Incomprensione madre-figlio

Oggi, guardando questo bel libro “Le mie prime parole da toccare” .

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Mamma: BlopBlop sai dirmi dov’è lo yogurt?
BlopBlop (con sicurezza): Là.

Peccato che là fosse il disegno del frigo e non quello del vasetto dello yogurt.
Colpa mia che dovevo essere più precisa e chiedergli qual era lo yogurt e non dove fosse.

 

 

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Ci rivediamo tra un anno

Oggi BlopBlop aveva la visita di controllo all’ospedale dei  cinque mesi post operatori.
Come ogni volta, nonostante la sua testolina si arrotondi sempre di più, vado con un po’ d’ansia, temendo qualche brutta notizia (per fortuna so che non sono sola e posso condividere le mie ansie con molto altri genitori).
Dopo aver preso le misure della testa di BlopBlop e fatto strani calcoli mentali, dopo averci chiesto se lamentava mal di testa e aver osservato il suo comportamento, ha concluso che va tutto bene e ci possiamo rivedere tra un anno.
Ci sono due frasi importanti: nessun ritardo psicomotorio e risultato funzionale ed estetico molto soddisfacente. Mi bastano queste.
Ci ha avvertito che, in rari casi, i punti e le viti non si riassorbono nell’osso da soli, ma bisogna togliergli con un intervento in anestesia locale, ma per adesso provo a non pensarci e a godermi i primi passi di BlopBlop al nido.

Pronti, partenza, leggiamo!

Uno dei libri in italiano preferiti da Blop perché unisce l’utile (imparare qualcosa, in questo caso le forme) al dilettevole (le varie filastrocche), senza dimenticare la parte tattile. Il libro, infatti, ha le pagine bucate per riprodurre le varie forme. Anche BlopBlop comincia a interessarsene e a girare le pagine tenendole dal centro.
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Un libro o un giocattolo? Da guardare, da toccare, da manipolare. Da tenere in mano anche quando la mamma è di là per non fare capricci. Per imparare con le dita, per imparare coi buchi.
Editore: La Coccinella
Anno edizione: 2015
Pagine: 24 p., ill. , Cartonato
Prezzo : 7,50€
Età : Dai 3 anni

Pronti, partenza, leggiamo!

BlopBlop, al contrario di quel grande lettore che è il fratello, fino ad adesso non ha mostrato una grande passione per i libri.
Inauguro, quindi, questa “rubrica” con un titolo che ha avuto la capacità di appassionarlo fin da subito:

Facciamo le facce

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Ogni faccia rappresenta una determinata espressione, che corrisponde a sua volta a un’emozione: gioia, rabbia, tristezza, stupore… I bambini avranno modo di osservare le immagini, esercitando la loro capacità di riconoscimento delle figure e degli stati d’animo associati.
A ogni faccia è affiancata una breve filastrocca che mamma e papà possono leggere ai piccoli i quali, avendo tempi di attenzione ridotti, preferiscono testi con poche parole e apprezzano, inoltre, la musicalità delle rime.

BlopBlop ama moltissimo imitare le espressioni che vede e se gli si chiede quale gli assomiglia indica quella che ride, mentre se deve indicare il fratello indica la faccia arrabbiata. Ogni volta mi viene da ridere, ma forse i miei figli stanno cercando di mandarmi un messaggio.

Editore: Gribaudo
Anno edizione: 2011
Pagine: 12 p., ill. , Cartonato
Prezzo : 7,90€

La forza delle parole

Eccoci di ritorno dalle vacanze. In realtà Blop e BlopBlop sono in Auvergne dai nonni paterni fino a lunedì, mentre noi tentiamo di finire di sistemare la casa.
Questo mese a Genova è stato bello, ma lungo e ho più volte rischiato l’esaurimento nervoso nel dover gestire figli, nonne, amici e parenti vari che hanno la molesta abitudine di metter bocca a tutto.

Blop è un bambino adorabile, ma anche molto difficile.
E’ scalmanato, testardo, oppositivo e capriccioso.
Intelligente e molto sensibile. Empatico.
Chiacchierone e abitudinario.

