Di gatti e crocchette

Mamma: Blop se ci sono 5 gatti e ho 3 sacchetti di crocchette, quanti sacchetti devo comprare perché ogni gatto ne abbia uno?
Blop: 2 sacchetti mamma.

Blop, 5 anni, o come occuparlo mentre faccio le pulizie. Dovro’ inventarmi dei problemi più difficili mi sa.

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1, 2, 3

Infine un articolo su BlopBlop!

Da qualche giorno ha imparato a contare fino a tre. Non ripete a pappagallo, ma per esempio se vede le scarpe dice “una scarpa, due scarpe” e via cosi con tutti gli oggetti che trova. Il massimo é quando usa il pallottoliere (grazie al quale abbiamo scoperto che il fratello sa contare fino 60 senza aiuto e fino a 100 con un po’ di aiuto al cambio di decina).
Ieri metteva in fila delle macchinine e diceva :

Un, deux, tre 

In un perfetto mix di italiano e francese.
Suo fratello dice che sa arrivare fino a 11, io l’ho sentito saltare dal tre al sei  e sette quindi ho i miei dubbi.

Prove di caduta denti

Sabato pomeriggio, dovendo sopravvivere a un week end sola coi bloppini, ho deciso di portarli al parchetto sotto casa, nonostante temessi la folla bambinesca e i possibili incidenti.
Blop e BlopBlop, felicissimi, si lanciano sullo scivolo e sperimentano nuovi modi di salire. Blop finalmente riesce a usare la rete per arrampicarsi (o come si chiama) senza piangere e lamentarsi che gli altri bambini la fanno muovere e lui ha paura a salire.
BlopBlop, stufo di aspettare che la mamma lo metta direttamente in cima, decide che la rampa con le prese da scalata non é più troppo pendente e sale da solo. Sedendosi in alto per dirsi bravo e battere le mani. Troppo carino.
Giocano con le bambine, litigano coi maschi, fanno cose da bambini. BlopBlop scopre che riesce a passare tra le sbarre della recinzione e, non appena volto lo sguardo, tenta di fuggire correndo verso la strada, prontamente bloccato dal fratello.
Arriva l’ora di andare via. Li avviso dieci minuti prima. Blop incredibilmente collabora, mentre BlopBlop decide che é giunta l’ora dei terribili due e scappa di corsa verso la strada. Suo fratello gli corre dietro e, invece di fermalo delicatamente, lo placca buttandolo a terra. Cerca di impedirgli di picchiare la testa perché é fragile (cit. Blop), ma facendo cosi lo fa cadere di faccia.

Accorro senza preoccuparmi troppo perché non é la prima facciata che uno dei due prende, ma BlopBlop stranamente piange e non si rialza. Lo tiro su e ha la bocca coperta di sangue. Una scena bellissima.
Cerco di calmarlo e pulirlo, lui piange, Blop piange chiedendogli scusa e urlando “dobbiamo correre in ospedale, muoviti mamma!” cosi devo calmare anche lui. BlopBlop si calma un secondo e gli chiede “Blop fait mal?” (Blop ti sei fatto male?)
Li faccio sedere su una panchina per cercare di calmarli e osservo con più attenzione la bocca di BlopBlop. Il dente davanti c’è, ma se ne é rotto un pezzettino. La gengiva é arrossata e ha una crosticina come se avesse strisciato pure quella sul marciapiede rugoso, ma almeno ha smesso di sanguinare.
Torniamo a casa, ceniamo col gelato perché é freddo e morbido e temo che qualcosa di duro faccia cadere il dente. Li metto  a letto, vado in bagno un secondo e sento Blop urlare “mamma! mamma! BlopBlop sanguina di nuovo, chiama l’ambulanza!” . Arrivo di corsa e nella stanza semibuia vedo un bambino piccino piccio’ seduto sul suo lettino con la faccia e i vestiti insanguinati. Sembrava un vampiretto dopo il pasto.
Lo scemino, trovato un ciuccio nel lettino, ha pensato bene di metterselo in bocca e l’attaccatura del dente si é rimessa a sanguinare un pochino, solo che con la bava sembrava tantissimo. Un po’ di ghiaccio e via, tutti a nanna.
Peccato che Blop si sia alzato ogni due ore per controllare che suo fratello stesse bene e ogni volta sia venuto a svegliarmi per farmi rapporto.
Oggi tutto bene, il sorriso col buchino mi fa un po’ tristezza, ma niente sangue né lamenti dolorosi. Domani provo a chiamare il dentista per vedere se puo’ darci un’occhiata, non tanto per il dente in sé quanto per la ferita sopra la gengiva, non vorrei si infettasse. Come si disinfetta la gengiva di un bambino?

