Il carattere di Blop

Ogni bambino ha il suo carattere, con mille sfaccettature, ma ho da sempre l’impressione che quello di Blop sia un po’ “particolare”, niente di inquietante, ma che rende la vita di tutti i giorni particolarmente complessa (difficile, faticosa, ma interessante e stimolante)

Se dovessi descriverlo a qualcuno che non lo conosce direi che Blop:

  • é tenero e coccolone, ma soltanto se e quando vuole lui. Una delle sue frasi caratteristiche è “non mi piacciono i baci”. Peccato perché io lo riempirei di baci dal mattino alla sera e lo strapazzerei sempre di coccole
  • é ipersensibile. Ha spesso reazioni sproporzionate e crisi di pianto inconsolabili. E’ sensibilissimo alla temperatura, spesso è tutto troppo caldo, anche quando l’acqua è a temperatura normale; ai calzini che gli danno fastidio, alle etichette dei vestiti, ai rumori e agli odori troppo forti/fastidiosi
  • é un vero fifone e ha difficoltà con tutto ciò che riguarda i bébé che vengono allontanati dai genitori (per esempio, un giorno siamo andati al cinema a vedere Ferdinand e c’era questa scena in cui il toro prendeva una culla con le corna e portava il bimbo in giro facendolo ridere. Gli altri bambini in sala ridevano, lui piangeva disperato supplicandomi di uscire dal cinema). Non oso nemmeno fargli vedere un film Disney, già quando abbiamo visto Babar e Arlo sono stati dei traumi, allora non immagino cosa succederebbe con Bambi…
  • é empatico e non tollera l’ingiustizia. Si preoccupa sempre dei senzatetto, per esempio,  da che ne ha visti un paio e che ha capito chi sono.
  • parla sempre, ha sempre mille mila questioni e le risposte sembrano non bastargli mai. Questo si traduce in un’eccellente proprietà di linguaggio, tanto che spesso la gente che non ci conosce gli da facilmente uno o due anni in più.
  • ha un sense of humor (argh! non mi viene più in italiano) sviluppato, ma un’immaginazione limitata. O strana. Per esempio, ha un amico immaginario dinosauro, ma se gli dici che lui è u dinosauro ti risponderà con molto aplomb che “no, lui è un bambino“.
  • piange spessissimo e per qualsiasi cosa, ma questo l’ha sicuramente ereditato dalla mamma che dagli Scout è riuscita a vincere il trofeo lacrimuccia per quattro anni di seguito, poi penso si siano stufati di darlo sempre a me
  • é un vero perfezionista, ma ha anche molta paura del fallimento. Siccome la maggior parte delle cose, sia sportive che intellettuali, gli sono sempre venute facili, non appena c’è una cosa un po’ più complicata lui parte con un “non sono capace. Non ci riesco, quindi non lo faccio” preventivo. Prevedo anni scolastici particolarmente complicati e sicuramente non vuole parlare in italiano perché pensa di non saperlo, infatti dice agli altri bambini che lui l’italiano non lo conosce eppure quando lo parla senza rendersene conto ha una pronuncia perfetta
  • é disordinatissimo, ovviamente anche questo l’ha preso dalla sua mamma
  • ha una memoria formidabile
  • é molto portato per la matematica e l’apprendimento in generale, ma ha qualche difficoltà sulla scrittura, il disegno e il grafismo
  • gli piace molto giocare con gli altri bambini, ma ricerca maggiormente la compagnia delle bambine o di quelli più grandi. Ha comunque qualche problema relazionale, l’anno scorso veniva picchiato da 2-3 bimbi della sua classe, quest’anno é stato rimproverato più volte perché si faceva influenzare dagli altri e ultimamente mi dice che non mangia a mensa perché gli altri bambini glielo impediscono (questo pero’ lo devo ancora verificare perché tende un po’ a raccontare delle frottole sulle cose che fanno comodo a lui)
  • é un continuo testare i limiti, con noi e col maestro; rispondere, argomentare. Se fa qualcosa che non deve e glielo si fa notare, spiegandogli il perché lui risponderà con “ho capito, MA …”  e alla lunga diventa un po’ sfiancante
  • é in costante movimento, anche quando dorme. Altre volte è di una lentezza esasperante.
  • é molto intelligente ( si si, come dicono tutte le mamme dei loro figli), ma ho spesso l’impressione che ci sia come uno sfasamento tra come parla, come si comporta, quello che potrebbe fare. Non so come spiegare bene, direi che spesso si ha l’impressione che sia grande e quindi il tipo di comportamento che ha non vada bene, invece è il contrario. Sembra grande, ma in realtà ha solo quattro anni e mezzo, ma questo sfasamento c’è sempre un po’ stato. Sicuramente il fatto di essere il maggiore non aiuta perché essendo il maggiore ci si aspetta che sia grande e invece no! No! No! Cerco sempre di ripertermi “pensa a cosa faresti se ci fosse solo lui, cosa immagini che faccia un bimbo della sua età”.
  • é attenzionatissimo coi più piccoli, in generale anche con BlopBlop nonostante le ovvie gelosie e gli ancor più ovvi contrasti

