15 mesi

Causa stress da operazione, ho colpevolmente saltato qualche mesiversario di BlopBlop, cosi’ poi non saprò più rintracciare i suoi progressi.

A 15 mesi e qualche settimana, BlopBlop :

  • cammina e corre per tutta la casa, possibilmente inseguendo il fratello
  • mangia di tutto come un vero porcellino
  • ha sempre 8 denti
  • picchia suo fratello che, immancabilmente, si mette a piangere
  • é testardo come un mulo
  • capisce benissimo italiano e francese e risponde alle domande con un movimento della testa per dire si o no
  • ama ballare e trasportare cose per tutta la casa
  • sa eseguire richieste semplici (vai a tavola, vieni in bagno, porta questo a papà, …)
  • se vede che inizio a vestirmi per uscire va a prendre giacca e scarpe e me le porta
  • chiama tutti mamma, raramente papà

Il vocabolario migliora di giorno in giorno, ora sa dire:

  • mamma
  • papà
  • Maaa per Muffin
  • là (indicando col dito)
  • tiens per tieni
  • allo (portandosi la mano all’orecchio)
  • ciuciu per ciuccio (anche se Blop lo corregge dicendogli tetine)

Più altre parole varie ed eventuali che magari ripete una o due volte, ma non utilizza ancora quotidianamente.

Vocabolario bloppesco #3

Blop e’ a Genova da una settimana e mezza e, nonostante continui a parlare in francese, utilizza sempre più parole in italiano. O italiano bloppesco.

Mamma : Cosa ti e’ piaciuto del museo?
Blop : Les dinosaures dans les VUOV (I dinosauri nelle UOVA)

Mamma : Cos’hai fatto oggi?
Blop : Ho comprato un ballon et j’ai mange’ un leccalec (ho comprato un pallone e ho mangiato un lecca lecca)

L’italiano, secondo Blop, si parla troncando le finali delle parole, chissà perché…

Progressi linguistici

BlopBlop, 14 mesi appena compiuti e un vocabolario degno di un chiacchierone.

Mamma
Papa’
La’ (con dito puntato per indicare quello che vuole)
Te’ (contrazione di tieni/tiens)
Chocolat (cioccolato)
Allo (Pronto, con tanto di manina sull’orecchio per simulare il telefono)

Più un sacco di altri suoni e pseudo parole di cui non abbiamo ancora compreso il significato.

3 anni e mezzo

Blop ha tre anni e mezzo e, ogni giorno, ci stupisce con le sue continue scoperte e gli enormi progressi.
E’ sempre stato un bambino attivo e curioso e, nonostante l’avessimo un po’ “frenato” con l’arrivo del fratello, dall’inizio della materna é passato dall’essere ancora un po’ un bebe a una vera e propria personcina di piccole dimensioni.

A 3 anni e mezzo, Blop :

  • conta tranquillamente fino a 20 in francese e a 10 in italiano, considerando che fino a Natale quasi non diceva una parola in italiano e’ un vero progresso.
  • sa riconoscere i numeri se li vede scritti e, a volte, sembra che faccia di mini calcoli. Per esempio, l’altro giorno avevamo 4 pastelli, ne é caduto uno e mi ha detto che ne restavano tre, poi ha proseguito che se ne cadeva per caso un altro erano solo due e via cosi fino a zero.
  • inizia a interessarsi alle lettere e ne riconosce un paio se le vede scritte. Per la gioia di chi ci sta intorno, dobbiamo leggere tutti i cartelli stradali, le insegne dei negozi e le scritte dei negozi (d’altronde sua madre era conosciuta in tutti i negozi di Cornigliano perché leggeva tutti i pacchetti di pasta e biscotti che incontrava, ben prima dei 4-5 anni).
  • racconta, più o meno, quello che fa alla materna. Quanto sia vero e quanto inventato, pero’, non é dato saperlo.
  • ha due amichette del cuore e vorrebbe portarsele a casa tutti i giorni. O andare a casa loro. O fare entrambe le cose lo stesso giorno.
  • ama andare a ginnastica.
  • gioca coi puzzle, disegna omini e pesci con le braccia dentro alla pancia degli squali. Provvisti di braccia e gambe anch’essi, ovviamente.
  • ha una passione folle per i dinosauri e ripete a tutto spiano che lui è un triceratopo.
  • ha la lacrima facile, come la sua mamma ovviamente, e gestisce ancora male la frustrazione. Alla prima contrarietà si mette a piangere. Se non riesce a gestire le troppe emozioni, si mette a piangere. Se e’ arrabbiato, si mette a piangere. Praticamente piange tutto il giorno (oh gioia!)
  • ama ripetere le storie che gli raccontano a scuola e cantare le canzoncine, possibilmente ballando. Ho scoperto che sa anche cantare le ninne nanne in italiano, nonostante non lo faccia mai.
  • fa il buffone per smorzare gli animi e ridurre la tensione, soprattutto quando siamo tutti stanchi.
  • quando fa qualcosa che sa essere sbagliato, ti guarda e dice “era uno scherzo/l’ho fatto per finta”.
  • vuole bene a suo fratello anche se ogni tanto glielo dimostra in maniere un po’ contorte (pungenti sulle mani, leggere spinte, abbracci stritolanti). Per fortuna suo fratello lo venera e si lascia fare qualsiasi cosa…meditando vendetta.
  • é molto restio all’uso delle posate, all’ordine e all’andare a letto.
  • si veste e sveste da solo; non usa più il pannolino di giorno ne’ di notte, anche se qualche incidente ovviamente capita ancora; si lava i denti, soprattutto se obbligato.
  • adora i libri e ogni 2 o 3 sabato prendo il tempo di andare, io e lui da soli, in biblioteca per riportare i libri presi in prestito e sceglierne altri.
  • l’ubbidienza non é il suo forte. Non so se è carattere o se è colpa nostra, ma non fa praticamente mai le cose alla prima (tranne dare la mano per attraversare la strada) e cerca sempre di convincerci che ha ragione lui. Alla lunga, questo suo ribattere e’ abbastanza stancante.
  • oramai i perché?, come mai?, cos’è? non si contano più. Domande, domande, domande tutto i santo giorno e non è che puoi dirgli di stare zitto e limitare la sua curiosità (pero’ se potessi, a volte lo imbavaglierei).

