Dove stiamo andando?

Oggi é il 25 aprile, la Liberazione.
Fin da piccola sono sempre stata affascinata da questa festa, forse perché mia mamma mi cantava canzoni a tema o perché alle medie la nostra insegnante di musica ci faceva suonare alle commemorazioni.

Sono sempre stata orgogliosa di vivere in una città che si è liberata da sola.
Ho letto, guardato e ascoltato tantissime cose sulla seconda Guerra Mondiale, i partigiani e i campi di concentramento. Ho pianto a ogni volta. Ho sempre pensato che finché avessi pianto tutto sarebbe andato bene, mi sarei ricordata di cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Gli anni passano, la gente dimentica o sembra non voglia ricordare, i testimoni scompaiono, il mondo non ha imparato niente e io, che ho sempre temuto in una III Guerra Mondiale stringo i miei bimbi e mi chiedo dove stiamo andando.

Dove stiamo andando se io, proprio io, per un attimo ho pensato che forse forse se vincesse il Front National sarebbe meglio? In fondo, se non fosse per le loro idee sugli extracomunitari, il loro programma è meglio di quello  dell’altro candidato.

Dove stiamo andando se io, proprio io per un attimo ho pensato cosi?
Fucilatemi, subito.

Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla  perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa
(M. Niemoller)

E l’ansia sale, sale sempre di più

L’operazione di BlopBlop e’ programmata tra due settimane e, niente, io ci provo a restare zen, ma proprio non ci riesco.
La mia missione e’ farlo arrivare in forma all’operazione, per questo da due mesi si becca :
– lavaggio selvaggio del naso, circa 7000 volte al giorno
– probiotici
– ferro
– zinco e vitamina A
– dieta senza lattosio (e poco glutine) che pare aumentino lo spessore del muco favorendo tosse, otite e qualsiasi altra malattia (non so ancora se ci credo davvero, ma tentare non nuoce)
– umidificatore in camera
– la mamma sempre con la mascherina che non si sa mai…
– fratello spedito in quel di Genova da mercoledì scorso

Nonostante tutto cio’ non riesco a stare tranquilla e le mie giornate passano, più o meno, cosi:
– si e’ toccato un orecchio, avrà l’otite?
– ha tossito o gli e’ andato il latte di traverso?
– ha il naso un po’ chiuso la mattina, sarà raffreddore?
– mi sembra un po’ caldo. Ha un po’ di alterazione, cosa gli starà venendo? (che poi cos’e’ sta temperatura che sale mezz’oretta al giorno e poi torna normale? )

Potrei correre dal dottore, ma visto come farmi prendere dal panico e andarci ogni settimana la volta scorsa non sia servito a niente, cerco un approccio più zen (e normale).
Pensavo di essere una persona che gestisce bene l’ansia e lo stress, ma credo di aver scoperto i miei limiti. Tra l’altro io sono sempre stata una mamma del genere “ma si, Blop ha un po’ vomitato/ha la febbre/ha preso una testata micidiale tra qualche giorno gli passa, non c’e’ da preoccuparsi” e anche per me non corro spesso dal dottore quindi perché? Perche’? Percheeeeeeee’?

Pensateci tanto in queste due settimane, pregate tutto il pregatile, incrociate l’incrollabile perché noi ci crediamo che questa sarà la volta buona.
E se avete consigli, sono ben accetti.

L’attesa

L’ospedale non ha ancora trovato una nuova data per l’operazione di BlopBlop. Per un’operazione che e’ consigliabile fare tra gli 8 e 12 mesi, a meno di una chiamata improvvisa che ci dica di andare il giorno stesso, mi sa che siamo fregati e la farà “in ritardo”.

In questo mese e mezzo di attesa, incertezza, lavaggi di naso e aerosol quotidiani, mi sono spessa ritrovata a chiedermi come fanno i genitori con figli gravemente malati. A loro va il mio più profondo rispetto perche’ io, onestamente, qualche volta ho creduto (e credo ancora) di impazzire.
Perche’? Perché con il dubbio e la speranza che l’operazione sia programmata al più presto, passo il mio tempo in casa con BlopBlop o al massimo usciamo per portare/prendere Blop alla materna e evitiamo al massimo il contatto con altri bambini portatori di possibili microbi. Il che vuol dire niente più vita sociale e, dopo un mese e mezzo, comincia a essere lunga.
Senza contare che non oso riportare BlopBlop al nido perche’, anche li, immagino microbi giganti pronti a scagliarcisi contro e mi viene anche un po’ il nervoso perché, se per caso l’operazione fosse tipo a giugno, lo tengo a casa per nulla.

Non mi soffermo sull’ansia dei possibili effetti sulla sua testolina e il suo sviluppo. A ogni manata che si da sulla testa, a ogni pianto un po’ più disperato non posso fare a meno di preoccuparmi. Senza contare che ha ricominciato a dormire con gli occhi socchiusi (sarà collegato?) e il perimetro cranico ha smesso di crescere e la curva lascia il posto a una linea quasi retta. Per fortuna partiva con una testa bella grossa, quindi spazio dovrebbe essercene a sufficienza, ma insomma non posso fare a meno di preoccuparmi.