Riassumendo, Blop è un bambino formidabile, interessantissimo, adorabile, lo amo immensamente, ma è anche molto molto molto molto stancante e spesso mi dispiace di non avere più pazienza per sopportare le sue mille domande, le sue crisi, le sue paure e i suoi fastidi (i calzini e le calze che lo infastidiscono ci accompagnano più volte al giorno, abbiamo provato a cambiare modelli, ma tutti sono cosi).

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BlopBlop ha 2 anni – I festeggiamenti

Il primo compleanno di BlopBlop, tra un’otite e l’attesa della data dell’operazione, è passato un po’ in sordina. Pensando di festeggiarlo in ospedale, l’abbiamo organizzato all’ultimo secondo coi nonni paterni e stop. Certo a un bimbo di un anno non cambia molto, ma la differenza con la festa organizzata per Blop nel giardino della nonna, pieno di amici (nostri) e parenti, è notevole.

Quest’anno, complice la fortuna di essere nato a gennaio e non ad agosto, BlopBlop ha beneficiato di ben due feste. Una al nido, il giorno del suo compleanno, e una a casa il sabato successivo.
Il 25 abbiamo, perciò, portato una torta allo yogurt (cucinata e decorata da me, cosa non si fa per i figli) al nido e hanno festeggiato all’ora della merenda. Hanno spento le luci e portato la torta con le due candeline. Ho visto i video e BlopBlop era perplesso, ma contento. Ha provato più volte a spegnere le candeline, ma senza grandi risultati, finché non è stato aiutato dagli altri bimbi che hanno sputato soffiato sulla torta, tra mille risate. Quando sono andata a prenderlo mi ha raccontato “mamma ahi feu chaud no no no” (trad. mamma ahia fuoco caldo no no no ), mimando con le mani che non si doveva toccare la candelina. Era troppo buffo!

Il sabato pomeriggio grandi festeggiamenti con torta e muffin, sempre fatti da me, ma decorati con l’aiuto di Blop, famiglia e amici. Due nonne, una zia col fidanzato e la mia amica italiana con la figlia coetanea di Blop, giusto per avere un altro bambino in casa. In teoria doveva venire anche l’altra amica del cuore di Blop, ma era il compleanno del suo papà quindi niente. Per un attimo ho pensato di invitare altri amici con figli, ma poi mi sono ricordata che 64mq di casa non sono molti e che a BlopBlop ancora interessa poco. Ci sarà tempo per le feste piene di bambini eccitati ed urlanti.
Il vero exploit della giornata è stato riuscire a fare almeno una foto a BlopBlop DA SOLO mentre spegne le candeline, perché quella primadonna egocentrica e un po’ stalker del fratello era sempre accanto a lui.

Atelier Gioco e Lettura

Si cerca di non fare differenze tra i figli, invece inevitabilmente finisce che uno le fa, magari sentendosi anche in colpa.
Una differenza, magari un po’ scema, che ho fatto tra Blop e BlopBlop è stato sicuramente la quantità di attività che abbiamo fatto insieme. Presa dal mio status di neomamma ho portato Blop agli ateliers di massaggio mamma-neonato, a quelli di musica (perbene due anni!), in piscina e agli incontri tra mini bambini. Senza dimenticare il corso di ginnastica e gli ateliers in italiano, anche se a quelli in realtà spesso partecipa anche BlopBlop.

BlopBlop non ha fatto niente di tutto questo, pero’ ha beneficiato di lunghe attese nei corridoi dell’ospedale e di tanti tete à tete con la mamma post operazioni. Non saprei davvero dire chi sia il più fortunato dei due.
In realtà ho spesso pensato di portarlo a fare qualche attività con me, perché poi in casa finisce che io mi occupo della casa e lui gioca da solo da bravo bimbo qual è. La pigrizia, pero’, ha sempre vinto sulla mia voglia di fare, nonostante sono sicura che il corso musicale lo avrebbe apprezzato più BlopBlop del fratellone.

Da un paio di settimane, pero’, il lunedì mattina andiamo a degli incontri  di un’oretta organizzati dal Centro Sociale del nostro quartiere. Durante la prima mezz’ora un’animatrice legge delle storie su un tema specifico (l’inverno, le malattie, gli uccelli, …) dopodiché ci spostiamo in un’altra sala e, mentre i bambini giocano, noi chiacchieriamo e beviamo il caffè. Tra l’altro una delle bambine ( e la sua mamma) è una piccola giapponese che va al nido con lui e che, ho da poco scoperto, abita nella nostra stessa via. Quando si dicono le coincidenze!

