365 giorni di testa tonda

Oggi é stata una giornata difficile. Già ieri ne avevo avuto le prime avvisaglie, ma oggi nonostante abbia fatto di tutto per passare dei bei momenti con Blop, il pensiero tornava là, a un anno fa in ospedale quando BlopBlop è stato finalmente operato per la sua craniostenosi.
Eppure è stato un anno tutto in discesa, nonostante qualche piccolo spavento. BlopBlop sta bene, anche se io passo più tempo del dovuto a controllargli la forma della testa, e ha capito come sfruttare la mia paura delle possibili testate per non farsi sgridare. Il mio diavoletto. Non so se è una conseguenza dell’operazione o dell’essere un secondogenito, ma ha sviluppato un bel caratterino e a volte me lo mangerei. Pero’ poi guardo la sua cicatrice e la sua bella testa tonda e subito mi intenerisco.

Prometto che non ne faro’ un appuntamento annuale sul blog e cercherò di scacciare tutte le mie paure, ma per quest’anno ho voglia di festeggiare il craniocompleanno di BlopBlop.

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Ha votato

Il voto dell’italiano all’estero, si sa, è particolare e spesso oggetto di controversia. Negli anni mi è capitato di incrociare sempre più persone che non votano perché hanno lasciato l’Italia e non gli interessati. O gente che vota a caso perché, magari, è italiano ma in Italia non c’è mai stato, pero’ il plico elettorale lo ricevi a casa quindi non costa niente farlo.

Il voto, per me, è un diritto/dovere a cui tengo e finché ne avrò l’opportunità ci tengo ad esprimerlo in maniera consapevole. Si, anche se lo faccio dal tavolo della cucina, bevendo il caffè e senza sentire il tipico “ha votato” che, a dirla tutta, un po’ mi manca.
Quest’anno ammetto di aver avuto un po’ di difficoltà ad esprimere un voto davvero consapevole, sarà che hanno cambiato tutti i partiti, sarà che le notizie all’estero non arrivano sempre tutte e che per informarsi bene bisogna davvero informarsi bene e “perderci” del tempo.
In più mi sembrava che le altre volte oltre alle schede elettorali mandassero anche i programmi, giusto per informare un minimo perché quest’anno quando ho aperto la busta mi sono ritrovata tutti simboli nuovi e ho pensato “e adesso?”. E adesso si cerca, si legge, si studia e non è che se i simboli sono nuovi lo sia anche la gente che se si candida.

Mia madre, mezzo scherzando sostiene che tanto i voti degli italiani all’estero finiscono nella spazzatura perciò posso fare quello che voglio. In realtà noi votiamo per chi ci debba rappresentare e, in effetti, spesso si vota per gente praticamente sconosciuta. Immagino i vari partiti organizzino cose anche all’estero, ma a meno di non informarsi appositamente non mi sono mai giunte informazioni, quindi i vari candidati ho dovuto cercarmeli su Google.

Vorrei dilungarmi sull’esprimere un voto utile, tipo per evitare che un certo candidato verde vinca,  o un voto di cuore per cui voterei per chi davvero rappresenta le mie idee, ma all’estero i partiti che più mi rappresentano non ci sono perciò il problema non si pone.

Insomma, la signora Kalante ha votato.

Il carattere di Blop

Ogni bambino ha il suo carattere, con mille sfaccettature, ma ho da sempre l’impressione che quello di Blop sia un po’ “particolare”, niente di inquietante, ma che rende la vita di tutti i giorni particolarmente complessa (difficile, faticosa, ma interessante e stimolante)

Se dovessi descriverlo a qualcuno che non lo conosce direi che Blop:

