Di quelli che non poterono salire sull’aereo a causa di una varicella ormai guarita o la delusione di due bambini

Antefatto: Blop ci ha chiesto spesso di poter prendere l’aereo, quindi qualche mese fa abbiamo deciso di “accontentarlo” e di prenotare le vacanze a Berlino, città che ci sembrava interessante sia per noi adulti sia per i bambini.

A maggio é arrivata l’epidemia di varicella al nido, BlopBlop avendola già scampata per due anni di seguito sarebbe stato un miracolo non la prendesse nemmeno questa volta. Quindi qualche settimana fa, quando sono apparse le tipiche pustole me l’aspettavo e, tutto sommato, pensavo ci fosse anche andata bene perché cosi sarebbe guarito prima del viaggio.
L’ho subito portato dalla pediatra per chiedere rassicurazioni sul viaggio e, perché no, un certificato medico spiegando bene che dovevamo prendere l’aereo. La sua risposta é stata “stia tranquilla, da qui al viaggio é guarito e non ci sono problemi per viaggiare“.  Dopodiché : ho continuato ad organizzare i bagagli, BlopBlop é tornato al nido e poi é andato qualche giorno dalla nonna paterna, contemporaneamente Blop si é gonfiato come un palloncino in faccia, probabilmente a causa di un’allergia alle graminacee come suo padre, ho organizzato la sua festa di (finto) compleanno per essere sicura che i suoi amici potessero essere presenti (la sfiga di bambini nati ad agosto…) , ho organizzato un’assemblea generale all’associazione di cui faccio parte e mi sono fatta eleggere come segretaria e la varicella di BlopBlop me la sono dimenticata, tanto più che giovedi mattina gli rimanevano 4 povere croste in faccia. Per me era guarito, mi avevano confermato che non era più contagioso e non ci ho più pensato.

Giovedi mattina eccoci, quindi, pronti all’avventura. I bambini sono eccitati come delle pulci, non vedono l’ora di salire sull’aereo. Blop continua a dire a BlopBlop che se ha paura lo consolerà lui e BlopBlop ripete che vuole volare insieme agli uccellini.
Arriviamo all’aeroporto di Lyon St Exupery con largo anticipo, imbarchiamo il bagaglio con la nota compagnia low cost arancione che doveva portarci a Berlino, la signorina chiacchiera e fa mille moine a BlopBlop, passiamo i controlli di sicurezza, ci svuotano il bagaglio a mano dei bambini (contenuto: un vasino portatile, dei peluches, dei pannolini, qualche gioco per il viaggio, tutta roba pericolosissima) e fermano mio marito perché le sue scarpe hanno deciso di suonare a tutti i controlli. Ci guardano tutti per bene, insomma.
Aspettiamo qualche ora in aeroporto nell’aria per bambini finché non arriva il nostro turno e li il dramma.
La hostess ci vede e siccome abbiamo un bambino piccolo ci fa passare avanti, poi si ferma e ci chiede se aveva la varicella. Noi, scemi, rispondiamo che l’aveva avuta, ma che gli rimaneva solo qualche crosta. Ci fermano, fotografano BlopBlop, l’hostess vorrebbe chiamare il dottore dell’aeroporto per sapere se davvero non é contagioso, il suo responsabile ci dice che senza certificato medico non possiamo salire e che dovevamo leggere le condizioni di vendita, ma se il nostro pediatra ci mandava il certificato via mail poteva forse farci salire. La pediatra senza visitarlo non vuole farcelo, i bambini si mettono a piangere, i toni salgono, praticamente il responsabile ci trascina via dalla fila d’attesa; Noi chiediamo un certificato di rifiuto di imbarco e lui ci dice che ce lo avrebbero fatto in biglietteria. Ciao ciao arrivederci. La valigia in un microsecondo é scaricata dall’aereo e noi andiamo in biglietteria dove una simpatica signora ci dice “impossibile che vi abbiano detto cosi, io posso vedere solo come modificare il viaggio”. I toni salgono ancora, ci sentiamo ampiamente presi per i fondelli, i bambini piangono sempre, il responsabile (ah se avessimo pensato a chiedergli il nome!) non ha scritto niente per il customer care, la tizia in biglietteria ci dice di telefonare a un determinato numero, mio marito telefona davanti alla tizia che non vuole parlare col servizio clienti. Io cerco di spiegare ai bambini, loro piangono sempre. Il delirio.

