Pronti, partenza, leggiamo!

 

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Cosa succede quando le piccole pulci che vivono nel materasso in fondo al giardino danno una festa? Una favola divertente sulla differenza e la tolleranza, capace di catturare l’interesse di ogni bambino.

Un libro davvero carino e simpatico che abbiamo trovato al mercatino delle pulci (ma guarda un po’!) e che é subito piaciuto a Blop.
Le illustrazioni sono molto originali, mi piace molto come l’uso del filo di lana renda buffi questi animaletti.

La storia: le pulci vivono in giardino, ma non si conoscono tra di loro. Un giorno danno una festa e, nonostante lo stupore iniziale del trovarsi tutte con delle caratteristiche fisiche diverse, si divertono molto tra di loro.
La morale, siamo tutti uguali nonostante le nostre diversità, è ben adattata ai bambini tra i 3 e i 5 anni.

Un libro che abbiamo scoperto per caso e che poi abbiamo regalato alla scuola, insieme a un paio d’altri,  perché sono scandalosamente a corto di storie da leggere, ma che mi sento di raccomandare. Il maestro ci ha ringraziato e pare che legga la storia facendo una voce diversa per ogni pulcetta.

Editore: Phaidon
Collana: Bambini
Anno edizione: 2009
Pagine: 44 p., ill. , Rilegato

Età di lettura: Da 3 anni

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Dilemmi natalizi

Blop: Dov’è papà?
Mamma: Al lavoro
Blop: Papà lavora sempre sempre sempre. Pero’ a Natale non lavora.
Mamma: A dire la verità, quest’anno lavora anche a Natale
Blop: Non è vero! Non si lavora a Natale
Mamma: Invece si, papà a volte lavora anche a Natale ed è per questo, visto che non c’è, che quest’anno andiamo a Genova da nonon.
Blop: Ah – attimo di pausa pensierosa – ma (Babbo)Natale mi troverà per portarmi il garage, vero?

E’ più triste per l’assenza del papà o per il rischio di non ricevere l’adorato garage che chiede e richiede da settembre?
Garage che, tra l’altro, è previsto riceva, ma che andando e tornando da Genova in treno non è fattibile portarselo dietro perché sicuro se ne accorge all’andata e ciao sorpresa, oltre all’ovvia scomodità. Avevo pensato di fargli la sorpresa una volta rientrati a casa, ma se non lo trova sotto l’albero genovese (si sa che  il Babbo Natale genovese è molto tirchio) farà una scenata pazzesca? O i miliardi di regali di tutto il parentado basteranno a distrarlo?

Pronti, partenza, leggiamo!

Fin da piccola sono sempre stata un gran romantico che adorava i classici per bambine (Piccole Donne, Pollyanna, Bianca Pitzorno in generale) e i vampiri. Lo so, non ha molto senso, ma ho più o meno lo stesso dualismo nella musica che ascolto.

Tornando ai vampiri, la mia serie preferita da piccola era Vampiretto della scrittrice tedesca Angela Sommer Bodenburg, credo di aver svaligiato la biblioteca comunale e, in seguito, anche il mio conto in banca.

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La saga, inizia nel 1979, ha venduto oltre 20 milioni di copie ed é stata tradotta in almeno 30 lingue. A farne il successo, è il fatto che Rudiger, non é un mostro assetato di sangue, ma un vampiro con paure e debolezze, proprio come i normali bambini.

La storia inizia una sera quando Anton, solo in casa a causa di un’uscita dei genitori, trova sul proprio davanzale Rudiger e da li nasce una profonda amicizia, nonostante gli altri vampiri, molto meno inoffensivi, siano sempre in agguato!

Editore: Salani
Collana: Vampiretto
Anno edizione: 2006
Pagine: 128 p., ill. , Brossura
Prezzo : 7€
Età : dagli 8 anni

21 mesi

BlopBlop si avvicina sempre più ai due anni.
Stamattina ho messo in vendita il trio e, a momenti, mi metto a piangere. Niente più neonati in casa!

