Folgorazione alcolica invernale

Da piccola andavo sempre a sciare con la mia famiglia; non solamente con mia madre e mio padre, ma proprio con tutto il clan materno: nonna, zii, zie e cugine. Ogni anno, poi, a queste dieci persone si aggiungevano amici e conoscenti, rendendo la compagnia allegra e chiassosa.
Riflettendoci credo che più che le vacanze estive, io attendessi con ansia la settimana di marzo in cui aveva luogo la vacanza sulla neve e ancora adesso ripenso con nostalgia alle settimane passate a Rasun, in Alto Adige, a sciare sulle Dolomiti. Nonostante il freddo secondo me sono le piste più belle su cui si possa sciare e spero di riuscire a tornarci, prima o poi (anche se son quasi dieci anni che non scio perchè mi fa male un ginocchio, ma questi son dettagli).

Tutta questa introduzione per dire che uno dei miei sogni di bambina, per cui a otto/dieci anni sognavo di diventare grande, è legato proprio alle piste da sci.
No, non è un banale ” voglio diventare campionessa di sci” o “maestra di sci” o simili. E’ un sogno che, negli ultimi anni, avevo dimenticato, ma che mi è tornato in mente giusto la settimana scorsa, mentre chiacchieravo di alcolici coi genitori dela BImbua.
Alcolici e piste da sci, effettivamente sembra una combinazione un pò improbabile, se non addirittura azzardata. Il fatto è che i grandi di famiglia (grandi allora, vecchi adesso) usavano prendersi una pausa a metà giornata e, mentre noi bambine bevevamo tutte contente una cioccolata calda, riscaldarsi con un bicchiere di grappa.
A me bambina quel bicchierino bevuto sulle piste da sci sembrava una sorta di pozione magica, un pò come quella di Asterix, che solamente gli adulti potevano bere per scrollarsi il freddo e la stanchezza di dosso.
Crescendo e abituandomi agli alcolici, ovviamente, ho dimenticato questa mia fantasia e non ci ho più pensato (anche perchè, diciamolo, a me la grappa non piace nemmeno tanto), ma da quando mi è tornata in mente l’altro giorno non riesco più a togliermi le sensazioni di allora dalla testa e vorrei andare un attimo sulle Dolomiti a berne un bicchierino.

Il fantasma dei capodanni passati

Oggi mentre tornavo dal Bennet di Ovada con la macchinina, tra una canzone e l’altra, mi sono venuti in mente i vari Capodanni passati.

Praticamente, dai 10 ai 14/15 anni ho passato tutti i miei 31 dicembre a casa della mia migliore amica. Prima a lanciare coriandoli (che, per altro, sono stati trovati quest’ autunno ancora sotto la moquette) , poi a bere spumante coi suoi genitori.

In seconda superiore, se non sbaglio, c’è stato il mio primo vero Capodanno fuori casa. Essendo il mio omino di allora dalle aprti di Monfalcone da qualche parente (se non ricordo male) io me ne sono andata a Sampierdarena, sopra il tetto di un grattacielo, dove la mia allora squadra di atletica (il DonBosco) faceva una festa. Sarà che era il primo, sarà che ero in compagnia di gente magnifica come la Sorellina, Raffy e Paoletto, sarà che non mi sono nemmeno ubriacata troppo, ma quella serata tra play-station, partite di calcetto e basket non la dimenticherò mai. E loro tre mi mancano, terribilmente.

In terza superiore, invece, festa a casina mia con l’omino di allora (lo stesso dell’anno prima, solo che se n’è stato a Genova avec moi), la mia migliore amica, il suo ragazzo e la sorella del suo ragazzo. Alcool poco, vestito lungo rosso e secsy presente (l’anno prima devo essere stata in jeans), giochi di società pure…credo sia finita coi nostri due omini truccati da donna. Ma forse loro stanno cercando di dimenticarlo ancora adesso!

