Scene di ordinaria messa a letto

Ore 18h30. 
E’ presto, ma Blop non ha dormito il pomeriggio, ha fatto il pazzo tutto il giorno, ha tirato una facciata contro un palo facendo i capricci in mezzo alla strada e sembra che l’abbia preso a bastonate, domani ricomincia la materna dopo due settimane di vacanza, papa’ non c’e’, pure BlopBlop sembra stanco. Mangiamo.

Ore 19h.
Fine della Bloppesca cena (quattro morsi di frittata di patate, tre pomodorini, due sorsi di succo di verdura, un’oliva, cinque spicchi di mandarino). Momento di gioco calmo mentre faccio mangiare BlopBlop. Telefonata alla nonna per consulto medico. Dare o non dare il paracetamolo? “Vuoi salutare la nonna?Chi e’ la nonna?“. Ecco, la testata gli ha distrutto il cervello.

Ore 19h15. 
Inizio preparativi per la messa a letto. Grazie a un provvidenziale palloncino e al gioco “lo gonfio e poi lo faccio volare”, Blop ha acconsentito di buona grazia ad andare in bagno (ieri sera aveva detto che aveva gia fatto pipi e che si sarebbe alzato se gli scappava. Esatto. L’ha fatta nel letto) e a lavarsi i denti. Qualche difficolta’ in più’ per mettere il pigiama, ma niente di eccezionale. Nel frattempo, BlopBlop gattonava per la cameretta usando qualsiasi mobile come appiglio e tenendosi con una sola mano “Cosa fai? Tieniti con tutte e due che poi…” BANG. Facciata contro la sponda del letto del fratello. BlopBlop piange. Blop piange. Calma tutti. Respira. Dispensa baci magici su ogni bozzo. “Scegli tre libri che te li leggo” “Scegli te mamma” “Allora questo, questo e questo” “Nooooo, quello no, mettilo via” “Questo allora? ” “Si“. Leggi un libro, cerca di leggere il secondo con Blop sdraiato addosso e BlopBlop che tenta di mangiarsi le pagine. “I dinosauri! Dov’e’ il mio dinosauro verde?” “Non lo so amore” “Troviamolo!” Cerca il T-rex verde altrimenti non si può leggere il libro sui dinosauri, trova un triceratopo viola. Per fortuna va bene lo stesso (tempo dopo ti accorgerai di esserti seduta sopra al T-rex), continua la lettura. BlopBlop rigurgita la cena sul pigiama del fratello. Cambia pigiama. “Chi spegne la luce?” “BlopBlop“. Metti BlopBlop nel lettino con un giochino, forse non piange. Accendi le lucine attaccate a ogni letto. Spegni la luce. “Ti canto una canzone?” “Si, quella dei dinosauri” “Non ne conosco sui dinosauri” “Ma si, e’ quella del libro. O quella del dinosauro e del treno” “No amore, sono storie non canzoni” “Cantale lo stesso“. Inizia a cantare. Blop si siede sul letto “Dov’e’ il mio doudou koala?” “Li, sotto al tuo piede“. Ricomincia a cantare. BlopBlop inizia ad agitarsi. Alla terza canzone di mette a piangere. “Mamma, puoi metterlo di la?” Metti BlopBop nel box in sala e ritorna a cantare in camera i 3 alpin. “No i 3 BlopBlop“. Modifica il testo della canzone. “Ora i 3 Blop“. Modifica di nuovo. “Ci sono 3 Blop e 3 BlopBlop” “….

Ore 20h.
BlopBlop si e’ giustamente rotto le scatole di stare da solo nel box e piange urla disperato. “Mamma, BlopBlop piange. Mi disturba” “Amore vado un attimo di la’ a calmarlo, te dormi io poi torno a darti un bacino” “Nooooo, mamma non mi lasciaaaaare. Resta con me” “Torno tra un attimo, ti metto il cubo musicale e te dormi“.  Vai in sala, prendi BlopBlop che comincia a calmarsi attaccato al seno, senti un rumore sospetto. Ti giri e le porte delle camere sono aperte. Erano chiuse, erano. Ti alzi, con una cozza attaccata alla maglietta, e trovi Blop nel tuo letto col cubo musicale. “Torna nel tuo letto” “Nooo, voglio dormire qua” “Torna subito a letto” “NOOOOOOO” CRACK, senti la pazienza andarsene. Addio MaryPoppins/MammaPerfetta “FILA SU-BI-TO A LETTO“. Blop torna in camera, ma invece del letto si sdraia per terra. “A letto” “Nooooo per terra” “A LETTO HO DETTO”  (in lontananza si cominciano a sentire le sirene dei servizi sociali chiamati da vicini). Chiudi la porta e torna in sala con BlopBlop sempre attaccato alla tetta, imperturbabile.