Non c’e’ niente di peggio dell’incertezza e dell’attesa. Vorrei solo che ci fissassero una nuova data e che, una volta per tutte, si possa voltare pagina e ritornare alla nostra quotidianità’.

Follia ansiogena materna

Contare il colpi di tosse di BlopBlop.
Per la precisione, 23 da stamattina alle 7h.

Perche’?
Perche’ l’anestesista ci ha avvertiti che se ha della tosse grassa spostano l’operazione a chissà quando.

Giovedì notte i primi accenni di tosse.
Venerdì subito pediatra: faringite.
Purtroppo per la tosse non c’e’ un granché da fare, se non aspettare che passi (e sperare non peggiori). Sto raggiungendo soglie di ansia e di follia non quantificabili e tutti i giorni mi chiedo se tornare dal pediatra che “non si sa mai”.

Sedatemi.

32

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Tanti auguri a me.

Stamattina Blop mi ha stupito portandomi due libri, uno sull’altro con in mezzo dei ciucci, il suo bene più prezioso.
Una torta di ciucci per il tuo compleanno, maman.
Gliel’avevamo detto che ci sarebbe stato il mio compleanno, ma non glielo abbiamo ricordato stamattina. Chissà come ha fatto.
Poi, ovviamente, ha voluto fare una torta vera. Al cioccolato. E io non ho saputo dire di no, che tanto non avevamo di meglio da fare, anche se poi finira’ che me la mangio io nonostante la dieta.

E quindi sono 32. Psicologicamente potrei averne 22, ma fisicamente me ne sento 92. Sara’ per questo che mio marito mi ha regalato un paio d’ore di massaggi? Non vedo l’ora!

Fermarsi a due?

Lo so che ho partorito praticamente l’altro ieri e che col cesareo bisogna, comunque, aspettare un annetto per pensare di mettere in cantiere un terzo erede. Oltre al fatto che, comunque, se terzo ci fosse sarebbe più distanziato dai due maggiori.

Ho sempre immaginato che ne avrei avuti tre, di figli. Una femmina e due maschi, chissà perché. Mi immaginavo anche averli più giovane, in realtà, ma Blop ha deciso altrimenti facendoci aspettare due anni (e temere di non poterne avere affatto, ma questa e’ un’altra storia).

Poi e’ arrivato BlopBlop con la sua craniostenosi e lo shock iniziale mi ha fatto pensare di non volerne altri dopo. Pero’ più il tempo passa e più cerco di approfittare di lui come se fosse l’ultimo, senza perdermene nemmeno un secondo, più mi dico che non può essere l’ultimo, che forse tra qualche anno un terzo ci starebbe bene.
Eppure sono terrorizzata dall’idea che la malformazione di BlopBlop sia solo un avvertimento e se il terzo avesse qualcosa di peggio? Perche rischiare sfidando la sorte?

Per ora sono solo pensieri cosi, sfuggenti. Forse mi aiutano a distrarmi dal pensare a novembre e all’operazione che si avvicina. So che prima di pensare a un altro figlio devo occuparmi di quelli che ho gia’, essere sicura che tutto andrà bene, organizzarmi con le visite e i controlli post operatori, magari fare degli esami genetici (anche se un’anomalia può capitare anche da due genitori perfettamente sani), trasferirci nelle casa nuova e cosi via.

Chissà, magari adesso penso cosi e guardo un po’ con invidia le future mamme coi loro pancioni, ma tra quattro o cinque anni avrò cambiato idea e altro che terzo figlio!

Il senso di colpa materno

Io non lo so se capita a tutte le (bis)mamme, ma a volte quando guardo Blop mi sento sommergere da un immenso senso di colpa.
Blop ancora piccolo, ma diventato improvvisamente grande se paragonato col piccolissimo fratello.
Blop che amo più di tutto e a cui ho pensato di regalarlo un fratello, ma che in fondo non l’ha chiesto lui e per ora, a parte rubargli il tempo di mamma e papa’, non  fa granché.
Gliel’avevano tutti venduto come qualcuno con cui giocare e, invece, tutti non fanno che ripetergli “non svegliarlo”, “attento a non fargli male”, “non scuoterlo”.
Blop che sembra volergli gia’ bene a questo piccolo usurpatore, ma che a un bacino e una carezza trova il tempo di dire alla nonna “non picchio il bebe, ma il MOSTRO che c’e’ dentro”.
E allora io lo guardo e mi sento in colpa. Cerco di dirmi che con soli due anni e mezzo di differenza tra qualche tempo saranno contenti di aversi l’uno l’altro e giocheranno insieme come pazzi. Pero’ non riesco a fare a meno di chiedermi se abbiamo davvero fatto bene, se Blop ci perdonerà o le sue urla e suoi capricci continueranno. Se sarà sempre peggio. Se e’ tutta colpa mia.