DIY – Calendario dell’avvento

Blop non è particolarmente portato per le attività artistiche, come sua madre, ma gli piacciono molto e spesso mi chiede di pittura, usare il pongo, creare cose. Siccome a me le attività creative non piacciono e mettono ansia, non ne facciamo quasi mai. Per fortuna, lui preferisce giocare a “fare gli esercizi” : esercitarsi a contare, imparare le lettere, risolvere mini problemi…

Il maestro ci ha, pero’, chiesto di farlo esercitare a tenere in mano una penna/pennello/gessetto (scoprendo ieri che non riusciva a farlo bene perché lo faceva con la destra, invece pare sia mancino) quindi cosa c’è di meglio del costruire un calendario dell’avvento per papà?

Materiale

2 contenitori da 12 uova o in alternativa 4 da 6 uova
pittura
pennelli
colla
1 rotolo di masking tape
1 foglio di carta su cui disegnare 24 cerchi coi numeri (noi abbiamo utilizzato le etichette offerte da Ludilabel)
tanta pazienza

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In questa foto ci sono ancora i rotoli di carta igienica perché la mia prima idea era stata di utilizzarli per il calendario (follia!)

Procedimento

  1. togliere il coperchio dalle scatole delle uova e tenerlo da incollare sotto per dare più stabilità all’insieme
  2. pitturare a piacere i contenitori
  3. una volta asciutti, incollarli ai coperchi o a un cartoncino (noi avevamo pitturato il cartoncino ed è risultato impossibile incollarlo alle scatole delle uova, magari con della colla più seria….)
  4. fissare i contenitori tra di loro, noi abbiamo utilizzato il masking tape natalizio
  5. riempirli con le sorprese. Non scrivo cosa abbiamo usato perché il diretto interessato potrebbe leggere e rovinarsi la sorpresa
  6. coprire ogni casella con un numero. Noi abbiamo usato il masking tape per fissarle alle scatole e fare in modo che si sollevassero facilmente. Non è stabilissimo, ma alla portata di un quattrenne.

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Più semplice di cosi non si poteva fare. Blop e BlopBlop volevano colorare tutto, ma a un certo punto si sono stufati e hanno deciso che andava bene cosi. Volevo farglielo fare in più volte, ma loro hanno preferito andare avanti e finirlo subito piuttosto che migliorarlo pian pianino. Per quest’anno ci accontentiamo, l’anno prossimo magari riusciamo a fare qualcosa di più elaborato.

L’unico neo è che rimane un pochino instabile, ci vorrebbe una base degna di questo nome (il famoso cartoncino che non siamo riusciti ad incollare).

 

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Pronti, partenza, leggiamo!

 

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Cosa succede quando le piccole pulci che vivono nel materasso in fondo al giardino danno una festa? Una favola divertente sulla differenza e la tolleranza, capace di catturare l’interesse di ogni bambino.

Un libro davvero carino e simpatico che abbiamo trovato al mercatino delle pulci (ma guarda un po’!) e che é subito piaciuto a Blop.
Le illustrazioni sono molto originali, mi piace molto come l’uso del filo di lana renda buffi questi animaletti.

La storia: le pulci vivono in giardino, ma non si conoscono tra di loro. Un giorno danno una festa e, nonostante lo stupore iniziale del trovarsi tutte con delle caratteristiche fisiche diverse, si divertono molto tra di loro.
La morale, siamo tutti uguali nonostante le nostre diversità, è ben adattata ai bambini tra i 3 e i 5 anni.

Un libro che abbiamo scoperto per caso e che poi abbiamo regalato alla scuola, insieme a un paio d’altri,  perché sono scandalosamente a corto di storie da leggere, ma che mi sento di raccomandare. Il maestro ci ha ringraziato e pare che legga la storia facendo una voce diversa per ogni pulcetta.

Editore: Phaidon
Collana: Bambini
Anno edizione: 2009
Pagine: 44 p., ill. , Rilegato

Età di lettura: Da 3 anni

Super Misantropo

Secondo la bidella e una delle maestre, Blop è molto amato a scuola. Pare, pero’, che a lui tutta questa “popolarità” non interessi affatto.
Ogni mattina, andando a scuola, e ogni pomeriggio, rientrando a casa, incontriamo sempre i suoi coetanei che, con aria felice, dicono “Blop! Ciao Blop! Mamma c’è Blop!” e lui è già tanto se li degna di un saluto. Quando poi gli chiedo chi fosse, lui mi risponde sempre che è qualcuno della scuola, ma lui non sa chi sia di preciso.