  • é tenero e coccolone, ma soltanto se e quando vuole lui. Una delle sue frasi caratteristiche è “non mi piacciono i baci”. Peccato perché io lo riempirei di baci dal mattino alla sera e lo strapazzerei sempre di coccole
  • é ipersensibile. Ha spesso reazioni sproporzionate e crisi di pianto inconsolabili. E’ sensibilissimo alla temperatura, spesso è tutto troppo caldo, anche quando l’acqua è a temperatura normale; ai calzini che gli danno fastidio, alle etichette dei vestiti, ai rumori e agli odori troppo forti/fastidiosi
  • é un vero fifone e ha difficoltà con tutto ciò che riguarda i bébé che vengono allontanati dai genitori (per esempio, un giorno siamo andati al cinema a vedere Ferdinand e c’era questa scena in cui il toro prendeva una culla con le corna e portava il bimbo in giro facendolo ridere. Gli altri bambini in sala ridevano, lui piangeva disperato supplicandomi di uscire dal cinema). Non oso nemmeno fargli vedere un film Disney, già quando abbiamo visto Babar e Arlo sono stati dei traumi, allora non immagino cosa succederebbe con Bambi…
  • é empatico e non tollera l’ingiustizia. Si preoccupa sempre dei senzatetto, per esempio,  da che ne ha visti un paio e che ha capito chi sono.
  • parla sempre, ha sempre mille mila questioni e le risposte sembrano non bastargli mai. Questo si traduce in un’eccellente proprietà di linguaggio, tanto che spesso la gente che non ci conosce gli da facilmente uno o due anni in più.
  • ha un sense of humor (argh! non mi viene più in italiano) sviluppato, ma un’immaginazione limitata. O strana. Per esempio, ha un amico immaginario dinosauro, ma se gli dici che lui è u dinosauro ti risponderà con molto aplomb che “no, lui è un bambino“.
  • piange spessissimo e per qualsiasi cosa, ma questo l’ha sicuramente ereditato dalla mamma che dagli Scout è riuscita a vincere il trofeo lacrimuccia per quattro anni di seguito, poi penso si siano stufati di darlo sempre a me
  • é un vero perfezionista, ma ha anche molta paura del fallimento. Siccome la maggior parte delle cose, sia sportive che intellettuali, gli sono sempre venute facili, non appena c’è una cosa un po’ più complicata lui parte con un “non sono capace. Non ci riesco, quindi non lo faccio” preventivo. Prevedo anni scolastici particolarmente complicati e sicuramente non vuole parlare in italiano perché pensa di non saperlo, infatti dice agli altri bambini che lui l’italiano non lo conosce eppure quando lo parla senza rendersene conto ha una pronuncia perfetta
  • é disordinatissimo, ovviamente anche questo l’ha preso dalla sua mamma
  • ha una memoria formidabile
  • é molto portato per la matematica e l’apprendimento in generale, ma ha qualche difficoltà sulla scrittura, il disegno e il grafismo
  • gli piace molto giocare con gli altri bambini, ma ricerca maggiormente la compagnia delle bambine o di quelli più grandi. Ha comunque qualche problema relazionale, l’anno scorso veniva picchiato da 2-3 bimbi della sua classe, quest’anno é stato rimproverato più volte perché si faceva influenzare dagli altri e ultimamente mi dice che non mangia a mensa perché gli altri bambini glielo impediscono (questo pero’ lo devo ancora verificare perché tende un po’ a raccontare delle frottole sulle cose che fanno comodo a lui)
  • é un continuo testare i limiti, con noi e col maestro; rispondere, argomentare. Se fa qualcosa che non deve e glielo si fa notare, spiegandogli il perché lui risponderà con “ho capito, MA …”  e alla lunga diventa un po’ sfiancante
  • é in costante movimento, anche quando dorme. Altre volte è di una lentezza esasperante.
  • é molto intelligente ( si si, come dicono tutte le mamme dei loro figli), ma ho spesso l’impressione che ci sia come uno sfasamento tra come parla, come si comporta, quello che potrebbe fare. Non so come spiegare bene, direi che spesso si ha l’impressione che sia grande e quindi il tipo di comportamento che ha non vada bene, invece è il contrario. Sembra grande, ma in realtà ha solo quattro anni e mezzo, ma questo sfasamento c’è sempre un po’ stato. Sicuramente il fatto di essere il maggiore non aiuta perché essendo il maggiore ci si aspetta che sia grande e invece no! No! No! Cerco sempre di ripertermi “pensa a cosa faresti se ci fosse solo lui, cosa immagini che faccia un bimbo della sua età”.
  • é attenzionatissimo coi più piccoli, in generale anche con BlopBlop nonostante le ovvie gelosie e gli ancor più ovvi contrasti

Riassumendo, Blop è un bambino formidabile, interessantissimo, adorabile, lo amo immensamente, ma è anche molto molto molto molto stancante e spesso mi dispiace di non avere più pazienza per sopportare le sue mille domande, le sue crisi, le sue paure e i suoi fastidi (i calzini e le calze che lo infastidiscono ci accompagnano più volte al giorno, abbiamo provato a cambiare modelli, ma tutti sono cosi).

