Wake Up The Souls Tour 2015

Wake Up The Souls è il nuovo tour dei System Of A Down, il mio gruppo preferito ever, che coincide col 100esimo anniversario del genocidio armeno. Genocidio di cui hanno spesso parlato nelle loro canzoni e/o interviste, essendo tutti e quattro i membri di origine armena.

The main objective of the tour is to create awareness and recognition of the genocide to the entire world, particularly in Turkey, whose government does not fully recognise the genocide the preceding Ottoman Empire conducted. The bands announcement on their website called for the Turkish people who stand with the band on the issue of the Armenian Genocide to speak out and raise awareness of it. (cit. Wikipedia)

Tutto questo per dire che, martedi’ scorsco, i SOAD erano in concerto alla Halle Tony Garnier di Lione. Unica data in Francia. A mezz’ora di metro da casa mia. Ci sono andata? Certo che ci sono andata. Le vendite dei biglietti, sei mesi fa circa, cominciavano alle 10h, alle 10h01 avevo il mio biglietto tra le mani. 48h dopo i 16 mila biglietti erano venduti.
Non conoscendo nessuno da queste parti, appassionato come me, e essendo il marito all’altro lato della Francia, mi ero risolta ad andarci da sola, non prima di aver spedito Blop dai nonni paterni per una settimana di vacanze. Invece, grazie a Facebook, ho trovato un’altra ragazza italiana con cui andare e condividere l’emozione e il viaggio indietro di 10 anni, ma anche 12 o 13 va.
Appuntamento alla fermata del tram, con me e il mio maglioncino rosa riconoscibilissimi. Veniamo prese un attimo dal panico perché, a un’ora e mezza dall’inizio del concerto la fila faceva già il giro dellla Halle, ma grazie all’altezza della mia socia notiamo degli altri cancelli, insolitamente vuoti.

F. – Secondo te si entra anche da li?
I – Sembrerebbe un’altra entrata, ma se lo è perché dall’altro lato c’è tutta sta fila? Magari è per i VIP o riservata.
F. – Andiamo a vedere, al massimo facciamo le italiane e tentiamo di passare da li come se nulla fosse.
I. – Mi pare un’ottima idea.

Invece era proprio un secondo ingresso, ma l’effetto pecora ha fatto si che il resto del mondo rimanesse in coda, al caldo, per delle ore, mentre noi sorseggiavamo birra al fresco, scegliendoci dei comidissimi posti.

E niente, cosa c’è da dire sui concerti dei SOAD? Sono magnifici. Non magnifici in senso scenografico, per quelli bisogna andare a vedere piuttosto i Rammstein, ma a livello di suono e di passione. 16 mila persone che cantano insieme, che conoscono ancora le canzoni a memoria ti fanno venire la pelle d’oca, nonostante il pubblico fosse un po’ meno scatenato rispetto ai concerti precedenti. D’altronde, c’era un numero impressionante di trentenni incinta, qualche anziano, uomini d’affari in giacca e cravatta, qualche bambino venuto coi nonni?, coi genitori? chissà. Una non si sente più troppo giovane, dopo una serata cosi’. Ahah.
C’era anche qualche 16-18enne d’oggi, venuto per la fama del gruppo, ma che non ha apprezzato molto (li sentivo parlava dietro di me, alla fermata della metro). Immagino che se uno è appassionato di metal puro e duro i SOAD non siano propriamente la stessa cosa, ma per noi cresciuti a pane e nu-metal sono un po’ la porta d’ingresso verso questo mondo (e quando dico noi, dico me stessa, ahah).

Tornando al concerto, nessun gruppo spalla, ma un cartone animato in tre parti sul genocidio armeno e su tutti gli altri genocidi del XXesimo e XXIsecolo, d’altronde il loro scopo era proprio quello di risvegliare le coscienze attraverso la loro musica. E siccome lo so che siete tutti curiosi, ecco qua la set list completa. Come al solito, niente ritorno sul palco per il bis. Con loro, una volta che il concerto è finito, è finito.

