I lavoretti dell’asilo

Stasera Blop mi ha chiesto : “Mamma, ma dove sono tutti i lavoretti che ho fatto all’asilo? Sulla mensola c’è solo il pupazzo di neve”.
Gli ho risposto che la barca in pasta di sale è al mare dalla nonna perché “una barca deve stare al mare” e che il calzino/omino rosa ripieno di carta è in uno scatolone per la casa nuova, ma spero non me lo chieda più perché non ho il coraggio di dirgli che li ho buttati via tutti.

D’altronde in quella classe sono molto prolifici e non passa settimana che non portino a casa qualcosa. Io se potessi mi terrei tutto, ma probabilmente poi toccherebbe a me uscire di casa (pero’ prima di buttarli li fotografo!) e visto che tra un mese e mezzo traslochiamo, era l’occasione per farlo.

 

Dove stiamo andando?

Oggi é il 25 aprile, la Liberazione.
Fin da piccola sono sempre stata affascinata da questa festa, forse perché mia mamma mi cantava canzoni a tema o perché alle medie la nostra insegnante di musica ci faceva suonare alle commemorazioni.

Sono sempre stata orgogliosa di vivere in una città che si è liberata da sola.
Ho letto, guardato e ascoltato tantissime cose sulla seconda Guerra Mondiale, i partigiani e i campi di concentramento. Ho pianto a ogni volta. Ho sempre pensato che finché avessi pianto tutto sarebbe andato bene, mi sarei ricordata di cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Gli anni passano, la gente dimentica o sembra non voglia ricordare, i testimoni scompaiono, il mondo non ha imparato niente e io, che ho sempre temuto in una III Guerra Mondiale stringo i miei bimbi e mi chiedo dove stiamo andando.

Dove stiamo andando se io, proprio io, per un attimo ho pensato che forse forse se vincesse il Front National sarebbe meglio? In fondo, se non fosse per le loro idee sugli extracomunitari, il loro programma è meglio di quello  dell’altro candidato.

Dove stiamo andando se io, proprio io per un attimo ho pensato cosi?
Fucilatemi, subito.

Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla  perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa
(M. Niemoller)

Vocabolario bloppesco #3

Blop e’ a Genova da una settimana e mezza e, nonostante continui a parlare in francese, utilizza sempre più parole in italiano. O italiano bloppesco.

Mamma : Cosa ti e’ piaciuto del museo?
Blop : Les dinosaures dans les VUOV (I dinosauri nelle UOVA)

Mamma : Cos’hai fatto oggi?
Blop : Ho comprato un ballon et j’ai mange’ un leccalec (ho comprato un pallone e ho mangiato un lecca lecca)

L’italiano, secondo Blop, si parla troncando le finali delle parole, chissà perché…

3 anni e mezzo

Blop ha tre anni e mezzo e, ogni giorno, ci stupisce con le sue continue scoperte e gli enormi progressi.
E’ sempre stato un bambino attivo e curioso e, nonostante l’avessimo un po’ “frenato” con l’arrivo del fratello, dall’inizio della materna é passato dall’essere ancora un po’ un bebe a una vera e propria personcina di piccole dimensioni.

A 3 anni e mezzo, Blop :

