Incubi

Come accennato nel post precedente, da qualche tempo il sonno di Blop è disturbato da qualche incubo. Sia a casa, durante la notte, che all’asilo durante il pisolino, è capitato che si agitasse nel sonno dicendo “no, no, no!” o si svegliasse spaventato, chiamando mamma/papà.
Le maestre ci hanno subito rassicurato dicendo che era sicuramente una fase, pare che gli incubi comincino spesso a questa età in cui i bambini non sanno ancora fare bene la distinzione tra realtà e fantasia ed è proprio durante la notte che elaborano le novità e/o le inquietudini.
Nuovi compagni all’asilo, arrivo del fratellino, progressi nel linguaggio e nell’autonomia, tante cose importanti per un duenne.
L’altra sera, perciò, all’ennesimo risveglio, ho voluto capire un po’ meglio cosa lo spaventasse e nel dormiveglia sono riuscita a farmi dire che c’era un mostro nel letto e che lui aveva paura. Eppure durante il giorno i mostri gli piacciono e gioca ad imitarli!
Mentre pensavo a come fare per tranquillizzarlo, oltre a dirgli che i mostri non fanno paura e che se voleva potevo restare un pochino con lui, l’occhio mi è caduto sul peluche della volpe bianca a nove code che li abbiamo portato dal Giappone e mi è venuta un’idea. L’ho presa e, dolcemente, gli ho spiegato che la volpe rimaneva nel lettino con lui perchè il suo compito era di allontanare i mostri e di non fargli avere paura. E’ subito sembrato più tranquillo e non ci sono più stati risvegli spaventati anzi, stasera ha voluto lui stesso spiegare a suo padre cosa facesse la volpe.
Non so se e quanto funzionerà, ma per il momento sembra essere sufficiente e sono contenta di me (e il mio sonno mi ringrazia ).

Rientro e nuove partenze

Venerdì sera il marito ed io siamo rientrati in quel di Lione, dopo un viaggetto di sole 24h.
Il Giappone è stupendo, forse più di quanto mi immaginassi, e 10 giorni scarsi sono davvero pochi per poterne approfittare davvero, ma ammetto che il mio cuore di mamma gli ultimi due giorni soffriva come non mai e non vedeva l’ora di riabbracciare Blop. A ogni bambino che incontravamo mi veniva quasi da piangere. Sono grave, lo so.
Mi ero fatta tutto un trip incredibile sul momento dell’incontro: Blop che ci aspettava impaziente con un cartello in mano (si, a soli 14 mesi), davanti alla porta degli arrivi. I nostri sguardi che si incrociano al ralenty e poi ci lanciamo l’uno nelle braccia dell’altra, magari piangendo un po’. Inutile specificare che non è andata affatto così. Intanto perché la mia valigia è arrivata per ultima, un’ora dopo l’atterraggio dell’aereo, e Blop ovviamente si era stufato di aspettare impaziente davanti alla porta. In più aveva fame, quindi la nonna gli ha dato da mangiare e non ci ha visto arrivare. Io gli sono corsa incontro comunque, senza piangere pero’, e l’ho stritolato in un enorme abbraccio che lui mi ha vagamente reso. Più che altro si è degnato di farmi un sorrisino timido e contento, prima di partire all’esplorazione dell’aeroporto. Blop, 14 mesi e mezzo e molta indipendenza.

Ieri pomeriggio il marito è partito alla volta di Tours per un corso di formazione che doveva durare 4 mesi e invece, ne durerà soltanto 8. Per fortuna quasi la metà della formazione, quella pratica, la potrà fare a Lione così noi non ci dimenticheremo che faccia ha. E avrà addirittura due settimane di vacanza per Natale E Capodanno. E’ la prima volta che succede da che ci conosciamo!
Come ogni volta che parto in vacanza, sono stata contattata per una proposta di impiego e, così, domattina dovrei avere un colloquio per un posto part time e a tempo determinato di un mese (rinnovabile) in una rinomata università lionese, a partire da lunedì prossimo. Dico dovrei perché oggi, mentre mi godevo un pomeriggio di riposo e libertà, il nido mi ha chiamato informandomi che Blop aveva la febbre a 39° e sono corsa a recuperarlo. Un’ora fa la febbre è finalmente scesa a 38,3 e lui si è addormentato. Speriamo passi una notte relativamente tranquilla e domani si svegli senza febbre e, magari, con il primo dentino.

3.2.1. Partenza!

Tra poche ore si parte!
Il maritino ed io stasera saremo a Parigi, all’aeroporto CDG, per poi prendere, lunedì mattina, l’A380 della compagnia Emirates alla volta di Dubai.
Dopo una visita lampo a Dubai, giusto il tempo di vedere il grattacielo più alto (per ora!) al mondo e morire di caldo, mercoledì mattina partiremo alla volta di Tokyo.
Giappone, aspettaci!
Nonostante la durata del viaggio sia stata accorciata di qualche giorno all’ultimo minuto, causa impegni lavorativi del maritino, ci resta abbastanza temo per visitare Tokyo, scoprire Kyoto e la sua foresta di bambù, partecipare a una cerimonia del té, fare una visita rapida a Nara e soggiornare in un ryokan tradizionale a Osaka.

Nel frattempo, Blop resterà qui a casa coi nonni paterni e spero tanto non rimanga traumatizzato dall’esperienza, perché io e lui non siamo mai stati separati per più di qualche ora! Al massimo un giorno intero, ma sono sempre rientrata a casa la sera e mi ha sempre trovato la mattina, al suo risveglio. Per fortuna esiste Skype e potrò chiamarlo tutti i giorni (o quasi) sfidando fusi orari e jet lag.

Ci risentiamo a partire dal 25 ottobre!

Mio marito realizza i sogni

La mia più grande passione, in comune con mio marito, è viaggiare. Scoprire posti nuovi, nuove lingue e nuove culture.
Ovviamente ci sono alcuni luoghi che mi attirano più di altri (Grecia, Giappone, Canada, Paesi del Nord, Egitto), ma per un motivo o per l’altro, sono proprio quelli in cui ho più difficoltà ad andare. Forse perchè alcuni sono tra i più cari o lontani?
Non sono nemmeno mai uscita d’Europa, anche se quando ho fatto il passaporto, nel 2008, sognavo di riempirlo in pochissimo tempo.
Mio marito, però, ha il dono di spazzare via i miei timori, incoraggiarmi e obbligarmi a vincere la mia pigrizia.
Nel 2010 mi ha portato in Grecia, meta né cara, né lontana, ma è stato già un inizio.
Nel 2014, ad ottobre, mi porterà undici giorni in Giappone.
Ieri sera è riuscito a convincermi, vincendo le mie resistenze da neomamma e da disoccupata. D’altronde i suoi argomenti erano tutti sensati e li condividevo.
E’ un nostro sogno e se, l’anno prossimo tornerò a lavorare o se metteremo in produzione una o due sorelline per Blop, diventerà sempre più difficile decidere di prendere e partire.  In più Blop è piccolo, ma nemmeno troppo, i nonni paterni possono facilmente occuparsene in quei giorni perchè non lavorano, Muffin lo sorveglierà attentamente.
Quindi è deciso, i biglietti aerei sono prenotati, la prima notte a Tokyo anche, le due notti di scalo a Dubai anche.

Giappone, aspettami!