Crudista e fruttariano

Da piccolo, Blop era un magione. Adorava tutto, pure le peggio sbobbe che ogni tanto gli propinavo : senza sale, poco olio,  abbinamenti di verdure improbabili.
Pian pianino ha iniziato a s sviluppare gusti propri e a diventare un gran rompiballe.  Siccome in casa nostra la teoria è sei obbligato almeno ad assaggiare, poi se non ti piace e/o non lo vuoi affari tuoi, spesso la sera Blop cenava con un frutto e uno yogurt.
Tra l’altro io ho sempre cercato di cucinargli roba che gli piacesse, ma una sera gli piaceva la frittata di verdure, la settimana dopo no. Prima mangiava chili di pasta condita con ogni tipo di sugo (pomodoro, pesto, sugo di noci, gamberetti e zucchine) adesso mangia solo pasta all’olio. Carne, pesce, pollo non li mangia se non impanati e nemmeno sempre. O al massimo mangia gamberetti. Un giorno divora barbabietola e lenticchie, il giorno dopo gli fanno schifo. Poi ci sono cose che mangerebbe tutti i giorni, tipo la salsiccia e i würstel, ma che gli concedo tipo una volta al mese. Con un po’ di sforzo riesco a fargli mangiare uova e prosciutto, ma cercando sempre di non abusarne.
Pero’ adora la cucina giapponese (sushi, maki, gyoza) e tutte quelles schifezze francesi, come paté e fois gras, che pero’ io mi rifiuto di comprare.  Ovviamente mangerebbe dolci e gelato a volontà e mi ripeto sempre che dovrei vincere la pigrizia e farli io, invece di comprarli.
Per fortuna adora sempre la frutta, anche se un giorno le fragole si, un giorno solo kiwi, la settimana solo mela o pera. L’importante è non mangiare mai quello che gli propongo.
per quanto riguarda la verdura, prima riuscivo a fargliela mangiare nei sughi o nel ripieno della pasta. A volte mangiava anche spinaci, carote, zucchine e melanzane. Adesso mangia solo roba cruda: carote, pomodorini, ravanelli, mais.

Idee di menu?
Sei ho fatto un’insalata di pasta con tutte le cose che gli piacciano, ma lui mi ha detto che gli piacciono solo separate e non mescolate.

E l’ansia sale, sale sempre di più

L’operazione di BlopBlop e’ programmata tra due settimane e, niente, io ci provo a restare zen, ma proprio non ci riesco.
La mia missione e’ farlo arrivare in forma all’operazione, per questo da due mesi si becca :
– lavaggio selvaggio del naso, circa 7000 volte al giorno
– probiotici
– ferro
– zinco e vitamina A
– dieta senza lattosio (e poco glutine) che pare aumentino lo spessore del muco favorendo tosse, otite e qualsiasi altra malattia (non so ancora se ci credo davvero, ma tentare non nuoce)
– umidificatore in camera
– la mamma sempre con la mascherina che non si sa mai…
– fratello spedito in quel di Genova da mercoledì scorso

Nonostante tutto cio’ non riesco a stare tranquilla e le mie giornate passano, più o meno, cosi:
– si e’ toccato un orecchio, avrà l’otite?
– ha tossito o gli e’ andato il latte di traverso?
– ha il naso un po’ chiuso la mattina, sarà raffreddore?
– mi sembra un po’ caldo. Ha un po’ di alterazione, cosa gli starà venendo? (che poi cos’e’ sta temperatura che sale mezz’oretta al giorno e poi torna normale? )

Potrei correre dal dottore, ma visto come farmi prendere dal panico e andarci ogni settimana la volta scorsa non sia servito a niente, cerco un approccio più zen (e normale).
Pensavo di essere una persona che gestisce bene l’ansia e lo stress, ma credo di aver scoperto i miei limiti. Tra l’altro io sono sempre stata una mamma del genere “ma si, Blop ha un po’ vomitato/ha la febbre/ha preso una testata micidiale tra qualche giorno gli passa, non c’e’ da preoccuparsi” e anche per me non corro spesso dal dottore quindi perché? Perche’? Percheeeeeeee’?

Pensateci tanto in queste due settimane, pregate tutto il pregatile, incrociate l’incrollabile perché noi ci crediamo che questa sarà la volta buona.
E se avete consigli, sono ben accetti.

Colpevolezza da trasloco

Due anni fa abbiamo comprato casa. Un bell’appartamento in un palazzo in costruzione che riuniva quasi tutti i nostri criteri : purtroppo siamo al primo piano mentre io avrei preferito un secondo o terzo, manca la terza camera ma in pieno centro città non potevamo permettercela, abbiamo dovuto cambiare quartiere perché dove viviamo adesso è orribilmente caro. In compenso le camere sono abbastanza grandi per gli standard francesi (quella dei bimbi passa dagli 8m2 di quella attuale a 11m2, per esempio), la cucina é separata e non aperta sul soggiorno e ha addirittura una finestra tutta sua, ma soprattutto abbiamo ben DUE terrazze. Senza dimenticare il giardino condominiale, la serra comune e le arnie sul tetto.

