7 + 7 + 7

Da circa una settimana Blop si è appassionato alle addizioni. Questo week end abbiamo tirato nuovamente fuori i cubi matematici della Clementoni e si divertiva con la nonna paterna a farne qualcuna, al grido di “le addizioni sono facili!” (se lo dice lui…) .

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Adesso quando si annoia o la sera a letto,  lo sento che si chiede quanto fa tale numero più tale numero e conta con le dita per trovare la risposta.
Ieri ha deciso di aumentare il livello e sommare tre o quattro numeri invece di due. Il primo tentativo é stato il 7 + 7 + 7 del titolo del post, a cui ha rapidamente trovato la soluzione. E’ arrivato tutto contento dicendomi che faceva 21 e ha aggiunto “pero’ ho usato le dita per contare”.

Ora, io capisco tutto, ma come si fa a farlo con le dita? Cioè io ci ho provato, pur sapendo la soluzione a mente, ma mi incasino ogni volta. Si vede che la mente matematica non l’ha presa da me!

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Pillole di Blop

Vita, morte e miracoli delle banane

Martedi mattina Blop doveva portare un “frutto misterioso” a scuola, da far indovinare ai compagni e lui ha scelto la banana. Lunedi sera prepariamo un pochino gli indizi che poteva dare : é un frutto, é giallo, ha la forma come la luna (cit.), ha la buccia, é morbida o no, dove cresce.
Blop: Dove cresce, mamma? Sono sempre a gruppi di cinque o cambiano? Dov’è l’Africa? Anche qua fa caldo, no hai ragione oggi fa freddo. Come arrivano qua? Prendono l’aereo? La barca? Il treno? Le porta qualcuno? Lo fanno come lavoro? Come si chiama chi porta le banane? Mamma, ma se vivono in un paese caldo, quando arrivano qua e fa freddo, muoiono?

La scuola, gli amici e la carriera

Mamma ho detto che so contare in francese, italiano e inglese, ma non mi hanno creduto. E’ vero che lo so fare?
Mamma : Certo amore

Mamma, ma perché non posso andare a scuola tutti i giorni e il mercoledi giochiamo soltanto? A me piace andare per imparare tante cose.

Dopo un po’, leggendo un libro sui dinosauri ( a partire dagli 8 anni).
Mamma quando sarò un papà voglio fare il paleontologo e scoprire le uova di dinosauro. [pausa di riflessione] O un calciatore, i miei amici vogliono essere calciatori così potrò giocare sempre con loro. Posso anche guidare i treni?

In biblioteca

La biblioteca del quartiere propone, oltre ai libri e ai dvd, numerosi giochi di società che vengono cambiati ogni mese circa. Noi spesso andiamo il mercoledi pomeriggio, dopo la ginnastica, aspettando l’uscita dal nido di BlopBlop e ne approfittiamo per giocare. I suoi preferiti sono: Triominos Junior, gli scacchi, Bazar Bizarre, Crazy Cups, Little Red Riding Hood e molti altri. Possibilmente per bambini più grandi e di logica.
Oggi giocava a quello di Cappuccetto Rosso in cui , seguendo gli indizi iniziali,  doveva creare il percorso che avrebbe portato sia Cappuccetto che il Lupo alla casetta della nonna. Non ci aveva mai giocato, ma essendo a partire dai 4 anni i primi livelli erano davvero semplici per lui. Dopo un pochino arriva una bambina e chiede se puo’ giocare con lui, io faccio notare che é un gioco da fare da soli, ma se vogliono possono dividersi i compiti: lei fa la parte di Cappuccetto Rosso e lui quella del lupo. Installiamo i vari pezzi, Blop risolve subito la sua parte di enigma, la bambina comincia a provare tutti i pezzi, uno per uno. Al terzo  Blop comincia ad agitarsi e le dice “é quello li quello giusto. Devi mettere quello li” , ma senza dirle precisamente quale, quindi lei continua a provarli un po’ a caso. Io cerco di calmarlo dicendogli che ognuno gioca coi suoi tempi e la deve lasciar riflettere. Finisce che lui si mette a piangere e decide di non voler più giocare con lei e la bambina se ne va a giocare coi Duplo.