Il servizio clienti al telefono, preso da pietà, ci rimborsa subito le tasse areoportuali (almeno quelle!) e noi ce ne torniamo mesti a casa, dove organizziamo in quattro e quattr’otto una partenza in treno per il giorno dopo, direzione Tolosa.

BlopBlop continua a chiedere quando potrà prendere l’aereo per volare con gli uccellini e mi si stringe il cuore. Di certo con easyjet non voleremo MAI più. (Abbiamo poi letto le condizioni e c’è scritto un vago “si puo’ viaggiare dopo 7 giorni dall’apparizione dell’ultima pustola” e non si fa menzione di un certificato medico obbligatorio).

Per amore di precisione, copio dal loro sito internet:

I passeggeri affetti da una malattia infettiva non grave, inclusa una delle seguenti patologie, possono volare conformemente alle linee guida nella tabella riportata di seguito.

Malattie infettive Autorizzato a viaggiare
Rosolia 4 giorni dalla comparsa delle irritazioni
Morbillo 7 giorni dalla comparsa delle irritazioni
Orecchioni dopo che il gonfiore sarà diminuito (normalmente dopo 7 giorni)
Varicella 7 giorni dalla comparsa dell’ultima macchia
Infezioni da virus (ad es. influenza stagionale) quando l’infezione non è più contagiosa

Preciso che conosco benissimo la pericolosità della varicella per gli immunodepressi o gli adulti, una persona della mia famiglia avendola fatta a 20 anni e avendo sviluppato un’encefalite che l’ha tenuta in coma, quindi se avessi avuto il dubbio che poteva essere ancora contagioso non l’avrei assolutamente portato sull’areo (al contrario di gente che online da consigli su come imbarcare i bambini con la varicella ancora contagiosa) e pazienza per la vacanza. Avremmo, almeno, avuto il tempo di avvisare i bambini, cambiare date, organizzare altro con calmo.
Ammetto che io sono stata scemissima a non tornare dal pediatra il giorno prima della partenza per chiedere un certificato, solitamente sono molto scrupolosa e ansiosa su queste cose, ma presa da tremila cose me ne sono dimenticata e  sicuramente il pediatra avrebbe potuto dirmi lui stesso di tornare per fare il certificato o farcelo gentilmente sul momento e mandarcelo via mail, visto che alla visita precedente aveva detto che sarebbe sicuramente guarito.

Fun fact: mentre litigavamo in biglietteria, Blop ha pensato bene di lanciare il peluche preferito di suo fratello, un’adorabile volpina, sul tetto della biglietteria e non siamo riusciti a riprenderlo ( oltre a non essere nello spirito giusto per dedicarci tutte le nostre energie).

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Il cartellone delle regole

Blop ha, da sempre, un vero problema con le regole. In quasi 5 anni di vita credo di non averlo mai visto “obbedire” una sola volta alla prima, bisogna sempre ripetergli tutto trentamila volte e spesso fa quello che gli si dice, ma contestandolo e spiegando perché, comunque, ha ragione lui.
(Specifico che non voglio un soldatino che obbedisca a tutto quello che gli si dice senza fiatare, ma vorrei che almeno le cose importanti/pericolose accettasse di farle senza farci impazzire. Ex: se gli dico di fermarsi e non attraversare la strada perché sta arrivando una macchina, lo faccia) .
Anche a scuola, ultimamente, il suo comportamento é peggiorato quindi abbiamo messo in atto, sia a casa che a scuola due cartelloni delle regole. Abbiamo iniziato a casa, poi il maestro ha proposto la stessa cosa quindi i “punti” dati dal maestro vanno ad influire su quelli a casa. Lo scopo ultimo era quello di vincere una trottola BeyBlade in 12 giorni di buon comportamento.
Le regole erano le seguenti, alcune semplici per non rendergli la vita troppo complicata, altre più difficili:
1. essere educato
2. vestirsi/svestirsi da solo (con un aiuto per la maglietta)
3. non litigare/non infastidire i compagni o BlopBlop
4. ascoltare gli adulti e rispettare le regole
5. un punto bonus se faceva qualcosa di davvero positivo

Le regole a scuola erano (sono) le seguenti:
1. rispettare le regole della classe
2. non infastidire i compagni
3. concentrarsi e lavorare bene durante le attività della classe

Per chi si aspettava un miracolo…non c’é stato. Il comportamento di Blop é stato altalenante e siamo arrivati ai 12 giorni in 20 giorni. Ora vediamo se continuerà a fare del suo meglio. Il punto sul rispettare le regole non l’ha mai avuto né a casa né a scuola, dove il cartellone continua ad essere in atto. A casa abbiamo deciso di smetterlo, per adesso, perché non penso sia ottimale sul lungo termine e qualche miglioramento c’è comunque stato. Lo ritireremo sicuramente fuori al bisogno. Ora torno a contare fino a 3 (o a 1) perché é sicuramente il metodo che funziona meglio con lui.