In quarta superiore ero sfidanzata. Perciò il 31 mattina, alle 5.00, ho preso un treno per Limone e ho raggiunto la Bimbua E. Questa volta festa a casa di un suo amico, Alberto, con gente che non conoscevo e gente che, inspiegabilmente, conoscevo (cioè, ho incontrato un mio compagno di classe delle medie che proprio non mi aspettavo di trovare). Alcool parecchio, tanto che alle 3 di notte, ci siamo ritrovati assetati e senza nessuna bottiglia d’acqua, così ci siamo messi a chiedere nel palazzo e siamo tipo finiti in un appartamento in cui c’er aun’orgia in corso (ricordi misteriosi di gioventù O.o). Giretti notturni per Limone al freddo al gelo presenti. Abito: nuovamente jeans con una magliettina fashion che, però, hanno attratto molto il padrone di casa (peccato poi scoprire tre giorni dopo che era fidanzato u.u), attratto quel che bastava per non farmi pagare la cena. Buahahahaha!  Notte in bianco, giornata del primo gennaio passata sugli sci (adesso lo rifarei?), cinema serale, altra nottata in bianco (un pò mi manca Alberto e la mia spensierataggine giovanile) e partenza la mattina dopo alle 8.00 per tornare a casa.

In quinta superiore ero nuovamente fidanzata (no, non con Alberto XD). Perciò il Capodanno l’ho passato a Udine a casa di Gnu bello. Alcool non molto, vestitino secsy non presente, ma la maglietta nera lo era abbastanza…alle 3.00 stavamo già dormendo e non c’era neppure una romantica neve da guardare dalla porta-finestra del soggiorno con il caminetto dietro acceso come io avevo sperato!

Il primo anno di università ero nuovamente sfidanzata, così il 30 gennaio sono partita alla volta di Novara, per raggiungere la mia sorellina (un’altra XD) Kiky. A Capodanno siamo andate alla festa della sua parrocchia (o qualcosa del genere), dove la sua mamma animava la serata suonando e ballando. Molti vecchini e bambini. Alcool parecchio, a metà serata io e Kiky stavamo girando con una bottiglia di spumante a testa mezzavuota per la sala, inseguite dai bambini, a cui continuavamo a dire "Non dovete bere, vi fa male!"….gli avremo rovinato l’infanzia. Vestito secsy, nero, corto e molto scollacciato (per sedurre i vecchietti, muahahaha) . Divertita tanto, tanto tantissimo soprattutto grazie al gioco delle sedie, dove sono stata battuta da una bambina di sette anni.

Il secondo anno di università, sempre sfidanzata, sono partita con la Simmy, Izio e Pepino alla volta di Treviso dove, il 30 dicembre, abbiamo guardato un’avvincente (e molto perdente) partita di basket: Benetton Treviso – Climamio Bologna. Nonostante i capricci del Peppy, la cena a base di hot-dog, Izio che lancia le mie carte per tutta la stanza e ne perde una, divertita anche qui.

Il terzo anno di università, non solo accoppiata, ma pure residente a Lyon (France). Questa volta festa nel mio bilocale, con l’omino mio dall’allora, la mia sempre migliore amica, il suo ragazzo, un loro amico e Nickyno. Alcool non troppo, come vestito, la stessa mise utilizzata ad Udine (non è che posso ricomprarmi ogni anno un vestito nuovo!). compagnia ottima. Tempo passato tra improbabili filmati sportivi dell’anno appena passato, partite a Category Game e donne addormentate nel corridoio e calpestate da Nickyno.

Il quarto(?) anno di università, cioè questo, ha visto svariati progetti. Io volevo assolutissimamente andare, essendo sfidanzata, a Bologna con la mia amichetta migliore, ma non sempre (detta anche Simmy) dove la Fortitudo avrebbe giocato contro il Teramo il 30 dicembre, cioè oggi (per la cronaca, la Fortitudo ha vinto). L’amichetta mia ha preferito l’omino del CEP – lunga, lunghissima storia – a tanti bei aitanti giocatori di basket, ma me l’ha detto due mesi fa, perciò ho potuto organizzare un’ottima mini-festa a casa mia col Nickyno e il drCere, che ha impiegato solo un mese e mezzo a farsi convincere e finchè non lo vedo qui non ci credo. Abito ancora non deciso, alcool a fiumi, playstation, 3 computer, dvix, giochi di società. Se sopravvivo alla serata, nei prossimi giorni vi faccio sapere com’è andata.

Tutto ciò non era per tediarvi o per lodare i miei ottimi Capodanni, ma aveva un’intrinseca morale:  
Non è importante dove sei, l’importante è non avere i tuoi genitori tra le balle e stare con i tuoi amici. E poi, volete mettere la soddisfazione di tornare a casa con un sacco di alcool senza che i tuoi possano dirti qualcosa ?

