I lavoretti dell’asilo

Stasera Blop mi ha chiesto : “Mamma, ma dove sono tutti i lavoretti che ho fatto all’asilo? Sulla mensola c’è solo il pupazzo di neve”.
Gli ho risposto che la barca in pasta di sale è al mare dalla nonna perché “una barca deve stare al mare” e che il calzino/omino rosa ripieno di carta è in uno scatolone per la casa nuova, ma spero non me lo chieda più perché non ho il coraggio di dirgli che li ho buttati via tutti.

D’altronde in quella classe sono molto prolifici e non passa settimana che non portino a casa qualcosa. Io se potessi mi terrei tutto, ma probabilmente poi toccherebbe a me uscire di casa (pero’ prima di buttarli li fotografo!) e visto che tra un mese e mezzo traslochiamo, era l’occasione per farlo.

 

La festa di Carnevale

Per oscuri ed inspiegabili motivi, in Francia festeggiano Carnevale a caso. Se lo festeggiano.
A Lione, per esempio, faranno una grande sfilata in maschera il 25 o il 26 marzo, non so più la data precisa.

La scuola di Blop, invece, l’ha fatto stamattina. Tutte le classi hanno lasciato liberi i bambini di scegliere il loro travestimento, tranne la nostra. La maestra glielo ha fatto preparare sul tema del sole e dell’arrivo della primavera : una corona gialla e un cartellone con un buco sulla testa con un sole allegro davanti e una luna triste dietro. Tutto colorato di giallo. Ho particolarmente apprezzato l’idea per due motivi:
1. non ho dovuto fargliene/comprargliene uno risparmiando soldi e tempo
2. e’ molto democratico. Tutti i bambini sono vestiti uguali, cosi non possono litigare ne’ si noteranno disparita’ (anche se non credo che dei bambini di 3-4 anni le notino, ma non si sa mai).

I bambini sfileranno in cortile divisi per classe, poi lanceranno dei palloncini con delle poesie attaccate per festeggiare il Printemps des poetes, poi rientreranno in classe per la merenda.
Eravamo eccitatissimi, sia io che che Blop. Stamattina e’ andato  a scuola saltellando e raccontandomi che si sarebbe vestito da sole e da luna “che bello, mamma, l’ho fatto io. Ho anche la corona”. Poi e’ saltato in una pozzanghera, ha bagnato tutti i passanti, l’ho rimproverato. Si e’ offeso e ha deciso che no, lui in classe non ci voleva entrare e non voleva travestirsi. Mezz’ora di lacrime e disperazione, tra bambini allegri che ballavano e cantavano mascherati, poi sono riuscita bene o male a mettergli l travestimento e la maestra ha invitato i genitori ad andarsene.

Avra’ smesso di piangere?
Si sara’ strappato tutto di dosso non appena uscita dalla classe?
Da chi ha preso sto caratterino del cavolo?
(Questa la so, DA ME).

 

3 anni e mezzo

Blop ha tre anni e mezzo e, ogni giorno, ci stupisce con le sue continue scoperte e gli enormi progressi.
E’ sempre stato un bambino attivo e curioso e, nonostante l’avessimo un po’ “frenato” con l’arrivo del fratello, dall’inizio della materna é passato dall’essere ancora un po’ un bebe a una vera e propria personcina di piccole dimensioni.

A 3 anni e mezzo, Blop :