Ore 20h40.
Silenzio. “Mamma?“. Al richiamo sussurrato non si resiste, soprattutto dopo aver ritrovato la calma. Torna in camera, con la cozzetta addormentata in braccio. Bacino a Blop. Bacino a Bebe. Bacino a doudou Koala. Bacino a BebeBlop. Bacino al piede di Blop. Bacino al cubo musica “Ora non esageriamo” “Buona notte mamma“. Inizia a cantare di nuovo, tempo 3 secondi Blop sviene. Mettigli la coperta. Dagli un altro bacino. Osserva BlopBlop, svenuto anche lui. Non ha il pigiama. Dubbio amletico “Lo cambio e rischio di svegliarlo o lo metto cosi?” Lo infilo vestito nel sacco nanna.

Ore 21h10.
Silenzio. Benedetto silenzio.

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Ritorno al lavoro

Gli ultimi giorni sono stati abbastanza intensi. Ho ricominciato a lavorare e mia madre è venuta una settimana a Lione per darmi una mano, così’ il mio tempo libero l’ho dedicato a lei, rimanendo indietro di tutte le serie TV che seguo e non so se riuscito’ mai a rimettermi in pari. Sono problemi, lo so.
Il nuovo lavoro, dicevamo.
Tutto è iniziato la primavera scorsa quando, pensando ci volessero secoli per ritrovare un lavoro e scarsamente convinta di voler tornare già a lavorare, avevo mandato delle candidature spontanee a caso e  un’università lionese mi aveva contattato per fare un colloquio. Fatto il colloquio mi avrebbero anche presa se non che io, all’ultimo momento, avevo deciso che era ancora troppo presto e ci tenevo a fare il viaggio in Scozia che oramai avevamo programmato ( e aspettavo anche la risposta per un contratto a tempo indeterminato, anzi due, che poi è stata negativa) e avevo rifiutato. In più, all’epoca non avevamo ancora una sistemazione stabile per Blop e, economicamente, non ci conveniva lasciarlo a una tata o a un nido privato per andare a lavorare part time. Avevo, pero’, lasciato la mia disponibilità per essere contattata nuovamente in autunno.
Onestamente? Io credevo che una volta rifiutato avrebbero bruciato il mio curriculum e chi si è visto si è visto. Invece mi hanno ricontattato mentre ero in Giappone (comodissimo) e dopo un secondo colloquio eccomi pronta a rientrare nel mondo del lavoro per un paio come sostituzione malattia a part time.
La paga non è alta, anzi essendo assimilata statale forse è più bassa della media, ma lavoro quattro giorni a settimana con un orario che ho potuto scegliere io, o quasi, e che mi permette di portare Blop al nido la mattina e di andarlo a prendere la sera con tutta calma. Mi rimane addirittura un’oretta di libertà per svolgere qualche faccenda domestica, fare la spesa, oziare… Tenendo conto che mio marito sarà all’altro capo della Francia per quasi otto mesi, l’elasticità degli orari era una caratteristica importante, se non indispensabile.
E poi lavorare all’università mi piace, è l’ambiente che preferisco tra quelli che ho sperimentato finora (università, centro di formazione, prépa, scuola di lingua) e in cui mi trovo più a mio agio. Mi piace relazionarmi a studenti e professori, forse perché l’università è stato il periodo più bello del mio percorso scolastico e lavorarci è un po’ come continuarlo.
E come mi mancavano le conversazioni adulte, invece del linguaggio mignon di Blop ! Anche se mi dà grandi soddisfazioni perché sa salutare in italiano e in francese. Non sa dire praticamente altro, ma sono dettagli.