 

Un fidanzato di troppo – Chiara Venturelli

Due anni fa terminavo la recensione di Lezioni di seduzione chiedendo a Chiara un seguito e lei, molto gentilmente, nemmeno due anni dopo ce l’ha fornito. E che seguito!

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Sono trascorsi quattro anni dall’atto finale di Lezioni di seduzione e la distanza ha messo a dura prova Liz e Jack, alimentando incomprensioni e gelosia. Il tempo e gli eventi li hanno cambiati ma, ancora una volta, sarà uno spettacolo a costringerli a comunicare.
Jack è passato dal teatro alla tv e sul set della commedia romantica Un fidanzato di tropposcoprirà che, di nuovo, la sua vita privata rischia di seguire i binari di quella fittizia.
Liz ha appena ripreso le redini della sua vita, sostenuta dall’amicizia di Rick e Jessica, quando si ritrova tra due fuochi. Chi scegliere tra Daniel, da sempre fonte di supporto e stabilità, e Jack, che invece considera la vita come un grande palcoscenico? Tra equivoci, rancori, nuovi e vecchi amori, l’epilogo di una storia nata dall’alchimia e messa alla prova dalla distanza. L’amore, si sa, non è mai logico né facile.

Per prima cosa una domanda: Chiara cosa hai fatto a Daniel? Cosa ti aveva fatto di male? So di essere stata una delle rare ad averlo apprezzato nel primo libro, l’avevo anche un po’ shippato con Liz, ma qua l’avrei preso a badilate in testa dall’inizio alla fine. In compenso ho apprezzato Rick più che in Lezioni dove, al più, mi era simpatico ma abbastanza indifferente. Un po’ mi dispiace questo cambiamento di migliore amico, ma le scene con Rick, Jess e Liz mi sono piaciute moltissimo quindi va bene cosi.
I personaggi sono davvero maturati, soprattutto Jack, o forse ha aiutato l’avere anche il suo punto di vista. Adoro avere il punto di vista dei personaggi maschili e non solo della protagonista. Interessante anche l’uso di qualche salto temporale.

In definitiva, ho iniziato il libro la mattina e nonostante due bambini a casa in vacanza, ma complice un lungo tragitto in autobus che mi ha liberato un po’ di tempo, la sera l’avevo terminato. Un libro che si divora come questo, senza che ti venga mai la voglia di chiuderlo per prenderti una pausa, merita che lo consigli a chiunque.
Brava Chiara, continua cosi !

Un fidanzato di troppo é disponibile solo su Amazon in versione e-book Kindle a 2,99 euro e in versione copertina flessibile (330 pagine) a 12,90 euro. Per chi non avesse avuto l’occasione di leggere Lezioni di seduzione se ne trova ancora qualche rarissima copia in qualche libreria, ma credo siano in esaurimento, peccato perché è un bel libro e sono sicura avrebbe trovato ancora molti fan.

Pronti, partenza, leggiamo!

Il libro di oggi è un titolo che era già presenta nella mia libreria, da piccola, e che Blop ha potuto ascoltare in numerose occasioni: Il mostro peloso di Henriette Bichonnier.
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Nella più buia delle caverne della foresta vive un mostro peloso e goloso. Se passa un leprotto, un’ape o un cavallo… slurp!, la sua lingua pelosa li inghiotte in un solo boccone. Ma un giorno la figlia del re…
Blop l’ha scoperto l’estate scorsa, in vacanza a Genova, insieme ai suoi amici genovesi, letto dalla loro nonna. Io non ero presente, ma pare abbia avuto paura e stesse vicino vicino, stretto stretto, alla bambina più grande. E’ arrivato in fondo alla storia, ma non l’ha apprezzata tantissimo.
La seconda volta, è stato il week end scorso durante un pomeriggio di gioco con altri bambini italiani (abbiamo finalmente scoperto l’esistenza di un’associazione che organizza attività per piccoli italiani a Lione). Conoscendo già la storia, l’ha apprezzato un po’ di più, forse anche perché lo stavo leggendo io, ma ha dovuto attendere la fine della storia per, finalmente, ridere e dire che gli era piaciuta.  Il mio bimbo pauroso.
All’epoca, a me era piaciuto tantissimo, con quel misto di storia paurosa e di ironia. Adoravo il coraggio e l’irriverenza della principessa e, ovviamente, il lieto fine, ma forse ero un po’ più grandicella.
Editore: Emme Edizioni
Collana: Albumini
Anno edizione: 2015
Pagine: 32 p., ill. , Brossura

