BlopBlop ha 2 anni – I festeggiamenti

Il primo compleanno di BlopBlop, tra un’otite e l’attesa della data dell’operazione, è passato un po’ in sordina. Pensando di festeggiarlo in ospedale, l’abbiamo organizzato all’ultimo secondo coi nonni paterni e stop. Certo a un bimbo di un anno non cambia molto, ma la differenza con la festa organizzata per Blop nel giardino della nonna, pieno di amici (nostri) e parenti, è notevole.

Quest’anno, complice la fortuna di essere nato a gennaio e non ad agosto, BlopBlop ha beneficiato di ben due feste. Una al nido, il giorno del suo compleanno, e una a casa il sabato successivo.
Il 25 abbiamo, perciò, portato una torta allo yogurt (cucinata e decorata da me, cosa non si fa per i figli) al nido e hanno festeggiato all’ora della merenda. Hanno spento le luci e portato la torta con le due candeline. Ho visto i video e BlopBlop era perplesso, ma contento. Ha provato più volte a spegnere le candeline, ma senza grandi risultati, finché non è stato aiutato dagli altri bimbi che hanno sputato soffiato sulla torta, tra mille risate. Quando sono andata a prenderlo mi ha raccontato “mamma ahi feu chaud no no no” (trad. mamma ahia fuoco caldo no no no ), mimando con le mani che non si doveva toccare la candelina. Era troppo buffo!

Il sabato pomeriggio grandi festeggiamenti con torta e muffin, sempre fatti da me, ma decorati con l’aiuto di Blop, famiglia e amici. Due nonne, una zia col fidanzato e la mia amica italiana con la figlia coetanea di Blop, giusto per avere un altro bambino in casa. In teoria doveva venire anche l’altra amica del cuore di Blop, ma era il compleanno del suo papà quindi niente. Per un attimo ho pensato di invitare altri amici con figli, ma poi mi sono ricordata che 64mq di casa non sono molti e che a BlopBlop ancora interessa poco. Ci sarà tempo per le feste piene di bambini eccitati ed urlanti.
Il vero exploit della giornata è stato riuscire a fare almeno una foto a BlopBlop DA SOLO mentre spegne le candeline, perché quella primadonna egocentrica e un po’ stalker del fratello era sempre accanto a lui.

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Festività natalizie

Manca una settimana a Natale, ma noi stiamo festeggiando da praticamente un mese.
Quest’anno abbiamo avuto:

  • lo spettacolo al circo, gentilmente offerto dal dopolavoro ferroviario. I bambini hanno apprezzato moltissimo, io ho sofferto da morire vedendo le foche saltellare sulla pista (quasi sicuramente non ce li porterò più. Non sono una vera animalista, ma gli animali al circo mi fanno soffrire).  Dopo lo spettacolo i bambini hanno ricevuto un libro, mangiato mandarini e cioccolatini, giocato con le bolle di sapone giganti e gonfiato palloncini.
  • il mini villaggio di Babbo Natale del quartiere. Blop si è fatto fare una spada di palloncini, BlopBlop si è fatto truccare da gatto, entrambi hanno snobbato Babbo Natale (“Mamma, ma mica è quello vero!”), Blop si è fatto la pipi addosso (quando smetterà?) e visto che eravamo sotto zero siamo tornati di corsa a casa.
  • la festa del nido a tema “personaggi dei cartoni animati”. le maestre avevano chiesto a tutti di travestirsi, chi è stata l’unica scema adulta a presentarsi mascherata da Biancaneve? Blop era vestito da Robin Hood e BlopBlop ha riciclato il costume da pirata che fu del fratello.
  • il mercatino di Natale della materna, dove ci hanno gentilmente venduto le creazioni natalizie dei nostri pargoli. La classe di Blop ne aveva preparate ben tre: una decorazione per l’albero piena di brillantini, un pupazzo di neve in pasta di sale (da mettere con quello fatto l’anno scorso) e una candela per la Fete des Lumières che Blop è riuscito a rompere dopo 24h. Peccato perché era davvero bella.
  • la festa del vendredi AprèsMidi (venerdì pomeriggio) ovvero 3h non obbligatorie a scuola, quindi a pagamento, in cui i bambini fanno attività varie ed eventuali, dove abbiamo mangiato i dolci avanzati dal mercatino della scuola del giorno prima, ma abbiamo anche potuto chiacchierare con le maestre del venerdì pomeriggio che, altrimenti, non vediamo mai e guardare le creazioni dei nostri pargoli. Ho cosi scoperto che Blop, se non è in compagnia di alcuni suoi compagni di classe particolarmente vivaci (diciamo cosi), si impegna nelle varie attività addirittura dorme il pomeriggio.
  • la festa dell’associazione italiana a cui ci siamo iscritti quest’anno e che si riunisce una domenica al mese, proponendo attività per i bimbi italiani. Blop continua a non parlare italiano, ma gli piace molto andare e spero che, pian pianino si sciolga un po’. Certo una volta al mese è poco, ma meglio di niente. Blop è talmente bastian contrario che ha tradotto pure i nomi delle persone. La festa era animata da Pietro che spiegava ai bambini come fare i frollini e lui è arrivato dicendo “Maman, Pierre a dit…”. La strada per il bilinguismo è ancora molto, molto lunga.
  • la festa della ginnastica , ovvero uno spettacolo di clown forse non proprio adatti ai quattro anni di Blop (BlopBlop avendo saltato il sonnellino pomeridiano si aggirava in coma) che, in alcuni momenti si è annoiato/non ha capito e saltellava e correva per tutta la palestra. Unico bambino a non stare seduto a seguire lo spettacolo. O forse dove eravamo all’inizio non vedeva bene, perché quando sono riuscita a convincerlo a mettersi davanti con gli altri bambini (“ma resti con me mamma!”) si è finalmente calmato e ha seguito lo spettacolo con più facilità. Alla fine dello spettacolo è arrivato Babbo Natale (“ma non è quello vero mamma!”) che ha distribuito cioccolata e mandarini, poi i bambini hanno giocato tutti insieme mentre noi mettevamo in ordine.