Il dentino e il colloquio

Finalmente ci siamo!
Accompagnato da misteriosi puntini rossi (caldo? scarlattina? rosolia? sfogo? ), febbre a 39,5° e da dolorosissime placche in gola, ieri mattina ha fatto la sua apparizione il tanto agognato primo dentino.
A voler essere precisi, per il momento è solamente una microscopica puntina appuntita nel bel mezzo della gengiva inferiore, ma è sempre un netto progresso rispetto al nulla più assoluto degli ultimi 15 mesi.
Ovviamente Blop ha scelto il momento perfetto: papà via per lavoro, nonni in vacanza e/o al lavoro e mamma con un irrinunciabile colloquio di lavoro. Per fortuna al nido lo prendono anche con la febbre, così’ ho potuto lasciarglielo il tempo di andare al colloquio, ottenere il lavoro e tornare indietro.
Ora ci godiamo gli ultimi giorni di vacanza della mamma e festeggiamo a cucchiaiate di antibiotico.
Lunedì ricomincio a lavorare dopo un anno e mezzo di “ozio” materno. Sono aperte le scommesse sul se avrò o no le placche in gola.

Rientro e nuove partenze

Venerdì sera il marito ed io siamo rientrati in quel di Lione, dopo un viaggetto di sole 24h.
Il Giappone è stupendo, forse più di quanto mi immaginassi, e 10 giorni scarsi sono davvero pochi per poterne approfittare davvero, ma ammetto che il mio cuore di mamma gli ultimi due giorni soffriva come non mai e non vedeva l’ora di riabbracciare Blop. A ogni bambino che incontravamo mi veniva quasi da piangere. Sono grave, lo so.
Mi ero fatta tutto un trip incredibile sul momento dell’incontro: Blop che ci aspettava impaziente con un cartello in mano (si, a soli 14 mesi), davanti alla porta degli arrivi. I nostri sguardi che si incrociano al ralenty e poi ci lanciamo l’uno nelle braccia dell’altra, magari piangendo un po’. Inutile specificare che non è andata affatto così. Intanto perché la mia valigia è arrivata per ultima, un’ora dopo l’atterraggio dell’aereo, e Blop ovviamente si era stufato di aspettare impaziente davanti alla porta. In più aveva fame, quindi la nonna gli ha dato da mangiare e non ci ha visto arrivare. Io gli sono corsa incontro comunque, senza piangere pero’, e l’ho stritolato in un enorme abbraccio che lui mi ha vagamente reso. Più che altro si è degnato di farmi un sorrisino timido e contento, prima di partire all’esplorazione dell’aeroporto. Blop, 14 mesi e mezzo e molta indipendenza.

Ieri pomeriggio il marito è partito alla volta di Tours per un corso di formazione che doveva durare 4 mesi e invece, ne durerà soltanto 8. Per fortuna quasi la metà della formazione, quella pratica, la potrà fare a Lione così noi non ci dimenticheremo che faccia ha. E avrà addirittura due settimane di vacanza per Natale E Capodanno. E’ la prima volta che succede da che ci conosciamo!
Come ogni volta che parto in vacanza, sono stata contattata per una proposta di impiego e, così, domattina dovrei avere un colloquio per un posto part time e a tempo determinato di un mese (rinnovabile) in una rinomata università lionese, a partire da lunedì prossimo. Dico dovrei perché oggi, mentre mi godevo un pomeriggio di riposo e libertà, il nido mi ha chiamato informandomi che Blop aveva la febbre a 39° e sono corsa a recuperarlo. Un’ora fa la febbre è finalmente scesa a 38,3 e lui si è addormentato. Speriamo passi una notte relativamente tranquilla e domani si svegli senza febbre e, magari, con il primo dentino.

Il rituale della nanna

Blop, come sua madre, ha sempre avuto qualche difficoltà ad addormentarsi e gli unici modi per farlo addormentare erano : cullarlo o metterlo al seno.
Per fortuna, una volta nel mondo dei sogni non si svegliava più fino al mattino dopo (salvo in rari casi) e questo fin dalla sua prima notte.
Se la sera, una volta addormentato, lo si poteva mettere nel lettino, durante il giorno impossibile posarlo, perciò o in braccio alla mamma o nel passeggino! Ad oggi, sono due settimane che, bene o male, riusciamo a farlo dormire nel lettino ed è già un piccolo progresso.
Il problema, sia il pomeriggio che la sera, è che ho praticamente smesso di allattarlo (rimane solo la poppata del mattino) e comincia a farsi pesante, perciò non possiamo più cullarlo per un’ora. Abbiamo cominciato, perciò, a tentare di farlo dormire da solo nel lettino, ma non è un’impresa facile.
Al ciuccio da nanna e alla “buona notte mamma, papà, Muffin” seguito da coccole e bacini, abbiamo aggiunto il “ti poso nel letto e tengo la mano sul pancino finchè non ti senti rassicurato e ti addormenti”, magari cantando una canzoncina o due.
Mentre il papà ha una sola canzone, sulle nuvole/pecore che si sciolgono come neve, e può raggiungere le mille e più pecore sciolte, io preferisco la varietà.
Ad oggi la nostra playlist da addormentamento è la seguente (in questo rigoroso ordine, se no non funziona) :