Part 1

Holy Mountains
Jet Pilot
Suite-Pee
Prison Song
U-Fig
Aerials
Soldier Side – Intro
B.Y.O.B
I-E-A-I-A-I-O
Radio/Video
Bubbles
CUBErt
Hypnotize
Dreaming
Needles
Deer Dance

Part 2

P.LU.C.K.
Sartarabad  (cover)
Psycho
Chop Suey!
Lonely Day
Question!
Bounce
Kill Rock ‘n’ Roll
Marmalade
Lost in Hollywood
Spiders
Mr. Jack

Part 3

Science
Chic ‘N’ Stu
War?
Arto
Cigaro
Sultans of Swings (Dire Straits cover)
Toxicity
Sugar

Praticamente tutta la discografia completa, tranne poche canzoni. Tra cui la mia preferita A.T.W.A. Non è che possa dire di essere rimasta delusa dal concerto perché non l’hanno fatta, sia chiaro. Sono strasoddisfatta. Pero’ ecco, insomma, cattivi!

Se volete leggere altro sulle mie partecipazioni ai loro concerti potete guardare qui per il concerto del 2005 a Milano e da nessuna parte per quello del 2011 a Parigi perché pare non abbia scritto niente, o forse è andato perso col cambio di piattaforma.

 

 

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Proposta irrinunciabile

Ci sono cose che pensi non accadranno mai e invece…

Tra un segreto e l’altro, il week end scorso sono stata fatta salire, a sorpresa, su un aereo Aer Lingus per Dublino con la scusa di festeggiare i nostri 4 anni di conoscenza e di amore.
Il programma? Un ottimo fish&chips al Beshoff Restaurant, dove avevamo l’abitudine di andare quando avevamo voglia di un po’ di pesce. Al solo pensiero mi sta venendo l’acquolina in bocca.
Dopo aver mangiato, niente di meglio che un giro nei luoghi simbolici della nostra vita dublinese : il Litton Lane Hostel, luogo del nostro incontro, Temple Bar dove eravamo soliti sbevazzare in allegria, Butlers per una pausa all’insegna di carrot cake e cioccolata calda, per finire con una visita ai nostri vecchi appartamenti (da fuori eh, non è che siamo andati a suonare agli abitanti, anche se avremmo potuto).
L’uomo, a cui le cose in grande non incutono timore, aveva prenotato una camera all’Arlington Hotel, con inclusa cena spettacolo di musica e danze tradizionali irlandesi, ricordandosi che avevo sempre voluto assistere allo spettacolo, ma ero troppo squattrinata all’epoca.  Direi che eravamo in prima fila non renderebbe giustizia alla vicinanza col palco, diciamo solo che ho rischiato la vita ogni volta che i ballerini alzavano una gamba, ma è stato divertente, tanto più che abbiamo condiviso la tavola con un gruppo di inglesi/irlandesi davvero simpatici e sono anche riuscita a chiacchierare con loro.

Finito lo spettacolo giretto digestivo in Temple Bar, ritorno in camera e inattesa e inaspettata (ma non per la Val che l’aveva capito subito) e arrivata la Proposta, con tanto di adorabile anello e di litigi in sottofondo della famiglia americana della camera accanto. Oh gioia, oh gaudio, oh emozione!
Per poi festeggiare il tutto con una buona Guinness nel pub dell’albergo.

Ora non ci resta che fissare la data (17 novembre 2013 ?) e iniziare coi preparativi.

Divertimento estivo

Ci sono mesi in cui non succede niente, in cui la tua vita può riassumersi in “boulot, metrò, dodo” come dicono qui in Francia, e ce ne sono altri in cui succede di tutto.
Ecco, questo luglio 2012  si inserisce perfettamente nella seconda categoria. Nell’ordine abbiamo: due concerti, un week end festivo in Ardèche, fuochi d’artificio e animazioni per il 14 luglio, incontro con il chirurgo e settimana in quel di Zena con uomo, gatta e suoceri.

