Il dilemma di Babbo Natale

Ieri alla materna di Blop c’era uno spettacolo, aperto solamente ai bambini, in cui arrivava Babbo Natale per portare un regalo ad ogni classe.
Mio marito ha avuto l’occasione di assistere a un pezzettino perché é dovuto andare a verificare il naso sanguinante di Blop (un bambino ne ha spinto un altro che è volato con la testa sul naso di mio figlio, per fortuna niente di rotto) ed è stato accolto dalle seguenti parole:

Papà guarda c’è Babbo Natale, ma non è quello vero. Gli altri bambini credono tutti che lo sia.

Blop, dall’alto dei suoi quattro anni, ha una stranissima concezione di Babbo Natale. Crede che esista (o finge per farci piacere e essere sicuro di avere dei regali?), ma ogni volta che ne vediamo uno ci tiene a specificare che non è quello vero. Pare che fosse incredulo che tutti gli altri bambini pensassero fosse davvero Babbo Natale.

 

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Risposta pronta

Blop, da quando ha imparato a parlare, ha perfezionato l’arte della risposta sempre pronta.
Basta provare a spiegargli perché qualcosa non si fa/non deve farla che lui subito ti risponde con la motivazione per cui avrebbe ragione lui e se provi a controbattere, lui rincara la dose e cosi via. A quattro anni è abbastanza sfiancante.

Oggi, per esempio, ho portato il monopattino in casa e gli ho chiesto di non salirci perché, come ben sa, non si usa in casa ed è pericoloso, oltre a mancare lo spazio necessario per farlo. Per non lasciarli troppa tentazione, l’ho messo sdraiato. Mi giro e lui, ovviamente, tira su il monopattino e fa per salirci. Gli ricordo che mi ha promesso di non salirci, lui allora ci sale sul davanti. Io lo sgrido, lui mi risponde “mamma, ma non ero SOPRA ero DAVANTI non è la stessa cosa“.

In francese, più o meno, la conversazione è andata cosi.
Mamma: Blop, ne monte pas SUR la trottinette
Blop : …
Mamma: Blop, je viens de te dire de ne pas monter SUR la trottinette!
Blop : Mais maman, je ne suis pas monté SUR la trottinette, mais je suis monté DEVANT. Ce n’est pas la même chose.

Io ho il terrore dell’avvento dell’adolescenza.

Festività natalizie

Manca una settimana a Natale, ma noi stiamo festeggiando da praticamente un mese.
Quest’anno abbiamo avuto:

  • lo spettacolo al circo, gentilmente offerto dal dopolavoro ferroviario. I bambini hanno apprezzato moltissimo, io ho sofferto da morire vedendo le foche saltellare sulla pista (quasi sicuramente non ce li porterò più. Non sono una vera animalista, ma gli animali al circo mi fanno soffrire).  Dopo lo spettacolo i bambini hanno ricevuto un libro, mangiato mandarini e cioccolatini, giocato con le bolle di sapone giganti e gonfiato palloncini.
  • il mini villaggio di Babbo Natale del quartiere. Blop si è fatto fare una spada di palloncini, BlopBlop si è fatto truccare da gatto, entrambi hanno snobbato Babbo Natale (“Mamma, ma mica è quello vero!”), Blop si è fatto la pipi addosso (quando smetterà?) e visto che eravamo sotto zero siamo tornati di corsa a casa.
  • la festa del nido a tema “personaggi dei cartoni animati”. le maestre avevano chiesto a tutti di travestirsi, chi è stata l’unica scema adulta a presentarsi mascherata da Biancaneve? Blop era vestito da Robin Hood e BlopBlop ha riciclato il costume da pirata che fu del fratello.
  • il mercatino di Natale della materna, dove ci hanno gentilmente venduto le creazioni natalizie dei nostri pargoli. La classe di Blop ne aveva preparate ben tre: una decorazione per l’albero piena di brillantini, un pupazzo di neve in pasta di sale (da mettere con quello fatto l’anno scorso) e una candela per la Fete des Lumières che Blop è riuscito a rompere dopo 24h. Peccato perché era davvero bella.
  • la festa del vendredi AprèsMidi (venerdì pomeriggio) ovvero 3h non obbligatorie a scuola, quindi a pagamento, in cui i bambini fanno attività varie ed eventuali, dove abbiamo mangiato i dolci avanzati dal mercatino della scuola del giorno prima, ma abbiamo anche potuto chiacchierare con le maestre del venerdì pomeriggio che, altrimenti, non vediamo mai e guardare le creazioni dei nostri pargoli. Ho cosi scoperto che Blop, se non è in compagnia di alcuni suoi compagni di classe particolarmente vivaci (diciamo cosi), si impegna nelle varie attività addirittura dorme il pomeriggio.
  • la festa dell’associazione italiana a cui ci siamo iscritti quest’anno e che si riunisce una domenica al mese, proponendo attività per i bimbi italiani. Blop continua a non parlare italiano, ma gli piace molto andare e spero che, pian pianino si sciolga un po’. Certo una volta al mese è poco, ma meglio di niente. Blop è talmente bastian contrario che ha tradotto pure i nomi delle persone. La festa era animata da Pietro che spiegava ai bambini come fare i frollini e lui è arrivato dicendo “Maman, Pierre a dit…”. La strada per il bilinguismo è ancora molto, molto lunga.
  • la festa della ginnastica , ovvero uno spettacolo di clown forse non proprio adatti ai quattro anni di Blop (BlopBlop avendo saltato il sonnellino pomeridiano si aggirava in coma) che, in alcuni momenti si è annoiato/non ha capito e saltellava e correva per tutta la palestra. Unico bambino a non stare seduto a seguire lo spettacolo. O forse dove eravamo all’inizio non vedeva bene, perché quando sono riuscita a convincerlo a mettersi davanti con gli altri bambini (“ma resti con me mamma!”) si è finalmente calmato e ha seguito lo spettacolo con più facilità. Alla fine dello spettacolo è arrivato Babbo Natale (“ma non è quello vero mamma!”) che ha distribuito cioccolata e mandarini, poi i bambini hanno giocato tutti insieme mentre noi mettevamo in ordine.