Stasera ne parlavamo a tavola con Blopapà e Blop ha sentenziato:

Per la strada mi salutano tutti e vogliono giocare con me, ma io non li conosco. Ora devo mettermi una maschera cosi non mi riconosceranno più.

Non sapevo se ridere o piangere. Un nuovo supereroe è tra di noi!

(Discorso a parte, invece, per i pochissimi eletti – di solito bambine – che lui elegge a suoi amici del cuore e con cui si trasforma in un mini stalker appiccicosissimo)

Pronti, partenza, leggiamo!

Uno dei libri in italiano preferiti da Blop perché unisce l’utile (imparare qualcosa, in questo caso le forme) al dilettevole (le varie filastrocche), senza dimenticare la parte tattile. Il libro, infatti, ha le pagine bucate per riprodurre le varie forme. Anche BlopBlop comincia a interessarsene e a girare le pagine tenendole dal centro.
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Un libro o un giocattolo? Da guardare, da toccare, da manipolare. Da tenere in mano anche quando la mamma è di là per non fare capricci. Per imparare con le dita, per imparare coi buchi.
Editore: La Coccinella
Anno edizione: 2015
Pagine: 24 p., ill. , Cartonato
Prezzo : 7,50€
Età : Dai 3 anni

I lavoretti dell’asilo

Stasera Blop mi ha chiesto : “Mamma, ma dove sono tutti i lavoretti che ho fatto all’asilo? Sulla mensola c’è solo il pupazzo di neve”.
Gli ho risposto che la barca in pasta di sale è al mare dalla nonna perché “una barca deve stare al mare” e che il calzino/omino rosa ripieno di carta è in uno scatolone per la casa nuova, ma spero non me lo chieda più perché non ho il coraggio di dirgli che li ho buttati via tutti.

D’altronde in quella classe sono molto prolifici e non passa settimana che non portino a casa qualcosa. Io se potessi mi terrei tutto, ma probabilmente poi toccherebbe a me uscire di casa (pero’ prima di buttarli li fotografo!) e visto che tra un mese e mezzo traslochiamo, era l’occasione per farlo.

 

La festa di Carnevale

Per oscuri ed inspiegabili motivi, in Francia festeggiano Carnevale a caso. Se lo festeggiano.
A Lione, per esempio, faranno una grande sfilata in maschera il 25 o il 26 marzo, non so più la data precisa.

La scuola di Blop, invece, l’ha fatto stamattina. Tutte le classi hanno lasciato liberi i bambini di scegliere il loro travestimento, tranne la nostra. La maestra glielo ha fatto preparare sul tema del sole e dell’arrivo della primavera : una corona gialla e un cartellone con un buco sulla testa con un sole allegro davanti e una luna triste dietro. Tutto colorato di giallo. Ho particolarmente apprezzato l’idea per due motivi:
1. non ho dovuto fargliene/comprargliene uno risparmiando soldi e tempo
2. e’ molto democratico. Tutti i bambini sono vestiti uguali, cosi non possono litigare ne’ si noteranno disparita’ (anche se non credo che dei bambini di 3-4 anni le notino, ma non si sa mai).

I bambini sfileranno in cortile divisi per classe, poi lanceranno dei palloncini con delle poesie attaccate per festeggiare il Printemps des poetes, poi rientreranno in classe per la merenda.
Eravamo eccitatissimi, sia io che che Blop. Stamattina e’ andato  a scuola saltellando e raccontandomi che si sarebbe vestito da sole e da luna “che bello, mamma, l’ho fatto io. Ho anche la corona”. Poi e’ saltato in una pozzanghera, ha bagnato tutti i passanti, l’ho rimproverato. Si e’ offeso e ha deciso che no, lui in classe non ci voleva entrare e non voleva travestirsi. Mezz’ora di lacrime e disperazione, tra bambini allegri che ballavano e cantavano mascherati, poi sono riuscita bene o male a mettergli l travestimento e la maestra ha invitato i genitori ad andarsene.