Età di lettura: Da 3 anni

Ma dove vai se il piedino viola hai – Seconda parte

Martedì BlopBlop ha fatto la radiografia al piede che ha rivelato la presenza di un pezzetto di qualcosa. Ho subito chiamato il pediatra, sperando potesse toglierlo lui in quattro e quattr’otto e fine.
Il pediatra lo visita e ci spedisce al P.S. con una lettera con scritto URGENTE a caratteri cubitali e  indicando che sospettava  cellulite al piede. Secondo lui gli avrebbero dato antibiotici per via venosa per bloccare l’infezione.

17h30
Arriviamo al PS e l’infermiera esita tra codice giallo o rosso perché non ha mai visto una cosa cosi. La sala d’attesa è pienissima e continuano ad arrivare bambini in barella, più o meno gravi.

20h15
Finalmente è arrivato il nostro turno. Il dottore giovane lo visita, é propenso a togliergli subito il corpo estraneo MA ha sbagliato stanza dove metterci e non ha il materiale adeguato. Torniamo in sala d’aspetto e un quarto d’ora dopo arrivano le infermiere per fare un prelievo a BlopBlop.
BlopBlop, degno figlio di sua madre,  ODIA i prelievi e le sue vene fanno sempre ostruzionismo cosi ci mettono un’ora per riuscire a prelevare qualcosa, tra le urla disumane di mio figlio. Già che ci sono gli danno anche degli anestetici per prepararlo all’estrazione.

21h30
L’infermiera mi avvisa che dobbiamo aspettare un’ora e mezza per il risultato delle analisi. Prima non si può fare nulla (e c’è il cambio di turno).

00h00
Comincio a trovare l’attesa lunga.  Mi scappa la pipi. Chiedo alle infermiere se possono tenermi BlopBlop mentre vado in bagno, una si stupisce che siamo ancora li. Le chiedo se hanno i risultati. Fanno tutte la faccia da “ops, abbiamo dimenticato questo paziente”, ma rispondono gentilmente che ce li hanno e che non appena il medico esce dalla sala operatoria glieli mostrano. Nel frattempo posso andare in bagno e sorvegliano loro il bambino, che nel frattempo si era addormentato nel passeggino.

2h30
Infine arriva il chirurgo. Un indiano che parla malissimo in francese e capisce fischi per fiaschi. Siamo entrambi stanchi, ci capiamo male, più o meno il dialogo è questo.
Dottore: Facciamo un’ecografia e vediamo se c’è qualcosa nel piede.
Io: Ma ha già fatto una radiografia e c’è qualcosa nel piede.
Dottore: Si, ma voglio essere sicuro. Se c’è qualcosa lo operiamo.
Io: Ma l’altro dottore voleva toglierglielo in ambulatorio.
Dottore : Eh, ma è giovane. Non si fa cosi, facciamo ecografia e poi vediamo
Io: MA NON POTEVA FARGLIELA FARE NELLE TREMILA ORE CHE SIAMO RIMASTI IN SALA D’ASPETTO ???? (Si, ho perso un attimo la pazienza e devono avermi sentito urlare anche in India)
Dottore : Eh, ma stasera tanta gente. Non decido io il tempo d’attesa.

Facciamo sta benedetta ecografia che mostra una cosa un po’ diversa dalla radiografia, ma c’è da dire che alle 3h del mattino stavamo tutti dormendo in piedi.

Dottore: Allora tornate alle 9h e l’operiamo.
Io: NO.
Dottore: Come no. Adesso non posso e voglio fare le cose bene.
Io: Siamo venuti con la metro e adesso non c’è nulla, percio’ piuttosto dormiamo sulle sedie in sala d’aspetto e se proprio volevate mandare a casa, potevate dircelo subito e non farci aspettare DIECI STRAMALEDETTE ORE.