  • conta tranquillamente fino a 20 in francese e a 10 in italiano, considerando che fino a Natale quasi non diceva una parola in italiano e’ un vero progresso.
  • sa riconoscere i numeri se li vede scritti e, a volte, sembra che faccia di mini calcoli. Per esempio, l’altro giorno avevamo 4 pastelli, ne é caduto uno e mi ha detto che ne restavano tre, poi ha proseguito che se ne cadeva per caso un altro erano solo due e via cosi fino a zero.
  • inizia a interessarsi alle lettere e ne riconosce un paio se le vede scritte. Per la gioia di chi ci sta intorno, dobbiamo leggere tutti i cartelli stradali, le insegne dei negozi e le scritte dei negozi (d’altronde sua madre era conosciuta in tutti i negozi di Cornigliano perché leggeva tutti i pacchetti di pasta e biscotti che incontrava, ben prima dei 4-5 anni).
  • racconta, più o meno, quello che fa alla materna. Quanto sia vero e quanto inventato, pero’, non é dato saperlo.
  • ha due amichette del cuore e vorrebbe portarsele a casa tutti i giorni. O andare a casa loro. O fare entrambe le cose lo stesso giorno.
  • ama andare a ginnastica.
  • gioca coi puzzle, disegna omini e pesci con le braccia dentro alla pancia degli squali. Provvisti di braccia e gambe anch’essi, ovviamente.
  • ha una passione folle per i dinosauri e ripete a tutto spiano che lui è un triceratopo.
  • ha la lacrima facile, come la sua mamma ovviamente, e gestisce ancora male la frustrazione. Alla prima contrarietà si mette a piangere. Se non riesce a gestire le troppe emozioni, si mette a piangere. Se e’ arrabbiato, si mette a piangere. Praticamente piange tutto il giorno (oh gioia!)
  • ama ripetere le storie che gli raccontano a scuola e cantare le canzoncine, possibilmente ballando. Ho scoperto che sa anche cantare le ninne nanne in italiano, nonostante non lo faccia mai.
  • fa il buffone per smorzare gli animi e ridurre la tensione, soprattutto quando siamo tutti stanchi.
  • quando fa qualcosa che sa essere sbagliato, ti guarda e dice “era uno scherzo/l’ho fatto per finta”.
  • vuole bene a suo fratello anche se ogni tanto glielo dimostra in maniere un po’ contorte (pungenti sulle mani, leggere spinte, abbracci stritolanti). Per fortuna suo fratello lo venera e si lascia fare qualsiasi cosa…meditando vendetta.
  • é molto restio all’uso delle posate, all’ordine e all’andare a letto.
  • si veste e sveste da solo; non usa più il pannolino di giorno ne’ di notte, anche se qualche incidente ovviamente capita ancora; si lava i denti, soprattutto se obbligato.
  • adora i libri e ogni 2 o 3 sabato prendo il tempo di andare, io e lui da soli, in biblioteca per riportare i libri presi in prestito e sceglierne altri.
  • l’ubbidienza non é il suo forte. Non so se è carattere o se è colpa nostra, ma non fa praticamente mai le cose alla prima (tranne dare la mano per attraversare la strada) e cerca sempre di convincerci che ha ragione lui. Alla lunga, questo suo ribattere e’ abbastanza stancante.
  • oramai i perché?, come mai?, cos’è? non si contano più. Domande, domande, domande tutto i santo giorno e non è che puoi dirgli di stare zitto e limitare la sua curiosità (pero’ se potessi, a volte lo imbavaglierei).

 

Sono curiosa, e terrorizzata, di scoprire cosa ci riserverà i futuro!

Scene di ordinaria messa a letto

Ore 18h30. 
E’ presto, ma Blop non ha dormito il pomeriggio, ha fatto il pazzo tutto il giorno, ha tirato una facciata contro un palo facendo i capricci in mezzo alla strada e sembra che l’abbia preso a bastonate, domani ricomincia la materna dopo due settimane di vacanza, papa’ non c’e’, pure BlopBlop sembra stanco. Mangiamo.

Ore 19h.
Fine della Bloppesca cena (quattro morsi di frittata di patate, tre pomodorini, due sorsi di succo di verdura, un’oliva, cinque spicchi di mandarino). Momento di gioco calmo mentre faccio mangiare BlopBlop. Telefonata alla nonna per consulto medico. Dare o non dare il paracetamolo? “Vuoi salutare la nonna?Chi e’ la nonna?“. Ecco, la testata gli ha distrutto il cervello.

Ore 19h15. 
Inizio preparativi per la messa a letto. Grazie a un provvidenziale palloncino e al gioco “lo gonfio e poi lo faccio volare”, Blop ha acconsentito di buona grazia ad andare in bagno (ieri sera aveva detto che aveva gia fatto pipi e che si sarebbe alzato se gli scappava. Esatto. L’ha fatta nel letto) e a lavarsi i denti. Qualche difficolta’ in più’ per mettere il pigiama, ma niente di eccezionale. Nel frattempo, BlopBlop gattonava per la cameretta usando qualsiasi mobile come appiglio e tenendosi con una sola mano “Cosa fai? Tieniti con tutte e due che poi…” BANG. Facciata contro la sponda del letto del fratello. BlopBlop piange. Blop piange. Calma tutti. Respira. Dispensa baci magici su ogni bozzo. “Scegli tre libri che te li leggo” “Scegli te mamma” “Allora questo, questo e questo” “Nooooo, quello no, mettilo via” “Questo allora? ” “Si“. Leggi un libro, cerca di leggere il secondo con Blop sdraiato addosso e BlopBlop che tenta di mangiarsi le pagine. “I dinosauri! Dov’e’ il mio dinosauro verde?” “Non lo so amore” “Troviamolo!” Cerca il T-rex verde altrimenti non si può leggere il libro sui dinosauri, trova un triceratopo viola. Per fortuna va bene lo stesso (tempo dopo ti accorgerai di esserti seduta sopra al T-rex), continua la lettura. BlopBlop rigurgita la cena sul pigiama del fratello. Cambia pigiama. “Chi spegne la luce?” “BlopBlop“. Metti BlopBlop nel lettino con un giochino, forse non piange. Accendi le lucine attaccate a ogni letto. Spegni la luce. “Ti canto una canzone?” “Si, quella dei dinosauri” “Non ne conosco sui dinosauri” “Ma si, e’ quella del libro. O quella del dinosauro e del treno” “No amore, sono storie non canzoni” “Cantale lo stesso“. Inizia a cantare. Blop si siede sul letto “Dov’e’ il mio doudou koala?” “Li, sotto al tuo piede“. Ricomincia a cantare. BlopBlop inizia ad agitarsi. Alla terza canzone di mette a piangere. “Mamma, puoi metterlo di la?” Metti BlopBop nel box in sala e ritorna a cantare in camera i 3 alpin. “No i 3 BlopBlop“. Modifica il testo della canzone. “Ora i 3 Blop“. Modifica di nuovo. “Ci sono 3 Blop e 3 BlopBlop” “….

