Di gatti e crocchette

Mamma: Blop se ci sono 5 gatti e ho 3 sacchetti di crocchette, quanti sacchetti devo comprare perché ogni gatto ne abbia uno?
Blop: 2 sacchetti mamma.

Blop, 5 anni, o come occuparlo mentre faccio le pulizie. Dovro’ inventarmi dei problemi più difficili mi sa.

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Il bimbo che fu cacciato dal coro

Nella materna di Blop i bambini del suo stesso anno sono numerosissimi, sono cosi stati divisi in due classi omogenee e una classe, la sua, con 8 bimbi della sua età e 16 piccoli. In genere fanno le stesse attività a livelli diversi, ma il lunedì mattina gli 8 medi cambiano classe e vanno a cantare con gli altri della loro età.
Circa un mese fa, all’uscita da scuola il maestro mi informa che Blop non era stato bravo quel giorno (non ricordo più le parole esatte) e che la maestra l’aveva cacciato dal coro. La mia prima reazione é stata mettermi a piangere, ma sono stata brava e mi sono trattenuta anche se secondo me si notava la mia faccia affranta. Ho cercato di parlarne con Blop per capire il perché del suo comportamento, ma non sono riuscita a cavarci niente perché si é chiuso a riccio e l’unica cosa che sono riuscita ad ottenere é stato un “tanto le canzoni che cantiamo con lei non mi piacciono, preferisco quelle dei piccoli“.
Premetto già che ho accettato la decisione della maestra e non sono stata a contestare perché penso scuola/casa debbano mostrare un fronte unito e bisogna insegnare ai bambini il rispetto verso la figura dell’insegnante, oltre al fatto che sicuramente a Blop una punizione un po’ estrema poteva servirgli, ma più ci ripensavo più mi saliva la carogna.
Intanto perché non avermene parlato prima? Se erano già diversi lunedì che si comportava male, non potevano avvisarci prima di escluderlo dal coro? Avremmo potuto parlarne a casa e tentare di risolvere la situazione, l’esclusione rimane comunque umiliante per un bimbo di quattro anni (la maestra in questione, tra l’altro, non la conosco e anche il maestro aveva l’aria un po’ stupita della sua decisione)
Seconda cosa, che senso ha avuto? Il coro c’è un lunedì si e uno no. Blop é stato escluso un lunedì di inizio maggio dopodiché ogni lunedì in cui doveva esserci il coro c’era un giorno di festa o la gita scolastica o non so più cosa quindi é passato un mese e mezzo senza che la “punizione” venisse davvero messa in atto.

Non so. C’è chi mi ha consigliato di lamentarmi col preside, io ho preferito lasciar correre proprio perché il comportamento di Blop ultimamente non era il massimo quindi penso che un po’ gli faccia bene, ma il fatto che la maestra ci abbia messo davanti al fatto compiuto senza tentare qualcosa con la famiglia mi fa ancora girare le balle e spero non sia la sua maestra per l’anno prossimo.

E voi, che avreste fatto?

Il cartellone delle regole

Blop ha, da sempre, un vero problema con le regole. In quasi 5 anni di vita credo di non averlo mai visto “obbedire” una sola volta alla prima, bisogna sempre ripetergli tutto trentamila volte e spesso fa quello che gli si dice, ma contestandolo e spiegando perché, comunque, ha ragione lui.
(Specifico che non voglio un soldatino che obbedisca a tutto quello che gli si dice senza fiatare, ma vorrei che almeno le cose importanti/pericolose accettasse di farle senza farci impazzire. Ex: se gli dico di fermarsi e non attraversare la strada perché sta arrivando una macchina, lo faccia) .
Anche a scuola, ultimamente, il suo comportamento é peggiorato quindi abbiamo messo in atto, sia a casa che a scuola due cartelloni delle regole. Abbiamo iniziato a casa, poi il maestro ha proposto la stessa cosa quindi i “punti” dati dal maestro vanno ad influire su quelli a casa. Lo scopo ultimo era quello di vincere una trottola BeyBlade in 12 giorni di buon comportamento.
Le regole erano le seguenti, alcune semplici per non rendergli la vita troppo complicata, altre più difficili:
1. essere educato
2. vestirsi/svestirsi da solo (con un aiuto per la maglietta)
3. non litigare/non infastidire i compagni o BlopBlop
4. ascoltare gli adulti e rispettare le regole
5. un punto bonus se faceva qualcosa di davvero positivo