Tanto salta il Bloppino che si taglia il capino

Domenica sera abbiamo festeggiato il quinto compleanno di Blop con i miei zii e mia cugina, al loro ritorno dalle vacanze.
Blop, che é Mister No, nonostante fosse molto contento del regalo ha continuato a lamentarsi e, quando mia cugina é entrata in un negozio di cinesi per comprare delle mollette da bucato, ha chiesto di entrare con lei per comprare un giocattolo. Ovviamente ho rifiutato, visto che aveva appena ricevuto dei giochi e che, comunque, non é che compriamo roba ogni cinque minuti.
Passata la prima crisi di collera, si é messo a saltare arrabbiato dallo scalino di un parcheggio. Prendeva la rincorsa, sollevava la catena di metallo, passava sotto e saltava. Ho tentato di fargli notare che era pericoloso, perché lo scalino era alto e perché potevano arrivare delle macchine, ma lui mi ha risposto che “non é pericoloso. Lo so fare e da adesso decido io e non te“. Visto che eravamo tutti li vicino a chiacchierare e che mi dispiaceva dirgli sempre di no, l’ho lasciato fare.
A un certo punto lo vedo correre, mancare la catena, rimanerci agganciato col collo, mentre i piedi spinti dalla slancio della corsa finivano in alto. E’ durato un secondo, in cui lo vedevo già morire strangolato, poi é caduto di testa. Sullo scalino appuntito. Da pessima madre quale sono, la prima cosa ad avergli detto é stata “visto? te l’avevo detto che era pericoloso” o una cosa del genere. Poi ho visto il sangue colare giù dalla testa, lungo il collo e la schiena.
Il panico. Ho preso Blop e BlopBlop, li ho lanciati in macchina, ho caricato mio zio e mia mamma e siamo partiti per il PS del Gaslini. Blop urlava cose sconnesse, ma per fortuna non ha mai perso conoscenza né vomitato, quindi ero abbastanza tranquilla su un eventuale trauma cranico, ma il sangue mi fa andare in pappa il cervello.
Per fortuna al PS non c’era quasi nessuno, quindi é stato visitato molto velocemente e ci é stato confermato che il taglio era abbastanza profondo e aveva bisogno di punti. Gli hanno messo un gel anestetizzante e ci hanno detto “tenetelo sdraiato e fermo per mezz’ora“. Che burloni. Per fortuna avevo il telefono cellulare e abbiamo mandato messaggini a papà e a BlopBlop, rimasto in macchina con mio zio.
La mezz’ora é diventata un’ora, ma alla fine gli hanno messo cinque punti e non gli hanno nemmeno dovuto tagliare i capelli! Peccato che non possa bagnarli per 10 giorni e oggi è partito con mia suocera e mia cognata per la Corsica.

