3 anni di BlopBlop

Il 25 gennaio hai compiuto 3 anni. Non sei più un bébé, come ama chiamarti tuo fratello, ma non sei nemmeno un bimbo grande ,”io piccolo” dici a tutti, e questa tua voglia di rimanere il piccolo di casa si nota nella passione per la tua Lili (il ciuccio) e il tuo rifiuto di usare il vasino (“inizio domani” dove per te domani é un futuro molto molto imprecisato e sicuramente lontano).

A 3 anni vai ancora al nido, ma ogni mattina é sempre più difficile separarti da tuo fratello che va alla materna perché vorresti andarci anche te.

A 3 anni parli un sacco, anche se non sempre ti si capisce e spesso tendiamo a indovinare. La tua nuova risposta preferita é “pas envie” (non ne ho voglia) corredata da braccia conserte e testa in giù.

A 3 anni hai una voce potentissima e quando urli o vuoi farti sentire se ne accorge tutto il vicinato.

A 3 anni sai contare fino a 3, sai riconoscere i numeri scritti e sai che 1 più 1 è uguale a due, grazie agli allenamenti intensivi di Blop. Conosci tutti i colori e sai riconoscere la destra dalla sinistra.

A 3 anni adori giocare con la cucina giocattolo e fingere di prepararmi il caffé, ti piacciono le “Brum Brum Cars”, i robots e giocare a carte.

A 3 anni sai come difenderti, passi il tempo a litigare furiosamente con tuo fratello e, se lui continua ad infastidirti, lo mordi e/o lo picchi. Ieri ti ho fermato in tempo mentre tentavi di scaraventagli il ponte di legno del trenino in testa. Pero’ vi adorate eh, anche se non sembrerebbe.

A 3 anni sei un vero coccolone e mi riempi di bacini bavosi, ma ti diverti anche ad andare in giro cantando “cacca cacca cacca”.

A 3 anni dici “mementine” per clementina, confondi un po’ la P con la B, chiami tutti i gatti Muffin.

A 3 anni sai vestirti (quasi) da solo: metti e togli i calzini, la giacca, il pannolino, i pantaloni. Hai ancora qualche difficoltà con la maglia e le scarpe, ma sono sicura che a breve saprai metterti tutto.

A 3 ani ti gratti ancora l’ombelico per addormentarti e mi fai troppo ridere, sperando che prima o poi non si buchi.

A 3 anni sei il mio piccolo grande amore e se già il tempo mi era sembrato passare in fretta per Blop, per te davvero non so come sia successo che ieri eri minuscolo tra le mie braccia  e adesso sei praticamente indipendente.

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Aggiornamenti sparsi

Da quant’é che non parlo di me?
Già scrivo poco e quel poco é sempre sui bambini, soprattutto Blop perché é bimbo molto interessante (non che BlopBlop non lo sia, ma comincia giusto adesso a mostrare il suo bel caratterino da treenne).

Qualcosa su di me, quindi.
Ancora non lavoro. Questo autunno, complice il part time del Marito, ho un po’ cercato, ma avevo dei criteri molto ristretti (vicino a casa, part time, tempo indeterminato o comunque un determinato lungo, solo strutture nell’ambito della formazione) e, nonostante ogni CV mandato abbia generato uno o più colloqui, sono sempre qua a casa. A febbraio il Marito riprende a lavorare a tempo pieno, abbiamo fatto due calcoli e conviene che resti a casa ancora qualche mese, in attesa che a settembre BlopBlop vada alla materna e i costi di una eventuale baby sitter siano ridotti.
Nonostante cominci ad essere davvero pesante restarmene a casa e sono sempre a rischio di un esaurimento nervoso, mi rendo conto che sia comunque una fortuna poter approfittare di tutto questo tempo coi bambini: prenderli e potarli alla materna/nido, avere il tempo di portare Blop a fare ginnastica e psicomotricità, accompagnare la sua classe ad alcune uscite (a dicembre, per esempio, li ho accompagnati al cinema), organizzare delle attività al nido di BlopBlop (una volta a trimestre vado una mattina a leggere dei libri in italiano e a cantare delle canzoni italiane coi bimbi), accompagnarlo agli atelier di lettura per i meno di tre anni al Centro Sociale del quartiere.