Avra’ smesso di piangere?
Si sara’ strappato tutto di dosso non appena uscita dalla classe?
Da chi ha preso sto caratterino del cavolo?
(Questa la so, DA ME).

 

3 anni e mezzo

Blop ha tre anni e mezzo e, ogni giorno, ci stupisce con le sue continue scoperte e gli enormi progressi.
E’ sempre stato un bambino attivo e curioso e, nonostante l’avessimo un po’ “frenato” con l’arrivo del fratello, dall’inizio della materna é passato dall’essere ancora un po’ un bebe a una vera e propria personcina di piccole dimensioni.

A 3 anni e mezzo, Blop :

  • conta tranquillamente fino a 20 in francese e a 10 in italiano, considerando che fino a Natale quasi non diceva una parola in italiano e’ un vero progresso.
  • sa riconoscere i numeri se li vede scritti e, a volte, sembra che faccia di mini calcoli. Per esempio, l’altro giorno avevamo 4 pastelli, ne é caduto uno e mi ha detto che ne restavano tre, poi ha proseguito che se ne cadeva per caso un altro erano solo due e via cosi fino a zero.
  • inizia a interessarsi alle lettere e ne riconosce un paio se le vede scritte. Per la gioia di chi ci sta intorno, dobbiamo leggere tutti i cartelli stradali, le insegne dei negozi e le scritte dei negozi (d’altronde sua madre era conosciuta in tutti i negozi di Cornigliano perché leggeva tutti i pacchetti di pasta e biscotti che incontrava, ben prima dei 4-5 anni).
  • racconta, più o meno, quello che fa alla materna. Quanto sia vero e quanto inventato, pero’, non é dato saperlo.
  • ha due amichette del cuore e vorrebbe portarsele a casa tutti i giorni. O andare a casa loro. O fare entrambe le cose lo stesso giorno.
  • ama andare a ginnastica.
  • gioca coi puzzle, disegna omini e pesci con le braccia dentro alla pancia degli squali. Provvisti di braccia e gambe anch’essi, ovviamente.
  • ha una passione folle per i dinosauri e ripete a tutto spiano che lui è un triceratopo.
  • ha la lacrima facile, come la sua mamma ovviamente, e gestisce ancora male la frustrazione. Alla prima contrarietà si mette a piangere. Se non riesce a gestire le troppe emozioni, si mette a piangere. Se e’ arrabbiato, si mette a piangere. Praticamente piange tutto il giorno (oh gioia!)
  • ama ripetere le storie che gli raccontano a scuola e cantare le canzoncine, possibilmente ballando. Ho scoperto che sa anche cantare le ninne nanne in italiano, nonostante non lo faccia mai.
  • fa il buffone per smorzare gli animi e ridurre la tensione, soprattutto quando siamo tutti stanchi.
  • quando fa qualcosa che sa essere sbagliato, ti guarda e dice “era uno scherzo/l’ho fatto per finta”.
  • vuole bene a suo fratello anche se ogni tanto glielo dimostra in maniere un po’ contorte (pungenti sulle mani, leggere spinte, abbracci stritolanti). Per fortuna suo fratello lo venera e si lascia fare qualsiasi cosa…meditando vendetta.
  • é molto restio all’uso delle posate, all’ordine e all’andare a letto.
  • si veste e sveste da solo; non usa più il pannolino di giorno ne’ di notte, anche se qualche incidente ovviamente capita ancora; si lava i denti, soprattutto se obbligato.
  • adora i libri e ogni 2 o 3 sabato prendo il tempo di andare, io e lui da soli, in biblioteca per riportare i libri presi in prestito e sceglierne altri.
  • l’ubbidienza non é il suo forte. Non so se è carattere o se è colpa nostra, ma non fa praticamente mai le cose alla prima (tranne dare la mano per attraversare la strada) e cerca sempre di convincerci che ha ragione lui. Alla lunga, questo suo ribattere e’ abbastanza stancante.
  • oramai i perché?, come mai?, cos’è? non si contano più. Domande, domande, domande tutto i santo giorno e non è che puoi dirgli di stare zitto e limitare la sua curiosità (pero’ se potessi, a volte lo imbavaglierei).

 

Sono curiosa, e terrorizzata, di scoprire cosa ci riserverà i futuro!