Stanca, stanchissima, ma terribilmente felice.
Eh si, un’intera giornata col mio Amour già mi rende felice, se poi aggiungiamo tre mici, due gemelle di tre anni, una casa ROSA con giardino….
Cosa si può chiedere di più dalla vita, se già si tocca il cielo con un dito ?

Sabato, invece, soggiorno ad Alice dalla nonna paterna. A parte la consueta noia dovuta alla mancanza della Giu ( speriamo in un suo arrivo in Agosto ),  la giornata passata sui libri di Arte e la dieta stretta e rigorosa, ma efficace, non è stato poi così negativo.
Sabato sera, dopo cena a base di cugino, discussioni a toni di voce leggermente alti ( ma si, tanto si stava solo sparlando dei vicini con le finestre aperte ) e saluti a vicine e amiche di nonna varie, mi sono concessa una rilassante passeggiata di tipo due ore per i campi, con un micino chiazzato in braccio.
Non c’è niente di meglio di una stradina deserta in aperta campagna che conosci talmente bene da riuscire a fare anche nella quasi totale oscurità. A tenermi compagnia solo i grilli, le cicale, il micetto e le stelle. Si vedono benissimo da quelle parti, resterei sdraiata su un prato per ore ad osservarle, certo, la giusta compagnia aiuterebbe, ma anche tutta sola non è male. Aiuta a staccare dallo stress e dalla routine cittadina.

I’ m back e per chi non lo sapesse sono stata 4 giorni a Limone dalla Bimbua ( e se non sapete chi è la Bimbua affari vostri!).
Tralascio venerdi perchè, a parte una sana abbuffata per cena in un grazioso ristorante molto carino, non è successo nulla di che.
Sabato i programmi prevedevano sci/snow, ma siccome la mattinata era brutta ci hanno lasciato dormire. Essendo che io e la Bimbua siamo donne attive ci siamo lanciate in una corroborante passeggiata in mezzo ai boschi e sotto la pioggia, lasciando il Porcy ( cioè suo fratello ) a casa a studiare (?).  Per il resto, sane parole crociate e partite a Scala40.
Domenica mattina era sempre prevista una bella sciata, ma ovviamente pioveva. Oltre all’ arrivo dei miei, sono stata svegliata dall’ inquietante sogno di Frank ( e se non sapete chi è Frank azzi vostri) con un fiocco rosa in testa che mi portava le uova di Pasqua O.o
Messa pasquale in una chiesetta da venti anime sulle piste da sci, mega abbuffata e passeggiatina fino in paese post pranzo e intero pomeriggio.
Lunedi ( cioè oggi ) finalmente una giornata bellerrima. Sveglia alle 7.00, arrivo sulle piste e affitto snow per le 9.00. Dopo tre metri mi rendo conto che la tavola non fa per me e corro a farmela cambiare. La Bimbua e il Porcy ne hanno per l’ anima di farmi da "maestri" e mi mollano tutta sola alle prese con lo snow e la neve schifida. Morale della favola: mi aggrego a un giovane padre con le due figlie a seguito che mi spiega un pò le tecniche base, poi mi faccio spiegare come scendere dalla seggiovia senza splattarmi al suolo da Matteo, il simpatico addetto agli impianti; due insegnanti di sci, con bimbi a carico pure  loro, fermano al lezione per spiegarmi qualcosa, anzi uno dei due ci fa:
Maestro: E’ la prima volta ?
Io: No, la seconda
Maestro: I miei complimenti, te la cavi benissimo!
Dopodichè mi schianto al suolo -.-°
E vabbeh, ho snowboardato strabene tutta la mattina, nonostante i bimbetti sfreccianti per il baby e la neve schifida che di certo non aiutava. Devo ammetterlo, nonostante la superfatica lo snow fa decisamente per me *_*
Pomeriggio ozioso all’ insegna delle pulizie e cena in un grazioso ristorante "La ruota" dove ho incontrato l’ uomo della mia vita, il giovin cameriere che ci ha serviti, e dove ovviamente ci siamo abbuffati ( non voglio sentir parlare di cibo fino all’anno prossimo! Tanto per dire: pizza + patatine fritte + vino rosso + sangria + fragole con gelato + caffè in porzioni enormi ).
Tornando all’ uomo della mia vita, era un sedicenne ( anche se la Bimbua sostiene che almeno 18 li aveva ) carussio a cui ho sorriso nel mentre che la Bimbua e suo padre litigavano su cosa dovesse lei mangiare. Lui ha sorriso a me e ha cominciato a fissarmi, cosi la Bimbua e il suo perfido fratellino hanno cominciato ad insinuare che avevo fatto colpo u.u° sulla base di alcuni semplici fatti da entrambe le due famiglie notati : mi trattava più gentilmente, diceva grazie/prego solo a me,  faceva giri astrusi per venirmi vicino a prendere o a portare i piatti, mentre agli altri praticamente li lanciava O.o , ha chiesto solo a me come volevo il caffè. Ma soprattutto: mi ha offerto fragole e gelato *_*
Tra l’altro quella delle fragole è stata una scena bellerrima:
( era tutta la serata che sognavo di arrivare al dolce per poter finalmente assaggiare una Banana Flambè, visto che sono  anni che la sogno )
Cameriere: A te cosa porto ?
Io : Una banana flambè ( con la bavetta alla bocca )
C: Mi spiace, abbiamo finito le banane
I: NOOOOOOOOOOOOO ( occhioni lacrimosi ) E’ tutta la sera che la sogno!!!
C: Vorrà dire che la prossima volta che vieni te la tengo da parte ( con un sorriso carinissimo )
Io lo guardo perplimerrima ed esclamo
I: D’accordo, però adesso allora non prendo nulla sono troppo depressa
C: Qual’ è il tuo frutto preferito ?
I: < sempre più perplessa > Le fragole
C: e la crema ti piace ?
I: Si O.o
C: ok..allora vada per una coppa fragole e crema. La offro io!
Penso di aver fatto la faccia più stupida che si possa immaginare tanto ero shockata, però la coppa l’ ho accettata lo stesso, ci mancherebbe altro.
Al momento di andarsene la Bimbua e il perfido Porceddu volevano che gli lasciassi il numero, ma io sono fuggita ^^