Sono la prima a perdere spesso la pazienza con lui e ad alzare troppo la voce. E’ stato un anno difficile per noi, ma soprattutto per lui, schiacciato dall’arrivo di questo fratellino dalla testa da curare. Senza contare l’ingresso alla materna, con tutte le sue regole, e il trasloco nella casa nuova. Onestamente ho trovato che avesse fatto molti progressi, ma durante le vacanze è peggiorato.
Intanto gli orari e le abitudini sono stati completamente sballati. C’era da vedere sempre gente, si andava a letto tardi, eravamo sempre in giro.
In più la maggior parte della gente è prevenuta nei suoi confronti.
Per esempio, Blop è scalmanato, ma non è mai stato violento. Magari c’è stato qualche scatto di gelosia nei confronti di BlopBlop, ma mai niente di eccessivamente preoccupante, anzi spesso è il fratellino che lo picchia/morde e lui si mette a piangere. A Genova, pero’, ha mostrato un aspetto aggressivo che non gli è suo. Immagino che il sentirsi ripetere “fai attenzione”, “non fare male al cuginetto o al fratellino”, “non dare fastidio agli altri bambini” quando magari lui ancora non aveva fatto niente non abbia aiutato.
Siccome è scalmanato, tutti prima giocavano con lui agitandolo, poi quando gli  adulti decidevano che era finito il momento di giocare lui doveva tornare calmo in 3 secondi crono, ovviamente senza riuscirci e beccandosi commenti negativi.
Mia nonna, per esempio, gli ripeteva spesso che era “cattivo”. Ora, io capisco che lei venga da un’altra epoca, ma ho passato metà delle vacanze a farle notare che più gli si dice che é cattivo per delle scemenze, più lui si comporterà in questa maniera.

Il primo giorno di vacanza, era il compleanno di mia cugina e i bambini (Blop, BlopBlop e  CuginoBlop) dovevano portare all’altare le fedi e due rose. Ovviamente, avendolo chiesto a tre bambini sotto i 4 anni, mia cugina sapeva che poteva succedere di tutto e voleva che fosse un momento tenero, ma anche un po’ buffo. Era stato anche preventivato che le fedi potessero cadere. Blop si è allenato due giorni per portarle, tutto contento della missione che gli era stata affidata.
Al momento di farlo, pero’, ha preso in mano il cuscino e le fedi si sono slacciate, cadendo. Le abbiamo rimesse e legate alla buona. Uno degli zii ha cominciato ad innervosirsi dicendo che Blop avrebbe rovinato tutto e che doveva sbrigarsi perché aspettavano (in realtà gli sposi stavano ridendo). A quelle parole Blop ha preso il cuscino e l’ha lanciato leggermente in aria, riprendendolo. Senza lasciarmi il tempo di intervenire, questo parente gliel’ha strappato di mano dicendo che tanto lo sapeva che Blop avrebbe rovinato tutto e portando lui stesso le fedi all’altare, con aria innervosita. Non volendo fare una scenata in chiesa (hanno sempre tutti paura di contrariarlo), non mi é restato altro che portare fuori Blop dicendogli di non ascoltare quello che gli era stato detto perché, in realtà, si era comportato bene.

Sempre il giorno del matrimonio, a fine serata, tutti i bambini giocavano con l’acqua della piscina. Blop arriva e prende un secchiello. Vedendo che tutti i bambini lanciavano l’acqua, lo fa anche lui e schizza leggermente la sposa che si mette a ridere e lo invita a ballare con lei. Contemporaneamente, gli altri adulti presenti lo sgridano perché non doveva giocare con l’acqua, né tantomeno lanciarla. Sgridano solo lui, dicendogli che fa sempre i dispetti e deve calmarsi. Mentre gli altri bambini continuano a giocare e a lanciare acqua. Mi é venuto un nervoso tale che ho deciso che era il momento di tornarcene a casa, altrimenti l’acqua l’avrei lanciata io a tutti.

L’ultimo giorno di vacanza, Blop e BlopBlop correvano lungo una strada pedonale sotto lo sguardo mio e di amici di famiglia. BlopBlop inseguiva suo fratello ridendo e cercando di acchiapparlo, Blop si gira e corre incontro al fratellino, ma nessuno dei due riesce a fermarsi a tempo e BlopBlop rimbalza letteralmente su suo fratello, cadendo a terra e sbattendo leggermente la testa. Senza farsi male. La mia prima reazione é stata di ridere perché la scena, visto che nessuno si era fatto niente, era da film comico. Peccato che nessun altro l’abbia pensata come me e tutti giù a dire che Blop deve essere responsabile, fare il bravo, smetterla di far male a suo fratello, lui è quello grande e maturo (!) e facendo piangere entrambi i bambini.  A quel punto ho capito che era il momento di tornarcene a casa.

Ora, mio figlio non è un santo. Mi fa spesso e volentieri impazzire, tende a portare chiunque all’esaurimento, ma non è cattivo.  Perché la gente non si fa mai gli affari propri e, soprattutto, perché non capisce che dicendogli cosi lo porta a comportarsi esattamente nella maniera in cui ci si aspetta da lui?
Io non dico che bisogna sempre giustificarlo, né dirgli sempre bravo. Se fa qualcosa di sbagliato sono la prima a sgridarlo, anzi spesso per paura di essere la ‘mamma che le fa passare tutte al figlio terribile’ temo di esagerare io stessa nel dirgli di stare bravo, comportarsi bene, etc. Ma mai e poi mai evidenzierei solo i suoi lati negativi, è già abbastanza insicuro di suo da non doverne aggiungere noi adulti.