Le regole a scuola erano (sono) le seguenti:
1. rispettare le regole della classe
2. non infastidire i compagni
3. concentrarsi e lavorare bene durante le attività della classe

Per chi si aspettava un miracolo…non c’é stato. Il comportamento di Blop é stato altalenante e siamo arrivati ai 12 giorni in 20 giorni. Ora vediamo se continuerà a fare del suo meglio. Il punto sul rispettare le regole non l’ha mai avuto né a casa né a scuola, dove il cartellone continua ad essere in atto. A casa abbiamo deciso di smetterlo, per adesso, perché non penso sia ottimale sul lungo termine e qualche miglioramento c’è comunque stato. Lo ritireremo sicuramente fuori al bisogno. Ora torno a contare fino a 3 (o a 1) perché é sicuramente il metodo che funziona meglio con lui.

 

Il bimbo che si faceva trascinare

Ieri siamo arrivati in anticipo in palestra e ne ho approfittato per scambiare quattro chiacchiere con la maestra di Blop, per capire un po’ meglio come si comporta a lezione. E’ venuto fuori che, quando é da solo, Blop è certo un bimbo attivo, ma segue bene le regole e le spiegazioni. Probabilmente l’anno prossimo potrà anche provare il corso avanzato perché un altro anno di baby ginnastica rischia di annoiarlo, con qualche riserva perché di solito é a partire dai 6 anni e dura un’ora e mezza invece di 45 minuti.
Quando, invece, é con la sua amica J. si lascia trascinare e sono insopportabili e ingestibili (non ha proprio detto cosi, ma era abbastanza chiaro). La differenza é che quando non c’è Blop, la sua amica trova qualcun altro per fare casino. Quindi la maestra mi ha proprio detto che non é mai lui ad iniziare, ma lei. Ora il problema del comportamento resta, perché siamo tutti d’accordo che non dovrebbe farsi trascinare, ma ammetto di essermi sentita sollevata dal sapere che non era lui l’istigatore.

Questa cosa del lasciarsi trascinare/influenzare era già venuta fuori con le insegnanti delle attività extrascolastiche del pomeriggio a Natale (e forse ne avevo anche già parlato qui), secondo loro quando è con alcuni suoi compagni di classe é molto agitato e disubbidiente, ma quando non ci sono  fa volentieri le varie attività proposte.
Il maestro non capisce perché, a periodi alterni, Blop passi dall’alunno perfetto al peggior elemento della classe, secondo lui non si annoia perché quando ha finito gli esercizi per lui “facili” (come quelli di matematica) può subito andare a giocare e non deve aspettare gli altri, né si lascia trascinare perché a volte è lui che inizia. Io non so cosa pensare. Blop non é un bimbo calmo, né particolarmente ubbidiente, ma per esempio quando siamo al parco non picchia mai nessuno, anzi solitamente è lui che si fa maltrattare e finisce in lacrime. Lui spesso ci racconta che é stato punito perché ha reagito e non cominciato, o ha seguito l’idea di qualcuno, ma il maestro ha visto solo lui e quindi ha punito solo lui. Per esempio, un giorno é stato giustamente punito perché aveva lanciato delle pietre a un compagno. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi ha risposto che l’altro faceva (giocava?) a fare il cattivo e allora lui  e un altro bimbo hanno pensato di lanciargli delle pietre. Siccome il bambino in questione, nonostante sia suo amico, é noto per aver passato tutto il primo anno a picchiare un altro bambino perché “lento e grasso” (me l’ha raccontato sua mamma) e che spesso Blop torna a casa con dei lividi fatti da lui, qualche domanda me la pongo. Questo, ovviamente, non gli ha evitato una bella sgridata sul lancio delle pietre.

Il problema di Blop è che è molto insicuro, piange per un nonnulla, non sta mai zitto ed è appiccicoso. Adesso é fissato con le trottole BayBlade e segue “i grandi” ovunque, osservandoli giocare, parlando a tutto spiano e sicuramente infastidendoli un po’. L’altro giorno al parco lo prendeva in giro chiamandolo Cacca, soprattutto una bambina che avrei volentieri preso a randellate, e lo facevano rimanere con loro ridendo. Lui, andando via mi ha detto “hai visto che gentili quei grandi? Mi hanno fatto rimanere a guardarli giocare. Domani torniamo?” Mi si é stretto il cuore.

