Nella piccola fattoria

Mercoledi il centro sociale de quartiere, insieme al nido di BlopBlop e altre associazioni, ha organizzato una festa di inizio estate per i bambini. Tra le varie attività c’era una mini fattoria didattica che mostrava i vari animali e uno spettacolo interattivo che abbiamo visto due volte.
La prima volta Blop non ha voluto toccare nessun animale, mentre BlopBlop li ha accarezzati tutti, con grande passione per i coniglietti. La seconda volta, Blop aveva preso confidenza e ne ha accarezzato qualcuno, poi mi ha chiesto se anche quella volta ci sarebbe stato lo spettacolo.
Blop: Mamma ma fa entrare di nuovo i bambini per mungere la capra e dare il biberon?
Io: Penso di si di amore
Blop: Allora voglio farlo io
Mamma: Quando il signore chiede chi vuole farlo te alza la mano, magari ti sceglie

Tra me e me pensavo che non l’avrebbe MAI e poi MAI fatto perché solitamente non ama essere al centro dell’attenzione e, soprattutto, non ama chiedere preferendo rimanere dietro le mie gambe e chiedendomi di farlo al suo posto (cosa che non faccio quasi mai perché deve imparare).

Invece alza la mano, viene scelto, sale sul mini palco, si lascia travestire da “vecchio contadino”, risponde alle domande, munge (bene, tra l’altro) la capra, e da il biberon alla capretta. Senza piangere, senza fare lo stupidino, seguendo bene tutte le spiegazioni del proprietario degli animali. E io li, a bocca aperta come una scema perché non me lo aspettavo.

(Promesso un giorno parlero’ un po’ anche di BlopBlop che é interessante tanto quanto suo fratello, ma Blop tende a essere particolarmente impegnativo )

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Il bimbo che fu cacciato dal coro

Nella materna di Blop i bambini del suo stesso anno sono numerosissimi, sono cosi stati divisi in due classi omogenee e una classe, la sua, con 8 bimbi della sua età e 16 piccoli. In genere fanno le stesse attività a livelli diversi, ma il lunedì mattina gli 8 medi cambiano classe e vanno a cantare con gli altri della loro età.
Circa un mese fa, all’uscita da scuola il maestro mi informa che Blop non era stato bravo quel giorno (non ricordo più le parole esatte) e che la maestra l’aveva cacciato dal coro. La mia prima reazione é stata mettermi a piangere, ma sono stata brava e mi sono trattenuta anche se secondo me si notava la mia faccia affranta. Ho cercato di parlarne con Blop per capire il perché del suo comportamento, ma non sono riuscita a cavarci niente perché si é chiuso a riccio e l’unica cosa che sono riuscita ad ottenere é stato un “tanto le canzoni che cantiamo con lei non mi piacciono, preferisco quelle dei piccoli“.
Premetto già che ho accettato la decisione della maestra e non sono stata a contestare perché penso scuola/casa debbano mostrare un fronte unito e bisogna insegnare ai bambini il rispetto verso la figura dell’insegnante, oltre al fatto che sicuramente a Blop una punizione un po’ estrema poteva servirgli, ma più ci ripensavo più mi saliva la carogna.
Intanto perché non avermene parlato prima? Se erano già diversi lunedì che si comportava male, non potevano avvisarci prima di escluderlo dal coro? Avremmo potuto parlarne a casa e tentare di risolvere la situazione, l’esclusione rimane comunque umiliante per un bimbo di quattro anni (la maestra in questione, tra l’altro, non la conosco e anche il maestro aveva l’aria un po’ stupita della sua decisione)
Seconda cosa, che senso ha avuto? Il coro c’è un lunedì si e uno no. Blop é stato escluso un lunedì di inizio maggio dopodiché ogni lunedì in cui doveva esserci il coro c’era un giorno di festa o la gita scolastica o non so più cosa quindi é passato un mese e mezzo senza che la “punizione” venisse davvero messa in atto.

