1, 2, 3

Infine un articolo su BlopBlop!

Da qualche giorno ha imparato a contare fino a tre. Non ripete a pappagallo, ma per esempio se vede le scarpe dice “una scarpa, due scarpe” e via cosi con tutti gli oggetti che trova. Il massimo é quando usa il pallottoliere (grazie al quale abbiamo scoperto che il fratello sa contare fino 60 senza aiuto e fino a 100 con un po’ di aiuto al cambio di decina).
Ieri metteva in fila delle macchinine e diceva :

Un, deux, tre 

In un perfetto mix di italiano e francese.
Suo fratello dice che sa arrivare fino a 11, io l’ho sentito saltare dal tre al sei  e sette quindi ho i miei dubbi.

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Prove di caduta denti

Sabato pomeriggio, dovendo sopravvivere a un week end sola coi bloppini, ho deciso di portarli al parchetto sotto casa, nonostante temessi la folla bambinesca e i possibili incidenti.
Blop e BlopBlop, felicissimi, si lanciano sullo scivolo e sperimentano nuovi modi di salire. Blop finalmente riesce a usare la rete per arrampicarsi (o come si chiama) senza piangere e lamentarsi che gli altri bambini la fanno muovere e lui ha paura a salire.
BlopBlop, stufo di aspettare che la mamma lo metta direttamente in cima, decide che la rampa con le prese da scalata non é più troppo pendente e sale da solo. Sedendosi in alto per dirsi bravo e battere le mani. Troppo carino.
Giocano con le bambine, litigano coi maschi, fanno cose da bambini. BlopBlop scopre che riesce a passare tra le sbarre della recinzione e, non appena volto lo sguardo, tenta di fuggire correndo verso la strada, prontamente bloccato dal fratello.
Arriva l’ora di andare via. Li avviso dieci minuti prima. Blop incredibilmente collabora, mentre BlopBlop decide che é giunta l’ora dei terribili due e scappa di corsa verso la strada. Suo fratello gli corre dietro e, invece di fermalo delicatamente, lo placca buttandolo a terra. Cerca di impedirgli di picchiare la testa perché é fragile (cit. Blop), ma facendo cosi lo fa cadere di faccia.

Accorro senza preoccuparmi troppo perché non é la prima facciata che uno dei due prende, ma BlopBlop stranamente piange e non si rialza. Lo tiro su e ha la bocca coperta di sangue. Una scena bellissima.
Cerco di calmarlo e pulirlo, lui piange, Blop piange chiedendogli scusa e urlando “dobbiamo correre in ospedale, muoviti mamma!” cosi devo calmare anche lui. BlopBlop si calma un secondo e gli chiede “Blop fait mal?” (Blop ti sei fatto male?)
Li faccio sedere su una panchina per cercare di calmarli e osservo con più attenzione la bocca di BlopBlop. Il dente davanti c’è, ma se ne é rotto un pezzettino. La gengiva é arrossata e ha una crosticina come se avesse strisciato pure quella sul marciapiede rugoso, ma almeno ha smesso di sanguinare.
Torniamo a casa, ceniamo col gelato perché é freddo e morbido e temo che qualcosa di duro faccia cadere il dente. Li metto  a letto, vado in bagno un secondo e sento Blop urlare “mamma! mamma! BlopBlop sanguina di nuovo, chiama l’ambulanza!” . Arrivo di corsa e nella stanza semibuia vedo un bambino piccino piccio’ seduto sul suo lettino con la faccia e i vestiti insanguinati. Sembrava un vampiretto dopo il pasto.
Lo scemino, trovato un ciuccio nel lettino, ha pensato bene di metterselo in bocca e l’attaccatura del dente si é rimessa a sanguinare un pochino, solo che con la bava sembrava tantissimo. Un po’ di ghiaccio e via, tutti a nanna.
Peccato che Blop si sia alzato ogni due ore per controllare che suo fratello stesse bene e ogni volta sia venuto a svegliarmi per farmi rapporto.
Oggi tutto bene, il sorriso col buchino mi fa un po’ tristezza, ma niente sangue né lamenti dolorosi. Domani provo a chiamare il dentista per vedere se puo’ darci un’occhiata, non tanto per il dente in sé quanto per la ferita sopra la gengiva, non vorrei si infettasse. Come si disinfetta la gengiva di un bambino?

