Festività natalizie

Manca una settimana a Natale, ma noi stiamo festeggiando da praticamente un mese.
Quest’anno abbiamo avuto:

  • lo spettacolo al circo, gentilmente offerto dal dopolavoro ferroviario. I bambini hanno apprezzato moltissimo, io ho sofferto da morire vedendo le foche saltellare sulla pista (quasi sicuramente non ce li porterò più. Non sono una vera animalista, ma gli animali al circo mi fanno soffrire).  Dopo lo spettacolo i bambini hanno ricevuto un libro, mangiato mandarini e cioccolatini, giocato con le bolle di sapone giganti e gonfiato palloncini.
  • il mini villaggio di Babbo Natale del quartiere. Blop si è fatto fare una spada di palloncini, BlopBlop si è fatto truccare da gatto, entrambi hanno snobbato Babbo Natale (“Mamma, ma mica è quello vero!”), Blop si è fatto la pipi addosso (quando smetterà?) e visto che eravamo sotto zero siamo tornati di corsa a casa.
  • la festa del nido a tema “personaggi dei cartoni animati”. le maestre avevano chiesto a tutti di travestirsi, chi è stata l’unica scema adulta a presentarsi mascherata da Biancaneve? Blop era vestito da Robin Hood e BlopBlop ha riciclato il costume da pirata che fu del fratello.
  • il mercatino di Natale della materna, dove ci hanno gentilmente venduto le creazioni natalizie dei nostri pargoli. La classe di Blop ne aveva preparate ben tre: una decorazione per l’albero piena di brillantini, un pupazzo di neve in pasta di sale (da mettere con quello fatto l’anno scorso) e una candela per la Fete des Lumières che Blop è riuscito a rompere dopo 24h. Peccato perché era davvero bella.
  • la festa del vendredi AprèsMidi (venerdì pomeriggio) ovvero 3h non obbligatorie a scuola, quindi a pagamento, in cui i bambini fanno attività varie ed eventuali, dove abbiamo mangiato i dolci avanzati dal mercatino della scuola del giorno prima, ma abbiamo anche potuto chiacchierare con le maestre del venerdì pomeriggio che, altrimenti, non vediamo mai e guardare le creazioni dei nostri pargoli. Ho cosi scoperto che Blop, se non è in compagnia di alcuni suoi compagni di classe particolarmente vivaci (diciamo cosi), si impegna nelle varie attività addirittura dorme il pomeriggio.
  • la festa dell’associazione italiana a cui ci siamo iscritti quest’anno e che si riunisce una domenica al mese, proponendo attività per i bimbi italiani. Blop continua a non parlare italiano, ma gli piace molto andare e spero che, pian pianino si sciolga un po’. Certo una volta al mese è poco, ma meglio di niente. Blop è talmente bastian contrario che ha tradotto pure i nomi delle persone. La festa era animata da Pietro che spiegava ai bambini come fare i frollini e lui è arrivato dicendo “Maman, Pierre a dit…”. La strada per il bilinguismo è ancora molto, molto lunga.
  • la festa della ginnastica , ovvero uno spettacolo di clown forse non proprio adatti ai quattro anni di Blop (BlopBlop avendo saltato il sonnellino pomeridiano si aggirava in coma) che, in alcuni momenti si è annoiato/non ha capito e saltellava e correva per tutta la palestra. Unico bambino a non stare seduto a seguire lo spettacolo. O forse dove eravamo all’inizio non vedeva bene, perché quando sono riuscita a convincerlo a mettersi davanti con gli altri bambini (“ma resti con me mamma!”) si è finalmente calmato e ha seguito lo spettacolo con più facilità. Alla fine dello spettacolo è arrivato Babbo Natale (“ma non è quello vero mamma!”) che ha distribuito cioccolata e mandarini, poi i bambini hanno giocato tutti insieme mentre noi mettevamo in ordine.

Domattina c’è lo spettacolo di Natale a scuola, poi forse le feste sono finite e possiamo rilassarci fino alla  partenza per Genova di sabato mattina.

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20 mesi

BlopBlop,  tra un’operazione e l’altra, tra una botta in testa e l’altra, tra un’otite e l’altra, ha compiuto 20 mesi.