Cambiamento di quartiere, dunque. Colpevolezza a mille perché Blop qui ha le sue abitudini e le sue amiche del cuore. Amiche dai genitori simpatici con cui anche io ho legato e questo certamente aiuta.  Il nuovo appartamento è dall’altro lato della città e immagino sarà difficile vedersi cosi spesso. L’unica cosa che un po’ mi consola è che anche una delle sue amiche cambierà scuola per le nostre stesse ragioni e purtroppo hanno comprato ancora in un altro quartiere. Razionalmente lo so che Blop è ancora piccolino e si adatterà benissimo alla nuova scuola, ai nuovi compagni, alle nuove abitudini, ma sarà che io ho le stesse amiche dall’asilo nido, questa cosa un po’ mi fa sentire in colpa.

Mettiamola cosi, sarà un’avventura. Tanto più che il nuovo quartiere è proprio nuovo. Nonostante sia praticamente in centro città, infatti abbiamo una fermata della metro a nemmeno 5 minuti (uno dei nostri criteri), è una zona industriale che stanno completamente riabilitando e sarà quasi tutto nuovo : nuovissima scuola, nuovi palazzi, nuovi negozi, nuovi parchi, una zona verde pedonale che attraverserà tutto il quartiere partendo proprio dal nostro palazzo. In poco tempo si potranno raggiungere i vari nidi, il nuovo centro sociale e culturale, il nuovo complesso sportivo, la nuova biblioteca… Sulla carta ha tutto per essere il posto ideale per le famiglie, speriamo nell’investimento degli abitanti per far si’ che sia davvero cosi.

Ora dovrò comprare qualche libro sul trasloco a Blop perché alterna momenti di “non vedo l’ora di scegliere il mio letto e giocare sul terrazzo” a “la nuova casa mi fa paura”.
Consigli?

3 anni e mezzo

Blop ha tre anni e mezzo e, ogni giorno, ci stupisce con le sue continue scoperte e gli enormi progressi.
E’ sempre stato un bambino attivo e curioso e, nonostante l’avessimo un po’ “frenato” con l’arrivo del fratello, dall’inizio della materna é passato dall’essere ancora un po’ un bebe a una vera e propria personcina di piccole dimensioni.

A 3 anni e mezzo, Blop :

  • conta tranquillamente fino a 20 in francese e a 10 in italiano, considerando che fino a Natale quasi non diceva una parola in italiano e’ un vero progresso.
  • sa riconoscere i numeri se li vede scritti e, a volte, sembra che faccia di mini calcoli. Per esempio, l’altro giorno avevamo 4 pastelli, ne é caduto uno e mi ha detto che ne restavano tre, poi ha proseguito che se ne cadeva per caso un altro erano solo due e via cosi fino a zero.
  • inizia a interessarsi alle lettere e ne riconosce un paio se le vede scritte. Per la gioia di chi ci sta intorno, dobbiamo leggere tutti i cartelli stradali, le insegne dei negozi e le scritte dei negozi (d’altronde sua madre era conosciuta in tutti i negozi di Cornigliano perché leggeva tutti i pacchetti di pasta e biscotti che incontrava, ben prima dei 4-5 anni).
  • racconta, più o meno, quello che fa alla materna. Quanto sia vero e quanto inventato, pero’, non é dato saperlo.
  • ha due amichette del cuore e vorrebbe portarsele a casa tutti i giorni. O andare a casa loro. O fare entrambe le cose lo stesso giorno.
  • ama andare a ginnastica.
  • gioca coi puzzle, disegna omini e pesci con le braccia dentro alla pancia degli squali. Provvisti di braccia e gambe anch’essi, ovviamente.
  • ha una passione folle per i dinosauri e ripete a tutto spiano che lui è un triceratopo.
  • ha la lacrima facile, come la sua mamma ovviamente, e gestisce ancora male la frustrazione. Alla prima contrarietà si mette a piangere. Se non riesce a gestire le troppe emozioni, si mette a piangere. Se e’ arrabbiato, si mette a piangere. Praticamente piange tutto il giorno (oh gioia!)
  • ama ripetere le storie che gli raccontano a scuola e cantare le canzoncine, possibilmente ballando. Ho scoperto che sa anche cantare le ninne nanne in italiano, nonostante non lo faccia mai.
  • fa il buffone per smorzare gli animi e ridurre la tensione, soprattutto quando siamo tutti stanchi.
  • quando fa qualcosa che sa essere sbagliato, ti guarda e dice “era uno scherzo/l’ho fatto per finta”.
  • vuole bene a suo fratello anche se ogni tanto glielo dimostra in maniere un po’ contorte (pungenti sulle mani, leggere spinte, abbracci stritolanti). Per fortuna suo fratello lo venera e si lascia fare qualsiasi cosa…meditando vendetta.
  • é molto restio all’uso delle posate, all’ordine e all’andare a letto.
  • si veste e sveste da solo; non usa più il pannolino di giorno ne’ di notte, anche se qualche incidente ovviamente capita ancora; si lava i denti, soprattutto se obbligato.
  • adora i libri e ogni 2 o 3 sabato prendo il tempo di andare, io e lui da soli, in biblioteca per riportare i libri presi in prestito e sceglierne altri.
  • l’ubbidienza non é il suo forte. Non so se è carattere o se è colpa nostra, ma non fa praticamente mai le cose alla prima (tranne dare la mano per attraversare la strada) e cerca sempre di convincerci che ha ragione lui. Alla lunga, questo suo ribattere e’ abbastanza stancante.
  • oramai i perché?, come mai?, cos’è? non si contano più. Domande, domande, domande tutto i santo giorno e non è che puoi dirgli di stare zitto e limitare la sua curiosità (pero’ se potessi, a volte lo imbavaglierei).