Non so. C’è chi mi ha consigliato di lamentarmi col preside, io ho preferito lasciar correre proprio perché il comportamento di Blop ultimamente non era il massimo quindi penso che un po’ gli faccia bene, ma il fatto che la maestra ci abbia messo davanti al fatto compiuto senza tentare qualcosa con la famiglia mi fa ancora girare le balle e spero non sia la sua maestra per l’anno prossimo.

E voi, che avreste fatto?

Il cartellone delle regole

Blop ha, da sempre, un vero problema con le regole. In quasi 5 anni di vita credo di non averlo mai visto “obbedire” una sola volta alla prima, bisogna sempre ripetergli tutto trentamila volte e spesso fa quello che gli si dice, ma contestandolo e spiegando perché, comunque, ha ragione lui.
(Specifico che non voglio un soldatino che obbedisca a tutto quello che gli si dice senza fiatare, ma vorrei che almeno le cose importanti/pericolose accettasse di farle senza farci impazzire. Ex: se gli dico di fermarsi e non attraversare la strada perché sta arrivando una macchina, lo faccia) .
Anche a scuola, ultimamente, il suo comportamento é peggiorato quindi abbiamo messo in atto, sia a casa che a scuola due cartelloni delle regole. Abbiamo iniziato a casa, poi il maestro ha proposto la stessa cosa quindi i “punti” dati dal maestro vanno ad influire su quelli a casa. Lo scopo ultimo era quello di vincere una trottola BeyBlade in 12 giorni di buon comportamento.
Le regole erano le seguenti, alcune semplici per non rendergli la vita troppo complicata, altre più difficili:
1. essere educato
2. vestirsi/svestirsi da solo (con un aiuto per la maglietta)
3. non litigare/non infastidire i compagni o BlopBlop
4. ascoltare gli adulti e rispettare le regole
5. un punto bonus se faceva qualcosa di davvero positivo

Le regole a scuola erano (sono) le seguenti:
1. rispettare le regole della classe
2. non infastidire i compagni
3. concentrarsi e lavorare bene durante le attività della classe

Per chi si aspettava un miracolo…non c’é stato. Il comportamento di Blop é stato altalenante e siamo arrivati ai 12 giorni in 20 giorni. Ora vediamo se continuerà a fare del suo meglio. Il punto sul rispettare le regole non l’ha mai avuto né a casa né a scuola, dove il cartellone continua ad essere in atto. A casa abbiamo deciso di smetterlo, per adesso, perché non penso sia ottimale sul lungo termine e qualche miglioramento c’è comunque stato. Lo ritireremo sicuramente fuori al bisogno. Ora torno a contare fino a 3 (o a 1) perché é sicuramente il metodo che funziona meglio con lui.

 

Il bimbo che si faceva trascinare

Ieri siamo arrivati in anticipo in palestra e ne ho approfittato per scambiare quattro chiacchiere con la maestra di Blop, per capire un po’ meglio come si comporta a lezione. E’ venuto fuori che, quando é da solo, Blop è certo un bimbo attivo, ma segue bene le regole e le spiegazioni. Probabilmente l’anno prossimo potrà anche provare il corso avanzato perché un altro anno di baby ginnastica rischia di annoiarlo, con qualche riserva perché di solito é a partire dai 6 anni e dura un’ora e mezza invece di 45 minuti.
Quando, invece, é con la sua amica J. si lascia trascinare e sono insopportabili e ingestibili (non ha proprio detto cosi, ma era abbastanza chiaro). La differenza é che quando non c’è Blop, la sua amica trova qualcun altro per fare casino. Quindi la maestra mi ha proprio detto che non é mai lui ad iniziare, ma lei. Ora il problema del comportamento resta, perché siamo tutti d’accordo che non dovrebbe farsi trascinare, ma ammetto di essermi sentita sollevata dal sapere che non era lui l’istigatore.