2 anni

2 anni sono passati dal tuo arrivo tra noi.
2 anni di paure, operazioni, risate, felicità e stanchezza, tanta tanta stanchezza.
Non sei più un bebé, ma è cosi che rispondi se qualcuno ti chiede come ti chiami. La colpa è anche di tuo fratello che continua ad andare in giro a dire a tutti che sei “il suo bebe”.

Oggi hai festeggiato al nido coi tuoi amichetti. Ho visto un video ed eri un po’ perplesso dall’arrivo della torta con le candeline, ma dopo un po’ hai sorriso e hai cercato di spegnerle soffiando.

Da una settimana a questa parte sei entrato di prepotenza nei terribili due. Se prima piangevi forte, molte forte, quando non eri contento, ma alla fine facevi quello che ti si chiedeva, adesso non c’è più verso. Ci guardi, sorridi dispettoso, dici “GNO” e continui imperterrito a fare quello che stavi facendo.

A 2 anni sei un vero coccolone. La sera, quando vengo a prenderti al nido, mi corri incontro gettandoti tra le mie braccia e dandomi tanti bacini.
A 2 anni canti e balli e chiacchieri ininterrottamente, anche se non si capisce molto di quello che dici. Hai un vocabolario limitato, ma le poche parole che usi sai combinarle insieme per fare delle mini frasi (ex. l’acqua è caduta, il forno è caldo).
A 2 anni adori giocare con le macchinine e i trenini, possibilmente di tuo fratello, ma anche con le costruzioni e i pennarelli. Quando siamo fuori ti arrampichi dappertutto,  giochi a palla o insegui tuo fratello cercando di imitarlo.
A 2 anni sai spogliarti (quasi) da solo, ma hai qualche difficoltà in più nel vestirti da solo.
A 2 anni non ami particolarmente né i libri (peccato), né i cartoni animati alla tv (meglio cosi’), ma ti diverti a dare da mangiare a Muffin e a coccolarla.

A 2 anni sei l’amore grande grande, ma piccolo piccolo della mamma  e mi sembra cosi incredibile che dopo di te non ci saranno altri bebè. Non crescere troppo in fretta, voglio godermi ogni singolo istante , anche quando mi fai impazzire e minaccio te e tuo fratello di abbandonarvi sul balcone.

Non sei obbligato a fare come gli altri

Quest’anno Blop, complice il trasferimento in un altro quartiere, ha integrato una nuova scuola materna. Nuova in tutti i sensi, sia per lui che per lei, perché ha aperto l’anno scorso.
Da brava mamma-ansia, temevo un po’ questa rentrée e come l’avrebbe presa il mio sensibilissimo bambino. C’è da dire che la scuola non ha facilitato il processo: le prime settimane era in una classe di moyenne section insieme ad altri 25 bambini, poi la scuola ha avuto la fortuna di poter aprire una nuova classe quindi lui è stato spostato in una classe mista petite/moyenne section (8 medi e 14 piccoli). Il vantaggio della classe nuova è che, essendo solo 8 medi, il pomeriggio il maestro riesce a seguirli molto meglio .
Nonostante questo ulteriore cambiamento, Blop sembrava essersi adattato molto bene. Gli piaceva il maestro, apprezzava i vari ruoli destinati ai medi (postino, controllare che tutti i bambini tornino in classe dopo la ricreazione, aiutare il maestro a mettere in ordine, contare gli assenti…) e sembrava farsi nuovi amici.

A inizio dicembre, pero’, il maestro mi ha chiesto se ci fosse un problema a casa perché non riconosceva più mio figlio. Capriccioso (molto più del solito), disubbidiente, oppositivo, litigioso, rompeva giocattoli e picchiava i compagni.
Blop non è un angelo, anzi. E’ un bambino molto dolce e sensibile, ma particolarmente vivace, capriccioso e oppositivo (tende a rispondere con un NO a qualsiasi domanda, poi magari cambia idea o passa ore a controbattere perché vuole avere ragione lui) pero’ non è mai stato violento, ne’ aveva mai rotto qualcosa appositamente.

Abbiamo provato a chiedergli spiegazioni, ma le risposte si mescolavano e contraddicevano tra loro : mi annoio, l’ha fatto anche S., perché il maestro non mi fa andare in bagno (?), non lo so perché lo faccio… e sicuramente altre che ora non mi ricordo.
La soluzione, o almeno parte della soluzione, è arrivata dagli animatori delle attività del venerdì pomeriggio. Alla festa di Natale ci hanno raccontato che Blop era bravissimo, si interessava e applicava nelle attività TRANNE quando era con i suoi compagni di classe, soprattutto con alcuni particolarmente problematici. La stessa cosa ci è stata detta dall’insegnane di ginnastica, che Blop frequenta al di fuori della scuola con una sua compagna. Quando lei non c’è è bravissimo, quando sono insieme diventano due pesti.