  • conta tranquillamente fino a 20 in francese e a 10 in italiano, considerando che fino a Natale quasi non diceva una parola in italiano e’ un vero progresso.
  • sa riconoscere i numeri se li vede scritti e, a volte, sembra che faccia di mini calcoli. Per esempio, l’altro giorno avevamo 4 pastelli, ne é caduto uno e mi ha detto che ne restavano tre, poi ha proseguito che se ne cadeva per caso un altro erano solo due e via cosi fino a zero.
  • inizia a interessarsi alle lettere e ne riconosce un paio se le vede scritte. Per la gioia di chi ci sta intorno, dobbiamo leggere tutti i cartelli stradali, le insegne dei negozi e le scritte dei negozi (d’altronde sua madre era conosciuta in tutti i negozi di Cornigliano perché leggeva tutti i pacchetti di pasta e biscotti che incontrava, ben prima dei 4-5 anni).
  • racconta, più o meno, quello che fa alla materna. Quanto sia vero e quanto inventato, pero’, non é dato saperlo.
  • ha due amichette del cuore e vorrebbe portarsele a casa tutti i giorni. O andare a casa loro. O fare entrambe le cose lo stesso giorno.
  • ama andare a ginnastica.
  • gioca coi puzzle, disegna omini e pesci con le braccia dentro alla pancia degli squali. Provvisti di braccia e gambe anch’essi, ovviamente.
  • ha una passione folle per i dinosauri e ripete a tutto spiano che lui è un triceratopo.
  • ha la lacrima facile, come la sua mamma ovviamente, e gestisce ancora male la frustrazione. Alla prima contrarietà si mette a piangere. Se non riesce a gestire le troppe emozioni, si mette a piangere. Se e’ arrabbiato, si mette a piangere. Praticamente piange tutto il giorno (oh gioia!)
  • ama ripetere le storie che gli raccontano a scuola e cantare le canzoncine, possibilmente ballando. Ho scoperto che sa anche cantare le ninne nanne in italiano, nonostante non lo faccia mai.
  • fa il buffone per smorzare gli animi e ridurre la tensione, soprattutto quando siamo tutti stanchi.
  • quando fa qualcosa che sa essere sbagliato, ti guarda e dice “era uno scherzo/l’ho fatto per finta”.
  • vuole bene a suo fratello anche se ogni tanto glielo dimostra in maniere un po’ contorte (pungenti sulle mani, leggere spinte, abbracci stritolanti). Per fortuna suo fratello lo venera e si lascia fare qualsiasi cosa…meditando vendetta.
  • é molto restio all’uso delle posate, all’ordine e all’andare a letto.
  • si veste e sveste da solo; non usa più il pannolino di giorno ne’ di notte, anche se qualche incidente ovviamente capita ancora; si lava i denti, soprattutto se obbligato.
  • adora i libri e ogni 2 o 3 sabato prendo il tempo di andare, io e lui da soli, in biblioteca per riportare i libri presi in prestito e sceglierne altri.
  • l’ubbidienza non é il suo forte. Non so se è carattere o se è colpa nostra, ma non fa praticamente mai le cose alla prima (tranne dare la mano per attraversare la strada) e cerca sempre di convincerci che ha ragione lui. Alla lunga, questo suo ribattere e’ abbastanza stancante.
  • oramai i perché?, come mai?, cos’è? non si contano più. Domande, domande, domande tutto i santo giorno e non è che puoi dirgli di stare zitto e limitare la sua curiosità (pero’ se potessi, a volte lo imbavaglierei).

 

Sono curiosa, e terrorizzata, di scoprire cosa ci riserverà i futuro!

Mamma, perché mi spinge sempre?

Stamattina, davanti alla scuola.

Blop: Mamma, voglio essere l’unico Blop.
Mamma : Ma lo sei, l’altro si scrive con una s in più.
B: Non deve venire a scuola oggi.

Faccio la domanda, ma penso di sapere gia’ la risposta.

M: Perche?
B: Non lo voglio. E’ cattivo.
M: No dai, non dire cosi.
B: Si. Mi spinge sempre. Perché mi spinge sempre?

Panico. Pensa veloce a una risposta, dai pensaci bene.

M : Forse e’ il suo modo di giocare?
B: Lui e H. mi spingono sempre.
M: E te cosa fai?
B: Niente mamma, non si spinge morde o picchia.
M: Bravo amore, hai ragione. Se loro ti spingono te
B: Io dico NO!

Dopo due settimane e mezza di vacanza dalla nonna e’ rientrato a scuola e ieri si e’ fatto subito mordere e spingere. Se continua a parlarmene con gli occhioni lucidi, dopo le vacanze di Natale bisognerà che ne parli con la maestra perché non vorrei che cambiasse idea sulla materna e non volesse più andarci. Che sia lui a provocarli, che siano semplici giochi tra maschi treenni, che siano due “bulletti”, qualsiasi cosa sia mi si stringe il cuore ogni volta che me ne parla.