La psicomotricista cambia idea

Lunedi la psicomotricista ha detto a mio marito che, in fin dei conti, potrebbe essere il caso di far passare i test per la precocità a Blop. Secondo lei nelle ultime settimane ha fatto progressi incredibili, ma soprattutto avendo acquisito più fiducia in lei (e in se stesso, sopratutto in se stesso) é più rilassato durante le sedute e le lascia intravedere cosa é veramente capace di fare. Pare che abbia troppa memoria e una troppo rapida capacità di trattare le informazioni. Mio marito non ha indagato di più, ma non penso che per il momento sia urgente. L’ importante, secondo me, é continuare a lavorare sulla fiducia in sé e le varie paure, perché si vede che sta facendo molti progressi (aumentano le parole in italiano, ha trovato il coraggio di salire sulle scale mobili e tante altre piccole cose)

 

Psicomotricità

L’estate é stata complicata per Blop. Tanti capricci, molta rabbia, pianti a non finire.
L’inizio dell’ultimo anno di materna é stato complicato anche lui, invece che iniziare bene e peggiorare pian piano come l’anno scorso, ha avuto da subito qualche difficoltà di comportamento e di gestione delle emozioni.
Con l’accordo del pediatra e della maestra, abbiamo cosi deciso di portarlo dalla psicomotricista, e non dalla psicologa come da migliore tradizione francese. Non so perché, ma mi sembrava una figura professionale più adatta per iniziare un qualsiasi percorso.

A fine settembre Blop ha quindi fatto un bilancio di 3h: mezz’ora di colloquio coi genitori, 2h di esercizi e test, per finire con un ulteriore colloquio di restituzione in attesa del bilancio definitivo.
Ne é risultato che, effettivamente, Blop ha qualche difficoltà a gestire le emozioni e i cambiamenti, é un bimbo molto ansioso e siccome non riesce a esternare verbalmente queste difficoltà somatizza tutto, col risultato che é agitato, dorme male, ha numerosi tic. Ho apprezzato che, durante il colloquio conoscitivo, sia stata lei stessa e emettere l’ipotesi della precocità senza che dovessi parlare io dei mie dubbi, per poi escluderla (almeno per adesso) dopo i test. Preciso che so benissimo che solo uno psicologo puo’ “diagnosticarla”, ma siccome so che lei lavora anche coi bambini precoci penso che un minimo di esperienza ce la abbia. Detto questo, l’ipotesi precocità mi interessava soprattutto in rapporto alle sue difficoltà comportamentali a scuola (e a casa) e al rischio di “annoiarsi” in classe. Rischio di cui ha parlato anche lei perché pur non essendo precoce, é sicuramente in anticipo rispetto agli altri bambini avendo un livello fine ultimo anno di materna/prima elementare. Ne parlerà, percio’, con la maestra per vedere come possono evitare il rischio noia o come possono insegnarli a sopportarla (ex. Blop sa già contare fino a 100 e la sua passione del momento sono le addizioni, mentre il programma prevedere che a fine anno sappiano contare fino a 30 e leggere i numeri fino a… 10).

Non sto ad entrare nei dettagli, ma posso dire che già dopo 4 sedute da 45 minuti l’una, quindi un mese circa, sia a casa che a scuola si sono già visti i primi risultati. Ascolta di più, fa meno capricci e non ha più lanciato nulla per sfogare la rabbia. Anche a scuola la maestra ci ha detto che ha visto un miglioramento rispetto a inizio anno e, ovviamente, noi come genitori ci facciamo dare dei consigli su come aiutarlo a crescere e a rilassarsi, per evitare tutta questa frustrazione e inquietudine.

1, 2, 3

Infine un articolo su BlopBlop!