Domattina c’è lo spettacolo di Natale a scuola, poi forse le feste sono finite e possiamo rilassarci fino alla  partenza per Genova di sabato mattina.

DIY – Calendario dell’avvento

Blop non è particolarmente portato per le attività artistiche, come sua madre, ma gli piacciono molto e spesso mi chiede di pittura, usare il pongo, creare cose. Siccome a me le attività creative non piacciono e mettono ansia, non ne facciamo quasi mai. Per fortuna, lui preferisce giocare a “fare gli esercizi” : esercitarsi a contare, imparare le lettere, risolvere mini problemi…

Il maestro ci ha, pero’, chiesto di farlo esercitare a tenere in mano una penna/pennello/gessetto (scoprendo ieri che non riusciva a farlo bene perché lo faceva con la destra, invece pare sia mancino) quindi cosa c’è di meglio del costruire un calendario dell’avvento per papà?

Materiale

2 contenitori da 12 uova o in alternativa 4 da 6 uova
pittura
pennelli
colla
1 rotolo di masking tape
1 foglio di carta su cui disegnare 24 cerchi coi numeri (noi abbiamo utilizzato le etichette offerte da Ludilabel)
tanta pazienza

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In questa foto ci sono ancora i rotoli di carta igienica perché la mia prima idea era stata di utilizzarli per il calendario (follia!)

Procedimento

  1. togliere il coperchio dalle scatole delle uova e tenerlo da incollare sotto per dare più stabilità all’insieme
  2. pitturare a piacere i contenitori
  3. una volta asciutti, incollarli ai coperchi o a un cartoncino (noi avevamo pitturato il cartoncino ed è risultato impossibile incollarlo alle scatole delle uova, magari con della colla più seria….)
  4. fissare i contenitori tra di loro, noi abbiamo utilizzato il masking tape natalizio
  5. riempirli con le sorprese. Non scrivo cosa abbiamo usato perché il diretto interessato potrebbe leggere e rovinarsi la sorpresa
  6. coprire ogni casella con un numero. Noi abbiamo usato il masking tape per fissarle alle scatole e fare in modo che si sollevassero facilmente. Non è stabilissimo, ma alla portata di un quattrenne.

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Più semplice di cosi non si poteva fare. Blop e BlopBlop volevano colorare tutto, ma a un certo punto si sono stufati e hanno deciso che andava bene cosi. Volevo farglielo fare in più volte, ma loro hanno preferito andare avanti e finirlo subito piuttosto che migliorarlo pian pianino. Per quest’anno ci accontentiamo, l’anno prossimo magari riusciamo a fare qualcosa di più elaborato.

L’unico neo è che rimane un pochino instabile, ci vorrebbe una base degna di questo nome (il famoso cartoncino che non siamo riusciti ad incollare).

 

21 mesi

BlopBlop si avvicina sempre più ai due anni.
Stamattina ho messo in vendita il trio e, a momenti, mi metto a piangere. Niente più neonati in casa!