Questa cosa del lasciarsi trascinare/influenzare era già venuta fuori con le insegnanti delle attività extrascolastiche del pomeriggio a Natale (e forse ne avevo anche già parlato qui), secondo loro quando è con alcuni suoi compagni di classe é molto agitato e disubbidiente, ma quando non ci sono  fa volentieri le varie attività proposte.
Il maestro non capisce perché, a periodi alterni, Blop passi dall’alunno perfetto al peggior elemento della classe, secondo lui non si annoia perché quando ha finito gli esercizi per lui “facili” (come quelli di matematica) può subito andare a giocare e non deve aspettare gli altri, né si lascia trascinare perché a volte è lui che inizia. Io non so cosa pensare. Blop non é un bimbo calmo, né particolarmente ubbidiente, ma per esempio quando siamo al parco non picchia mai nessuno, anzi solitamente è lui che si fa maltrattare e finisce in lacrime. Lui spesso ci racconta che é stato punito perché ha reagito e non cominciato, o ha seguito l’idea di qualcuno, ma il maestro ha visto solo lui e quindi ha punito solo lui. Per esempio, un giorno é stato giustamente punito perché aveva lanciato delle pietre a un compagno. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi ha risposto che l’altro faceva (giocava?) a fare il cattivo e allora lui  e un altro bimbo hanno pensato di lanciargli delle pietre. Siccome il bambino in questione, nonostante sia suo amico, é noto per aver passato tutto il primo anno a picchiare un altro bambino perché “lento e grasso” (me l’ha raccontato sua mamma) e che spesso Blop torna a casa con dei lividi fatti da lui, qualche domanda me la pongo. Questo, ovviamente, non gli ha evitato una bella sgridata sul lancio delle pietre.

Il problema di Blop è che è molto insicuro, piange per un nonnulla, non sta mai zitto ed è appiccicoso. Adesso é fissato con le trottole BayBlade e segue “i grandi” ovunque, osservandoli giocare, parlando a tutto spiano e sicuramente infastidendoli un po’. L’altro giorno al parco lo prendeva in giro chiamandolo Cacca, soprattutto una bambina che avrei volentieri preso a randellate, e lo facevano rimanere con loro ridendo. Lui, andando via mi ha detto “hai visto che gentili quei grandi? Mi hanno fatto rimanere a guardarli giocare. Domani torniamo?” Mi si é stretto il cuore.

Detto questo, siccome è un buffone ci sono moltissimi bambini della sua età che lo salutano all’uscita da scuola e vorrebbero giocare con lui, ma inspiegabilmente li ignora, andando sempre verso quelli più turbolenti e/o più grandi.

Come fare per aiutarlo ad avere maggiore fiducia in sé?

(Per suo fratello, invece, non mi preoccupo perché si vede già che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, atteggiamento confermato anche dalle maestre del nido)

