Proposta irrinunciabile

Ci sono cose che pensi non accadranno mai e invece…

Tra un segreto e l’altro, il week end scorso sono stata fatta salire, a sorpresa, su un aereo Aer Lingus per Dublino con la scusa di festeggiare i nostri 4 anni di conoscenza e di amore.
Il programma? Un ottimo fish&chips al Beshoff Restaurant, dove avevamo l’abitudine di andare quando avevamo voglia di un po’ di pesce. Al solo pensiero mi sta venendo l’acquolina in bocca.
Dopo aver mangiato, niente di meglio che un giro nei luoghi simbolici della nostra vita dublinese : il Litton Lane Hostel, luogo del nostro incontro, Temple Bar dove eravamo soliti sbevazzare in allegria, Butlers per una pausa all’insegna di carrot cake e cioccolata calda, per finire con una visita ai nostri vecchi appartamenti (da fuori eh, non è che siamo andati a suonare agli abitanti, anche se avremmo potuto).
L’uomo, a cui le cose in grande non incutono timore, aveva prenotato una camera all’Arlington Hotel, con inclusa cena spettacolo di musica e danze tradizionali irlandesi, ricordandosi che avevo sempre voluto assistere allo spettacolo, ma ero troppo squattrinata all’epoca.  Direi che eravamo in prima fila non renderebbe giustizia alla vicinanza col palco, diciamo solo che ho rischiato la vita ogni volta che i ballerini alzavano una gamba, ma è stato divertente, tanto più che abbiamo condiviso la tavola con un gruppo di inglesi/irlandesi davvero simpatici e sono anche riuscita a chiacchierare con loro.

Finito lo spettacolo giretto digestivo in Temple Bar, ritorno in camera e inattesa e inaspettata (ma non per la Val che l’aveva capito subito) e arrivata la Proposta, con tanto di adorabile anello e di litigi in sottofondo della famiglia americana della camera accanto. Oh gioia, oh gaudio, oh emozione!
Per poi festeggiare il tutto con una buona Guinness nel pub dell’albergo.

Ora non ci resta che fissare la data (17 novembre 2013 ?) e iniziare coi preparativi.

Howth

Ieri gita in quel di Howth col cuore mio.
Howth é un ridente villaggio a una ventina di minuti di Dart da Dublino, si trova sul mare e leggenda vuole che da li’ si possano vedere le foche.
Ovviamente io non vedevo l’ora di vedere e foche e, ovviamente, la giornata era proprio delle migliori: pioggia scrosciante e vento dal mattino alla sera.
Coraggiosamente abiamo tentato di scorgere veramente delle foche e, in effetti, dei puntini neri che si muovevano in mezzo al mare li abbimo visti, ma saran state davvero foche?
Alla fine eravamo tamente bagnati che ci siamo trovati costretti a rientrare prima del previsto, per non rischiare un malanno proprio allinizio di questo mese pieno di impegni e anche se del villaggio non abbiamo visto quasi nulla ho mangiato dell’ottimo fish & chips…

XMas Mass

Sarà che è tradizione, sarà che anche se lievemente un pò ci tengo,fatto sta che stamattina Silvia ed io siamo andare alla messa di Natale. Inizialmente volevamo andare in cattedrale perchè, dai ammettiamolo,faceva figo,ma alla fine abbiamo scoperto che la cattedrale è protestante e abbiamo dovuto rinunciarci.
Dopo varie ed eventuali ricerche online, abbiamo trovato una chiesa cattolica abbastanza vicino a casa e con un orario decente,vale a dire non all’alba.
Arrivate alla suddetta chiesa, abbiamo scoperto che era frequentata da una comunità filippina, il che ha reso tutto molto più divertente, soprattutto quando il coro si è presentato tutto vestito di rosso, con cappelli da babbo natale con stelline luminose molto kitsch in testa e presentazione in power point di canti e preghiere varie.
Sono pronta a scommettere che dalla faccia sconvolta che abbiamo fatto si sono accorti tutti che eravamo le uniche due “nuove”.
Altra sorpresa sono state le musiche che accompagnavano i vari canti. Dire pop è un eufemismo, tra tamburelli e ballettini delle coriste non sembrava di essere in chiesa, ma devo ammettere che ho preferito questa atmosfera a quella solenne e pomposa di molte chiese italiane.
Alla fine c’è pure stato l’applauso di ringraziamento al prete filippino, con tanto di buon natale e canto finale in filippino. Che bello che era tra l’altro…
Non credo che andrò più messa fino a Pasqua, ma per una volta tanto (dopo secoli) è stato bello.