E’ finita che mi sono messa a piangere senza vergogna e il dottore non ci ha rimandato a casa, ma ci ha trovato una camera nello stesso reparto dove già eravamo stati per la prima operazione di BlopBlop. Il dottore mi rassicura che l’avrebbero operato in mattinata e saremmo potuti uscire nel tardo pomeriggio.

10h 
BlopBlop è pronto per la sala operatoria. I medici no. L’infermiera gli da un po’ di succo di mela perché sto povero bambino era a digiuno dalle 19h della sera prima (non sapendo se operavano, non operavano, non gli avevo più dato nulla se non dell’acqua).

13h – 15h 
Finalmente operano. L’operazione dura più del previsto perché, vista la discrepanza tra radiografie ed ecografia, il chirurgo ha guardato nel dettaglio, ma ha trovato solo un minuscolo pezzo di vetro.

Per finire, non siamo usciti il mercoledì pomeriggio, ne il giovedì, ma l’infezione essendo abbastanza avanzata (ma guarda un po’, quasi 24h in ospedale senza antibiotici non è che guariva da sola) hanno preferito tenerlo sotto osservazione fino al venerdì.

Lezioni di seduzione – Chiara Venturelli

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Trama
Iscriversi al corso di teatro è stato un errore. Ma vedersi assegnare il ruolo di Catherine, la protagonista, è una vera catastrofe per Elizabeth. Soprattutto perché la «star» maschile è Jack: bello, brillante, popolare. Tutto il contrario di lei, insomma, e come se non bastasse un vero stronzo. Tra i due volano subito le scintille, e la commedia romantica Lezioni di seduzione sembra un disastro annunciato.
Quando ci si mette di mezzo la magia del palcoscenico, però, chi può dire cosa succederà? Pian piano, mentre la dolce e maliziosa Catherine conquista il suo William, le cose tra Elizabeth e Jack cominciano a cambiare, la finzione e la realtà si intrecciano. Complici una visita in famiglia a dir poco pericolosa, un’amica determinata, un ex fidanzato insistente e almeno due scomodi triangoli sentimentali, i colpi di scena sul palco e fuori si susseguono in un crescendo di equivoci. Che porteranno l’eroe e l’eroina a interrogarsi sui propri veri sentimenti, fino alla sera di una prima all’insegna dell’«improvvisazione»…
Un romanzo dolce, trascinante e divertente che mette in scena, è il caso di dirlo, le domande più profonde di ogni relazione: chi siamo quando ci innamoriamo, e di chi ci innamoriamo veramente? Forse anche la passione è un palcoscenico, e gli uomini e le donne soltanto attori? E, soprattutto, cosa sarebbe un grande amore senza qualche colpo di scena?

Autrice
Classe 1984, vive nella nebbiosa pianura bolognese. È cresciuta a tortellini, letture e serie tv. Divora libri, spaziando dal romance al giallo, dallo storico al thriller… fino ai libri per bambini che legge a sua figlia ogni sera. Da «grande» voleva diventare come Jessica Fletcher, senza la stessa scia di disgrazie a seguirla. Ha sempre preferito i film horror e X-Files ai cartoni animati, pur conoscendo a memoria i film di Doris Day e qualsiasi commedia romantica con il lieto fine. Dentro di sé rimane sempre una sognatrice pronta a scrivere di zucchero e arcobaleni, senza mai dimenticare le battute di spirito.

Titolo: Lezioni di Seduzione
Autore: Chiara Venturelli
Editore: Centauria
Collana: Talent
Pagine: 304
Prezzo: 9€90
Data di uscita : 26 maggio 2016

