Chiacchiere pre nanna

Ora della nanna, cameretta :
Blop: La nonna dei dinosauri si chiama pipi
BlopBlop : Caca
Blop: Pipi giocava coi suoi amici
BlopBlop : Caca
…e via di seguito…
 
Se stia chiamando suo fratello o stia dicendo cacca rimarrà un mistero.
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Pronti, partenza, leggiamo!

Finite le vacanze, riprendiamo i libri che fanno furore nella libreria dei piccoli mostriciattolo (ops, amori della mamma).

Blop ha avuto un periodo “caca boudin” che, in italiano, si potrebbe tradurre con “pipi cacca”, ma che non credo abbia una traduzione letteraria. Durante questo periodo, che in realtà, ogni tanto riappare, il suo libro preferito era proprio Cacca pupù di Stephanie Blake.

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Sapeva solo dire e rispondere a tutti Caccapupù: quando gli toccava svegliarsi, quando doveva mangiare, quando doveva lavarsi. Piccolo e cocciuto, anche al lupo minaccioso che finì col divorarlo, il coniglio rispose beffardo Caccapupù! E che sorpresa quando il fiero lupo si ammalò: anche lui riuscì solo a pronunciare Caccapupù. Con l’intervento del dottore il lupo riuscì a liberarsi del marmocchio che così proclamò la propria identità; “Mi chiamo Simone!”. Il coniglietto era diventato grande, e per dimostrarlo, ecco una risposta ironica di fronte all’ennesima imposizione dei genitori.

Un librino divertente, economico, leggero, poco ingombrante, ma che fa impazzire i bambini. Cosa volere di più?

Editore: Babalibri
Collana: Bababum
Anno edizione: 2012
Pagine: 32 p., ill. , Brossura
Prezzo : 5,80€
Età : Dai 3 anni

Pronti, partenza, leggiamo!

Uno dei libri in italiano preferiti da Blop perché unisce l’utile (imparare qualcosa, in questo caso le forme) al dilettevole (le varie filastrocche), senza dimenticare la parte tattile. Il libro, infatti, ha le pagine bucate per riprodurre le varie forme. Anche BlopBlop comincia a interessarsene e a girare le pagine tenendole dal centro.
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Un libro o un giocattolo? Da guardare, da toccare, da manipolare. Da tenere in mano anche quando la mamma è di là per non fare capricci. Per imparare con le dita, per imparare coi buchi.
Editore: La Coccinella
Anno edizione: 2015
Pagine: 24 p., ill. , Cartonato
Prezzo : 7,50€
Età : Dai 3 anni

Pronti, partenza, leggiamo!

BlopBlop, al contrario di quel grande lettore che è il fratello, fino ad adesso non ha mostrato una grande passione per i libri.
Inauguro, quindi, questa “rubrica” con un titolo che ha avuto la capacità di appassionarlo fin da subito:

Facciamo le facce

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Ogni faccia rappresenta una determinata espressione, che corrisponde a sua volta a un’emozione: gioia, rabbia, tristezza, stupore… I bambini avranno modo di osservare le immagini, esercitando la loro capacità di riconoscimento delle figure e degli stati d’animo associati.
A ogni faccia è affiancata una breve filastrocca che mamma e papà possono leggere ai piccoli i quali, avendo tempi di attenzione ridotti, preferiscono testi con poche parole e apprezzano, inoltre, la musicalità delle rime.

BlopBlop ama moltissimo imitare le espressioni che vede e se gli si chiede quale gli assomiglia indica quella che ride, mentre se deve indicare il fratello indica la faccia arrabbiata. Ogni volta mi viene da ridere, ma forse i miei figli stanno cercando di mandarmi un messaggio.

Editore: Gribaudo
Anno edizione: 2011
Pagine: 12 p., ill. , Cartonato
Prezzo : 7,90€

Grazie, prego, per favore

Nonna paterna : Blop devi imparare a ringraziare, chiedere per favore, dire prego.
Blop : Va bene.

Qualche ora dopo…

Nonna paterna: Blop metti a posto perché è ora di andare a letto
Blop: ….
Nonna paterna : Metti a posto
Blop: ….
Nonna paterna : Ti ho detto di mettere a posto!
Blop: Ma nonna, non mi hai detto PER FAVORE !

Pare che poi la nonna gli abbia detto che gli adulti, quando ordinano ai bambini di fare qualcosa, non debbano dire per favore, ma i bambini debbano ubbidire.

La forza delle parole

Eccoci di ritorno dalle vacanze. In realtà Blop e BlopBlop sono in Auvergne dai nonni paterni fino a lunedì, mentre noi tentiamo di finire di sistemare la casa.
Questo mese a Genova è stato bello, ma lungo e ho più volte rischiato l’esaurimento nervoso nel dover gestire figli, nonne, amici e parenti vari che hanno la molesta abitudine di metter bocca a tutto.

Blop è un bambino adorabile, ma anche molto difficile.
E’ scalmanato, testardo, oppositivo e capriccioso.
Intelligente e molto sensibile. Empatico.
Chiacchierone e abitudinario.

