Dove stiamo andando?

Oggi é il 25 aprile, la Liberazione.
Fin da piccola sono sempre stata affascinata da questa festa, forse perché mia mamma mi cantava canzoni a tema o perché alle medie la nostra insegnante di musica ci faceva suonare alle commemorazioni.

Sono sempre stata orgogliosa di vivere in una città che si è liberata da sola.
Ho letto, guardato e ascoltato tantissime cose sulla seconda Guerra Mondiale, i partigiani e i campi di concentramento. Ho pianto a ogni volta. Ho sempre pensato che finché avessi pianto tutto sarebbe andato bene, mi sarei ricordata di cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Gli anni passano, la gente dimentica o sembra non voglia ricordare, i testimoni scompaiono, il mondo non ha imparato niente e io, che ho sempre temuto in una III Guerra Mondiale stringo i miei bimbi e mi chiedo dove stiamo andando.

Dove stiamo andando se io, proprio io, per un attimo ho pensato che forse forse se vincesse il Front National sarebbe meglio? In fondo, se non fosse per le loro idee sugli extracomunitari, il loro programma è meglio di quello  dell’altro candidato.

Dove stiamo andando se io, proprio io per un attimo ho pensato cosi?
Fucilatemi, subito.

Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla  perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa
(M. Niemoller)

Rientro a casa

Lunedì BlopBlop e’ stato (finalmente) operato.
E’ andato tutto benissimo, nonostante un bello spavento in sala risveglio.
Dovevamo restare fino a mercoledì prossimo, ma ha recuperato talmente bene che ci hanno proposto di uscire oggi e di ritornare tutte le 48h circa per delle visite di controllo col chirurgo e il cambio delle bende.

Vocabolario bloppesco #3

Blop e’ a Genova da una settimana e mezza e, nonostante continui a parlare in francese, utilizza sempre più parole in italiano. O italiano bloppesco.

Mamma : Cosa ti e’ piaciuto del museo?
Blop : Les dinosaures dans les VUOV (I dinosauri nelle UOVA)

Mamma : Cos’hai fatto oggi?
Blop : Ho comprato un ballon et j’ai mange’ un leccalec (ho comprato un pallone e ho mangiato un lecca lecca)

L’italiano, secondo Blop, si parla troncando le finali delle parole, chissà perché…

Progressi linguistici

BlopBlop, 14 mesi appena compiuti e un vocabolario degno di un chiacchierone.

Mamma
Papa’
La’ (con dito puntato per indicare quello che vuole)
Te’ (contrazione di tieni/tiens)
Chocolat (cioccolato)
Allo (Pronto, con tanto di manina sull’orecchio per simulare il telefono)

Più un sacco di altri suoni e pseudo parole di cui non abbiamo ancora compreso il significato.

E l’ansia sale, sale sempre di più

L’operazione di BlopBlop e’ programmata tra due settimane e, niente, io ci provo a restare zen, ma proprio non ci riesco.
La mia missione e’ farlo arrivare in forma all’operazione, per questo da due mesi si becca :
– lavaggio selvaggio del naso, circa 7000 volte al giorno
– probiotici
– ferro
– zinco e vitamina A
– dieta senza lattosio (e poco glutine) che pare aumentino lo spessore del muco favorendo tosse, otite e qualsiasi altra malattia (non so ancora se ci credo davvero, ma tentare non nuoce)
– umidificatore in camera
– la mamma sempre con la mascherina che non si sa mai…
– fratello spedito in quel di Genova da mercoledì scorso

Nonostante tutto cio’ non riesco a stare tranquilla e le mie giornate passano, più o meno, cosi:
– si e’ toccato un orecchio, avrà l’otite?
– ha tossito o gli e’ andato il latte di traverso?
– ha il naso un po’ chiuso la mattina, sarà raffreddore?
– mi sembra un po’ caldo. Ha un po’ di alterazione, cosa gli starà venendo? (che poi cos’e’ sta temperatura che sale mezz’oretta al giorno e poi torna normale? )

Potrei correre dal dottore, ma visto come farmi prendere dal panico e andarci ogni settimana la volta scorsa non sia servito a niente, cerco un approccio più zen (e normale).
Pensavo di essere una persona che gestisce bene l’ansia e lo stress, ma credo di aver scoperto i miei limiti. Tra l’altro io sono sempre stata una mamma del genere “ma si, Blop ha un po’ vomitato/ha la febbre/ha preso una testata micidiale tra qualche giorno gli passa, non c’e’ da preoccuparsi” e anche per me non corro spesso dal dottore quindi perché? Perche’? Percheeeeeeee’?

Pensateci tanto in queste due settimane, pregate tutto il pregatile, incrociate l’incrollabile perché noi ci crediamo che questa sarà la volta buona.
E se avete consigli, sono ben accetti.

La festa di Carnevale

Per oscuri ed inspiegabili motivi, in Francia festeggiano Carnevale a caso. Se lo festeggiano.
A Lione, per esempio, faranno una grande sfilata in maschera il 25 o il 26 marzo, non so più la data precisa.

La scuola di Blop, invece, l’ha fatto stamattina. Tutte le classi hanno lasciato liberi i bambini di scegliere il loro travestimento, tranne la nostra. La maestra glielo ha fatto preparare sul tema del sole e dell’arrivo della primavera : una corona gialla e un cartellone con un buco sulla testa con un sole allegro davanti e una luna triste dietro. Tutto colorato di giallo. Ho particolarmente apprezzato l’idea per due motivi:
1. non ho dovuto fargliene/comprargliene uno risparmiando soldi e tempo
2. e’ molto democratico. Tutti i bambini sono vestiti uguali, cosi non possono litigare ne’ si noteranno disparita’ (anche se non credo che dei bambini di 3-4 anni le notino, ma non si sa mai).

I bambini sfileranno in cortile divisi per classe, poi lanceranno dei palloncini con delle poesie attaccate per festeggiare il Printemps des poetes, poi rientreranno in classe per la merenda.
Eravamo eccitatissimi, sia io che che Blop. Stamattina e’ andato  a scuola saltellando e raccontandomi che si sarebbe vestito da sole e da luna “che bello, mamma, l’ho fatto io. Ho anche la corona”. Poi e’ saltato in una pozzanghera, ha bagnato tutti i passanti, l’ho rimproverato. Si e’ offeso e ha deciso che no, lui in classe non ci voleva entrare e non voleva travestirsi. Mezz’ora di lacrime e disperazione, tra bambini allegri che ballavano e cantavano mascherati, poi sono riuscita bene o male a mettergli l travestimento e la maestra ha invitato i genitori ad andarsene.

Avra’ smesso di piangere?
Si sara’ strappato tutto di dosso non appena uscita dalla classe?
Da chi ha preso sto caratterino del cavolo?
(Questa la so, DA ME).