Un nemico piccolo piccolo

Ultimamente non sono stata molto presente, ma avevo un’ottima scusa: la lotta ai pidocchi.
Giovedi’ scorso, infatti, andando dalla Dottora alla ricerca di un rimedio contro la tosse che mi perseguitava da un mese, ho scoperto che il prurito che avevo in testa da almeno una settimana non era un’allergia allo shampoo a basso costo, come pensavo, ma pidocchi.
Ho preso la notizia con molta calma e molto aplomb: sono uscita dallo studio medico in lacrime. Un pochino me ne vergogno, ma nemmeno troppo.
Sono corsa in farmacia a fare incetta di consigli e prodotti contro i pidocchi e, sempre in lacrime, mi sono diretta verso casa dove, in mancanza di un lanciafiamme, ho lanciato tutti gli oggetti non lavabili in sacchi di plastica, ma anche alcuni oggetti lavabili.
Non sapendo più cosa era entrato in contatto con la mia testa e cosa no, ho lavato tutto, ma proprio tutto. Calzini e mutande comprese. Metti mai che un pidocchio esploratore avesse deciso di traslocare o di aspettare la fine della crisi nascosto in qualche oggetto insospettabile.
Per fortuna che i pidocchi umani non si passano agli animali, perché sono sicura che nello stato di panico in cui mi trovavo avrei rasato la gatta.
Dopodiché è iniziata l’avventura dei rimedi contro i pidocchi. Per prima cosa, lo shampoo venduto dalla farmacista. C’era scritto di lasciarlo agire 15 minuti, in farmacia mi avevano consigliato mezz’ora vista la lunghezza dei capelli (grazie al cielo non mi arrivano più fino al sedere…), io l’ho tenuto un’ora e mezza. Metti mai i pidocchi fossero tenaci. In più mi si era rotto lo scaldabagno quindi ho dovuto sciacquare i capelli con l’acqua gelida. Strano che non mi sia venuta una broncopolmonite.
Una volta sciacquati, ho tolto tutti i cadaveri col pettinino fine fine (due ore nel pomeriggio, altre due la sera) e mi sono cosparsa di olio essenziale alla lavanda, il mio nuovo migliore amico.
La sera ho verificato anche i capelli di Blop, ma non gli ho trovato nulla. Anche se lunedi’ sera erano apparsi tre pidocchietti piccoli piccoli nei suoi capelli e si è beccato pure lui lo shampoo, almeno lo scaldabagno era stato riparato

Nei giorni successivi, sempre in preda al panico, ho provato (quasi) tutti i rimedi della nonna conosciuti: aceto, lavanda, un impacco a base d’olio d’oliva olio essenziale di lavanda e tea tree, piastra per i capelli, tinta per i capelli, phon a duemiliardi di gradi per bruciarli vivi, avessi potuto staccarmi la testa e lasciarla una notte nel freezer giuro che l’avrei fatto. E, ovviamente, tutte le sere un’ora di pettinino fine fine per continuare a togliere le uova. O la forfora. O lo smog. O i resti della tinta. Non ci si capisce più niente, ma dal terrore che mi ritornino io continuo a levare tutto quello che trovo. E probabilmente a farmi dei buchi in testa col pettine.

Oggi ho fatto il secondo trattamento con lo shampoo e speriamo di averli debellati, anche se sento che al primo prurito mi tornerà l’ansia e rompero’ le balle a tutta la famiglia perché si faccia esaminare. Anche chi non abita con noi.
Stamattina ho trovato il povero Blop con la boccetta dell’olio essenziale alla lavanda in mano, aperta da lui, che si metteva le goccine sulle dita e poi dietro le orecchie. Povera gioia, devo averlo traumatizzato!

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