Il linguaggio ha fatto notevoli progressi. Oltre alle (poche) parole che utilizzava, nell’ultima settimana se ne sono aggiunte altre:
– lait (latte)
– bau bau per qualsiasi animale. Se si impegna un pochino riesce a dire miao miao per gatto, ma mi pare non ne abbia voglia
– l’eau (l’acqua)
– au revoir (arrivederci)
– baba (banana)
– cucu’

Per il resto non si capisce altro, nonostante non stia mai zitto (ricordiamoci che ero contenta quando Blop mostrava una spiccata dote per il linguaggio e ,adesso che parla sempre, lo imbavaglierei)

A 21 mesi, BlopBlop :

  • è un bimbo abbastanza calmo e indipendente, me lo dicono tutti. Peccato che il suo caratterino venga fuori soprattutto con me, tipo quando si lancia per terra perché non vuole dare la mano
  • é un intrepido scalatore. Sale dappertutto, segue suo fratello ovunque, a volte fa anche cose che quel pauroso di Blop non vuole fare
  • si “veste” da solo. Mette scarpe e calzini, cappello, la maglietta e la felpa o la giacca con un po’ di aiuto, ma sopratutto sa chiudere le chiusure a zip (ovviamente bisogna preparargliele, lui tira solo su) . Si lava le mani e i denti.
  • adora mettere in ordine, più o meno, e fare le pulizie. Basta dargli uno straccio che lui si mette a strofinarlo per terra o sul tavolo. Speriamo continui cosi
  • picchia  e morde suo fratello quando questo fa un po’ il prepotente e tenta di rubargli i giochi. Si amano moltissimo, starebbero sempre insieme MA non fanno che azzuffarsi e litigare (per me figlia unica, è un mistero)
  • é un vero canterino e adora la musica. Gli unici libri che gli interessano, per esempio, sono quelli musicali. Altrimenti in questo momento ama molto ballare i balli di gruppo e le hit estive (oh gioia! oh gaudio!)

Il mio piccolino diventa sempre più grande, anche se stranamente io lo vedo sempre minuscolo e non ho troppa voglia di vederlo crescere in fretta.

20 mesi

BlopBlop,  tra un’operazione e l’altra, tra una botta in testa e l’altra, tra un’otite e l’altra, ha compiuto 20 mesi.

A 20 mesi, BlopBlop:

  • va tre volte a settimana (tutto il mercoledì, il giovedì e il venerdì pomeriggio) al nido e si diverte moltissimo
  • ha ben 14 denti e li utilizza tutti per mangiare, mordicchiare, dare bacini bavosi e dentati
  • adora suo fratello, che chiama affettuosamente Caca
  • si diverte a torturare coccolare la gatta, che per un po’ lo sopporta, ma poi se ne va facendo l’offesa
  • corre, si arrampica, imita la mamma quando fa gli esercizi in casa, sta su un piede tenendosi al muro, da calci al pallone, lancia roba in testa a Caca
  • sa mettersi le scarpe e chiudersi la giacca da solo, con un piccolo aiuto
  • capisce tutto quello che gli si dice, in italiano e in francese, e in generale fa quello che gli si chiede
  • ha un caratterino di tutto rispetto, bello coccolone, ma pestifero. Per ora è abbastanza ubbidiente, ma se non è contento si mette a piangere a decibel mai raggiunti dall’uomo oppure ti guarda con quella faccetta da “lo so che non lo devo fare, ma lo faccio lo stesso. Prova a dirmi qualcosa”
  • ama giocare con le macchinine, disegnare, ballare, fare puzzle (possibilmente quelli  da “grandi”), costruire le piste del trenino e rubare la roba di suo fratello
  • fa cose matematiche strane, tipo se ha tre crocchette per Muffin e gli dici di dargliene una sola, rimette le altre due a posto. Oppure se gli dici di prendere solo due pupazzetti, ne prende esattamente due (non voglio provare con numeri più grandi)

A 20 mesi, il linguaggio di BlopBlop è misterioso. Ho l’impressione che dall’operazione in poi, ci si sia stata una leggera regressione. Ci sono alcune parole che utilizza, altre che utilizzava e che non dice più, altre che sembra dire una o due volte e poi scompaiono. Probabilmente sarà di quei bimbi che parleranno tutto insieme, ma abituata a quel logorroico di suo fratello che faceva già piccole frasi, mi sento un po’ stranita. Le parole che usa più spesso sono:

  • maman
  • papà
  • Caca o Ca
  • train
  • mia (Muffin/miao)
  • pin pon (ambulanza,da quando ci è salito con papà dopo la botta in testa)
  • can can (cin cin)