Da qualche giorno ha imparato a contare fino a tre. Non ripete a pappagallo, ma per esempio se vede le scarpe dice “una scarpa, due scarpe” e via cosi con tutti gli oggetti che trova. Il massimo é quando usa il pallottoliere (grazie al quale abbiamo scoperto che il fratello sa contare fino 60 senza aiuto e fino a 100 con un po’ di aiuto al cambio di decina).
Ieri metteva in fila delle macchinine e diceva :

Un, deux, tre 

In un perfetto mix di italiano e francese.
Suo fratello dice che sa arrivare fino a 11, io l’ho sentito saltare dal tre al sei  e sette quindi ho i miei dubbi.

Prove di caduta denti

Sabato pomeriggio, dovendo sopravvivere a un week end sola coi bloppini, ho deciso di portarli al parchetto sotto casa, nonostante temessi la folla bambinesca e i possibili incidenti.
Blop e BlopBlop, felicissimi, si lanciano sullo scivolo e sperimentano nuovi modi di salire. Blop finalmente riesce a usare la rete per arrampicarsi (o come si chiama) senza piangere e lamentarsi che gli altri bambini la fanno muovere e lui ha paura a salire.
BlopBlop, stufo di aspettare che la mamma lo metta direttamente in cima, decide che la rampa con le prese da scalata non é più troppo pendente e sale da solo. Sedendosi in alto per dirsi bravo e battere le mani. Troppo carino.
Giocano con le bambine, litigano coi maschi, fanno cose da bambini. BlopBlop scopre che riesce a passare tra le sbarre della recinzione e, non appena volto lo sguardo, tenta di fuggire correndo verso la strada, prontamente bloccato dal fratello.
Arriva l’ora di andare via. Li avviso dieci minuti prima. Blop incredibilmente collabora, mentre BlopBlop decide che é giunta l’ora dei terribili due e scappa di corsa verso la strada. Suo fratello gli corre dietro e, invece di fermalo delicatamente, lo placca buttandolo a terra. Cerca di impedirgli di picchiare la testa perché é fragile (cit. Blop), ma facendo cosi lo fa cadere di faccia.

Accorro senza preoccuparmi troppo perché non é la prima facciata che uno dei due prende, ma BlopBlop stranamente piange e non si rialza. Lo tiro su e ha la bocca coperta di sangue. Una scena bellissima.
Cerco di calmarlo e pulirlo, lui piange, Blop piange chiedendogli scusa e urlando “dobbiamo correre in ospedale, muoviti mamma!” cosi devo calmare anche lui. BlopBlop si calma un secondo e gli chiede “Blop fait mal?” (Blop ti sei fatto male?)
Li faccio sedere su una panchina per cercare di calmarli e osservo con più attenzione la bocca di BlopBlop. Il dente davanti c’è, ma se ne é rotto un pezzettino. La gengiva é arrossata e ha una crosticina come se avesse strisciato pure quella sul marciapiede rugoso, ma almeno ha smesso di sanguinare.
Torniamo a casa, ceniamo col gelato perché é freddo e morbido e temo che qualcosa di duro faccia cadere il dente. Li metto  a letto, vado in bagno un secondo e sento Blop urlare “mamma! mamma! BlopBlop sanguina di nuovo, chiama l’ambulanza!” . Arrivo di corsa e nella stanza semibuia vedo un bambino piccino piccio’ seduto sul suo lettino con la faccia e i vestiti insanguinati. Sembrava un vampiretto dopo il pasto.
Lo scemino, trovato un ciuccio nel lettino, ha pensato bene di metterselo in bocca e l’attaccatura del dente si é rimessa a sanguinare un pochino, solo che con la bava sembrava tantissimo. Un po’ di ghiaccio e via, tutti a nanna.
Peccato che Blop si sia alzato ogni due ore per controllare che suo fratello stesse bene e ogni volta sia venuto a svegliarmi per farmi rapporto.
Oggi tutto bene, il sorriso col buchino mi fa un po’ tristezza, ma niente sangue né lamenti dolorosi. Domani provo a chiamare il dentista per vedere se puo’ darci un’occhiata, non tanto per il dente in sé quanto per la ferita sopra la gengiva, non vorrei si infettasse. Come si disinfetta la gengiva di un bambino?