Paleontologi e fiori

Blop ha una grandissima passione per i dinosauri e, da quando ha scoperto che si possono trovare le ossa, ha deciso che da grande vuole fare il paleontologo. Questa dei dinosauri è la “fase” più lunga che ha avuto, dopo quella dei pompieri e quella dei pirati. Ha anche un amico immaginario dinosauro, un triceratopo per la precisione, che si chiama nientepopo’dimenoche “il mio amico dinosauro“.
Blop: Mamma raccontaci una storia di Bibi e Bobo paleontologi coi fiori.
Io : Eh?
Blop: Senti che BlopBlop dice Bibi e Bobo
Io: Allora c’erano una volta Bibi e Bobo (alterego di Blop e BlopBlop nelle nostre storie inventate) che andavano alla ricerca dei dinosauri in una foresta. Cammina cammina, cadono in un buco e si ritrovano in un tunnel segreto pieno di fiori, lo seguono facendosi luce con la torcia elettrica
Blop: E il cannocchiale
Io: Non fa luce il cannocchiale. Comunque arrivano in un valle incantata (originalità a palate) e trovano dei dinosauri.
Blop : No, i dinosauri no
Io: Ma se volevi i dinosauri. Chi trovano allora?
Blop: Mamma e papà.
Io: Trovano mamma e papà e fanno un picnic con tutti i loro cibi preferiti e poi si mettono a giocare a nascondino tra i fiori.
Blop: No tornano a casa perché altrimenti rischiano di cadere in altri buchi
Io : Ma magari cadendo finiscono nel paese delle caramelle
Blop : No, tornano a casa. Ma come fanno a risalire se erano caduti?
Io: Papà usa la scala che si era portato
Blop: No, non ci sta mica nello zaino di papà
Io: Allora la costruiscono usando fiori e rami
Blop: Ma le scale si fanno di mattoni o metallo. Ci sono i mattoni?
Io : Allora papà costruisce una scala di mattoni e metallo e tornano in superficie
Blop: Riescono a portare su tutto? Il cestino, la tovaglia, le sedie?
Io: Si amore, portano su tutto e lo mettono in macchina
Blop: Ma no mamma, noi abbiamo i monopattini e voi ci seguite a piedi!
Io: Dormite adesso
BlopBlop : Bibi e Bobo !

365 giorni di testa tonda

Oggi é stata una giornata difficile. Già ieri ne avevo avuto le prime avvisaglie, ma oggi nonostante abbia fatto di tutto per passare dei bei momenti con Blop, il pensiero tornava là, a un anno fa in ospedale quando BlopBlop è stato finalmente operato per la sua craniostenosi.
Eppure è stato un anno tutto in discesa, nonostante qualche piccolo spavento. BlopBlop sta bene, anche se io passo più tempo del dovuto a controllargli la forma della testa, e ha capito come sfruttare la mia paura delle possibili testate per non farsi sgridare. Il mio diavoletto. Non so se è una conseguenza dell’operazione o dell’essere un secondogenito, ma ha sviluppato un bel caratterino e a volte me lo mangerei. Pero’ poi guardo la sua cicatrice e la sua bella testa tonda e subito mi intenerisco.

Prometto che non ne faro’ un appuntamento annuale sul blog e cercherò di scacciare tutte le mie paure, ma per quest’anno ho voglia di festeggiare il craniocompleanno di BlopBlop.

Il batterio

BlopBlop ha iniziato a vomitare martedì pomeriggio, la sera aveva oltre 39 di temperatura. Il mercoledì idem, ma invece che vomitare gli è venuta la diarrea.
Giovedì, per puro caso e fortuna, avevamo appuntamento dalla dottoressa che ha prontamente diagnosticato un batterio, probabilmente del ceppo Haemophilus Influenzae, che ha oltrepassato la barriera del vaccino e gli ha reso la gola uno schifo, gli ha causato l’otite (oh da quanto tempo! ) e la congiuntivite. Ora è qua sdraiato sul divano, sempre con la febbre che va e viene, moribondo, sempre infastidito dal fratello per il quale il concetto di lasciarlo in pace è estraneo. Siccome sono sola non posso spedirne uno fuori, a meno di non rinchiuderlo sul balcone.
Grazie al batterio sono saltati i seguenti programmi:
– sessione lettura per bimbi piccoli alla biblioteca col nido, mi avevano anche chiesto di accompagnarli . Sarà per il mese prossimo, se non tira fuori qualcos’altro
– serata bugnes (dolce di carnevale francese) organizzata dal quartiere questo giovedì
– BlopBlop doveva partire 4 giorni con la nonna paterna, invece ovviamente è rimasto qua
– festa di Carnevale con l’associazione italiana questo pomeriggio

Venerdì prossimo dovremmo partire per la Val d’Aosta, speriamo si sia rimesso un po’ in sesto e non abbia passato tutto al fratello (o a me).