Sia noi che il maestro gli abbiamo, quindi, spiegato più e più volte che non era obbligato a fare le stesse cose dei suoi amici e che anche se si comportava bene loro avrebbero continuato a giocare con lui. Dopo questa spiegazione pare sia tornato il Blop solito, con un piccolo miglioramento : adesso dice buongiorno e a domani al maestro.

Non pensavo dover affrontare questo argomento già al secondo anno di materna, tanto più che all’inizio ero anche un po’ contenta che facesse qualche birbanteria coi suoi amici, visto che l’anno scorso nello stesso periodo si faceva picchiare da due o tre compagni di classe.

DIY – Calendario dell’avvento

Blop non è particolarmente portato per le attività artistiche, come sua madre, ma gli piacciono molto e spesso mi chiede di pittura, usare il pongo, creare cose. Siccome a me le attività creative non piacciono e mettono ansia, non ne facciamo quasi mai. Per fortuna, lui preferisce giocare a “fare gli esercizi” : esercitarsi a contare, imparare le lettere, risolvere mini problemi…

Il maestro ci ha, pero’, chiesto di farlo esercitare a tenere in mano una penna/pennello/gessetto (scoprendo ieri che non riusciva a farlo bene perché lo faceva con la destra, invece pare sia mancino) quindi cosa c’è di meglio del costruire un calendario dell’avvento per papà?

Materiale

2 contenitori da 12 uova o in alternativa 4 da 6 uova
pittura
pennelli
colla
1 rotolo di masking tape
1 foglio di carta su cui disegnare 24 cerchi coi numeri (noi abbiamo utilizzato le etichette offerte da Ludilabel)
tanta pazienza

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In questa foto ci sono ancora i rotoli di carta igienica perché la mia prima idea era stata di utilizzarli per il calendario (follia!)

Procedimento

  1. togliere il coperchio dalle scatole delle uova e tenerlo da incollare sotto per dare più stabilità all’insieme
  2. pitturare a piacere i contenitori
  3. una volta asciutti, incollarli ai coperchi o a un cartoncino (noi avevamo pitturato il cartoncino ed è risultato impossibile incollarlo alle scatole delle uova, magari con della colla più seria….)
  4. fissare i contenitori tra di loro, noi abbiamo utilizzato il masking tape natalizio
  5. riempirli con le sorprese. Non scrivo cosa abbiamo usato perché il diretto interessato potrebbe leggere e rovinarsi la sorpresa
  6. coprire ogni casella con un numero. Noi abbiamo usato il masking tape per fissarle alle scatole e fare in modo che si sollevassero facilmente. Non è stabilissimo, ma alla portata di un quattrenne.

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Più semplice di cosi non si poteva fare. Blop e BlopBlop volevano colorare tutto, ma a un certo punto si sono stufati e hanno deciso che andava bene cosi. Volevo farglielo fare in più volte, ma loro hanno preferito andare avanti e finirlo subito piuttosto che migliorarlo pian pianino. Per quest’anno ci accontentiamo, l’anno prossimo magari riusciamo a fare qualcosa di più elaborato.

L’unico neo è che rimane un pochino instabile, ci vorrebbe una base degna di questo nome (il famoso cartoncino che non siamo riusciti ad incollare).

 

Dilemmi natalizi

Blop: Dov’è papà?
Mamma: Al lavoro
Blop: Papà lavora sempre sempre sempre. Pero’ a Natale non lavora.
Mamma: A dire la verità, quest’anno lavora anche a Natale
Blop: Non è vero! Non si lavora a Natale
Mamma: Invece si, papà a volte lavora anche a Natale ed è per questo, visto che non c’è, che quest’anno andiamo a Genova da nonon.
Blop: Ah – attimo di pausa pensierosa – ma (Babbo)Natale mi troverà per portarmi il garage, vero?

E’ più triste per l’assenza del papà o per il rischio di non ricevere l’adorato garage che chiede e richiede da settembre?
Garage che, tra l’altro, è previsto riceva, ma che andando e tornando da Genova in treno non è fattibile portarselo dietro perché sicuro se ne accorge all’andata e ciao sorpresa, oltre all’ovvia scomodità. Avevo pensato di fargli la sorpresa una volta rientrati a casa, ma se non lo trova sotto l’albero genovese (si sa che  il Babbo Natale genovese è molto tirchio) farà una scenata pazzesca? O i miliardi di regali di tutto il parentado basteranno a distrarlo?