Sono la prima a perdere spesso la pazienza con lui e ad alzare troppo la voce. E’ stato un anno difficile per noi, ma soprattutto per lui, schiacciato dall’arrivo di questo fratellino dalla testa da curare. Senza contare l’ingresso alla materna, con tutte le sue regole, e il trasloco nella casa nuova. Onestamente ho trovato che avesse fatto molti progressi, ma durante le vacanze è peggiorato.
Intanto gli orari e le abitudini sono stati completamente sballati. C’era da vedere sempre gente, si andava a letto tardi, eravamo sempre in giro.
In più la maggior parte della gente è prevenuta nei suoi confronti.
Per esempio, Blop è scalmanato, ma non è mai stato violento. Magari c’è stato qualche scatto di gelosia nei confronti di BlopBlop, ma mai niente di eccessivamente preoccupante, anzi spesso è il fratellino che lo picchia/morde e lui si mette a piangere. A Genova, pero’, ha mostrato un aspetto aggressivo che non gli è suo. Immagino che il sentirsi ripetere “fai attenzione”, “non fare male al cuginetto o al fratellino”, “non dare fastidio agli altri bambini” quando magari lui ancora non aveva fatto niente non abbia aiutato.
Siccome è scalmanato, tutti prima giocavano con lui agitandolo, poi quando gli  adulti decidevano che era finito il momento di giocare lui doveva tornare calmo in 3 secondi crono, ovviamente senza riuscirci e beccandosi commenti negativi.
Mia nonna, per esempio, gli ripeteva spesso che era “cattivo”. Ora, io capisco che lei venga da un’altra epoca, ma ho passato metà delle vacanze a farle notare che più gli si dice che é cattivo per delle scemenze, più lui si comporterà in questa maniera.

Il primo giorno di vacanza, era il compleanno di mia cugina e i bambini (Blop, BlopBlop e  CuginoBlop) dovevano portare all’altare le fedi e due rose. Ovviamente, avendolo chiesto a tre bambini sotto i 4 anni, mia cugina sapeva che poteva succedere di tutto e voleva che fosse un momento tenero, ma anche un po’ buffo. Era stato anche preventivato che le fedi potessero cadere. Blop si è allenato due giorni per portarle, tutto contento della missione che gli era stata affidata.
Al momento di farlo, pero’, ha preso in mano il cuscino e le fedi si sono slacciate, cadendo. Le abbiamo rimesse e legate alla buona. Uno degli zii ha cominciato ad innervosirsi dicendo che Blop avrebbe rovinato tutto e che doveva sbrigarsi perché aspettavano (in realtà gli sposi stavano ridendo). A quelle parole Blop ha preso il cuscino e l’ha lanciato leggermente in aria, riprendendolo. Senza lasciarmi il tempo di intervenire, questo parente gliel’ha strappato di mano dicendo che tanto lo sapeva che Blop avrebbe rovinato tutto e portando lui stesso le fedi all’altare, con aria innervosita. Non volendo fare una scenata in chiesa (hanno sempre tutti paura di contrariarlo), non mi é restato altro che portare fuori Blop dicendogli di non ascoltare quello che gli era stato detto perché, in realtà, si era comportato bene.

Sempre il giorno del matrimonio, a fine serata, tutti i bambini giocavano con l’acqua della piscina. Blop arriva e prende un secchiello. Vedendo che tutti i bambini lanciavano l’acqua, lo fa anche lui e schizza leggermente la sposa che si mette a ridere e lo invita a ballare con lei. Contemporaneamente, gli altri adulti presenti lo sgridano perché non doveva giocare con l’acqua, né tantomeno lanciarla. Sgridano solo lui, dicendogli che fa sempre i dispetti e deve calmarsi. Mentre gli altri bambini continuano a giocare e a lanciare acqua. Mi é venuto un nervoso tale che ho deciso che era il momento di tornarcene a casa, altrimenti l’acqua l’avrei lanciata io a tutti.

L’ultimo giorno di vacanza, Blop e BlopBlop correvano lungo una strada pedonale sotto lo sguardo mio e di amici di famiglia. BlopBlop inseguiva suo fratello ridendo e cercando di acchiapparlo, Blop si gira e corre incontro al fratellino, ma nessuno dei due riesce a fermarsi a tempo e BlopBlop rimbalza letteralmente su suo fratello, cadendo a terra e sbattendo leggermente la testa. Senza farsi male. La mia prima reazione é stata di ridere perché la scena, visto che nessuno si era fatto niente, era da film comico. Peccato che nessun altro l’abbia pensata come me e tutti giù a dire che Blop deve essere responsabile, fare il bravo, smetterla di far male a suo fratello, lui è quello grande e maturo (!) e facendo piangere entrambi i bambini.  A quel punto ho capito che era il momento di tornarcene a casa.

Ora, mio figlio non è un santo. Mi fa spesso e volentieri impazzire, tende a portare chiunque all’esaurimento, ma non è cattivo.  Perché la gente non si fa mai gli affari propri e, soprattutto, perché non capisce che dicendogli cosi lo porta a comportarsi esattamente nella maniera in cui ci si aspetta da lui?
Io non dico che bisogna sempre giustificarlo, né dirgli sempre bravo. Se fa qualcosa di sbagliato sono la prima a sgridarlo, anzi spesso per paura di essere la ‘mamma che le fa passare tutte al figlio terribile’ temo di esagerare io stessa nel dirgli di stare bravo, comportarsi bene, etc. Ma mai e poi mai evidenzierei solo i suoi lati negativi, è già abbastanza insicuro di suo da non doverne aggiungere noi adulti.