Detto questo, siccome è un buffone ci sono moltissimi bambini della sua età che lo salutano all’uscita da scuola e vorrebbero giocare con lui, ma inspiegabilmente li ignora, andando sempre verso quelli più turbolenti e/o più grandi.

Come fare per aiutarlo ad avere maggiore fiducia in sé?

(Per suo fratello, invece, non mi preoccupo perché si vede già che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, atteggiamento confermato anche dalle maestre del nido)

Non sei obbligato a fare come gli altri

Quest’anno Blop, complice il trasferimento in un altro quartiere, ha integrato una nuova scuola materna. Nuova in tutti i sensi, sia per lui che per lei, perché ha aperto l’anno scorso.
Da brava mamma-ansia, temevo un po’ questa rentrée e come l’avrebbe presa il mio sensibilissimo bambino. C’è da dire che la scuola non ha facilitato il processo: le prime settimane era in una classe di moyenne section insieme ad altri 25 bambini, poi la scuola ha avuto la fortuna di poter aprire una nuova classe quindi lui è stato spostato in una classe mista petite/moyenne section (8 medi e 14 piccoli). Il vantaggio della classe nuova è che, essendo solo 8 medi, il pomeriggio il maestro riesce a seguirli molto meglio .
Nonostante questo ulteriore cambiamento, Blop sembrava essersi adattato molto bene. Gli piaceva il maestro, apprezzava i vari ruoli destinati ai medi (postino, controllare che tutti i bambini tornino in classe dopo la ricreazione, aiutare il maestro a mettere in ordine, contare gli assenti…) e sembrava farsi nuovi amici.

A inizio dicembre, pero’, il maestro mi ha chiesto se ci fosse un problema a casa perché non riconosceva più mio figlio. Capriccioso (molto più del solito), disubbidiente, oppositivo, litigioso, rompeva giocattoli e picchiava i compagni.
Blop non è un angelo, anzi. E’ un bambino molto dolce e sensibile, ma particolarmente vivace, capriccioso e oppositivo (tende a rispondere con un NO a qualsiasi domanda, poi magari cambia idea o passa ore a controbattere perché vuole avere ragione lui) pero’ non è mai stato violento, ne’ aveva mai rotto qualcosa appositamente.

Abbiamo provato a chiedergli spiegazioni, ma le risposte si mescolavano e contraddicevano tra loro : mi annoio, l’ha fatto anche S., perché il maestro non mi fa andare in bagno (?), non lo so perché lo faccio… e sicuramente altre che ora non mi ricordo.
La soluzione, o almeno parte della soluzione, è arrivata dagli animatori delle attività del venerdì pomeriggio. Alla festa di Natale ci hanno raccontato che Blop era bravissimo, si interessava e applicava nelle attività TRANNE quando era con i suoi compagni di classe, soprattutto con alcuni particolarmente problematici. La stessa cosa ci è stata detta dall’insegnane di ginnastica, che Blop frequenta al di fuori della scuola con una sua compagna. Quando lei non c’è è bravissimo, quando sono insieme diventano due pesti.

Sia noi che il maestro gli abbiamo, quindi, spiegato più e più volte che non era obbligato a fare le stesse cose dei suoi amici e che anche se si comportava bene loro avrebbero continuato a giocare con lui. Dopo questa spiegazione pare sia tornato il Blop solito, con un piccolo miglioramento : adesso dice buongiorno e a domani al maestro.

Non pensavo dover affrontare questo argomento già al secondo anno di materna, tanto più che all’inizio ero anche un po’ contenta che facesse qualche birbanteria coi suoi amici, visto che l’anno scorso nello stesso periodo si faceva picchiare da due o tre compagni di classe.

Il dilemma di Babbo Natale

Ieri alla materna di Blop c’era uno spettacolo, aperto solamente ai bambini, in cui arrivava Babbo Natale per portare un regalo ad ogni classe.
Mio marito ha avuto l’occasione di assistere a un pezzettino perché é dovuto andare a verificare il naso sanguinante di Blop (un bambino ne ha spinto un altro che è volato con la testa sul naso di mio figlio, per fortuna niente di rotto) ed è stato accolto dalle seguenti parole:

Papà guarda c’è Babbo Natale, ma non è quello vero. Gli altri bambini credono tutti che lo sia.