Parlando di Centro Sociale. A maggio dell’anno scorso mi sono fatta “fregare” dalla direttrice del nido di BlopBlop che cercava un paio di genitori per integrare il Consiglio d’Amministrazione dell’associazione, vendendomelo come “una riunione ogni due mesi circa, più ogni tanto qualche impegno in più, ma niente di che”. Siccome avevo voglia di uscire un po’ di casa, ho deciso di accettare. Mi sono presentata alle elezioni e mi hanno eletto.
Il suddetto consiglio di amministrazione é un covo di serpi, litigano a ogni riunione, non sono d’accordo su niente e c’è un’evidente differenza di opinioni tra i membri dall’età anagrafica giovane e quelli più anziani che, fondamentalmente, sono là da secoli e hanno tutto il “potere”. Potere poi di chissà cosa visto che lo facciamo tutti gratuitamente. Ah, ovviamente sono stata eletta per tre anni quindi mi tocca sorbirmeli fino alla fine del mandato perché non sono il tipo da mollare a metà un impegno preso. Magari in questi tre anni riusciremo a far cambiare alcune cose.

Siccome questo impegno mi sembrava poco, sono riuscita a farmi inviare al Consiglio di Quartiere nella sezione Carnevale, quindi una volta al mese mi riunisco con gli altri membri per organizzare il carnevale del quartiere che si svolge, tenetevi forte, a fine marzo. Prima o poi riusciro’ ad abituarmi al fatto che un carnevale francese non é come un carnevale italiano, ma ci vorrà tempo. Notare che la Presidente del centro sociale mi ha detto “vai alle riunioni, ma ovviamente non puoi prendere nessuna decisione senza prima parlarmene” e ovviamente non mi risponde mai quando le devo chiedere qualcosa o c’è una qualche decisione da prendere. Sono un membro assolutamente utile e, sicuramente, l’anno prossimo diro’ che non lo faro’ più perché mi sento presa in giro. Va bene non poter prendere decisioni senza prima discuterne con gli altri, mi sembra una cosa ovvia, ma almeno che ogni tanto si degnino di rispondermi. Senza contare che, all’ultima riunione del carnevale, un altro membro del consiglio di quartiere se ne é uscito dicendo che aveva visto con la presidente del CS che prestava i locali il giorno del Carnevale perché i membri delle compagnie di ballo possano cambiarsi. Ovviamente a me nessuno l’aveva detto e ho fatto proprio una bella figura, a guardarlo mentre parlava con la bocca spalancata da pesce lesso.

Un punto più gioioso, siccome sono a casa e ho tempo da perdere, é un anno che mi faccio seguire da una nutrizionista e ho perso 12 chili. Applausi, grazie. Speravo un po’ di più, in realtà, ma già sono contenta. Ora me ne mancano 4 per raggiungere il mio secondo obiettivo, uscire dall’obesità di tipo 1 (che brutto scriverlo, anche se é la verità) e poi se ne ho il coraggio tento il raggiungimento del terzo obiettivo: perdere altri 5 chili per scendere a un peso leggermente inferiore a quello che avevo all’inizio della prima gravidanza. Dai che pian pianino ce la posso fare.

1, 2, 3

Infine un articolo su BlopBlop!

Da qualche giorno ha imparato a contare fino a tre. Non ripete a pappagallo, ma per esempio se vede le scarpe dice “una scarpa, due scarpe” e via cosi con tutti gli oggetti che trova. Il massimo é quando usa il pallottoliere (grazie al quale abbiamo scoperto che il fratello sa contare fino 60 senza aiuto e fino a 100 con un po’ di aiuto al cambio di decina).
Ieri metteva in fila delle macchinine e diceva :

Un, deux, tre 

In un perfetto mix di italiano e francese.
Suo fratello dice che sa arrivare fino a 11, io l’ho sentito saltare dal tre al sei  e sette quindi ho i miei dubbi.