I 3 alpin – mio nonno la cantava a mia madre e ai mie zii, poi a me e alle mie cugine e così via;
La canzone di Marinella – altra tradizione familiare;
Geordie – rigorosamente pezzi a caso e sconnessi tra di loro perchè non me la ricordo benissimo, ma effetto soporifico +2000;
La ballata del Miché – solitamente due o tre strofe ripetute e remixate;
Il pescatore – solamente alcune strofe perchè poi, una volta che arrivano i gendarmi non so più come prosegue;
Solitamente a questo punto DeAndré si è rivoltato nella tomba e Blop, straziato dalle allegre canzoni di sua madre, sviene. Se per caso non capita, tipo giovedì scorso, bisogna ampliare il proprio repertorio con altre gioiose canzoncine. Al pomeriggio funzionano bene i CD dei Modena City Ramblers, soprattutto Appunti Partigiani e Niente di nuovo sul fronte occidentale, ma la sera è più complesso perciò mi tocca raccontargli la storia delle fate e dei folletti che visitano nel sonno i bravi bambini che si addormentano da soli e li portano nel loro regno a giocare a nascondino e a mangiare banane, e se ancora non basta, rimane Bella ciao. Dopodiché termino repertorio e pazienza, mi innervosisco e gli intimo di dormire, da madre indigna quale sono. Inspiegabilmente, la sfuriata funziona sempre e non ho nemmeno il tempo di finirla che lui si è già addormentato.
Sospetto mi stia consapevolmente prendendo per i fondelli.

Progressi, progressi, progressi

Ogni giorno che passa mi stupisco sempre più di come Blop progredisca : in due settimane, oltre a perfezionare la posizione seduta (ma senza essere capace a sedersi da solo!), ha migliorato la tecnica di strisciamento (?) da soldato e oramai arriva ovunque per la gioia e la sofferenza dei suoi genitori. La peculiarità della tecnica bloppesca è che, invece di usare le due braccia in maniera uguale, lui fa leva sul braccio sinistro e usa solo quello per spostarsi. Una fatica boia secondo me, ma pare convenirgli quindi lo lascio fare.
Da un paio di giorni a questa parte, ha scoperto che afferrando le dita del malcapitato di turno riesce a spingere con le gambe e a mettersi in piedi. Ovviamente è instancabile in questa sua nuova attività e potrebbe passare pomeriggio interi a farlo, finché non mi si rompono gli indici e volente o nolente deve smettere. Ogni tanto tenta di utilizzare qualche mobile, soprattutto il tavolino in vetro, come appoggio per tirarsi su, ma per ora non ci riesce perché non può utilizzare il suo pollice opponibile (si! si!) e con le mani solamente appoggiate non ha un appiglio sufficientemente stabile. Essendo un otto mesenne spericolato, infaticabile e amante del rischio a volte capita che, una volta in piedi, lasci entrambe le mani e tenti di rimanere in posizione eretta da solo…per fortuna la mamma ha dei buoni riflessi, altrimenti si sarebbe già fatto fuori tutti i germi dei dentini che ancora non ha!
Last, but not least…ha scoperto la M e la P associate alla A e, soprattutto, si è reso conto che se dice MA MA MA MAMA o PA PA PAPA quei due rincitrulliti dei suoi genitori lo considerano di più e tentano di farglielo ripetere. Nonostante sia pronta a giurare di aver sentito più volte un vero MAMMA, non sono sicura che mi abbia ancora veramente associato alla parola. Tranne quando piange e fa il bambino disperato pronto ad essere portato via dai servizi sociali, allora in quei momenti è tutto un tripudio di mamaaaaa mamaaaa, lacrimoni e labbrettini tremanti. Mio figlio. Questo infame.