Alanis Morissette.
Nonostante non sia più una grandissima fan e apprezzi soprattutto le sue vecchie canzoni, non appena saputo che sarebbe passata alla Halle Tony Garnier non ho potuto esimermi dal comprare il biglietto e trascinare l’uomo con me. Essendo anni che non dava concerti pensavo l’evento sarebbe stato sold out e, invece, la sala era a metà vuota, ma il pubblico trentenne presente era riempito di appassionati ed è stato davvero bello esserci. Tanto più che ha, ovviamente, presentato il nuovo album (in uscita ad agosto) e ho letteralmente adorato il nuovo singolo, Guardian. Alla fine del concerto è tornata tre volte sul palco per finire con Thank You che nonostante sia datatissima adoro come la prima volta che l’ho ascoltata. Che dire? Erano secoli che non mi capitava di assistere a un concerto “calmo” e all’inizio mi è sembrato un pò strano, ma è bello variare un pò.

Due concerti in due giorni era tanto che non mi capitava, direi dai tempi del liceo e del GoaBoa, ma a Lione questo e altro, soprattutto quando non si hanno ferie e si è costretti ad andare al lavoro le mattine seguenti. Ma cosa non si fa per una vecchia fiamma musicale, prima, e una nuova fiamma, il giorno dopo? Ed ecco che piena di ardente spirito giovanile ho trascinato l’uomo al festival Les Nuits de Fourvière dove suonavano i KASABIAN.

In realtà avevo preso i biglietti per andarci col vecchio padre Vichingo, ma essendo sotto mutua post operazione gli sarebbe stato difficile venire un attimino qui oltreconfine. Quindi l’uomo è stato gioiosamente  trascinato al suo posto. Non senza prima avergli fatto ascoltare tutti i cd a tradimento.
Che dire del concerto? Meraviglioso.
Già il fatto di aver suonato nel Teatro Romano aveva un suo perchè, in più il pubblico lionese è sì un pò lento nel riscaldarsi, ma una volta che è lanciato non lo ferma più nessuno ed è stato bellissimo sentire l’emozione di quasi 5.000 persone.
Indimenticabile il fuori programma: una “pillowfight” gigante tra il pubblico e i Kasabian. Per chi non ci credesse c’è qualche video su YouTube.

Siccome si è giovani una volta sola, il giorno dopo il secondo concerto siamo partiti per l’Ardèche dove ci aspettavano gli amici dell’uomo per festeggiare i 30 anni del suo migliore amico. Tre giorni di devasto. Devastanti. Anche se i suddetti amici hanno sovrastimato le capacità alcoliche e non siamo riusciti a finire tutto quello che avevano portato. Bisogna anche dire che la piscina, il caldo e le insolazioni non ci hanno propriamente aiutato.
Comunque ci siamo divertiti tantissimo e ho scoperto di essere un pò meno timida di quel che pensavo in compagnia di tanta gente (semi)sconosciuta. Sarà che erano quasi tutti uomini e delle due ragazze una la conoscevo già e l’altra, beh, quando c’è una sola ragazza che non conosco mi è più facile essere socievole.

Back in Time

Sabato abbiamo fatto una rapida apparizione in quel di Parigi per andare al concerto di un gruppo ska alla Boule Noire, a cui ci aveva invitato il Tecnico del Suono. Sì, conosciamo gli addetti ai lavori che ci fanno entrare gratis (no, non è vero, l’ingresso era gratis in tutti i casi).
Con l’uomo e i suoi Allegri Compari di Riom ci diamo appuntamento in un pub sulla Senna, dove approfittiamo dell’Happy Hour per bere due bicchieri di sangria, dopodiché raggiungiamo il Tecnico al concerto e, per sopravvivere al trauma dell’essere i più vecchi in sala, ci diamo a birre, mojito e cuba libre finchè nelle nostre vene scorre più alcool che sangue.
Non chiedetemi se il gruppo era bravo o interessante perchè non saprei dirlo. Quello che so è che tra la sala piccola dall’atmosfera intima, la musica ska/alternativa, l’ottima compagnia e il tanto alcool, mi sono sentita come dieci anni fa, al liceo,  quando il Transilvania era la mia seconda casa. Non molto maturo, certo, ma esattamente quello che ci voleva per tirarmi un pò su di morale dopo le vicende delle ultime settimane.