Festività natalizie

Manca una settimana a Natale, ma noi stiamo festeggiando da praticamente un mese.
Quest’anno abbiamo avuto:

  • lo spettacolo al circo, gentilmente offerto dal dopolavoro ferroviario. I bambini hanno apprezzato moltissimo, io ho sofferto da morire vedendo le foche saltellare sulla pista (quasi sicuramente non ce li porterò più. Non sono una vera animalista, ma gli animali al circo mi fanno soffrire).  Dopo lo spettacolo i bambini hanno ricevuto un libro, mangiato mandarini e cioccolatini, giocato con le bolle di sapone giganti e gonfiato palloncini.
  • il mini villaggio di Babbo Natale del quartiere. Blop si è fatto fare una spada di palloncini, BlopBlop si è fatto truccare da gatto, entrambi hanno snobbato Babbo Natale (“Mamma, ma mica è quello vero!”), Blop si è fatto la pipi addosso (quando smetterà?) e visto che eravamo sotto zero siamo tornati di corsa a casa.
  • la festa del nido a tema “personaggi dei cartoni animati”. le maestre avevano chiesto a tutti di travestirsi, chi è stata l’unica scema adulta a presentarsi mascherata da Biancaneve? Blop era vestito da Robin Hood e BlopBlop ha riciclato il costume da pirata che fu del fratello.
  • il mercatino di Natale della materna, dove ci hanno gentilmente venduto le creazioni natalizie dei nostri pargoli. La classe di Blop ne aveva preparate ben tre: una decorazione per l’albero piena di brillantini, un pupazzo di neve in pasta di sale (da mettere con quello fatto l’anno scorso) e una candela per la Fete des Lumières che Blop è riuscito a rompere dopo 24h. Peccato perché era davvero bella.
  • la festa del vendredi AprèsMidi (venerdì pomeriggio) ovvero 3h non obbligatorie a scuola, quindi a pagamento, in cui i bambini fanno attività varie ed eventuali, dove abbiamo mangiato i dolci avanzati dal mercatino della scuola del giorno prima, ma abbiamo anche potuto chiacchierare con le maestre del venerdì pomeriggio che, altrimenti, non vediamo mai e guardare le creazioni dei nostri pargoli. Ho cosi scoperto che Blop, se non è in compagnia di alcuni suoi compagni di classe particolarmente vivaci (diciamo cosi), si impegna nelle varie attività addirittura dorme il pomeriggio.
  • la festa dell’associazione italiana a cui ci siamo iscritti quest’anno e che si riunisce una domenica al mese, proponendo attività per i bimbi italiani. Blop continua a non parlare italiano, ma gli piace molto andare e spero che, pian pianino si sciolga un po’. Certo una volta al mese è poco, ma meglio di niente. Blop è talmente bastian contrario che ha tradotto pure i nomi delle persone. La festa era animata da Pietro che spiegava ai bambini come fare i frollini e lui è arrivato dicendo “Maman, Pierre a dit…”. La strada per il bilinguismo è ancora molto, molto lunga.
  • la festa della ginnastica , ovvero uno spettacolo di clown forse non proprio adatti ai quattro anni di Blop (BlopBlop avendo saltato il sonnellino pomeridiano si aggirava in coma) che, in alcuni momenti si è annoiato/non ha capito e saltellava e correva per tutta la palestra. Unico bambino a non stare seduto a seguire lo spettacolo. O forse dove eravamo all’inizio non vedeva bene, perché quando sono riuscita a convincerlo a mettersi davanti con gli altri bambini (“ma resti con me mamma!”) si è finalmente calmato e ha seguito lo spettacolo con più facilità. Alla fine dello spettacolo è arrivato Babbo Natale (“ma non è quello vero mamma!”) che ha distribuito cioccolata e mandarini, poi i bambini hanno giocato tutti insieme mentre noi mettevamo in ordine.

Domattina c’è lo spettacolo di Natale a scuola, poi forse le feste sono finite e possiamo rilassarci fino alla  partenza per Genova di sabato mattina.

Il cuscino

Oggi, passando sotto il ponte della ferrovia con tutta la famiglia, Blop ha visto per la prima volta un barbone.

Blop: Mamma, ma cosa fa quel signore?
Mamma: E’ un signore molto povero che non ha una casa.
Blop : E sta sempre sempre li?
Mamma: Si amore
Blop, col faccino triste: Ma sempre sempre sempre? Come fa per dormire senza casa?
Mamma: Ha una coperta e dorme li, per terra.
Blop, col faccino sempre più triste: Ma starà scomodo
Mamma: Se vuoi gli possiamo dare una moneta per aiutarlo o tornare un altro giorno con qualcosa da mangiare o da bere
Blop: Si, voglio aiutarlo. Gli portiamo un cuscino cosi sta un po’ più comodo.