E l’adattamento al nido? L’adattamento prosegue lentamente e domani mattina tentiamo di farlo rimanere due ore. Già mercoledì sarebbe dovuto rimanerci, ma sono dovuta andare a prenderlo dopo un’ora e mezzo perché era inconsolabile e voleva solamente stare in braccio.  La mattina quando lo porto è contento e lancia qualche gridolino di gioia, ma non appena passa dalle mie mani a quelle della responsabile dell’adattamento apriti cielo! comincia a piangere disperato e l’altro giorno mi si è pure aggrappato alle mani pur di non lasciarmi andare via senza di lui, ma se mia madre e mio zio mi chiamano signorina Rottermeier ci sarà ben un motivo.

Infine, oggi pomeriggio ho fatto un colloquio per un posto a tempo indeterminato e domani pomeriggio ne ho un altro per un posto a tempo determinato in un’università. Ho mandato due curriculum due e mi richiamano subito? Finirà che a metà maggio mi tocca pure iniziare a lavorare e addio festeggiamenti per i miei 30 anni, viaggi di nozze e vacanze estive! Ma soprattutto, nel caso qualcuno volesse davvero già assumermi, io sono pronta a lasciare il sangue del mio sangue per tutto il giorno? Cinque giorni alla settimana? Ho sentimenti molto contrastanti in proposito. Da una parte non voglio sprecare nessuna occasione, anche perché uno stipendio in più ci farebbe davvero comodo, dall’altra non mi aspettavo di avere già delle risposte e, psicologicamente, mi stavo preparando a lasciarlo a settembre, non prima. Ovviamente colloquio non è sinonimo di assunzione e, magari, dopo questi due non ne avrò mai più altri e mi stuferò di stare a casa con Blop.
Non so perché, ma sento che per almeno una settimana non riuscirò a dormire benissimo.

Il mio peso ed io

Il mio peso ed io non andiamo troppo d’accordo, anche quando ero davvero magra mi sentivo grassa a causa di qualche rotondità inopportuna (no, non il seno, quello è venuto effettivamente coi chili di troppo). Come la maggior parte delle donne che non sono mai contente. E non sto a parlare del mio rapporto conflittuale coi capelli, altrimenti dopodomani siamo ancora qui.
Comunque, quando ho incontrato il neomarito non ero un figurino, ma non ero nemmeno una palla e, soprattutto, ero contenta di me. Mi trovavo carina, bevevo tanta birra, ma mi spostavo per Dublino sempre a piedi quindi c’era un certo equilibrio. Poi ci siamo trasferiti a Parigi, ho scoperto la raclette, ho cominciato a lavorare molto lontano da casa, a camminare sempre meno e a paciugare sempre più.  In più il neomarito è di quelle personcine simpatiche che anche se mangiano per tre non ingrassano e un ristorante di qua, un cinese da asporto di là, non si sa bene come mi sono ritrovata con 12 chili in più.
Nel 2012, quindi, tra un’operazione alla tiroide e un Clomid, temendo che il grasso in eccesso non aiutasse la procreazione, mi sono iscritta al programma WeightWatchers e ho perso 6 chili. Solo che poi ho scoperto di essere incinta e ho smesso.
I primi mesi di gravidanza tutto ok, cercavo di stare attenta e di non ingrassare troppo, solo che poi c’è stato il decesso di mio papà, la ginecologa mi ha messo in malattia, ho smesso di fare attenzione e tra un ristorante di qua, un giapponese d’asporto di là (niente sushi però!), non si sa bene come 2, alla fine della gravidanza avevo preso 23 chili. Praticamente non camminavo, rotolavo.
Le settimane dopo il parto ho comunque perso 12 chili, solo che poi mi sono fermata lì e invece che continuare a perderne  stavo ricominciando a prenderne. E quindi? Quindi la settimana scorsa mi sono iscritta nuovamente al programma WeightWatchers con l’obiettivo di perdere almeno i restanti chili della gravidanza, ma possibilmente perdere anche i 6 chili che non ho perso la volta scorsa.
Ce la farò ? Parliamo di una ventina di chili che, onestamente, mi sembrano impossibili da scacciare, ma ci vuole ottimismo! E forza di volontà, questa sconosciuta…