A 20 mesi, BlopBlop:

  • va tre volte a settimana (tutto il mercoledì, il giovedì e il venerdì pomeriggio) al nido e si diverte moltissimo
  • ha ben 14 denti e li utilizza tutti per mangiare, mordicchiare, dare bacini bavosi e dentati
  • adora suo fratello, che chiama affettuosamente Caca
  • si diverte a torturare coccolare la gatta, che per un po’ lo sopporta, ma poi se ne va facendo l’offesa
  • corre, si arrampica, imita la mamma quando fa gli esercizi in casa, sta su un piede tenendosi al muro, da calci al pallone, lancia roba in testa a Caca
  • sa mettersi le scarpe e chiudersi la giacca da solo, con un piccolo aiuto
  • capisce tutto quello che gli si dice, in italiano e in francese, e in generale fa quello che gli si chiede
  • ha un caratterino di tutto rispetto, bello coccolone, ma pestifero. Per ora è abbastanza ubbidiente, ma se non è contento si mette a piangere a decibel mai raggiunti dall’uomo oppure ti guarda con quella faccetta da “lo so che non lo devo fare, ma lo faccio lo stesso. Prova a dirmi qualcosa”
  • ama giocare con le macchinine, disegnare, ballare, fare puzzle (possibilmente quelli  da “grandi”), costruire le piste del trenino e rubare la roba di suo fratello
  • fa cose matematiche strane, tipo se ha tre crocchette per Muffin e gli dici di dargliene una sola, rimette le altre due a posto. Oppure se gli dici di prendere solo due pupazzetti, ne prende esattamente due (non voglio provare con numeri più grandi)

A 20 mesi, il linguaggio di BlopBlop è misterioso. Ho l’impressione che dall’operazione in poi, ci si sia stata una leggera regressione. Ci sono alcune parole che utilizza, altre che utilizzava e che non dice più, altre che sembra dire una o due volte e poi scompaiono. Probabilmente sarà di quei bimbi che parleranno tutto insieme, ma abituata a quel logorroico di suo fratello che faceva già piccole frasi, mi sento un po’ stranita. Le parole che usa più spesso sono:

  • maman
  • papà
  • Caca o Ca
  • train
  • mia (Muffin/miao)
  • pin pon (ambulanza,da quando ci è salito con papà dopo la botta in testa)
  • can can (cin cin)

15 mesi

Causa stress da operazione, ho colpevolmente saltato qualche mesiversario di BlopBlop, cosi’ poi non saprò più rintracciare i suoi progressi.

A 15 mesi e qualche settimana, BlopBlop :

  • cammina e corre per tutta la casa, possibilmente inseguendo il fratello
  • mangia di tutto come un vero porcellino
  • ha sempre 8 denti
  • picchia suo fratello che, immancabilmente, si mette a piangere
  • é testardo come un mulo
  • capisce benissimo italiano e francese e risponde alle domande con un movimento della testa per dire si o no
  • ama ballare e trasportare cose per tutta la casa
  • sa eseguire richieste semplici (vai a tavola, vieni in bagno, porta questo a papà, …)
  • se vede che inizio a vestirmi per uscire va a prendre giacca e scarpe e me le porta
  • chiama tutti mamma, raramente papà

Il vocabolario migliora di giorno in giorno, ora sa dire:

  • mamma
  • papà
  • Maaa per Muffin
  • là (indicando col dito)
  • tiens per tieni
  • allo (portandosi la mano all’orecchio)
  • ciuciu per ciuccio (anche se Blop lo corregge dicendogli tetine)

Più altre parole varie ed eventuali che magari ripete una o due volte, ma non utilizza ancora quotidianamente.

Vocabolario bloppesco #3

Blop e’ a Genova da una settimana e mezza e, nonostante continui a parlare in francese, utilizza sempre più parole in italiano. O italiano bloppesco.