Blop, 4 anni, testa dura e capricci a iosa, ma un cuore grande cosi’.

20 mesi

BlopBlop,  tra un’operazione e l’altra, tra una botta in testa e l’altra, tra un’otite e l’altra, ha compiuto 20 mesi.

A 20 mesi, BlopBlop:

  • va tre volte a settimana (tutto il mercoledì, il giovedì e il venerdì pomeriggio) al nido e si diverte moltissimo
  • ha ben 14 denti e li utilizza tutti per mangiare, mordicchiare, dare bacini bavosi e dentati
  • adora suo fratello, che chiama affettuosamente Caca
  • si diverte a torturare coccolare la gatta, che per un po’ lo sopporta, ma poi se ne va facendo l’offesa
  • corre, si arrampica, imita la mamma quando fa gli esercizi in casa, sta su un piede tenendosi al muro, da calci al pallone, lancia roba in testa a Caca
  • sa mettersi le scarpe e chiudersi la giacca da solo, con un piccolo aiuto
  • capisce tutto quello che gli si dice, in italiano e in francese, e in generale fa quello che gli si chiede
  • ha un caratterino di tutto rispetto, bello coccolone, ma pestifero. Per ora è abbastanza ubbidiente, ma se non è contento si mette a piangere a decibel mai raggiunti dall’uomo oppure ti guarda con quella faccetta da “lo so che non lo devo fare, ma lo faccio lo stesso. Prova a dirmi qualcosa”
  • ama giocare con le macchinine, disegnare, ballare, fare puzzle (possibilmente quelli  da “grandi”), costruire le piste del trenino e rubare la roba di suo fratello
  • fa cose matematiche strane, tipo se ha tre crocchette per Muffin e gli dici di dargliene una sola, rimette le altre due a posto. Oppure se gli dici di prendere solo due pupazzetti, ne prende esattamente due (non voglio provare con numeri più grandi)

A 20 mesi, il linguaggio di BlopBlop è misterioso. Ho l’impressione che dall’operazione in poi, ci si sia stata una leggera regressione. Ci sono alcune parole che utilizza, altre che utilizzava e che non dice più, altre che sembra dire una o due volte e poi scompaiono. Probabilmente sarà di quei bimbi che parleranno tutto insieme, ma abituata a quel logorroico di suo fratello che faceva già piccole frasi, mi sento un po’ stranita. Le parole che usa più spesso sono:

  • maman
  • papà
  • Caca o Ca
  • train
  • mia (Muffin/miao)
  • pin pon (ambulanza,da quando ci è salito con papà dopo la botta in testa)
  • can can (cin cin)

La forza delle parole

Eccoci di ritorno dalle vacanze. In realtà Blop e BlopBlop sono in Auvergne dai nonni paterni fino a lunedì, mentre noi tentiamo di finire di sistemare la casa.
Questo mese a Genova è stato bello, ma lungo e ho più volte rischiato l’esaurimento nervoso nel dover gestire figli, nonne, amici e parenti vari che hanno la molesta abitudine di metter bocca a tutto.

Blop è un bambino adorabile, ma anche molto difficile.
E’ scalmanato, testardo, oppositivo e capriccioso.
Intelligente e molto sensibile. Empatico.
Chiacchierone e abitudinario.

Sono la prima a perdere spesso la pazienza con lui e ad alzare troppo la voce. E’ stato un anno difficile per noi, ma soprattutto per lui, schiacciato dall’arrivo di questo fratellino dalla testa da curare. Senza contare l’ingresso alla materna, con tutte le sue regole, e il trasloco nella casa nuova. Onestamente ho trovato che avesse fatto molti progressi, ma durante le vacanze è peggiorato.
Intanto gli orari e le abitudini sono stati completamente sballati. C’era da vedere sempre gente, si andava a letto tardi, eravamo sempre in giro.
In più la maggior parte della gente è prevenuta nei suoi confronti.
Per esempio, Blop è scalmanato, ma non è mai stato violento. Magari c’è stato qualche scatto di gelosia nei confronti di BlopBlop, ma mai niente di eccessivamente preoccupante, anzi spesso è il fratellino che lo picchia/morde e lui si mette a piangere. A Genova, pero’, ha mostrato un aspetto aggressivo che non gli è suo. Immagino che il sentirsi ripetere “fai attenzione”, “non fare male al cuginetto o al fratellino”, “non dare fastidio agli altri bambini” quando magari lui ancora non aveva fatto niente non abbia aiutato.
Siccome è scalmanato, tutti prima giocavano con lui agitandolo, poi quando gli  adulti decidevano che era finito il momento di giocare lui doveva tornare calmo in 3 secondi crono, ovviamente senza riuscirci e beccandosi commenti negativi.
Mia nonna, per esempio, gli ripeteva spesso che era “cattivo”. Ora, io capisco che lei venga da un’altra epoca, ma ho passato metà delle vacanze a farle notare che più gli si dice che é cattivo per delle scemenze, più lui si comporterà in questa maniera.