Il primo incontro con la maestra

Il primo incontro con la maestra di Blop, la settimana scorsa, non si e’ svolto che mi aspettavo. Premetto, pero’, che l’ansia crescente per l’operazione di Blopblop potrebbe avermi resa più sensibile e farmi mal percepire le cose (oppure no).

Dopo averci fatto installare sulle comodissime seggiole formato ridotto, la maestra ha voluto un po’ sapere com’era Blop a casa, per poi dirci che anche a scuola Blop dice sempre NO! a tutto quello che gli viene proposto. In maniera preventiva, pero’ poi passato questo scoglio e’ volenteroso e fa quello che gli si chiede oppure e’ lui stesso che vorrebbe fare tutto, aiutare, anche quando non e’ capace. Detto questo, secondo lei questo suo no preventivo e’ sintomo di mancanza di fiducia in lui e negli altri e sarebbe bene portarlo dallo psicologo.
A questa affermazione il mio cervello e’ andato in tilt. Mi aspettavo qualsiasi cosa da questo incontro, mi aspettavo che dicesse che Blop e’ testardo, a volte capriccioso, turbolento, ma lo psicologo proprio no. Ammetto di non averla presa proprio benissimo, forse me lo immaginavo gia’ riempito di antidepressivi, chissà. Siccome non e’ la prima volta che mi si consiglia lo psicologo a causa della testardaggine e di certe crisi di mio figlio (mia suocera, la figlia della compagna di mio suocero, un’amica di famiglia. Tutti francesi, per la precisione) ne ho parlato col pediatra che mi ha rassicurato che non ce n’era affatto bisogno e che Blop e’ un bimbo intelligente, coi suoi interessi e il suo carattere e le maestre dovrebbero smetterla di consigliare sedute dallo psicologo.

Tornando all’incontro con la maestra, ci ha raccontato che Blop gioca molto con i giochi da maschio (trenini, macchinine), non vuole cantare da solo davanti agli altri bambini, ama correre in cortile e andare in bicicletta, parla più volentieri con gli adulti che con i coetanei, non socializza ancora molto con gli altri bambini (nonostante io avessi notato che ultimamente parlava sempre più spesso di alcuni bambini) anche se e’ attirato da quelli un po’ più vivaci come lui, si vede che non sa disegnare anche se ci prova e dovrebbe farlo più spesso anche a casa. Strano perché , e gliel’ho anche detto alla maestra, Blop a casa disegna con pastelli e pennarelli, usa la pittura, il Dido… Bisognerà che le mostri le mie inesistenti capacità artistiche, perche deve essere ereditario.

Alla riunione di classe la maestra aveva assicurato che avrebbe messo sempre in avanti gli aspetti positivi dei bambini, onestamente io li sto ancora aspettando.
Non mi aspettavo di certo un “signora suo figlio e’ perfetto, che piacere averlo in classe”, ma almeno qualche accenno alla sua intelligenza (lo so che lo dicono tutte le mamme, ma a volte addirittura mi chiedo se non sia troppo intelligente ahah), alla sua inesauribile curiosità e voglia di imparare, alle sue eccellenti proprietà di linguaggio o alla sua intolleranza per l’ingiustizia. Poi per carità, lo so benissimo anche io che Blop e’ intenso e in una classe di 29 bambini e una maestra non dev’essere facile. Sbaglio io? Ho visto solo negativo dove poteva esserci del positivo? Mi consolo col fatto che Blop va alla materna volentieri, senza fare troppe storie quindi sicuramente gli piace.

E comunque trovo che per un bambino che in un anno ha dovuto affrontare la gravidanza della mamma, la nascita del fratellino, la morte del nonno, l’abbandono del ciuccio, l’abbandono del pannolino, l’inizio della materna e la futura operazione del fratellino, se la stia cavando egregiamente.

Dinamiche tra bambini

Blop : Mamma, oggi ho dato una martellata nella schiena a H.
Mamma : ….  [pausa per riprendermi dallo shock] Amore perché l’hai fatto? Lo sai che non si picchiano gli altri bambini
Blop : Perche lui mi ha spinto
Mamma : Ma anche in questo caso, devi dirlo alla maestra non prenderlo a martellate
Blop : Perche’ H. mi spinge sempre?  E spinge anche le bambine.
Mamma : AH. E la maestra cos’ha fatto?
Blop: Mi ha preso il martello e ha detto che non si fa. Perché H. mi spinge sempre?
Mamma : Se continua a farlo se mai lo spingi anche te, ma niente martellate.

