz, ma qua l’avrei preso a badilate in testa dall’inizio alla fine. In compenso ho apprezzato Rick più che in Lezioni dove, al più, mi era simpatico ma abbastanza indifferente. Un po’ mi dispiace questo cambiamento di migliore amico, ma le scene con Rick, Jess e Liz mi sono piaciute moltissimo quindi va bene cosi.
I personaggi sono davvero maturati, soprattutto Jack, o forse ha aiutato l’avere anche il suo punto di vista. Adoro avere il punto di vista dei personaggi maschili e non solo della protagonista. Interessante anche l’uso di qualche salto temporale.

In definitiva, ho iniziato il libro la mattina e nonostante due bambini a casa in vacanza, ma complice un lungo tragitto in autobus che mi ha liberato un po’ di tempo, la sera l’avevo terminato. Un libro che si divora come questo, senza che ti venga mai la voglia di chiuderlo per prenderti una pausa, merita che lo consigli a chiunque.
Brava Chiara, continua cosi !

Un fidanzato di troppo é disponibile solo su Amazon in versione e-book Kindle a 2,99 euro e in versione copertina flessibile (330 pagine) a 12,90 euro. Per chi non avesse avuto l’occasione di leggere Lezioni di seduzione se ne trova ancora qualche rarissima copia in qualche libreria, ma credo siano in esaurimento, peccato perché è un bel libro e sono sicura avrebbe trovato ancora molti fan.

My World…Award

Sono stata nominata da CherryT del blog Victoriamanontroppo 

LE REGOLE!

Ringraziare la persona che ti ha scelto e rilinkare il suo blog.
Rispondere alle 10 domande.
Passare il testimone ad altri 10 colleghi e metterli al corrente del premio.

Iniziamo!
Un ricordo improvviso che riaffiora nella tua mente.
Adesso adesso? O in generale? L’altro giorno mi é venuto in mente quando mia mamma lavorava a scuola e, durante le vacanze, ogni tanto mi portava con sé e mi lasciava nella biblioteca delle elementari. Dovevo avere una decina d’anni e adoravo passare il tempo circondata dai libri.

Un complimento che hai particolarmente apprezzato in vita tua.

Quando mio marito dice che ama il mio sorriso, sarà che sono sempre stata poco sorridente e al liceo la mia prof di italiano diceva che sembrava portassi il peso del mondo addosso e mi consigliava di sorridere di più. Ah l’adolescenza, che bel periodo.

La cosa più improponibile e divertente che hai fatto da ubriaco.
Mi sa che cose improbabili e divertenti non ne ho fatte. Improbabili pero’ si, quando avevo sui 18 anni c’era questo locale rock, il Transilvania, il cui proprietario aveva un pitone di nome Pucci e ogni tanto sceglieva qualche cliente per portarlo a spasso per il locale sulle proprie spalle. Siccome noi eravamo praticamente di casa, ci capitava spesso di farlo.

La scala di priorità che ti sei dato e sulla quale basi la tua vita.
Volevo una carriera e una famiglia, poi ho avuto la famiglia e devo dire che della carriera non me ne frega più nulla. Vorrei tornare a lavorare, ma con orari decenti e la possibilità di godermi le due belve.

Il tuo senso preferito.
La vista perché cosi posso leggere.

Una parola preferita.
Boh. Molto profonda come parola, ma c’é stato un periodo che rispondevo sempre cosi e mi é rimasta simpatica (agli altri credo un po’ meno).

Un sogno nel cassetto.
Girare il mondo.

La cosa che più vi annoia di una persona.
I “so tutto io”, quelli che pensano di avere sempre ragione e non hanno intenzione di cambiare idea nemmeno quando gli si prova che hanno sbagliato.

Un’espressione dialettale divertente.
sbaglia fiña o præve into dî messa  cioè sbaglia anche il prete nel dire la messa

In questo periodo ti sei reso conto di aver perso…
la salute? Sarà che mi sono concentrata sui bimbi (operazioni, traslochi, nuove scuole, …), ma é finita che sono tutta un dolorino e non andavo dal dottore dalla gravidanza, quindi due anni fa. Ora ci sono andata e ho una fila di controlli che non finirà più 😀

NOMINO…

Non ho più nessun blog che mi segue, perciò’ temo di non poter nominare nessuno, ma se qualcuno passa di qua e vuole rispondere alle domande me lo faccia sapere !

365 giorni di testa tonda

Oggi é stata una giornata difficile. Già ieri ne avevo avuto le prime avvisaglie, ma oggi nonostante abbia fatto di tutto per passare dei bei momenti con Blop, il pensiero tornava là, a un anno fa in ospedale quando BlopBlop è stato finalmente operato per la sua craniostenosi.
Eppure è stato un anno tutto in discesa, nonostante qualche piccolo spavento. BlopBlop sta bene, anche se io passo più tempo del dovuto a controllargli la forma della testa, e ha capito come sfruttare la mia paura delle possibili testate per non farsi sgridare. Il mio diavoletto. Non so se è una conseguenza dell’operazione o dell’essere un secondogenito, ma ha sviluppato un bel caratterino e a volte me lo mangerei. Pero’ poi guardo la sua cicatrice e la sua bella testa tonda e subito mi intenerisco.

Prometto che non ne faro’ un appuntamento annuale sul blog e cercherò di scacciare tutte le mie paure, ma per quest’anno ho voglia di festeggiare il craniocompleanno di BlopBlop.