Tanto salta il Bloppino che si taglia il capino

Domenica sera abbiamo festeggiato il quinto compleanno di Blop con i miei zii e mia cugina, al loro ritorno dalle vacanze.
Blop, che é Mister No, nonostante fosse molto contento del regalo ha continuato a lamentarsi e, quando mia cugina é entrata in un negozio di cinesi per comprare delle mollette da bucato, ha chiesto di entrare con lei per comprare un giocattolo. Ovviamente ho rifiutato, visto che aveva appena ricevuto dei giochi e che, comunque, non é che compriamo roba ogni cinque minuti.
Passata la prima crisi di collera, si é messo a saltare arrabbiato dallo scalino di un parcheggio. Prendeva la rincorsa, sollevava la catena di metallo, passava sotto e saltava. Ho tentato di fargli notare che era pericoloso, perché lo scalino era alto e perché potevano arrivare delle macchine, ma lui mi ha risposto che “non é pericoloso. Lo so fare e da adesso decido io e non te“. Visto che eravamo tutti li vicino a chiacchierare e che mi dispiaceva dirgli sempre di no, l’ho lasciato fare.
A un certo punto lo vedo correre, mancare la catena, rimanerci agganciato col collo, mentre i piedi spinti dalla slancio della corsa finivano in alto. E’ durato un secondo, in cui lo vedevo già morire strangolato, poi é caduto di testa. Sullo scalino appuntito. Da pessima madre quale sono, la prima cosa ad avergli detto é stata “visto? te l’avevo detto che era pericoloso” o una cosa del genere. Poi ho visto il sangue colare giù dalla testa, lungo il collo e la schiena.
Il panico. Ho preso Blop e BlopBlop, li ho lanciati in macchina, ho caricato mio zio e mia mamma e siamo partiti per il PS del Gaslini. Blop urlava cose sconnesse, ma per fortuna non ha mai perso conoscenza né vomitato, quindi ero abbastanza tranquilla su un eventuale trauma cranico, ma il sangue mi fa andare in pappa il cervello.
Per fortuna al PS non c’era quasi nessuno, quindi é stato visitato molto velocemente e ci é stato confermato che il taglio era abbastanza profondo e aveva bisogno di punti. Gli hanno messo un gel anestetizzante e ci hanno detto “tenetelo sdraiato e fermo per mezz’ora“. Che burloni. Per fortuna avevo il telefono cellulare e abbiamo mandato messaggini a papà e a BlopBlop, rimasto in macchina con mio zio.
La mezz’ora é diventata un’ora, ma alla fine gli hanno messo cinque punti e non gli hanno nemmeno dovuto tagliare i capelli! Peccato che non possa bagnarli per 10 giorni e oggi è partito con mia suocera e mia cognata per la Corsica.

La cosa che più mi ha stretto il cuore, oltre allo spavento, sono state le sue urla. In generale Blop ha difficoltà con le emozioni e le esterna sempre molto “rumorosamente”, ma in questo caso penso che l’esperienza con l’operazione alla testa del fratello abbia amplificato la paura perché continuava a urlare “noooo non voglio che facciate come a BlopBlop! Non toccate la testa che é fragile e si rompe. Non voglio come BlopBlop“.
Comunque é stato calmo un giorno, poi ha ricominciato pian pianino a fare il matto e il capriccioso. Rientrati a Lione ha detto a suo padre che si era fatto male perché gli ho parlato e l’ho distratto cosi lui é caduto. Aggiungendo che quando é caduto nessuno é andato a prenderlo!

L’unica nota positivo é che dopo il colpo in testa pare si sia sbloccato l’italiano e dice molte più parole (in realtà con la bisnonna usava spesso parole in italiano, ma solo se non c’era nessun altro in giro), oltre a tradurre in italiano anche per me quando non capisco che parola stia usando.