Domattina c’è lo spettacolo di Natale a scuola, poi forse le feste sono finite e possiamo rilassarci fino alla  partenza per Genova di sabato mattina.

Non ci si improvvisa pasticceri in un pomeriggio d’agosto

Blop (ma anche il suo papa’) e’ un vero golosone e mangerebbe solo dolci dal mattino alla sera, ma non sono sicurissima che i biscotti e i dolci del supermercato siano l’ideale per un treenne.
Complici il caldo micidiale e le giornate da passare in casa, ho pensato di testare la ricetta della pasta frolla vegana che mi ha consigliato mia cugina (“vedrai e’ facilissima, va bene per crostate e biscotti…se ci riesco io ce la fai anche te”) per occupare Blop.

Abbiamo preso gli ingredienti, pesato tutto precisamente, messo tutto nel nostro magnifico CookingChef, mescolato un po’ e poi abbiamo lasciato che il robot mescolasse la pasta. Siccome non ero sicura di saper adattare una ricetta da fare a mano all’utilizzo del robot, ho fatto un po’ a caso e un po’ leggendo le ricette dei libri Kenwood.
Mentre il robot lavorava per noi, Blop ed io abbiamo installato il piano di lavoro, preso il mattarello per stendere la pasta e le formine per fare i biscotti. Blop, che adora cucinare, era eccitatissimo e non vedeva l’ora.

Peccato che al momento di prendere la pasta per stenderla…mi rimane incollata alle mani. Impossibile staccarla per rimetterla nella scodella o per posarla sul tavolo. Sembrava un misto tra gomma da masticare e colla. Blop, non capendo cosa stesse succedendo, si e’ agitato e messo a piangere. BlopBlop, capendoci ancora meno dal suo seggiolone, si e’ aggiunto al coro e io ho iniziato a non capirci più niente e a temere di rimanere cosi per sempre. Per fortuna, dopo essere riuscita a calmare i bambini disperati, mi e’ venuto in mente che potevo lanciare la pasta collosissima nella taglia, dando ai biscotti la forma di cacchette e cosi ho fatto. Purtroppo per Blop, non ha potuto fare altro che guardarmi e mettere un po’ di farina sulle mie mani e nella teglia.

Il risultato e’ stato poco estetico.ma abbastanza buono.

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(Ho poi scoperto di aver sbagliato il programma del robot e invece di fargli amalgamare la pasta gliel’ho fatta cuocere…)

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Tanti auguri a me.

Stamattina Blop mi ha stupito portandomi due libri, uno sull’altro con in mezzo dei ciucci, il suo bene più prezioso.
Una torta di ciucci per il tuo compleanno, maman.
Gliel’avevamo detto che ci sarebbe stato il mio compleanno, ma non glielo abbiamo ricordato stamattina. Chissà come ha fatto.
Poi, ovviamente, ha voluto fare una torta vera. Al cioccolato. E io non ho saputo dire di no, che tanto non avevamo di meglio da fare, anche se poi finira’ che me la mangio io nonostante la dieta.

