Honeymoon parte seconda – Blop si traveste da Pimpa

La seconda parte del viaggio è stata molto, ma molto più tranquilla, anche se qualche disavventura non è mancata.

Lasciata la Scozia ci siamo diretti, questa volta in treno, in una località costiera del nord dell’Inghilterra dove risiede la famiglia inglese di mio marito. Lo scopo era andare a trovare la nonna, che lui non vedeva da quindici anni, e farle conoscere l’ottavo bisnipotino. Questo senza tenere conto dell’espansivo fratello maggiore di mio suocero che, da bravo italiano mancato, ha trasformato l’evento in una gigantesca riunione di famiglia! Data la mia timidezza e il mio inglese non proprio perfetto ( e praticamente non utilizzato dal 2011) temevo un po’ questo incontro, invece è stata una bella esperienza che mi ha lasciato con la voglia di tornare e approfondire il ramo inglese. No, non lo dico solamente perché mio marito legge il blog, sappiate che lo penso davvero. Soprattutto ho adorato vedere Blop giocare con le sue (bis)cuginette come se le conoscesse da sempre, lasciare mamma e papà sul divano e farsi coccolare da tutti quegli estranei simpatici e un po’ somiglianti a papà. Tentare di rubare qualche patatina fritta e farsi insegnare dalla bisnonna a chiudere una teiera. Sarà un luogo comune, ma la nonna che beve il té alle cinque con una fetta di torta, seduta sulla sua poltroncina, era l’immagine stessa dell’Inghilterra. O almeno di quella di una volta.

Lasciata la famiglia inglese al suo tea time, passiamo alle disavventure gallesi. Volete che non ci siano state disavventure?
In realtà ce n’é stata solamente una, a Cardiff, ma talmente grossa da valere almeno quante quelle scozzesi tutte insieme : la notte prima del nostro arrivo, riceviamo una mail in cui ci si avvisa che il monolocale che abbiamo affittato a gennaio non è più disponibile, ma che potrebbero avere un’altra sistemazione da offrirci se chiamiamo al numero indicato.
Avendo letto la mail la sera a mezzanotte, tentiamo di chiamare la mattina dopo prima di prendere il treno per Cardiff. Peccato che il numero che ci è stato dato non esista o sia sbagliato o chissà.
Continuiamo comunque il nostro viaggio e, una volta arrivati all’indirizzo dell’appartamento, il portiere ci dice che la società che li affitta non esiste più da almeno quindici giorni. Panico.
Tentiamo di farci prestare un telefono fisso dall’albergo accanto, ma la signorina all’accoglienza l’unica cosa che ci dà è il numero del servizio clienti di Hotel.com, il sito da cui avevamo prenotato il monolocale. Dopo più di due ore al telefono col servizio clienti, ci trovano una camera per due notti in un altro hotel, offrendoci le quindici sterline di differenza tra le due prenotazioni. Sterline spese stando al telefono con loro, tra l’altro. Almeno non dobbiamo fare molta strada, ma ammetto che ho rischiato la crisi di panico e un piantino me lo sono anche fatto, soprattutto perché già mi immaginavo dormire sotto un ponte con Blop. Non sono melodrammatica io, proprio no.
Ci siamo cosi ritrovati a lavare tutti gli abiti a mano, nella vasca da bagno di un hotel tre stelle,  a stenderli un po’ ovunque e ad accelerare l’asciugatura col phon. Abbiamo provato a cercare una lavanderia automatica, ma ce ne sono sempre tranne quando ti servono.
La seconda disavventura sono stati i famosi puntini rossi che, in un paio di giorni, hanno invaso pancia, braccia e gambe di Blop. Subito pensavo ai denti, ma no, quelli mancano sempre. Poi nell’ordine a un’irritazione da pannolino, una qualche malattia infettiva, un colpo di calore (sopratutto il papà). In effetti, il giorno in cui abbiamo visitato Cardiff faceva particolarmente caldo e io avevo dimenticato la crema solare in albergo, perciò Blop dev’essere l’unico bambino piccolo che torna da un viaggio nel Regno Unito abbronzato.

Cos’abbiamo visitato?
Cardiff, il suo castello e il suo waterfront; il Brecon Beacons National Park (in macchina), Dan-Yr-Ogoff National Showcaves, Aberystwyth e il Vale of Rheidol Railway,  Swansea, Bristol.

Cosa ci è piaciuto di più?

L’esposizione sulle mura del castello di Cardiff usate come rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale, le Showcaves con le loro impressionanti stalattiti e stalagmiti, ma anche i dinosauri a dimensione reale piazzati un po’ qua e là tra una grotta e l’altra, la camera d’hotel vista mare di Aberystwyth, le pecore e le mucche in libertà.

Cosa non ci è piaciuto?

I gallesi al volante, peggio degli italiani e dei francesi messi insieme! Invece in Scozia sono tutti rispettosissimi e pare si guidi bene, io non ho provato.

Cosa cambieremmo?

Come per la scozia, abbiamo dovuto ridurre le nostre pretese e abbiamo deciso di fermarci a Aberystwyth anche se il programma originale prevedeva che arrivassimo fino a Caernafon. Sarà per la prossima volta.
Sicuramente cambieremmo anche Europcar per un’altra società che affitta macchine perché, pur se gentilissimi, ci hanno consegnato l’auto con un’ora e mezza di ritardo, obbligandoci a cambiare programma e ad eliminare un castello dalle nostre visite e, soprattutto, ad aspettarli al sole davanti alla stazione con un bambino piccolo.

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