Io le recensioni non so farle, mi piacerebbe, ma poi non mi esce mai niente di sensato ne’ di interessante, pero’ per una volta ci provo.
Conosco Chiara da un paio d’anni, grazie ai nostri blog e alla nostra esperienza di mamme in attesa (prima) e mamme tout court dopo, e perciò sapevo gia’ che scriveva bene, pur non avendo mai letto nessuna delle sue fan fictions.
Ed e’ sicuramente perche’ le voglio bene (posso dirlo? eh?) che ho obbligato mia madre a cercarmi il libro e a farmelo avere il giorno dell’uscita, perche’ di solito a me le storie d’amore Young Adult non mi interessano molto. A meno che non abbiano uno sfondo fantasy/fantascientifico.
Faccio questa premessa per dire che se fossi stata in Italia e non avessi conosciuto Chiara probabilmente avrei guardato la copertina, che adoro, avrei letto la trama e l’avrei lasciato li. Fine della storia.Sarebbe stato un peccato, perche’ il libro e’ davvero bello. Scorrevole, appassionante, talmente appassionante che ho fatto l’errore di iniziare a leggerlo a letto e di ritrovarmi a girare l’ultima pagina alle 4 del mattino.
Forse la trama non e’ originalissima, anche se adoro l’idea delle lezioni di teatro, ma i personaggi sono interessanti e, alla fine, ho sperato ardentemente che ne esistesse un seguito. Non male per un genere che, di solito, mi piaciucchia senza appassionarmi per colpa dei tira e molla che, dopo un po’, mi fanno venire il nervoso (idem nelle serie tv e nei manga). Lezioni di seduzione, invece, non mi ha innervosito e ho trovato tutta la trama scorrevole e, soprattutto, plausibile.
I personaggi che mi hanno incuriosito di più? I migliori amici di Liz. D’altronde io nei YA mi affeziono sempre di più ai personaggi di contorno che hai protagonisti (e immancabilmente shippo la protagonista col personaggio maschile sbagliato).

L’ha letto anche mia madre, sul treno, e le e’ piaciuto anche se l’ha trovato un po’ lungo, con troppi tira e molla ed equivoci. Pero’ lei non conosceva il genere, ne’ in generale legge roba anche vagamente romantica  e non si ricorda mica più com’e’ essere giovani, cioè io se mi ricordo certe storie a vent’anni…altro che tira e molla, ma sto cominciando a divagare.

Quindi niente, non so se si era capito ma l’impressione e’ davvero positiva e voglio il seguito. Adesso. Subito ed immediatamente. Se siete curiosi leggetelo che merita.

(Chiara se per caso non l’hai mai scritto, ne’ pensato di farlo, scrivine uno giusto per me. Anche cortissimo!)

Blop ha un anno – I regali

Chi dice compleanno dice regali e Blop non ne è stato di certo privato, anzi!
Siccome può essere utile avere qualche idea (e siccome voglio vantarmi di tutte le belle cose che ora abbiamo, ahah) ecco qua la lista.

La nonna e la bisnonna italiane gli hanno offerto il triciclo evolutivo Smart Trike Vanilla rosso. L’abbiamo provato in negozio e l’ha adorato, impossibile farlo scendere perciò penso (e spero) che lo apprezzerà a lungo.

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La madrina, a sorpresa, ha voluto offrirgli il Tavolino del cagnolino FisherPrice e Blop, non appena l’ha visto, ci si è subito lanciato sopra per giocarci, senza lasciarci il tempo di aprirlo. Un successo garantito! Per il momento, gli piace soprattutto aprire e chiudere il computer e utilizzare il telefono. Una velata imitazione dei suoi genitori?

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Siccome stiamo tentando di insegnarli ad addormentarsi da solo nel suo lettino, la nonna paterna gli ha offerto un bel cd dei Metallica in versione ninna nanne, assortito al body “Dormir c’est pour les faibles” che gli abbiamo offerto noi e al porta ciucci da lettino Asleep.

 

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I libri non potevano di certo mancare ed ecco tanti nuovi titoli ad allargare la collezione. Senza dimenticare i due reggilibri a forma di tigrotto offerti dal nonno per poterli tenere tutti belli in ordine.

 

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Soddisfatti della prima esperienza con le scarpine di cuoio, i nonni gliene hanno offerto un nuovo paio, taglia 12-18 mesi, per continuare l’apprendimento della marcia anche durante l’inverno. Non sono adorabili i koala Lait et Miel?

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Passando ai giochi, mamma e papà gli hanno offerto il trenino Vtech, anche se per ora il suo massimo divertimento è distruggere le rotaie, sollevare ed abbassare la barriera del passaggio a livello e rubare la pallina gialla.

 

 

Senza dimenticare il telefono vintage FicherPrice, un trenino in legno da tirarsi dietro, qualche vestito per questo autunno, pastelli e pennarelli lavabili ad acqua per stimolare la sua creatività e un kit per prendergli l’impronta della mano/piede come ricordo.