Ore 20h.
BlopBlop si e’ giustamente rotto le scatole di stare da solo nel box e piange urla disperato. “Mamma, BlopBlop piange. Mi disturba” “Amore vado un attimo di la’ a calmarlo, te dormi io poi torno a darti un bacino” “Nooooo, mamma non mi lasciaaaaare. Resta con me” “Torno tra un attimo, ti metto il cubo musicale e te dormi“.  Vai in sala, prendi BlopBlop che comincia a calmarsi attaccato al seno, senti un rumore sospetto. Ti giri e le porte delle camere sono aperte. Erano chiuse, erano. Ti alzi, con una cozza attaccata alla maglietta, e trovi Blop nel tuo letto col cubo musicale. “Torna nel tuo letto” “Nooo, voglio dormire qua” “Torna subito a letto” “NOOOOOOO” CRACK, senti la pazienza andarsene. Addio MaryPoppins/MammaPerfetta “FILA SU-BI-TO A LETTO“. Blop torna in camera, ma invece del letto si sdraia per terra. “A letto” “Nooooo per terra” “A LETTO HO DETTO”  (in lontananza si cominciano a sentire le sirene dei servizi sociali chiamati da vicini). Chiudi la porta e torna in sala con BlopBlop sempre attaccato alla tetta, imperturbabile.

Ore 20h40.
Silenzio. “Mamma?“. Al richiamo sussurrato non si resiste, soprattutto dopo aver ritrovato la calma. Torna in camera, con la cozzetta addormentata in braccio. Bacino a Blop. Bacino a Bebe. Bacino a doudou Koala. Bacino a BebeBlop. Bacino al piede di Blop. Bacino al cubo musica “Ora non esageriamo” “Buona notte mamma“. Inizia a cantare di nuovo, tempo 3 secondi Blop sviene. Mettigli la coperta. Dagli un altro bacino. Osserva BlopBlop, svenuto anche lui. Non ha il pigiama. Dubbio amletico “Lo cambio e rischio di svegliarlo o lo metto cosi?” Lo infilo vestito nel sacco nanna.

Ore 21h10.
Silenzio. Benedetto silenzio.

Dinamiche tra bambini

Blop : Mamma, oggi ho dato una martellata nella schiena a H.
Mamma : ….  [pausa per riprendermi dallo shock] Amore perché l’hai fatto? Lo sai che non si picchiano gli altri bambini
Blop : Perche lui mi ha spinto
Mamma : Ma anche in questo caso, devi dirlo alla maestra non prenderlo a martellate
Blop : Perche’ H. mi spinge sempre?  E spinge anche le bambine.
Mamma : AH. E la maestra cos’ha fatto?
Blop: Mi ha preso il martello e ha detto che non si fa. Perché H. mi spinge sempre?
Mamma : Se continua a farlo se mai lo spingi anche te, ma niente martellate.

Il giorno dopo, mentre ci vestiamo per tornare a casa, si siede vicino a noi il bimbo con lo stesso nome e la sua nonna.

Blop: Mamma guarda, l’altro Blop. Quello cattivo.
[Silenzio IMBARAZZATISSIMO]
Mamma : Non si dicono queste cose, amore. Perche’ dici che e’ cattivo?
Blop : Perche’ picchia tutti e da i pizzicotti sulle guance. Ma non a me.
Mamma : Ah no?
Blop : No perche’ io lancio oggetti e lui cade.
Mamma : ….

Finche’ la maestra non mi convoca, diciamo che va tutto bene.
Sara’ lui l’istigatore? Difendera’ i più deboli ? Una via di mezzo? E cosa insegnargli, se la maestra non vede o non fa niente? Deve rispondere? Difendersi? Lasciarsi picchiare perche’ la mamma e’ contro la violenza?

Da come racconta, insistendo un po’, sembra sempre che lui reagisca dopo che L. e H. hanno fatto qualcosa alle bambine. Apprezzo anche che ammetta di dare martellate, ma
quanto fidarsi di un bambino di 3 anni? E’ vero anche che quando lo vedo giocare al parco di solito piange e reagisce SOLAMENTE quando gli sembra sia in atto un’ingiustizia (ex. una bambina lo picchiava e lui niente, lasciava fare piangendo, poi ha dato una sberla a suo fratello e  lui l’ha scaraventata dall’altro lato del parco)