Il giorno dopo, mentre ci vestiamo per tornare a casa, si siede vicino a noi il bimbo con lo stesso nome e la sua nonna.

Blop: Mamma guarda, l’altro Blop. Quello cattivo.
[Silenzio IMBARAZZATISSIMO]
Mamma : Non si dicono queste cose, amore. Perche’ dici che e’ cattivo?
Blop : Perche’ picchia tutti e da i pizzicotti sulle guance. Ma non a me.
Mamma : Ah no?
Blop : No perche’ io lancio oggetti e lui cade.
Mamma : ….

Finche’ la maestra non mi convoca, diciamo che va tutto bene.
Sara’ lui l’istigatore? Difendera’ i più deboli ? Una via di mezzo? E cosa insegnargli, se la maestra non vede o non fa niente? Deve rispondere? Difendersi? Lasciarsi picchiare perche’ la mamma e’ contro la violenza?

Da come racconta, insistendo un po’, sembra sempre che lui reagisca dopo che L. e H. hanno fatto qualcosa alle bambine. Apprezzo anche che ammetta di dare martellate, ma
quanto fidarsi di un bambino di 3 anni? E’ vero anche che quando lo vedo giocare al parco di solito piange e reagisce SOLAMENTE quando gli sembra sia in atto un’ingiustizia (ex. una bambina lo picchiava e lui niente, lasciava fare piangendo, poi ha dato una sberla a suo fratello e  lui l’ha scaraventata dall’altro lato del parco)

Esercitazione anti intrusione

Dal novembre scorso in Francia si vive un po’ con la paura di possibili attacchi terroristici : eventi annullati, controlli delle borse all’ingresso dei centri commerciali, aumento delle esercitazioni antiqualcosa nelle scuole…
Non esprimero’ la mia opinione al riguardo, se siano cose utili oppure no, d’altronde la gente ha paura e qualcosa bisogna fare per rassicurarla. Comunque. Alla riunione di inizio anno la direttrice ci aveva informati che, due volte l’anno, oltre alle esercitazioni anti incendio avrebbero fatto quelle anti intrusione e quelle di confinamento, per insegnargli a reagire in caso di tempeste apocalittiche o esplosioni di centrali nucleari (personalmente, questa e’ quella che mi mette più ansia di tutte). Non ci avrebbero informato prima per evitare che spifferassimo qualcosa ai nostri figli, ma ci avrebbero inviato una email per informaci.
E infatti, venerdì mentre eravamo a pranzo all’Ikea abbiamo ricevuto la suddetta email che ci informava del buon svolgimento dell’esercitazione. Ovviamente ai bambini non hanno detto “scappate a nascondervi che ci sono dei tizi pericolosi e malintenzionati a scuola”, ma l’hanno fatta in versione gioco : al suono di una trombetta, si sono spente le luci e i bambini sono dovuti rimanere nascosti immobili  e in silenzio,al buio, fino all’arrivo della direttrice.
Due anni fa, quando c’era stato l’allarme incendio al nido, Blop ne aveva (più o meno) parlato tutto emozionato, felice di aver visto i pompieri e stupito dalla novità. Mi aspettavo, più o meno, la stessa reazione. Invece niente, nemmeno un accenno.
La sera, allora, ho cercato di indagare un po’.

Mamma : Oggi avete giocato a nascondino?
Blop : Si
Mamma : E ti sei divertito?
Blop : No, ho avuto paura.
Mamma : Paura? E perche’?
Blop : Perche eravamo al buio, fermi e in silenzio e non potevo toccare la tenda.
Mamma : Come quando giochi a nascondi
Blop : Più immobile. Al buio.
Mamma : Ho capito e poi cosa avete fatto?
Blop : Poi siamo usciti e abbiamo gridato Youpiiiii (mima il gesto sollevando le braccia), ma qualche bambino piangeva. Io no, pero’.