 

Sono curiosa, e terrorizzata, di scoprire cosa ci riserverà i futuro!

Un anno di BlopBlop

A un anno, BlopBlop e’ un coccolone dispettoso. Basta che ci sia la possibilità di essere operato e lui…si ammala!

A un anno, BlopBlop comincia i primi timidi tentativi di camminata in solitaria. Ogni tanto ne fa uno o due per raggiungere le braccia della mamma, ma si vede che non e’ propriamente convinto. Molto meglio spostarsi a gattoni o attaccato ai mobili di casa.

A un anno, BlopBlop chiacchiericchia ma niente di eccezionale. Dice mamma, papa’ e baba che noi pensiamo sia riferito a Blop, ma per il resto comunica a gesti o a gridolini incomprensibili.

A un anno, BlopBlop venera suo fratello maggiore e si lascia fare (quasi) di tutto. Arrivera’ il momento della vendetta.

A un anno, BlopBlop ha scoperto l’esistenza dei giocattoli e si diverte a impilare due cubi, far girare la trottola o tentare di costruire la piramide ad anelli.

A un anno, BlopBlop adora ballare e canticchiare. Esplorare il mondo che lo circonda, seguire la mamma ovunque (soprattutto in bagno), mangiare e coccolare la gatta.

Buon compleanno, Amore mio.  

E anche nel 2017 la sfiga ci perseguita

Lunedì scorso avevo chiamato la segretaria del chirurgo per sapere se aveva trovato una data (no) e chiedere una visita di controllo per BlopBlop (si) il lunedì successivo. Alla fine della chiamata, mi aveva giurato che alla fine della visita avremmo avuto una data.
BlopBlop stava benissimo dal 6 gennaio. E’ un dettaglio importante, tenetelo  a mente.

Giovedì o venerdì, BlopBlop comincia un po’ a toccarsi un orecchio, ma non ci faccio (troppo) caso. Domenica ha la febbre. Lunedì pomeriggio andiamo comunque in ospedale all’appuntamento col chirurgo. Gli guarda la testa, prende varie misure e decreta che effettivamente si sta deformando per bene e deve essere operato entro 6 mesi. A ottobre, durante l’ultima visita, mi aveva assicurato che avevamo tempo, che poteva essere operato senza problema entro i 3 anni. ANSIA A TREMILA.
Dopodiché ci porta nell’ufficio della segretaria per fissare una data. Lei propone questo venerdì, io tremo perche’ BlopBlop ha la febbre, il chirurgo rifiuta perche’ ha un’altra operazione, ma ci assicura che ci avrebbero trovato una data entro 48h. Lui se ne va e io tiro un sospiro di sollievo.

Parliamo con la segretaria, le diciamo che siamo disponibili anche a essere chiamati all’ultimo momento se un altro bambino si ammala. Le diciamo che BlopBlop ha la febbre e ce ne torniamo a casa.
La sera, la temperatura di BlopBlop sale a 39 gradi.
Stamattina lo porto subito dal pediatra. Responso: OTITE e sette giorni di antibiotico.
Tempo di rientrare a casa e mi contatta la segretaria per dirmi, tutta contenta, che venerdì possono operare BlopBlop. O meglio, potevano perche’ con un’otite ovviamente non operano e adesso bisogna aspettare almeno tre settimane e un’altra data.

Senza vergogna ammetto che mi sono messa a piangere al telefono, per poi scaraventarlo all’altro lato della stanza non appena finita la conversazione.
Si può essere cosi sfigati? Cosa abbiamo fatto di male?

Stasera BlopBlop non aveva più febbre e me la sono presa con me stessa per essere subito corsa dal pediatre. Io pensavo di ben fare, guarirlo in tempo per un’eventuale data ravvicinata. E se invece non ce l’avessi portato e fossimo andati in ospedale giovedì? Sarebbe guarito da solo? L’avrebbero operato?

Non lo sapremo mai, ma dal 4 novembre scorso ho l’impressione di prendere SEMPRE la decisione sbagliata e sia colpa mia se non l’hanno ancora operato (lo so, lo so, non e’ vero, ma stasera va cosi’).