Alcool, sesso & rock'n'roll

Domenica sera raggrupamento non meglio precisato a casa della nonna della FdM, che ovviamente è stata sfrattata a casa della figlia.
Presenti: la FdM ovviamente, io sempre ovviamente, la Geme, la Sy, il mini-Mat, Dice e, per un breve periodo di tempo, l’uomo della Sy e l’uomo (?) della FdM.
Ovviamente (e tre) l’incazzatura mi era abbastanza passata, altrimenti non avrei messo la FdM e il mini-Mat nella stessa casa.
La serata inizia col ritardo dei due esseri (mini-Mat e Dice) che passano a prendere me e la Sy con tre quarti d’ora di ritardo…se andavamo a piedi ci mettevamo troppo di meno, ma vabbeh.
Cena  a base di pansoti al sugo di noce e Limoncello, che viene bevuto alla goccia da tutti tranne che dalla Sy visto che la mattina dopo deve ripartire per Torino.
E la prima bottiglia scompare nel giro di mezz’ora. Tempo zero apriamo (e finiamo) anche la vodka alla menta, rompendo anche due bicchieri e accogliendo tra mille mila risate l’uomo della Sy e quello della FdM che, nel frattempo, ci hanno raggiunto.
Verso le 23.30 non ce la faccio davvero più, credo che la combinazione di alcolici, fumi vari, risate e pranzo di Pasqua sia stata abbastanza letale, così vengo trascinata in giardino dove la FdM tenta di farmi riprendere cacciandomi due dita in gola (ci sono anche i dettagli scabrosi XD), ma la mossa non sortisce nessun effetto così vengo abbandonata alle cure del mini-Mat che, sono quasi sicura di ricordare, si è preso una saccagnata di sberle in faccia così aggratis. Che poi, aggratis….secondo me se le è prese senza fiatare perchè ho la sensazione di avergli detto qualcosa su quel venerdì sera. Comunque stamattina aveva una guancia un pò rossa, perciò non me lo sono sognata. E, soprattutto, non avevo più un filo di incazzatura in corpo, quindi qualcosa di utile c’è stato anche se non me lo ricordo.
Il mini-Mat deve anche aver aggiunto qualcosa sul "Niente di serio", ma tanto me lo ripete ogni dieci minuti e non lo sto nemmeno più a sentire.
Visto che vomitare non vomitavo e che stavamo facendo anche casino, il mini-Mat mi riaccompagna dentro (deve avermi trascinato, perchè tra alcool e tacchi dubito di essere riuscita a stare molto in piedi) e mi affida alla FdM che mi porta in camera, mi spoglia, mi impigiama e mi caccia a letto.
Tra l’ingresso in casa e la camera da letto ho solo il ricordo di Dice stravolto su una sedia, credo praticamente in coma.

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Nelle tre ore in cui ho dormito l’unica cosa che so essere successa è che il mini-Mat ha fatto avanti e indietro dal salotto alla camera per controllare se fossi viva e per darmi bacini sulla pancia. Ovviamente mi è stato tutto riferito, io so solo che alle tre del mattino ho riaperto gli occhi e l’ho visto li accanto a me.