 

Sono curiosa, e terrorizzata, di scoprire cosa ci riserverà i futuro!

Un anno di BlopBlop

A un anno, BlopBlop e’ un coccolone dispettoso. Basta che ci sia la possibilità di essere operato e lui…si ammala!

A un anno, BlopBlop comincia i primi timidi tentativi di camminata in solitaria. Ogni tanto ne fa uno o due per raggiungere le braccia della mamma, ma si vede che non e’ propriamente convinto. Molto meglio spostarsi a gattoni o attaccato ai mobili di casa.

A un anno, BlopBlop chiacchiericchia ma niente di eccezionale. Dice mamma, papa’ e baba che noi pensiamo sia riferito a Blop, ma per il resto comunica a gesti o a gridolini incomprensibili.

A un anno, BlopBlop venera suo fratello maggiore e si lascia fare (quasi) di tutto. Arrivera’ il momento della vendetta.

A un anno, BlopBlop ha scoperto l’esistenza dei giocattoli e si diverte a impilare due cubi, far girare la trottola o tentare di costruire la piramide ad anelli.

A un anno, BlopBlop adora ballare e canticchiare. Esplorare il mondo che lo circonda, seguire la mamma ovunque (soprattutto in bagno), mangiare e coccolare la gatta.

Buon compleanno, Amore mio.  

Il primo incontro con la maestra

Il primo incontro con la maestra di Blop, la settimana scorsa, non si e’ svolto che mi aspettavo. Premetto, pero’, che l’ansia crescente per l’operazione di Blopblop potrebbe avermi resa più sensibile e farmi mal percepire le cose (oppure no).

Dopo averci fatto installare sulle comodissime seggiole formato ridotto, la maestra ha voluto un po’ sapere com’era Blop a casa, per poi dirci che anche a scuola Blop dice sempre NO! a tutto quello che gli viene proposto. In maniera preventiva, pero’ poi passato questo scoglio e’ volenteroso e fa quello che gli si chiede oppure e’ lui stesso che vorrebbe fare tutto, aiutare, anche quando non e’ capace. Detto questo, secondo lei questo suo no preventivo e’ sintomo di mancanza di fiducia in lui e negli altri e sarebbe bene portarlo dallo psicologo.
A questa affermazione il mio cervello e’ andato in tilt. Mi aspettavo qualsiasi cosa da questo incontro, mi aspettavo che dicesse che Blop e’ testardo, a volte capriccioso, turbolento, ma lo psicologo proprio no. Ammetto di non averla presa proprio benissimo, forse me lo immaginavo gia’ riempito di antidepressivi, chissà. Siccome non e’ la prima volta che mi si consiglia lo psicologo a causa della testardaggine e di certe crisi di mio figlio (mia suocera, la figlia della compagna di mio suocero, un’amica di famiglia. Tutti francesi, per la precisione) ne ho parlato col pediatra che mi ha rassicurato che non ce n’era affatto bisogno e che Blop e’ un bimbo intelligente, coi suoi interessi e il suo carattere e le maestre dovrebbero smetterla di consigliare sedute dallo psicologo.

Tornando all’incontro con la maestra, ci ha raccontato che Blop gioca molto con i giochi da maschio (trenini, macchinine), non vuole cantare da solo davanti agli altri bambini, ama correre in cortile e andare in bicicletta, parla più volentieri con gli adulti che con i coetanei, non socializza ancora molto con gli altri bambini (nonostante io avessi notato che ultimamente parlava sempre più spesso di alcuni bambini) anche se e’ attirato da quelli un po’ più vivaci come lui, si vede che non sa disegnare anche se ci prova e dovrebbe farlo più spesso anche a casa. Strano perché , e gliel’ho anche detto alla maestra, Blop a casa disegna con pastelli e pennarelli, usa la pittura, il Dido… Bisognerà che le mostri le mie inesistenti capacità artistiche, perche deve essere ereditario.

Alla riunione di classe la maestra aveva assicurato che avrebbe messo sempre in avanti gli aspetti positivi dei bambini, onestamente io li sto ancora aspettando.
Non mi aspettavo di certo un “signora suo figlio e’ perfetto, che piacere averlo in classe”, ma almeno qualche accenno alla sua intelligenza (lo so che lo dicono tutte le mamme, ma a volte addirittura mi chiedo se non sia troppo intelligente ahah), alla sua inesauribile curiosità e voglia di imparare, alle sue eccellenti proprietà di linguaggio o alla sua intolleranza per l’ingiustizia. Poi per carità, lo so benissimo anche io che Blop e’ intenso e in una classe di 29 bambini e una maestra non dev’essere facile. Sbaglio io? Ho visto solo negativo dove poteva esserci del positivo? Mi consolo col fatto che Blop va alla materna volentieri, senza fare troppe storie quindi sicuramente gli piace.

E comunque trovo che per un bambino che in un anno ha dovuto affrontare la gravidanza della mamma, la nascita del fratellino, la morte del nonno, l’abbandono del ciuccio, l’abbandono del pannolino, l’inizio della materna e la futura operazione del fratellino, se la stia cavando egregiamente.