Accident de travail

Il mio contratto Disney è finito con tre giorni di anticipo a causa (o per fortuna?) di una caduta in pieno lavoro. Una caduta stupidissima che mi ha storto il piede e mi ha bloccato a letto, e sul divano, da mercoledì sera. Ho dovuto fare anche una radiografia al piede, per verificare che non ci fosse niente di rotto, ma per fortuna è tutto ok. Spero, ovviamente, di recuperare la mobilità il più presto possibile.
Grazie a questo incidente, almeno, ho potuto avere un assaggio della sanità francese che, per chi è dotato di Carte Vitale, non è affatto male. Per chi non lo è come me, ovviamente, è un pò più dispendioso.
Domani, comunque, vado a ritirare le ultime cose rimaste alla Boiserie e la cauzione, dopodichè potrò dire con gioia au revoir a Disney e continuare a concentrarmi sulla ricerca di un nuovo lavoro.

Meno Sei

A dire il vero, contanto anche i giorni off, dovrei dire meno otto, ma il succo del discorso non cambia. Ancora sei giorni di Disney lavoro e saro’ nuovamente disoccupata.

Sei giorni lunghi e intensi, ma anche divertenti, ora che ho fatto un po’ amicizia col gruppo di Space. Sei giorni in cui cerchero’ di evitare la tour e, soprattutto, cerchero’ di non innervosirmi coi visitatori e prendero’ tutto in maniera molto zen, quando e’ possibile.
Ieri ho fatto piangere due bambini, troppo piccoli per salire sulle montagne russe, poi la team leader ha fatto piangere me, facendomi salire sulla Cata per validare la zona. 82 metri di altezza su una scaletta all’aperto. Non so ancora come ho fatto a scendere, cercando di trattenere l’attacco di panico fino al momento in cui non ho toccato terra e Stefano e Sandrine mi hanno recuperato. Sono bei momenti.

Sono bei momenti anche gli 101 alle 23.15 che ti fanno finire di lavorare piu’ tardi del previsto o le notti che passi a sognare di star lavorando, cosi’ poi ti svegli piu’ stanca di prima. Ancora sei giorni e poi chissa’ ….

Where is….?

Per essere un perfetto visitatore Disney devi possedere un senso dell’orientamento e dell’osservazione nulli. Infatti la domanda che mi viene posta piu’ spesso e’ dove si trovano i biglietti FastPass e l’ingresso FastPass per Space. Di per se non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che ogni volta che mi viene posta io (e ovviamente anche il visitatore) sia esattamente davanti alla scritta FastPass e alle macchine per avere i biglietti.
Un altro argomento di discussione divertente e stressante e’ l’altezza minima: 1m32. In realta’ ho scoperto che l’altezza minima dovrebbe essere 1m40, ma siccome non so quale star francese e’ piu’ bassa ha fatto ricorso e, alla faccia della tanto sbandierata attenzione alla sicurezza, il limite massimo e’ stato abbassato.
Verita’ o leggenda metropolitana non saprei, ma fosse vero non mi stupirebbe poi molto. Comunque, la maggiorparte dei genitori si preoccupa cosi tanto della sicurezza dei figli, da insultarmi ogni volta che impedisco a un bambino alto un metro scarso di entrare. Finora, la risposta piu’ bella che ho avuto e’ stata: “ma poi cresce“. Si, ma non nei quindici minuti della attesa prima dell’attrazione. Ovviamente poi mi si rimprovera di non avere cuore, di farlo apposta per rovinargli le vacanze, di provare gusto a far piangere i bambini, etc etc etc. Certo certo sono Miss Male e mi diletto a stare ore sotto il sole (o la pioggia) solo per avere il piacere di vedere un bambino piangere. Quando, poi, i piu’ crudeli mi sembrano i genitori che, una volta scoperto che il settenne figlio non puo’ entrare, lo lasciano tutto solo all’ingresso per delle mezz’ore. Per un po’ i piccoli resistono coraggiosamente, dopodiche’ si fanno prendere dal panico e si mettono a piangere…provate poi a cercare di convincerli che non sono stati abbandonati!
La seconda caratteristica per riconoscere un vero visitatore Disney e’ la non distinzione tra il verbo (e l’azione) premere/schiacciare e tirare. Il che crea non pochi problemi alla discesa dall’attrazione, perche’ un quinto dei visitatori rimane bloccato dalle protezioni e, invece di aspettare che un Cast Member arrivi ad aiutarlo, comincia a tirare incasinando tutto e nonostante tu gli dica di schiacciare, gli faccia vedere il gesto e gli dica di aspettarti che lo liberi subito, nulla,  viene preso dal panico e distrugge tutto.
Prima o poi me lo sento che insulto qualcuno….