Friday Night

La partenza si avvicina e con Desi abbiamo sentito il bisogno di uscire con gli altri ragazzi dell’ostello, per salutarli e ringraziarli di essere stati tanto gentili con noi.
Ieri sera. così, abbiamo preso vari appuntamenti con varie persone e ci siamo ritrovate a bere una birra prima al “solito” pub sull’angolo, di cui non imparerò mai il nome, poi a berne un’altra in un baretto dentro al Trinity College con Francesca, Silvia, Emilia, una certa Rachele e alcuni amici loro italiani, dopodichè ci siamo spostate al Porter House in Temple Bar per un’altra birra e un pò di buona musica dal vivo.
Finita la terza birra e finita la musica siamo uscite, abbiamo tentato di chiamare gli altri, ma Loik ci ha risposto di andare avanti perchè era ancora all’ostello ad aspettare che Julian finisse la doccia…
Salutate Francesca e le altre, abbiamo deciso di andare al The Mezz perchè di venerdì sera ancora non ci eravamo state. E lì la dimostrazione che Dublino non è piccola, di più (o che i nostri amici frequentano sempre gli stessi tre bar )!!!! Appoggiati al bancone c’erano Gussman e Claire intenti a sorseggiare una birra (attività poco tipica di Dublino).
Abbiamo trovato un tavolo, o meglio delle panche dove posare giacche e borse, e dopo aver ordinato un’altra birra, questa volta da dividere a metà con Desi, ci siamo scatenati. La musica era decente, anche se a volte c’è stato di meglio, ma la compagnia era ottima e, perciò, ci siamo messi a ballare e a fare foto, in attesa che Loik, Sophie e Julian ci raggiungessero. Baci e abbracci con tutti, domande su dov’era finito Michael, scambio di numero di telefono con Sophie per quando sarò tornata  qui e vorrò uscire ancora con loro, un’altra birra condivisa con la mia coinquilina e orario di chiusura del locale.
Usciti da lì il gruppo s’è diviso in due, con Gussman e Claire che sono tornati indietro per mangiare, e noi rimanenti alla ricerca di un qualche altro posto aperto nella notte; ma a Dublino dopo le 3.00 di notte trovi solo posti dove mangiare e, allora, ci siamo incamminati anche noi verso l’ostello.
L’ultima sosta, obbligatissima, è stata sul ponte che abbiamo attraversato. Ponte completamente gelato e su cui ci siamo messi a pattinare come ragazzini,  ridendo e cantando. Da notare che non ero nemmeno particolarmente ubriaca, nonostante le tantissime birre.
Sosta nella saletta comune dell’ ostello, non senza aver prima litigato con il guardiano di notte che non voleva far entrare me e Desirée (si ricorderà mai una faccia?), dove abbiamo incrociato Andrea e Gianluca. Andrea tutto tenero e carino ha voluto sapere come andava, come non andava, cosa avevamo fatto in questa settimana, mentre con Gianluca non abbiamo potuto far altro che rispondergli male e poi ignorarlo.
Momento iper relax e supersvacco sui divanetti, con “confidenze” sentimentali di Loik che si inquietava se tra Michael e me fosse finita o no.
Come ultima seratina, perchè stasera so già che guarderemo Lost, direi che è stata più che perfetta e potrò tornare in Italia con la nostalgia delle persone che ho conosciuto qui.

Seconda settimana

Se la prima è stata la settimana dell’insediamento e della scoperta della città, la seconda è stata quella dell’assestamento e dei mille impegni giornalieri.

Lunedì ho iniziato il corso d’inglese nella scuola che mi aveva consigliato Fabio. Non è la più vicina a casa, ma in quarto d’ora a piedi riesco a raggiungerla quindi non è nemmeno troppo lontana, poi è anche vicina al Trinity College e a Grafton Street e la cosa rende piacevole la camminata. Faccio tre lezioni da tre ore a settimana in una classe di livello Upper Intermediate, che non so bene che livello sia ma ne sono orgogliosa; l’insegnate, Kieran, è meraviglioso:non capisco benissimo quello che dice perchè parla in irlandese stretto e ha una pronuncia incomprensibile, ma è simpaticissimo, fa un sacco di battute, ci fa parlare tantissimo e spesso anche giocare, così le lezioni, anche se lunghe, sono divertenti. Ho circa otto compagni di corso (circa perchè ogni giorno se ne aggiungono o se ne tolgono alcuni), di cui cinque coreani e tre brasiliani, con cui sono entrata subito in sintonia, cosa non facile per una timida come me, e spero e suppongo che nelle prossime settimane potremmo anche scambiarci i numeri di telefono e uscire qualche volta, tanto per crearmi un gruppo di conoscenti con cui stare nei prossimi mesi.
Il fatto d’essere l’unica europea mi riempie di gioia, perchè così nelle discussioni “seriose” apprendo cose nuove di altri continenti ed è sempre una cosa interessante.
La ricerca del lavoro è cominciata, anche se in maniera un pò blanda, lasciando cv di qua e di là in vari negozi di souvenirs e grandi magazzini, nella speranza che almeno sotto Natale qualcuno mi chiami. Per ora non ho propriamente bisogno di lavorare, ma più avanti sarà molto probabile. E’ arrivato anche il PPS number, quindi oramai sono un’irlandese doc.
La comprensione dell’inglese migliora di giorno in giorno e questo mi riempie d’orgoglio.
Una nota triste (molto triste) è stata la morte dell’hard disk di Janvier ad inizio settimana. Per fortuna sono riuscita a trovare un negozio di informatica che, per la modica cifra di 45 euro di valutazione danno più 280 di manodopera, mi ha messo un nuovo hard disk da 120 giga (prima ne avevo 30) e anche il sistema operativo. Anche se, a dirla tutta, non mi hanno installato IPhoto e IWork e li menerei.
Oggi me ne starò sicuro in ostello a cazzeggiare su internet e a riprendermi dalla notte brava a cui non sono abituata o a guardare Lost, visto che Desi e Anna non l’avevano mai visto e glielo sto facendo vedere dalla prima stagione; così io ripasso e loro si appassionano.

Dublin

Domattina alle 11.45 partirò con l’areoplanino che mi porterà nella mia nuova città: Dublino.
Non so quando quando riuscirò ad aggiornare decentemente, forse già domani, forse in settimana. Chissà.

See you soon

Booking

Da stamattina la partenza per Dublino è diventata realtà.
Desi, Anna ed io abbiamo prenotato il biglietto aereo per il 3 novembre.
Ora posso farmi prendere dal panico.
Buuuuuuh