Ma quanto sono bravi i Led Zeppelin ???

 Si sono lasciati.

Oggi l’ ho incontrata e me l’ ha detto, per poi scoprire che il resto della famiglia lo sapeva già. Ecco un altro pezzettino del mio mondo che va in pezzi. Si, lo so che sono cose che succeddono, meglio adesso che dopo il matrimonio, lo so anche io. Ma sono stati insieme per dodici anni, sono cresciuta con questa consapevolezza. Ho imparato ad apprezzare lui in tutto questo tempo e adesso più nulla, perchè lei quando decide che una cosa è finita non torna più indietro. E questo l’ ho imparato da lei.
La faccia che ho fatto quando me l’ ha detto, avrei voluto vedermi perchè dev’essere stata davvero molto espressiva. Adesso ha promesso di portarmi a sciare con un suo "amico" e con un altro che ha, all’ incirca, la mia stessa età O.o

 Devo trovare il modo per farmi scuotere dalla vita.
Ultimamente le cose mi passano allegramente sopra come se non succedesse a me. Sta sucedendo di nuovo. Spirito di protezione, di autoconservazione e paura.
Già, ma paura di cosa ? Paura di tutto, delle relazioni sociali, dell’ interesse verso gli altri.
Se te ne stai da sola nessuno può ferirti. Nessuno può toccarti abbastanza da influire su di te.
E preferisci rinchiuderti in casa e tirare pacchi all’ ultimo minuto ai tuoi amici, magari inventando scuse poco credibili; quando l’ unica cosa che vorresti urlare al mondo intero è < Lasciatemi tutti in pace >.
Domani pomeriggio dovrei partire con la Bimbua per la montagna, un fine settimana sulla neve, all’ insegnadel divertimento, già lo so, ma non ho nessuna voglia di partire, di divertirmi probabilmente.
Non ho neppure voglia di andare al Raduno ad Aprile, nonostante abbia già pagato. Giulia non ci sarà, Matte probabilmente torna a casa la notte stessa e io non so con chi dormire. Anche se so che mi divertirò e starò bene non ho voglia di stare in mezzo a tutta quella gente.
A momenti mi pesano anche le conversazioni su Messenger, la mente resta sempre e comunque lontana, persa in assurdi pensieri che nemmeno io so bene dove portino.
E ancora non sono riuscita a piangere.
Posso nutrirmi di tutti i pensieri tristi, di film e canzoni deprimenti, ma niente…le lacrime proprio non vogliono decidersi a tornare.
Forse perchè il giorno in cui riuscirò a piangere le mie lacrime non avranno mai fine ?
E’ come un dolce, inebriante veleno.