Prove di caduta denti

Sabato pomeriggio, dovendo sopravvivere a un week end sola coi bloppini, ho deciso di portarli al parchetto sotto casa, nonostante temessi la folla bambinesca e i possibili incidenti.
Blop e BlopBlop, felicissimi, si lanciano sullo scivolo e sperimentano nuovi modi di salire. Blop finalmente riesce a usare la rete per arrampicarsi (o come si chiama) senza piangere e lamentarsi che gli altri bambini la fanno muovere e lui ha paura a salire.
BlopBlop, stufo di aspettare che la mamma lo metta direttamente in cima, decide che la rampa con le prese da scalata non é più troppo pendente e sale da solo. Sedendosi in alto per dirsi bravo e battere le mani. Troppo carino.
Giocano con le bambine, litigano coi maschi, fanno cose da bambini. BlopBlop scopre che riesce a passare tra le sbarre della recinzione e, non appena volto lo sguardo, tenta di fuggire correndo verso la strada, prontamente bloccato dal fratello.
Arriva l’ora di andare via. Li avviso dieci minuti prima. Blop incredibilmente collabora, mentre BlopBlop decide che é giunta l’ora dei terribili due e scappa di corsa verso la strada. Suo fratello gli corre dietro e, invece di fermalo delicatamente, lo placca buttandolo a terra. Cerca di impedirgli di picchiare la testa perché é fragile (cit. Blop), ma facendo cosi lo fa cadere di faccia.

Accorro senza preoccuparmi troppo perché non é la prima facciata che uno dei due prende, ma BlopBlop stranamente piange e non si rialza. Lo tiro su e ha la bocca coperta di sangue. Una scena bellissima.
Cerco di calmarlo e pulirlo, lui piange, Blop piange chiedendogli scusa e urlando “dobbiamo correre in ospedale, muoviti mamma!” cosi devo calmare anche lui. BlopBlop si calma un secondo e gli chiede “Blop fait mal?” (Blop ti sei fatto male?)
Li faccio sedere su una panchina per cercare di calmarli e osservo con più attenzione la bocca di BlopBlop. Il dente davanti c’è, ma se ne é rotto un pezzettino. La gengiva é arrossata e ha una crosticina come se avesse strisciato pure quella sul marciapiede rugoso, ma almeno ha smesso di sanguinare.
Torniamo a casa, ceniamo col gelato perché é freddo e morbido e temo che qualcosa di duro faccia cadere il dente. Li metto  a letto, vado in bagno un secondo e sento Blop urlare “mamma! mamma! BlopBlop sanguina di nuovo, chiama l’ambulanza!” . Arrivo di corsa e nella stanza semibuia vedo un bambino piccino piccio’ seduto sul suo lettino con la faccia e i vestiti insanguinati. Sembrava un vampiretto dopo il pasto.
Lo scemino, trovato un ciuccio nel lettino, ha pensato bene di metterselo in bocca e l’attaccatura del dente si é rimessa a sanguinare un pochino, solo che con la bava sembrava tantissimo. Un po’ di ghiaccio e via, tutti a nanna.
Peccato che Blop si sia alzato ogni due ore per controllare che suo fratello stesse bene e ogni volta sia venuto a svegliarmi per farmi rapporto.
Oggi tutto bene, il sorriso col buchino mi fa un po’ tristezza, ma niente sangue né lamenti dolorosi. Domani provo a chiamare il dentista per vedere se puo’ darci un’occhiata, non tanto per il dente in sé quanto per la ferita sopra la gengiva, non vorrei si infettasse. Come si disinfetta la gengiva di un bambino?