Ma dove vai se il piedino viola hai – Seconda parte

Martedì BlopBlop ha fatto la radiografia al piede che ha rivelato la presenza di un pezzetto di qualcosa. Ho subito chiamato il pediatra, sperando potesse toglierlo lui in quattro e quattr’otto e fine.
Il pediatra lo visita e ci spedisce al P.S. con una lettera con scritto URGENTE a caratteri cubitali e  indicando che sospettava  cellulite al piede. Secondo lui gli avrebbero dato antibiotici per via venosa per bloccare l’infezione.

17h30
Arriviamo al PS e l’infermiera esita tra codice giallo o rosso perché non ha mai visto una cosa cosi. La sala d’attesa è pienissima e continuano ad arrivare bambini in barella, più o meno gravi.

20h15
Finalmente è arrivato il nostro turno. Il dottore giovane lo visita, é propenso a togliergli subito il corpo estraneo MA ha sbagliato stanza dove metterci e non ha il materiale adeguato. Torniamo in sala d’aspetto e un quarto d’ora dopo arrivano le infermiere per fare un prelievo a BlopBlop.
BlopBlop, degno figlio di sua madre,  ODIA i prelievi e le sue vene fanno sempre ostruzionismo cosi ci mettono un’ora per riuscire a prelevare qualcosa, tra le urla disumane di mio figlio. Già che ci sono gli danno anche degli anestetici per prepararlo all’estrazione.

21h30
L’infermiera mi avvisa che dobbiamo aspettare un’ora e mezza per il risultato delle analisi. Prima non si può fare nulla (e c’è il cambio di turno).

00h00
Comincio a trovare l’attesa lunga.  Mi scappa la pipi. Chiedo alle infermiere se possono tenermi BlopBlop mentre vado in bagno, una si stupisce che siamo ancora li. Le chiedo se hanno i risultati. Fanno tutte la faccia da “ops, abbiamo dimenticato questo paziente”, ma rispondono gentilmente che ce li hanno e che non appena il medico esce dalla sala operatoria glieli mostrano. Nel frattempo posso andare in bagno e sorvegliano loro il bambino, che nel frattempo si era addormentato nel passeggino.

2h30
Infine arriva il chirurgo. Un indiano che parla malissimo in francese e capisce fischi per fiaschi. Siamo entrambi stanchi, ci capiamo male, più o meno il dialogo è questo.
Dottore: Facciamo un’ecografia e vediamo se c’è qualcosa nel piede.
Io: Ma ha già fatto una radiografia e c’è qualcosa nel piede.
Dottore: Si, ma voglio essere sicuro. Se c’è qualcosa lo operiamo.
Io: Ma l’altro dottore voleva toglierglielo in ambulatorio.
Dottore : Eh, ma è giovane. Non si fa cosi, facciamo ecografia e poi vediamo
Io: MA NON POTEVA FARGLIELA FARE NELLE TREMILA ORE CHE SIAMO RIMASTI IN SALA D’ASPETTO ???? (Si, ho perso un attimo la pazienza e devono avermi sentito urlare anche in India)
Dottore : Eh, ma stasera tanta gente. Non decido io il tempo d’attesa.

Facciamo sta benedetta ecografia che mostra una cosa un po’ diversa dalla radiografia, ma c’è da dire che alle 3h del mattino stavamo tutti dormendo in piedi.

Dottore: Allora tornate alle 9h e l’operiamo.
Io: NO.
Dottore: Come no. Adesso non posso e voglio fare le cose bene.
Io: Siamo venuti con la metro e adesso non c’è nulla, percio’ piuttosto dormiamo sulle sedie in sala d’aspetto e se proprio volevate mandare a casa, potevate dircelo subito e non farci aspettare DIECI STRAMALEDETTE ORE.

E’ finita che mi sono messa a piangere senza vergogna e il dottore non ci ha rimandato a casa, ma ci ha trovato una camera nello stesso reparto dove già eravamo stati per la prima operazione di BlopBlop. Il dottore mi rassicura che l’avrebbero operato in mattinata e saremmo potuti uscire nel tardo pomeriggio.

10h 
BlopBlop è pronto per la sala operatoria. I medici no. L’infermiera gli da un po’ di succo di mela perché sto povero bambino era a digiuno dalle 19h della sera prima (non sapendo se operavano, non operavano, non gli avevo più dato nulla se non dell’acqua).

13h – 15h 
Finalmente operano. L’operazione dura più del previsto perché, vista la discrepanza tra radiografie ed ecografia, il chirurgo ha guardato nel dettaglio, ma ha trovato solo un minuscolo pezzo di vetro.

Per finire, non siamo usciti il mercoledì pomeriggio, ne il giovedì, ma l’infezione essendo abbastanza avanzata (ma guarda un po’, quasi 24h in ospedale senza antibiotici non è che guariva da sola) hanno preferito tenerlo sotto osservazione fino al venerdì.