Mi dispiace, prima o poi tornerò da voi.

Listening: Sally – De Andrè

 Doveva essere una mattinata tranquilla: alle 10.30 in sede di Facoltà, la Val si fa timbrare un contratto, poi si passa in Via Bensa a chiedere informazioni sull’ Erasmus, infine si corre a casa della Val a farmi nuovamente le ciocche rosa.
MAI sottovalutare i meccanismi burocratici delle Università, MAI fare questo errore.

10.45 io e la Val entriamo allo Sportello degli Studenti, per altro saltando senza accorgene la fila, dove la Dot.ssa Cardelli ci dice di rivolgerci a un altro ufficio al piano superiore.
10.50 da questo ufficio ci mandano in Amministrazione, nella porta di fronte.
10.53 entriamo in Amministrazione dove una donnina simpatica ci fa accomodare, ci da tutti i moduli necessari e risponde con gentilezza ( incredibile!) alle nostre domande.
La Val ha, però, la malaugurata idea di non voler attendere fino a settembre per lavorare e di chiedere, perciò, se non ci fosse modo per anticipare la cosa. La gentilissima segretaria si prodiga in mille telefonate, sostenendo il diritto di scelta della Val e il suo parere contrario al fatto di far lavorare gli studenti, pagandoli una miseria ( 150 ore per 1200 euro ). Chiama, così, il Preside di Facoltà che, però, è appena andato in Via Bensa e non si quando ritornerà.
11.15 usciamo dall’ Amministrazione e torniamo allo Sportello degli Studenti. Un paio di settimane prima, infatti, alla mia domanda su come farmi certificare alcuni crediti mi aveva detto di rivolgermi li. Faccio la mia breve coda entro e chi risponde alla mia domanda ? Di nuovo lei!!! Dicendomi, per altro, di parlarne con la professoressa di francese. Ma io dico, è stupida o cosa ? non poteva dirmelo l’altra volta ? O forse dovevo per forza andare fino in sede per farmi dare la risposta SEMPRE da lei.
11.30 cominciamo a vagare per la sede, alla ricerca di qualche bacheca o qualcosa di interessante, tanto dobbiamo aspettare Pino.
Per prima cosa, finiamo in una cmaera segreta, chiusa come una cassaforte e tutta dipinta di rosso O.o, poi ci perdiamo tra gli innumerevoli corridoio e le migliaia di scale. Giuro, un labirinto è meno complesso. Intanto professori più o meno conosciuti appaiono e scompaiono dietro ad inquietanti angoli o colonne. Non faccio in tempo a dire < Guarda, c’è Bracco! > che lui è già scomparso in una via senza uscita.
Stanche e perplesse ci sediamo a riflettere davanti al pimpo *_* tanto dobbiamo aspettare Pino che , proprio in quel momento,  torna e scompare in un ascensore apparso quasi per miracolo, senza lasciarmi il tempo di scoprire che faccia abbia.
12.10 torniamo in Amministrazione, ma la gentile segretaria non c’è più. Ci sediamo li di fronte ( dove c’è anche la presidenza ) e guardiamo il primo episodio di Buffy in DVD in inglese ( che così è anche didattico ).
12.30 torna la segretaria, ma Pino è in riunione, Ci tocca aspettare ancora li fuori. La mia attenzione viene, così, catturata da una porticina piccina picciò in mezzo ad altre due porte enormi. Prima della fine della mattina riesco, comunque, a scoprire che è una specie di magazzino con delle scale misteriose O.o
13.00 di Pino nemmeno l’ombra, è però apparso il responsabile del progetto nell’area di Savona il quale ci dice di tornare dopo Pasqua. Olè!!!
Girovaghiamo ancora un pò negli inquietanti corridoio finchè non raggiungiamo l’uscita.
Tra l’altro, al piano dello Sportello degli Studenti diluviava, mentre ai piani inferiori c’era il sole O.o