Blop, dall’alto dei suoi quattro anni, ha una stranissima concezione di Babbo Natale. Crede che esista (o finge per farci piacere e essere sicuro di avere dei regali?), ma ogni volta che ne vediamo uno ci tiene a specificare che non è quello vero. Pare che fosse incredulo che tutti gli altri bambini pensassero fosse davvero Babbo Natale.

 

Festività natalizie

Manca una settimana a Natale, ma noi stiamo festeggiando da praticamente un mese.
Quest’anno abbiamo avuto:

  • lo spettacolo al circo, gentilmente offerto dal dopolavoro ferroviario. I bambini hanno apprezzato moltissimo, io ho sofferto da morire vedendo le foche saltellare sulla pista (quasi sicuramente non ce li porterò più. Non sono una vera animalista, ma gli animali al circo mi fanno soffrire).  Dopo lo spettacolo i bambini hanno ricevuto un libro, mangiato mandarini e cioccolatini, giocato con le bolle di sapone giganti e gonfiato palloncini.
  • il mini villaggio di Babbo Natale del quartiere. Blop si è fatto fare una spada di palloncini, BlopBlop si è fatto truccare da gatto, entrambi hanno snobbato Babbo Natale (“Mamma, ma mica è quello vero!”), Blop si è fatto la pipi addosso (quando smetterà?) e visto che eravamo sotto zero siamo tornati di corsa a casa.
  • la festa del nido a tema “personaggi dei cartoni animati”. le maestre avevano chiesto a tutti di travestirsi, chi è stata l’unica scema adulta a presentarsi mascherata da Biancaneve? Blop era vestito da Robin Hood e BlopBlop ha riciclato il costume da pirata che fu del fratello.
  • il mercatino di Natale della materna, dove ci hanno gentilmente venduto le creazioni natalizie dei nostri pargoli. La classe di Blop ne aveva preparate ben tre: una decorazione per l’albero piena di brillantini, un pupazzo di neve in pasta di sale (da mettere con quello fatto l’anno scorso) e una candela per la Fete des Lumières che Blop è riuscito a rompere dopo 24h. Peccato perché era davvero bella.
  • la festa del vendredi AprèsMidi (venerdì pomeriggio) ovvero 3h non obbligatorie a scuola, quindi a pagamento, in cui i bambini fanno attività varie ed eventuali, dove abbiamo mangiato i dolci avanzati dal mercatino della scuola del giorno prima, ma abbiamo anche potuto chiacchierare con le maestre del venerdì pomeriggio che, altrimenti, non vediamo mai e guardare le creazioni dei nostri pargoli. Ho cosi scoperto che Blop, se non è in compagnia di alcuni suoi compagni di classe particolarmente vivaci (diciamo cosi), si impegna nelle varie attività addirittura dorme il pomeriggio.
  • la festa dell’associazione italiana a cui ci siamo iscritti quest’anno e che si riunisce una domenica al mese, proponendo attività per i bimbi italiani. Blop continua a non parlare italiano, ma gli piace molto andare e spero che, pian pianino si sciolga un po’. Certo una volta al mese è poco, ma meglio di niente. Blop è talmente bastian contrario che ha tradotto pure i nomi delle persone. La festa era animata da Pietro che spiegava ai bambini come fare i frollini e lui è arrivato dicendo “Maman, Pierre a dit…”. La strada per il bilinguismo è ancora molto, molto lunga.
  • la festa della ginnastica , ovvero uno spettacolo di clown forse non proprio adatti ai quattro anni di Blop (BlopBlop avendo saltato il sonnellino pomeridiano si aggirava in coma) che, in alcuni momenti si è annoiato/non ha capito e saltellava e correva per tutta la palestra. Unico bambino a non stare seduto a seguire lo spettacolo. O forse dove eravamo all’inizio non vedeva bene, perché quando sono riuscita a convincerlo a mettersi davanti con gli altri bambini (“ma resti con me mamma!”) si è finalmente calmato e ha seguito lo spettacolo con più facilità. Alla fine dello spettacolo è arrivato Babbo Natale (“ma non è quello vero mamma!”) che ha distribuito cioccolata e mandarini, poi i bambini hanno giocato tutti insieme mentre noi mettevamo in ordine.

Domattina c’è lo spettacolo di Natale a scuola, poi forse le feste sono finite e possiamo rilassarci fino alla  partenza per Genova di sabato mattina.