E quindi sono 32. Psicologicamente potrei averne 22, ma fisicamente me ne sento 92. Sara’ per questo che mio marito mi ha regalato un paio d’ore di massaggi? Non vedo l’ora!

Cucina lionese e bouchon

Chiamasi Bouchon Lyonnais il ristorante tipico di Lione dove si possono mangiare le specialità tipiche della città, come il tablier de sapeur, le quenelles o la cervelle de canut. Tutti piatti magrissimi e solitamente accompagnati da un bicchiere di Beaujolais o di Cote du Rhone.
Approfittando della visita di Erik e Loulou, appassionati di cucina e ristoranti tipici come noi (e forse anche di più), abbiamo passato una settimana alla scoperta di alcuni dei posti più caratteristici.

In cima alla lista, come al solito, il buon vecchio Le Nord, brasserie di Paul Bocuse in una traversa di rue de la République che conosco e frequento fin dai tempi dell’Erasmus.  Il menù “turistico” è sui 23 euro e, secondo me, li vale tutti. Per lo meno per quanto riguarda il pesce, perché la carne non mi è ancora capitato di assaggiarla. E i dolci. I dolci sono meravigliosi e, a chi piacesse, l’omelette norvegese è gigantesca.

Se più che la qualità si ricerca la quantità, non posso che consigliare Le Laurencin, nel Vieux Lyon. Noi ci siamo stati un sabato sera e, alle 19, era già pienissimo, quindi consiglio di andarci presto o, magari, in settimana. Al menù cucina tipica lionese, come per ogni bouchon che si rispetti, in quantità giganteche per un prezzo corretto. Noi abbiamo scelto il menù a 15€ e abbiamo avuto difficoltà a finirlo. Sconsiglio le quenelles perchè, nonostante non fossero malvagie, mi pare non ci siano state servite con la salsa tradizionale. Se non vi interessa tale salsa, mangiatele pure perchè sono enormi.

Per restare nella tradizione, immancabile la Brasserie Georges, situata accanto alla stazione Perrache. A dire il vero noi ne siamo rimasti un pò delusi perchè, nonostante le quantità fossero discrete, ci è parso che il rapporto qualità/prezzo non fosse eccezionale. In più il servizio è stato abbastanza lento, tanto che ci è parso si fossero dimenticati di noi. In più sembra essere il posto preferito da tutto il mondo per festeggiare il proprio compleanno e ogni dieci minuti le luci si spegnevano per l’entrata del dolce con candelina e canzoncina. Carino le prime tre volte, ma alla quindicesima è diventato insopportabile. Il plus della brasserie? La birra artigianale.

Se si vuole gustare della buona birra artigianale lionese consiglio il Ninkasi. E’ una catena, quindi se ne trovano ben sei (in realtà sette se si conta il nuovo Ninkasi a Tarare, dove è stata spostata la produzione della birra). Noi andiamo sempre al Ninkasi della Croix-Rousse perchè è proprio sotto casa, ma quello di Gerland è enorme e la birra buona. Per quanto riguarda la cucina non aspettatevi nulla di tipico perchè fanno hamburger e fish’n’chips.

Per i carnivori, a Gerland si trova il Carnagie Hall.  Carne, carne carne e ancora carne (ovviamente) a un buon prezzo e in grandi quantità. La maggior parte dei piatti è accompagnata da un eccellente gratin, ma se proprio si avesse ancora fame se ne può ordinare dell’altro o delle patatine fritte. I dolci non sono la loro specialità, ma la torta alle fragole che ho preso l’ultima volta si lasciava mangiare.

Infine, per gli amanti del wok, sempre a Gerland si trova un ristorante della catena Tiger Wok. Il concetto è semplicissimo: si riempie un piatto con tutti gli ingredienti che si amano (carne, pesce, verdura) e lo si porta all’angolo cottura dove i cuochi te lo preparano davanti, aggiungendo la salsa, la copertura e la  pasta. Il tutto a scelta, secondo i gusti di ciascuno. Inoltre il riso è a volontà. Il prezzo del wok è corretto, quello degli antipasti/apertivi e dei dolci un pò meno.

Focaccia à ma façon

Ed ecco qua la focaccia (?) appena uscita dal forno:

Sembra un incrocio tra una focaccia schiacciata ed una farinata, ma per essere un primo esperimento la trovo piuttosto riuscita. La prossima volta direi che dovrà essere tenuta meno in forno e magari bisognerà aggiungere un pò di lievito (o farla riposare due ore al posto di una?) .
Ora speriamo che domani piaccia anche ai vicini.