BlopBlop ha 2 anni – I festeggiamenti

Il primo compleanno di BlopBlop, tra un’otite e l’attesa della data dell’operazione, è passato un po’ in sordina. Pensando di festeggiarlo in ospedale, l’abbiamo organizzato all’ultimo secondo coi nonni paterni e stop. Certo a un bimbo di un anno non cambia molto, ma la differenza con la festa organizzata per Blop nel giardino della nonna, pieno di amici (nostri) e parenti, è notevole.

Quest’anno, complice la fortuna di essere nato a gennaio e non ad agosto, BlopBlop ha beneficiato di ben due feste. Una al nido, il giorno del suo compleanno, e una a casa il sabato successivo.
Il 25 abbiamo, perciò, portato una torta allo yogurt (cucinata e decorata da me, cosa non si fa per i figli) al nido e hanno festeggiato all’ora della merenda. Hanno spento le luci e portato la torta con le due candeline. Ho visto i video e BlopBlop era perplesso, ma contento. Ha provato più volte a spegnere le candeline, ma senza grandi risultati, finché non è stato aiutato dagli altri bimbi che hanno sputato soffiato sulla torta, tra mille risate. Quando sono andata a prenderlo mi ha raccontato “mamma ahi feu chaud no no no” (trad. mamma ahia fuoco caldo no no no ), mimando con le mani che non si doveva toccare la candelina. Era troppo buffo!

Il sabato pomeriggio grandi festeggiamenti con torta e muffin, sempre fatti da me, ma decorati con l’aiuto di Blop, famiglia e amici. Due nonne, una zia col fidanzato e la mia amica italiana con la figlia coetanea di Blop, giusto per avere un altro bambino in casa. In teoria doveva venire anche l’altra amica del cuore di Blop, ma era il compleanno del suo papà quindi niente. Per un attimo ho pensato di invitare altri amici con figli, ma poi mi sono ricordata che 64mq di casa non sono molti e che a BlopBlop ancora interessa poco. Ci sarà tempo per le feste piene di bambini eccitati ed urlanti.
Il vero exploit della giornata è stato riuscire a fare almeno una foto a BlopBlop DA SOLO mentre spegne le candeline, perché quella primadonna egocentrica e un po’ stalker del fratello era sempre accanto a lui.

Atelier Gioco e Lettura

Si cerca di non fare differenze tra i figli, invece inevitabilmente finisce che uno le fa, magari sentendosi anche in colpa.
Una differenza, magari un po’ scema, che ho fatto tra Blop e BlopBlop è stato sicuramente la quantità di attività che abbiamo fatto insieme. Presa dal mio status di neomamma ho portato Blop agli ateliers di massaggio mamma-neonato, a quelli di musica (perbene due anni!), in piscina e agli incontri tra mini bambini. Senza dimenticare il corso di ginnastica e gli ateliers in italiano, anche se a quelli in realtà spesso partecipa anche BlopBlop.

BlopBlop non ha fatto niente di tutto questo, pero’ ha beneficiato di lunghe attese nei corridoi dell’ospedale e di tanti tete à tete con la mamma post operazioni. Non saprei davvero dire chi sia il più fortunato dei due.
In realtà ho spesso pensato di portarlo a fare qualche attività con me, perché poi in casa finisce che io mi occupo della casa e lui gioca da solo da bravo bimbo qual è. La pigrizia, pero’, ha sempre vinto sulla mia voglia di fare, nonostante sono sicura che il corso musicale lo avrebbe apprezzato più BlopBlop del fratellone.

Da un paio di settimane, pero’, il lunedì mattina andiamo a degli incontri  di un’oretta organizzati dal Centro Sociale del nostro quartiere. Durante la prima mezz’ora un’animatrice legge delle storie su un tema specifico (l’inverno, le malattie, gli uccelli, …) dopodiché ci spostiamo in un’altra sala e, mentre i bambini giocano, noi chiacchieriamo e beviamo il caffè. Tra l’altro una delle bambine ( e la sua mamma) è una piccola giapponese che va al nido con lui e che, ho da poco scoperto, abita nella nostra stessa via. Quando si dicono le coincidenze!