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Perfettamente ripresami mi sono unita agli altri, per scoprire che eravamo rimasti solo in quattro. Nemmeno il tempo di sedermi che la FdM mi stava già trascinando in un’altra stanza dicendomi "Guarda che piaci a Dice".   – e mi ci mancava giusto anche questa –
Torniamo dagli altri due e mi metto a bere rum secco dalla bottiglia, davanti agli occhi sconvolti degli altri tre (che intanto s’erano finiti il resto).
Cazzeggiamo ancora un pò, poi andiamo a collassare nel lettone,perchè gli altri tre volevano dormire, ma io perfettamente sana e sveglia sono riuscita a tenerli svegli fino alle sette circa.
Sono stata definita un furetto molesto, dopo questa nottata/mattina.
Alla fine la FdM trascina Dice nell’altra stanza e ci lascia li da soli, peccato che quell’idiota abbia iniziato a urlare "Diceeeee, voglio Dice…..voglio dormire con Dice….." e Dice che gli urlava, dall’altra stanza: "Matte non fare il cretino, domani te le suono".
Alchè ho preso e me ne sono andata in salotto, dove mi sono addormentata tutta storta su una poltrona. Che poi non è che stessi proprio dormendo, perchè sono riuscita ad accorgersi del mini-Mat che mi copriva con una coperta e mi dava un bacio sulla fronte.
Dopo un pò, però, sono stata risvegliata da Dice che è venuto a tenermi compagnia mentre la FdM parlava con quell’essere infame ( E siccome la FdM non era ubriaca, non era nociva accanto al mini-Mat ).
Da quanto, poi, sono riuscita a farmi raccontare stamattina al volo si sono detti cose di questo tipo:
Mm: Guarda che a me la ila piace [e molto probabilmente avrà aggiunto che non vuole farmi soffrire, che non vuole che mi innamori, blablabla..]
[….]
Mm: Sono geloso nei confronti della ila [….] non credere che sapere la mia donna di là con Dice mi faccia piacere
FdM: Non è la tua donna
Mm: E’ esattamente quello che volevo sentirmi dire
FdM: Ma sei geloso che lui ti porti via lei o che lei ti porti via lui ?
E qui il mini-Mat ha cambiato discorso.
Alla fine, comunque, all’alba delle nove siamo riusciti ad andare a dormire (io ovviamente con la FdM…e che lo dico a fare….)
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A mezzogiorno il furetto molesto si alza e sveglia tutti a colpi di caffè e torta sacher.
Oziamo un pò, ci rivestiamo, puliamo casa, poi la FdM e Dice escono a comprare le sigarette, lasciandoci soli. Una scena decisamente allucinante.
Io rannicchiata sul divano con un leopardo di peluche tra le braccia -si si sono molto matura, lo so – lui seduto sulla poltrona accanto.
E che dialogo! Che dialogo!
Mm: Domani a che ora vai a lavorare?
Io: All 8.30
Mm: Otto e mezza ? Però…. [pausa di cinque minuti, in cui io lo guardavo e lui fissava la finestra ø.ø ] E fino a quando hai lo stage?
Io: Fino ai primi di giugno [cercando di non fargli notare che me l’aveva già chiesto domenica scorsa sera, quando eravamo rimasti da solo per dieci minuti]
Mm: Ah e il primo mese te l’hanno già pagato?
Io: Non lo so perchè mettono tutto sul mio conto e non ho più controllato
Segue altra pausa di cinque minuti di gelido silenzio, poi il cretino – a fine resoconto gli insulti voleranno – si alza e va ad alzare tutte le tapparelle della casa. Torna, cerco di avviare una conversazione sensata su tutte quelle cose non dette (o dette sotto effetto di alcool che però non contano) che ci sarebbero da dire (d’altronde la FdM è uscita proprio per questo motivo), ma lui mi ignora, si alza, trova una Bibbia e si mette a leggerla.
Avessi avuto un oggetto contundente in mano stasera al TG sentivate parlare di me…non sapendo se ridere o piangere, allora, mi alzo io e me ne vado. Tanto o lo ripiglio a sberle o ho appurato che ormai mi parla solo se ubriaco e/o in compagnia di altra gente.
Faccio così tanta paura? No perchè sarebbe importante saperlo.
Ritornano gli altri due e ci mettiamo a giocare prima a poker e poi a sette e mezzo, con simpatiche punizioni alcoliche per il perdente -tanto mica avevamo ancora bevuto in questi giorni – e alle cinque ognuno a casa sua.