Il linguaggio ha fatto notevoli progressi. Oltre alle (poche) parole che utilizzava, nell’ultima settimana se ne sono aggiunte altre:
– lait (latte)
– bau bau per qualsiasi animale. Se si impegna un pochino riesce a dire miao miao per gatto, ma mi pare non ne abbia voglia
– l’eau (l’acqua)
– au revoir (arrivederci)
– baba (banana)
– cucu’

Per il resto non si capisce altro, nonostante non stia mai zitto (ricordiamoci che ero contenta quando Blop mostrava una spiccata dote per il linguaggio e ,adesso che parla sempre, lo imbavaglierei)

A 21 mesi, BlopBlop :

  • è un bimbo abbastanza calmo e indipendente, me lo dicono tutti. Peccato che il suo caratterino venga fuori soprattutto con me, tipo quando si lancia per terra perché non vuole dare la mano
  • é un intrepido scalatore. Sale dappertutto, segue suo fratello ovunque, a volte fa anche cose che quel pauroso di Blop non vuole fare
  • si “veste” da solo. Mette scarpe e calzini, cappello, la maglietta e la felpa o la giacca con un po’ di aiuto, ma sopratutto sa chiudere le chiusure a zip (ovviamente bisogna preparargliele, lui tira solo su) . Si lava le mani e i denti.
  • adora mettere in ordine, più o meno, e fare le pulizie. Basta dargli uno straccio che lui si mette a strofinarlo per terra o sul tavolo. Speriamo continui cosi
  • picchia  e morde suo fratello quando questo fa un po’ il prepotente e tenta di rubargli i giochi. Si amano moltissimo, starebbero sempre insieme MA non fanno che azzuffarsi e litigare (per me figlia unica, è un mistero)
  • é un vero canterino e adora la musica. Gli unici libri che gli interessano, per esempio, sono quelli musicali. Altrimenti in questo momento ama molto ballare i balli di gruppo e le hit estive (oh gioia! oh gaudio!)

Il mio piccolino diventa sempre più grande, anche se stranamente io lo vedo sempre minuscolo e non ho troppa voglia di vederlo crescere in fretta.

Pronti, partenza, leggiamo!

Oggi ho voglia di presentare un libro che ho adorato da bambina e che ho portato qui a Lione, per i miei bambini.
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Mario Lodi scrive con i suoi alunni. Sono loro a provocare, suggerire, a inventare, a raccontare le loro esperienze. Al di là della finestra della loro aula, i ragazzi di una piccola scuola di campagna hanno scoperto e annotato via via, nel corso dell’anno, gli aspetti della vita dei passeri sui tetti, nei cortili, negli orti. È nata così l’idea di scrivere insieme la loro storia. Protagonisti del racconto sono, con Cipí e la sua compagna Passerí, un gatto, una margherita-poeta, tanti altri passeri e farfalle; e soprattutto il sole, le nuvole, la pioggia, tutta la natura con l’eterno ciclo delle stagioni: personaggi reinventati e rivisitati da Mario Lodi e dai suoi ragazzi con fresca fantasia poetica.
Cipi è un passerotto che, fin dalla nascita, si distingue dai suoi compagni per la sua voglia di esplorare il mondo. Il nido gli sta piccolo e i consiglio della mamma non riescono a frenarlo (mi ricorda qualcuno, anzi qualcuna). Grazie a questa ribellione il passerotto scoprirà le bellezze della natura, il valore dell’amicizia e imparerà a difendersi dagli uomini, dal temporale e dal gufo signore della notte.
Una volta divenuto padre insegnerà ai suoi figli “ad essere laboriosi per mantenersi onesti, ad essere buoni per poter essere amati, ad aprire bene gli occhi per distinguere il vero dal falso, ad essere coraggiosi per difendere la libertà”.
Il libro mi era piaciuto talmente tanto che, quando i vicini mi regalarono un uccellino lo chiamai Cipi (uccellino che mia madre restituì ai vicini un mese dopo, per poterlo dare alla loro zia, il cui uccellino era appena morto. Evviva il trauma infantile).
Editore: Einaudi Ragazzi
Anno edizione: 2008
Pagine: 85 p., ill. , Rilegato
Prezzo: 10,50€
Età: Dai 7 anni