Paleontologi e fiori

Blop ha una grandissima passione per i dinosauri e, da quando ha scoperto che si possono trovare le ossa, ha deciso che da grande vuole fare il paleontologo. Questa dei dinosauri è la “fase” più lunga che ha avuto, dopo quella dei pompieri e quella dei pirati. Ha anche un amico immaginario dinosauro, un triceratopo per la precisione, che si chiama nientepopo’dimenoche “il mio amico dinosauro“.
Blop: Mamma raccontaci una storia di Bibi e Bobo paleontologi coi fiori.
Io : Eh?
Blop: Senti che BlopBlop dice Bibi e Bobo
Io: Allora c’erano una volta Bibi e Bobo (alterego di Blop e BlopBlop nelle nostre storie inventate) che andavano alla ricerca dei dinosauri in una foresta. Cammina cammina, cadono in un buco e si ritrovano in un tunnel segreto pieno di fiori, lo seguono facendosi luce con la torcia elettrica
Blop: E il cannocchiale
Io: Non fa luce il cannocchiale. Comunque arrivano in un valle incantata (originalità a palate) e trovano dei dinosauri.
Blop : No, i dinosauri no
Io: Ma se volevi i dinosauri. Chi trovano allora?
Blop: Mamma e papà.
Io: Trovano mamma e papà e fanno un picnic con tutti i loro cibi preferiti e poi si mettono a giocare a nascondino tra i fiori.
Blop: No tornano a casa perché altrimenti rischiano di cadere in altri buchi
Io : Ma magari cadendo finiscono nel paese delle caramelle
Blop : No, tornano a casa. Ma come fanno a risalire se erano caduti?
Io: Papà usa la scala che si era portato
Blop: No, non ci sta mica nello zaino di papà
Io: Allora la costruiscono usando fiori e rami
Blop: Ma le scale si fanno di mattoni o metallo. Ci sono i mattoni?
Io : Allora papà costruisce una scala di mattoni e metallo e tornano in superficie
Blop: Riescono a portare su tutto? Il cestino, la tovaglia, le sedie?
Io: Si amore, portano su tutto e lo mettono in macchina
Blop: Ma no mamma, noi abbiamo i monopattini e voi ci seguite a piedi!
Io: Dormite adesso
BlopBlop : Bibi e Bobo !

La principessa sul pisello

Ogni mattina, io e Blop guardiamo il suo calendario e facciamo l’attività proposta (matematica, francese, inglese, cultura, canzoni…). E’ il nostro rituale prima di andare a scuola e, ogni tanto, mi regala delle fantastiche perle come quella di martedì scorso.

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Mamma: Blop la conosci questa storia?
Blop : No.
Mamma: E’ la principessa sul pisello, secondo te di cosa parla?
Blop: Di una principessa che fa sempre la pipi.
Mamma: Eh? Perché mai farebbe sempre la pipi? Spiegami che non capisco.
Blop: Perché ha il pisello.
Mamma: …. ?
Blop: In italiano pisello non vuol dire zizi?

In effetti il suo ragionamento non fa una piega, ingenua io a non averci pensato, ma ho seriamente rischiato di rotolare dalla sedia per le risate.

Il carattere di Blop

Ogni bambino ha il suo carattere, con mille sfaccettature, ma ho da sempre l’impressione che quello di Blop sia un po’ “particolare”, niente di inquietante, ma che rende la vita di tutti i giorni particolarmente complessa (difficile, faticosa, ma interessante e stimolante)

Se dovessi descriverlo a qualcuno che non lo conosce direi che Blop:

  • é tenero e coccolone, ma soltanto se e quando vuole lui. Una delle sue frasi caratteristiche è “non mi piacciono i baci”. Peccato perché io lo riempirei di baci dal mattino alla sera e lo strapazzerei sempre di coccole
  • é ipersensibile. Ha spesso reazioni sproporzionate e crisi di pianto inconsolabili. E’ sensibilissimo alla temperatura, spesso è tutto troppo caldo, anche quando l’acqua è a temperatura normale; ai calzini che gli danno fastidio, alle etichette dei vestiti, ai rumori e agli odori troppo forti/fastidiosi
  • é un vero fifone e ha difficoltà con tutto ciò che riguarda i bébé che vengono allontanati dai genitori (per esempio, un giorno siamo andati al cinema a vedere Ferdinand e c’era questa scena in cui il toro prendeva una culla con le corna e portava il bimbo in giro facendolo ridere. Gli altri bambini in sala ridevano, lui piangeva disperato supplicandomi di uscire dal cinema). Non oso nemmeno fargli vedere un film Disney, già quando abbiamo visto Babar e Arlo sono stati dei traumi, allora non immagino cosa succederebbe con Bambi…
  • é empatico e non tollera l’ingiustizia. Si preoccupa sempre dei senzatetto, per esempio,  da che ne ha visti un paio e che ha capito chi sono.
  • parla sempre, ha sempre mille mila questioni e le risposte sembrano non bastargli mai. Questo si traduce in un’eccellente proprietà di linguaggio, tanto che spesso la gente che non ci conosce gli da facilmente uno o due anni in più.
  • ha un sense of humor (argh! non mi viene più in italiano) sviluppato, ma un’immaginazione limitata. O strana. Per esempio, ha un amico immaginario dinosauro, ma se gli dici che lui è u dinosauro ti risponderà con molto aplomb che “no, lui è un bambino“.
  • piange spessissimo e per qualsiasi cosa, ma questo l’ha sicuramente ereditato dalla mamma che dagli Scout è riuscita a vincere il trofeo lacrimuccia per quattro anni di seguito, poi penso si siano stufati di darlo sempre a me
  • é un vero perfezionista, ma ha anche molta paura del fallimento. Siccome la maggior parte delle cose, sia sportive che intellettuali, gli sono sempre venute facili, non appena c’è una cosa un po’ più complicata lui parte con un “non sono capace. Non ci riesco, quindi non lo faccio” preventivo. Prevedo anni scolastici particolarmente complicati e sicuramente non vuole parlare in italiano perché pensa di non saperlo, infatti dice agli altri bambini che lui l’italiano non lo conosce eppure quando lo parla senza rendersene conto ha una pronuncia perfetta
  • é disordinatissimo, ovviamente anche questo l’ha preso dalla sua mamma
  • ha una memoria formidabile
  • é molto portato per la matematica e l’apprendimento in generale, ma ha qualche difficoltà sulla scrittura, il disegno e il grafismo
  • gli piace molto giocare con gli altri bambini, ma ricerca maggiormente la compagnia delle bambine o di quelli più grandi. Ha comunque qualche problema relazionale, l’anno scorso veniva picchiato da 2-3 bimbi della sua classe, quest’anno é stato rimproverato più volte perché si faceva influenzare dagli altri e ultimamente mi dice che non mangia a mensa perché gli altri bambini glielo impediscono (questo pero’ lo devo ancora verificare perché tende un po’ a raccontare delle frottole sulle cose che fanno comodo a lui)
  • é un continuo testare i limiti, con noi e col maestro; rispondere, argomentare. Se fa qualcosa che non deve e glielo si fa notare, spiegandogli il perché lui risponderà con “ho capito, MA …”  e alla lunga diventa un po’ sfiancante
  • é in costante movimento, anche quando dorme. Altre volte è di una lentezza esasperante.
  • é molto intelligente ( si si, come dicono tutte le mamme dei loro figli), ma ho spesso l’impressione che ci sia come uno sfasamento tra come parla, come si comporta, quello che potrebbe fare. Non so come spiegare bene, direi che spesso si ha l’impressione che sia grande e quindi il tipo di comportamento che ha non vada bene, invece è il contrario. Sembra grande, ma in realtà ha solo quattro anni e mezzo, ma questo sfasamento c’è sempre un po’ stato. Sicuramente il fatto di essere il maggiore non aiuta perché essendo il maggiore ci si aspetta che sia grande e invece no! No! No! Cerco sempre di ripertermi “pensa a cosa faresti se ci fosse solo lui, cosa immagini che faccia un bimbo della sua età”.
  • é attenzionatissimo coi più piccoli, in generale anche con BlopBlop nonostante le ovvie gelosie e gli ancor più ovvi contrasti

Riassumendo, Blop è un bambino formidabile, interessantissimo, adorabile, lo amo immensamente, ma è anche molto molto molto molto stancante e spesso mi dispiace di non avere più pazienza per sopportare le sue mille domande, le sue crisi, le sue paure e i suoi fastidi (i calzini e le calze che lo infastidiscono ci accompagnano più volte al giorno, abbiamo provato a cambiare modelli, ma tutti sono cosi).