Mamma : Cosa ti e’ piaciuto del museo?
Blop : Les dinosaures dans les VUOV (I dinosauri nelle UOVA)

Mamma : Cos’hai fatto oggi?
Blop : Ho comprato un ballon et j’ai mange’ un leccalec (ho comprato un pallone e ho mangiato un lecca lecca)

L’italiano, secondo Blop, si parla troncando le finali delle parole, chissà perché…

3 anni e mezzo

Blop ha tre anni e mezzo e, ogni giorno, ci stupisce con le sue continue scoperte e gli enormi progressi.
E’ sempre stato un bambino attivo e curioso e, nonostante l’avessimo un po’ “frenato” con l’arrivo del fratello, dall’inizio della materna é passato dall’essere ancora un po’ un bebe a una vera e propria personcina di piccole dimensioni.

A 3 anni e mezzo, Blop :

  • conta tranquillamente fino a 20 in francese e a 10 in italiano, considerando che fino a Natale quasi non diceva una parola in italiano e’ un vero progresso.
  • sa riconoscere i numeri se li vede scritti e, a volte, sembra che faccia di mini calcoli. Per esempio, l’altro giorno avevamo 4 pastelli, ne é caduto uno e mi ha detto che ne restavano tre, poi ha proseguito che se ne cadeva per caso un altro erano solo due e via cosi fino a zero.
  • inizia a interessarsi alle lettere e ne riconosce un paio se le vede scritte. Per la gioia di chi ci sta intorno, dobbiamo leggere tutti i cartelli stradali, le insegne dei negozi e le scritte dei negozi (d’altronde sua madre era conosciuta in tutti i negozi di Cornigliano perché leggeva tutti i pacchetti di pasta e biscotti che incontrava, ben prima dei 4-5 anni).
  • racconta, più o meno, quello che fa alla materna. Quanto sia vero e quanto inventato, pero’, non é dato saperlo.
  • ha due amichette del cuore e vorrebbe portarsele a casa tutti i giorni. O andare a casa loro. O fare entrambe le cose lo stesso giorno.
  • ama andare a ginnastica.
  • gioca coi puzzle, disegna omini e pesci con le braccia dentro alla pancia degli squali. Provvisti di braccia e gambe anch’essi, ovviamente.
  • ha una passione folle per i dinosauri e ripete a tutto spiano che lui è un triceratopo.
  • ha la lacrima facile, come la sua mamma ovviamente, e gestisce ancora male la frustrazione. Alla prima contrarietà si mette a piangere. Se non riesce a gestire le troppe emozioni, si mette a piangere. Se e’ arrabbiato, si mette a piangere. Praticamente piange tutto il giorno (oh gioia!)
  • ama ripetere le storie che gli raccontano a scuola e cantare le canzoncine, possibilmente ballando. Ho scoperto che sa anche cantare le ninne nanne in italiano, nonostante non lo faccia mai.
  • fa il buffone per smorzare gli animi e ridurre la tensione, soprattutto quando siamo tutti stanchi.
  • quando fa qualcosa che sa essere sbagliato, ti guarda e dice “era uno scherzo/l’ho fatto per finta”.
  • vuole bene a suo fratello anche se ogni tanto glielo dimostra in maniere un po’ contorte (pungenti sulle mani, leggere spinte, abbracci stritolanti). Per fortuna suo fratello lo venera e si lascia fare qualsiasi cosa…meditando vendetta.
  • é molto restio all’uso delle posate, all’ordine e all’andare a letto.
  • si veste e sveste da solo; non usa più il pannolino di giorno ne’ di notte, anche se qualche incidente ovviamente capita ancora; si lava i denti, soprattutto se obbligato.
  • adora i libri e ogni 2 o 3 sabato prendo il tempo di andare, io e lui da soli, in biblioteca per riportare i libri presi in prestito e sceglierne altri.
  • l’ubbidienza non é il suo forte. Non so se è carattere o se è colpa nostra, ma non fa praticamente mai le cose alla prima (tranne dare la mano per attraversare la strada) e cerca sempre di convincerci che ha ragione lui. Alla lunga, questo suo ribattere e’ abbastanza stancante.
  • oramai i perché?, come mai?, cos’è? non si contano più. Domande, domande, domande tutto i santo giorno e non è che puoi dirgli di stare zitto e limitare la sua curiosità (pero’ se potessi, a volte lo imbavaglierei).

 

Sono curiosa, e terrorizzata, di scoprire cosa ci riserverà i futuro!