Paleontologi e fiori

Blop ha una grandissima passione per i dinosauri e, da quando ha scoperto che si possono trovare le ossa, ha deciso che da grande vuole fare il paleontologo. Questa dei dinosauri è la “fase” più lunga che ha avuto, dopo quella dei pompieri e quella dei pirati. Ha anche un amico immaginario dinosauro, un triceratopo per la precisione, che si chiama nientepopo’dimenoche “il mio amico dinosauro“.
Blop: Mamma raccontaci una storia di Bibi e Bobo paleontologi coi fiori.
Io : Eh?
Blop: Senti che BlopBlop dice Bibi e Bobo
Io: Allora c’erano una volta Bibi e Bobo (alterego di Blop e BlopBlop nelle nostre storie inventate) che andavano alla ricerca dei dinosauri in una foresta. Cammina cammina, cadono in un buco e si ritrovano in un tunnel segreto pieno di fiori, lo seguono facendosi luce con la torcia elettrica
Blop: E il cannocchiale
Io: Non fa luce il cannocchiale. Comunque arrivano in un valle incantata (originalità a palate) e trovano dei dinosauri.
Blop : No, i dinosauri no
Io: Ma se volevi i dinosauri. Chi trovano allora?
Blop: Mamma e papà.
Io: Trovano mamma e papà e fanno un picnic con tutti i loro cibi preferiti e poi si mettono a giocare a nascondino tra i fiori.
Blop: No tornano a casa perché altrimenti rischiano di cadere in altri buchi
Io : Ma magari cadendo finiscono nel paese delle caramelle
Blop : No, tornano a casa. Ma come fanno a risalire se erano caduti?
Io: Papà usa la scala che si era portato
Blop: No, non ci sta mica nello zaino di papà
Io: Allora la costruiscono usando fiori e rami
Blop: Ma le scale si fanno di mattoni o metallo. Ci sono i mattoni?
Io : Allora papà costruisce una scala di mattoni e metallo e tornano in superficie
Blop: Riescono a portare su tutto? Il cestino, la tovaglia, le sedie?
Io: Si amore, portano su tutto e lo mettono in macchina
Blop: Ma no mamma, noi abbiamo i monopattini e voi ci seguite a piedi!
Io: Dormite adesso
BlopBlop : Bibi e Bobo !

365 giorni di testa tonda

Oggi é stata una giornata difficile. Già ieri ne avevo avuto le prime avvisaglie, ma oggi nonostante abbia fatto di tutto per passare dei bei momenti con Blop, il pensiero tornava là, a un anno fa in ospedale quando BlopBlop è stato finalmente operato per la sua craniostenosi.
Eppure è stato un anno tutto in discesa, nonostante qualche piccolo spavento. BlopBlop sta bene, anche se io passo più tempo del dovuto a controllargli la forma della testa, e ha capito come sfruttare la mia paura delle possibili testate per non farsi sgridare. Il mio diavoletto. Non so se è una conseguenza dell’operazione o dell’essere un secondogenito, ma ha sviluppato un bel caratterino e a volte me lo mangerei. Pero’ poi guardo la sua cicatrice e la sua bella testa tonda e subito mi intenerisco.

Prometto che non ne faro’ un appuntamento annuale sul blog e cercherò di scacciare tutte le mie paure, ma per quest’anno ho voglia di festeggiare il craniocompleanno di BlopBlop.

Il batterio

BlopBlop ha iniziato a vomitare martedì pomeriggio, la sera aveva oltre 39 di temperatura. Il mercoledì idem, ma invece che vomitare gli è venuta la diarrea.
Giovedì, per puro caso e fortuna, avevamo appuntamento dalla dottoressa che ha prontamente diagnosticato un batterio, probabilmente del ceppo Haemophilus Influenzae, che ha oltrepassato la barriera del vaccino e gli ha reso la gola uno schifo, gli ha causato l’otite (oh da quanto tempo! ) e la congiuntivite. Ora è qua sdraiato sul divano, sempre con la febbre che va e viene, moribondo, sempre infastidito dal fratello per il quale il concetto di lasciarlo in pace è estraneo. Siccome sono sola non posso spedirne uno fuori, a meno di non rinchiuderlo sul balcone.
Grazie al batterio sono saltati i seguenti programmi:
– sessione lettura per bimbi piccoli alla biblioteca col nido, mi avevano anche chiesto di accompagnarli . Sarà per il mese prossimo, se non tira fuori qualcos’altro
– serata bugnes (dolce di carnevale francese) organizzata dal quartiere questo giovedì
– BlopBlop doveva partire 4 giorni con la nonna paterna, invece ovviamente è rimasto qua
– festa di Carnevale con l’associazione italiana questo pomeriggio

Venerdì prossimo dovremmo partire per la Val d’Aosta, speriamo si sia rimesso un po’ in sesto e non abbia passato tutto al fratello (o a me).