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Torno a casa, saluto tutti, mi rinchiudo in camera a scrivere la tesi, visto che avevo già perso abbastanza tempo, tempo un secondo che mio padre esce di casa ed ecco aprirsi la porta della mia stanza e apparire mia madre, con aria curiosa.
Mutti: Allora, allora, raccontami…..il mini-Mat ha scelto?
Io: Ma visto che alla FdM, in realtà, fa schifo direi che non ha un granchè da scegliere…però ci s’è messo di mezzo pure Dice [….]
Le racconto per sommi capi la nottata, ovviamente censurando certe parti perchè si tratta pur sempre di mia maTre, e alla fine lei commenta così.
Mutti: Si direi che gli piaci, solo che saresti la "donna della vita" e lui ora ne vuole una da "farsi una sera e via", hai avuto un pessimo tempismo, mi dispiace.
Dopodichè se ne va zompettando, mentre io resto a fissare la porta con aria sconvolta.

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Ho l’impressione che dovrò darmi magggiormente da fare nel guardarmi intorno, perchè qui non solo non ci è permesso (nè è desiderato) innamorarsi, ma non ci si riesce nemmeno a divertire e questo è abbastanza frustrante.
(Ah, ovviamente, m’ha baciato sia quando sono arrivata che quando me ne sono andata)

Absinthe Elixir

Venerdì sera.
Appuntamento per le 22.30 in piazza della Vittoria con la FdM, il mini-Mat e un suo amico, per "un’uscita a quattro" (testuali le parole del mini-Mat).
Lasciamo tutte le macchine lì, saliamo in quella dell’amico e andiamo a parcheggiare in piazza Matteotti, più vicino ai vicoli e, soprattutto, alla nostra meta: gli Alabardieri.
Il mini-Mat, infatti, è un grande appassionato di Medioevo e cazzabubbole del passato. In più, lì dentro servono l’assenzio e sono mesi che dobbiamo berlo insieme.

[L’ Incontro]

Parcheggiamo, ci infiliamo nei vicoli, iniziamo a chiacchierare quando la FdM si ferma, lancia un gridolino e abbraccia un tizio. Mi fermo, Lo guardo, Lo riconosco e rimango pietrificata.
Con la bava alla bocca, of course.
Insomma, diciamocelo, se vado nei vicoli non è per la movida del venerdì sera, è per la recondita – e mai delusa – speranza di incontrarLo.
Dimentichiamo il mini-Mat e il suo amico e iniziamo a chiacchierare. O meglio, loro chiacchierano e io annuisco, sorrido, ogni tanto spiccico qualche parola. Di più non chiedetemi, per piacere, proprio non ce la faccio.
Mi guarda, mi sorride -non sorridere, ti prego, svengo! – e dice che non mi aveva riconosciuto – sono strafiga lo so, baciami lì, davanti a tutti – mi chiede cosa faccio ora, se mi sono laureata, cosette così di cui non frega effettivamente a nessuno.
Il mini-Mat e l’amico, intanto, si eclissano per andarsi a prendere una birra, tanto per il momento non c’è trippa per gatti, come si suol dire.
A un certo punto, passata la tensione, Lo guardo, guardo la FdM e scoppio a ridere. Lui mi guarda, mi sorride – non sorridere che svengo, ho già detto! – e mi chiede cosa c’è. Gli spiego che sono troppo divertenti, Lui che chiede alla FdM cosa fa, lei che gli racconta, Lui che annuisce con scarsa convinzione e poi guarda me come a chiedere conferma delle parole della FdM. Ride anche Lui, ora -ti sei divertito almeno un secondo con me, questa sera, ricordatelo –
Tornano il mini-Mat e l’amico, Filippo ci saluta – ha anche un nome – ma non prima che la FdM riesca a scoprire che al momento lui è single –ci sono io, ci sono io, ci sono ioooooo – dopodichè riprendiamo il cammino con i nostri due cavalieri. Cavalieri molto poco considerati, perchè io ho impiegato almeno dieci minuti per riprendermi, con la FdM che diceva: "Riprenditi, ricorda che hai salutato il mini-Mat baciandolo, non è carino come ti stai comportando", mia risposta: "Ma mica ci esco col mini-Mat e Filippo è….Filippo è….Filippo è Filippo!", alchè lei non ha nulla da ribattere.
Sono dieci anni che Filippo è Filippo, a dispetto di tutto. Ora posso morire felice.