La cosa che più mi ha stretto il cuore, oltre allo spavento, sono state le sue urla. In generale Blop ha difficoltà con le emozioni e le esterna sempre molto “rumorosamente”, ma in questo caso penso che l’esperienza con l’operazione alla testa del fratello abbia amplificato la paura perché continuava a urlare “noooo non voglio che facciate come a BlopBlop! Non toccate la testa che é fragile e si rompe. Non voglio come BlopBlop“.
Comunque é stato calmo un giorno, poi ha ricominciato pian pianino a fare il matto e il capriccioso. Rientrati a Lione ha detto a suo padre che si era fatto male perché gli ho parlato e l’ho distratto cosi lui é caduto. Aggiungendo che quando é caduto nessuno é andato a prenderlo!

L’unica nota positivo é che dopo il colpo in testa pare si sia sbloccato l’italiano e dice molte più parole (in realtà con la bisnonna usava spesso parole in italiano, ma solo se non c’era nessun altro in giro), oltre a tradurre in italiano anche per me quando non capisco che parola stia usando.

Blop il paleontologo

Da qualche anno a questa parte, praticamente da quando sa parlare, Blop adora i dinosauri. Ha avuto altre passioni (pirati, soprattutto), ma questa continua ad accompagnarlo tanto che si é creato un amico immaginario dinosauro.
In casa non si contano i libri sull’argomento, tanto che ultimamente ha iniziato a dire che da grande gli sarebbe piaciuto fare quello che trovava i dinosauri (il paleontologo, quindi).

Quest’anno, per il compleanno, ha avuto tantissimi regali sui dinosauri : un puzzle, le figurine di un triceratopo e di uno pterodattilo, due set Playmobil e un kit del perfetto paleontologo.
Il set é composto dagli attrezzi e da un blocco di roccia cretacica in cui si trovano i pezzi della ricostruzione di un fossile di dinosauro che, una volta liberato dalla roccia, si deve ricomporre.

Sono tre giorni che, pian pianino, martelliamo, scaviamo e spolveriamo la roccia. Un lavoro lento e certosino, da vero paleontologo. Un lavoro talmente lungo che Blop ha esclamato che é troppo faticoso, da grande non vuole più fare quello che trova i dinosauri, ma quello che guarda i paleontologi lavorare (sic!).
L’aspetto positivo é che ogni volta che finisce di giocare, prende scopa e paletta e pulisce tavolo e pavimento.

Nella piccola fattoria

Mercoledi il centro sociale de quartiere, insieme al nido di BlopBlop e altre associazioni, ha organizzato una festa di inizio estate per i bambini. Tra le varie attività c’era una mini fattoria didattica che mostrava i vari animali e uno spettacolo interattivo che abbiamo visto due volte.
La prima volta Blop non ha voluto toccare nessun animale, mentre BlopBlop li ha accarezzati tutti, con grande passione per i coniglietti. La seconda volta, Blop aveva preso confidenza e ne ha accarezzato qualcuno, poi mi ha chiesto se anche quella volta ci sarebbe stato lo spettacolo.
Blop: Mamma ma fa entrare di nuovo i bambini per mungere la capra e dare il biberon?
Io: Penso di si di amore
Blop: Allora voglio farlo io
Mamma: Quando il signore chiede chi vuole farlo te alza la mano, magari ti sceglie

Tra me e me pensavo che non l’avrebbe MAI e poi MAI fatto perché solitamente non ama essere al centro dell’attenzione e, soprattutto, non ama chiedere preferendo rimanere dietro le mie gambe e chiedendomi di farlo al suo posto (cosa che non faccio quasi mai perché deve imparare).

Invece alza la mano, viene scelto, sale sul mini palco, si lascia travestire da “vecchio contadino”, risponde alle domande, munge (bene, tra l’altro) la capra, e da il biberon alla capretta. Senza piangere, senza fare lo stupidino, seguendo bene tutte le spiegazioni del proprietario degli animali. E io li, a bocca aperta come una scema perché non me lo aspettavo.

(Promesso un giorno parlero’ un po’ anche di BlopBlop che é interessante tanto quanto suo fratello, ma Blop tende a essere particolarmente impegnativo )