Il primo giorno di vacanza, era il compleanno di mia cugina e i bambini (Blop, BlopBlop e  CuginoBlop) dovevano portare all’altare le fedi e due rose. Ovviamente, avendolo chiesto a tre bambini sotto i 4 anni, mia cugina sapeva che poteva succedere di tutto e voleva che fosse un momento tenero, ma anche un po’ buffo. Era stato anche preventivato che le fedi potessero cadere. Blop si è allenato due giorni per portarle, tutto contento della missione che gli era stata affidata.
Al momento di farlo, pero’, ha preso in mano il cuscino e le fedi si sono slacciate, cadendo. Le abbiamo rimesse e legate alla buona. Uno degli zii ha cominciato ad innervosirsi dicendo che Blop avrebbe rovinato tutto e che doveva sbrigarsi perché aspettavano (in realtà gli sposi stavano ridendo). A quelle parole Blop ha preso il cuscino e l’ha lanciato leggermente in aria, riprendendolo. Senza lasciarmi il tempo di intervenire, questo parente gliel’ha strappato di mano dicendo che tanto lo sapeva che Blop avrebbe rovinato tutto e portando lui stesso le fedi all’altare, con aria innervosita. Non volendo fare una scenata in chiesa (hanno sempre tutti paura di contrariarlo), non mi é restato altro che portare fuori Blop dicendogli di non ascoltare quello che gli era stato detto perché, in realtà, si era comportato bene.

Sempre il giorno del matrimonio, a fine serata, tutti i bambini giocavano con l’acqua della piscina. Blop arriva e prende un secchiello. Vedendo che tutti i bambini lanciavano l’acqua, lo fa anche lui e schizza leggermente la sposa che si mette a ridere e lo invita a ballare con lei. Contemporaneamente, gli altri adulti presenti lo sgridano perché non doveva giocare con l’acqua, né tantomeno lanciarla. Sgridano solo lui, dicendogli che fa sempre i dispetti e deve calmarsi. Mentre gli altri bambini continuano a giocare e a lanciare acqua. Mi é venuto un nervoso tale che ho deciso che era il momento di tornarcene a casa, altrimenti l’acqua l’avrei lanciata io a tutti.

L’ultimo giorno di vacanza, Blop e BlopBlop correvano lungo una strada pedonale sotto lo sguardo mio e di amici di famiglia. BlopBlop inseguiva suo fratello ridendo e cercando di acchiapparlo, Blop si gira e corre incontro al fratellino, ma nessuno dei due riesce a fermarsi a tempo e BlopBlop rimbalza letteralmente su suo fratello, cadendo a terra e sbattendo leggermente la testa. Senza farsi male. La mia prima reazione é stata di ridere perché la scena, visto che nessuno si era fatto niente, era da film comico. Peccato che nessun altro l’abbia pensata come me e tutti giù a dire che Blop deve essere responsabile, fare il bravo, smetterla di far male a suo fratello, lui è quello grande e maturo (!) e facendo piangere entrambi i bambini.  A quel punto ho capito che era il momento di tornarcene a casa.

Ora, mio figlio non è un santo. Mi fa spesso e volentieri impazzire, tende a portare chiunque all’esaurimento, ma non è cattivo.  Perché la gente non si fa mai gli affari propri e, soprattutto, perché non capisce che dicendogli cosi lo porta a comportarsi esattamente nella maniera in cui ci si aspetta da lui?
Io non dico che bisogna sempre giustificarlo, né dirgli sempre bravo. Se fa qualcosa di sbagliato sono la prima a sgridarlo, anzi spesso per paura di essere la ‘mamma che le fa passare tutte al figlio terribile’ temo di esagerare io stessa nel dirgli di stare bravo, comportarsi bene, etc. Ma mai e poi mai evidenzierei solo i suoi lati negativi, è già abbastanza insicuro di suo da non doverne aggiungere noi adulti.