[L’Assenzio]

Tra una birretta e l’altra arriviano al locale. Ci sediamo, il mini-Mat ed io ordiniamo l’assenzio, attendiamo un’ora che arrivi e ci dilettiamo a dare fuoco allo zuccherino – e un pò anche al locale  – mentre la FdM e l’amico giochicchiavano con la cera della candela, importunando i tizi del tavolo accanto.
Beviamo l’assenzio, mi dà una botta pazzesca e sono brilla tipo in tempo zero. Mi faccio trascinare in bagno dal mini-Mat, faccio la pipì (dettaglio molto interassante), mi lavo le manine e praticamente lo sbatto al muro baciandolo. Torniamo al tavolo, la FdM e l’amico escono a fumarsi una sigaretta e il mini-Mat ricomincia la solita manfrina sul niente di serio e nessuna illusione, così io, irritata, gli lancio una frase del tipo che lui mi piace fondamentalmente perchè assomiglia al tipo incontrato prima -tu mi provochi e io faccio la merdina – sia fisicamente che caratterialmente. Devo dire che reagisce abbastanza bene, pur punto nell’orgoglio.
Gli altri due tornano, finisco l’assenzio e usciamo dal locale, per prendere un pò d’aria.

[ i Vicoli]

Di nuovo nei vicoli ci aggiriamo un pò a caso, senza sapere dove andare finchè non incontriamo Davide, il migliore amico -truzzo – della FdM.
Lei si appolipa, poi prende un rhum e coca e ne offre uno al mini-Mat. Davide propone di andare in un locale vicino a via Garibaldi e la FdM ci trascina lì, inesorabile.
Per arrivare impieghiamo mezz’ora, tra un incontro, una sigaretta scroccata alla FdM, qualche pausa pipì. Il mini-Mat che mi bacia alla sprovvista, io che barcollo con le scarpe della FdM col tacco – di due numeri più grandi – perchè a lei fanno male e non riesce a camminare.
Alla fine arriviamo in questo fantomatico locale. Guardiamo i buttafuori minacciosi ed entriamo. La FdM vuole farmi a tutti i costi lasciare la giacca nel guardaroba, ma alla prima occhiata ho già capito che locale è: musica truzza, truzzi abbigliati in maniera vomitevole che ballano in maniere ancora più vomitevoli. Uso il bagno e la trascino nuovamente fuori, supportata dal mini-Mat e dall’amico.
Restiamo a cazzeggiare una mezz’oretta in via Garibaldi, cercando di restare in due in piedi su una catenella. Intanto si sono fatte le due. Punto un pò i piedi e torniamo alla macchina: la FdM ha un esame la mattina dopo, il mini-Mat deve tornare in macchina a Rapallo e alzarsi presto per lavorare, io devo andare a correre – cosa che, ovviamente, non ho fatto stamattina.
Impieghiamo quasi un’ora ad arrivare alla macchina.
L’amico ci riporta in piazza della Vittoria, dove abbiamo le altre macchine.
Abbandono la FdM al mini-Mat, perchè vanno nella stessa direzione e chissà ubriachi come sono cosa succederà tra loro – nonostante la FdM sostenga che non mi farebbe mai questo, ma se me ne fregasse allora non li lascerei andare in macchina insieme, ovviamente – salgo sulla mia macchinina e in tempo zero sono sotto casa.
Altra storia trovare pacheggio. L’unico che trovo, un’ora dopo, è dalla parte opposta di Sestri. A venti minuti da casa mia a piedi. Questo mi fa tornare in mente come mai non esco mai la sera…
Morale della favola, sotto le coperte riesco ad esserci alle 5.00

Stamattina molto sonno e molto mal di testa.
Evviva la gioventù!