Quasi un mese

Quasi un mese che lavoro a Eurodisney e gia’ di cose da raccontare ne avrei a centinaia.
Per il momento sta andando tutto bene, nonostante mercoledi, causa stanchezza, abbia fatto un po di casini, ma non era nemmeno una settimana che lavoravo autonomamente quindi mi e’ stato tutto perdonato.
Stare a contatto coi clienti, a volte, e’ davvero duro, soprattutto se si tratta di convincere qualche genitore che i limiti di altezza (o meglio bassezza) sono per salvaguardare i bambini e non per rovinare la vacanza ai genitori. Il mio sistema, oramai, e’ di dire direttamente al bambino che potrebbe rompersi una spalla, cosi anche se il genitore insiste lui si rifiuta categoricamente.
Oltre allaa categoria genitore che si sente furbo perche’ e’ riuscito a far entrare il bambino su Space Mountain, la mia categoria preferita e’ il visitatore imbranato che cerca di entrare a tutti i costi da una porta chiusa, spesso riuscendo a sfondarla, e non dall’apposito cancelletto. Io ogni volta mi pongo delle domande e non riesco a trattenere le risate.
Ovviamente ci sono anche visitatori simpatici e gentili, ma quelli non mi forniscono molti aneddoti da raccontare e quindi non sono divertenti.
Coi colleghi va abbastanza bene. Sono quasi tutti francesi, tranne un italiano e uno spagnolo, e discretamente simpatici. Come in ogni ambiente di lavoro ci sono vari gruppi che cercano di farsi le scarpe alla prima occasione, ma io cerco, saggiamente, di starmene ben alla larga, socializzare con tutti e con nessuno e scoprire chi davvero mi e’ simpatico, in modo da poter dire pochi ma buoni. Qualche appartenente a questa categoria l’ho gia’ trovato, ora vediamo se legheremo davvero oppure no.
Prossimamente cerchero’ di aggiornare con qualche resoconto divertente, sempre che ce ne siano….

Formazione

E’ da sabato mattina che si fa sul serio. Finalmente Space e’ operazionale, o quasi, e il mio alzarmi ogni mattina alle 5h ha un senso.
Per ora la formazione sta andando bene e, nonostante la paura iniziale, sto cominciando ad acquisire le nozioni di base che mi serviranno per lavorarci indipendentemente.
Da notare che oggi, tra una momentanea chiusura e l’altra (no, ma Space funziona proprio bene) sono stata mandata a fare un giro sull’attrazione per restare accanto a un ragazzo sordo che, altrimenti, da solo non sarebbe potuto salire. Che fortunella che sono…
Tra l’altro, in realta’, almeno un giro di show dovrebbe far parte della formazione, per sapere bene dove sono le varie animazioni e come e’ fatto il percorso. Come se io avessi fatto davvero attenzione a cosa succedeva. Ora vedremo cosa mi succedera’ domani….

Pique-nique

Approfittando della bella giornata di sole oggi, io e Koakoa, abbiamo fatto un mini picnic pomeridiano intorno al laghetto di Magny Le Hongre vicino alla Boiserie, residenza  dove abito in questi due mesi.
L’amore mio mi ha aspettato sul posto con copertina e cestino da picnic (o meglio borsa frigo) e io l’ho raggiunto all’uscita del lavoro.
Romantico e rilassante, proprio quello che mi ci voleva dopo le ore passate in piedi, sotto il sole, a dire che l’attrazione era chiusa e forse riaprira’ domani (e siamo gia’ a quattro giorni di chiusura,non succedeva da anni…)