Dove stiamo andando?

Oggi é il 25 aprile, la Liberazione.
Fin da piccola sono sempre stata affascinata da questa festa, forse perché mia mamma mi cantava canzoni a tema o perché alle medie la nostra insegnante di musica ci faceva suonare alle commemorazioni.

Sono sempre stata orgogliosa di vivere in una città che si è liberata da sola.
Ho letto, guardato e ascoltato tantissime cose sulla seconda Guerra Mondiale, i partigiani e i campi di concentramento. Ho pianto a ogni volta. Ho sempre pensato che finché avessi pianto tutto sarebbe andato bene, mi sarei ricordata di cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Gli anni passano, la gente dimentica o sembra non voglia ricordare, i testimoni scompaiono, il mondo non ha imparato niente e io, che ho sempre temuto in una III Guerra Mondiale stringo i miei bimbi e mi chiedo dove stiamo andando.

Dove stiamo andando se io, proprio io, per un attimo ho pensato che forse forse se vincesse il Front National sarebbe meglio? In fondo, se non fosse per le loro idee sugli extracomunitari, il loro programma è meglio di quello  dell’altro candidato.

Dove stiamo andando se io, proprio io per un attimo ho pensato cosi?
Fucilatemi, subito.

Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla  perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa
(M. Niemoller)

La Befana

Voglio fare un regalo alla Befana
La Befana, cara vecchietta,
va all’antica, senza fretta.
Non prende mica l’aeroplano
per volare dal monte al piano,
si fida soltanto, la cara vecchina
della sua scopa di saggina:bef
è così che poi succede
che la Befana… non si vede!

Ha fatto tardi fra i nuvoloni,
e molti restano senza doni!

Io quasi, nel mio buon cuore,
vorrei regalarle un micromotore,
perché arrivi dappertutto
col tempo bello o col tempo brutto…

Un po’ di progresso e di velocità
per dare a tutti la felicità!

(Gianni Rodari)

Puntuale come ogni 6 gennaio, anche quest’anno la Befana e’ riuscita a trovarci in quel di Francia.
Lo dico ogni anno, ma l’ho sempre preferita a Babbo Natale e se qualcuno riempisse la calzetta anche a me ne sarei felicissima. Visto che non succede, per ora mi diverto a riempire quelle dei miei pulcini.
Utili calzini, un librino, un barattolo di Play Doh, degli adesivi, qualche lecca lecca nascosto da Halloween, un frutto e delle monete di cioccolato per Blop.
Biscottini, un librino per il bagno con un giochino e un frutto per BlopBlop.

Non so come sia la tradizione nelle altre case, ma da noi la Befana e’ sempre stata povera e portava piccole cose, spesso roba di cartoleria o calzini e magari un giochino piccolo piccolo. Senza dimenticare caramelle e cioccolato.
Visto che i Bloppini sono piccoli e abbiamo ancora chili di cioccolato natalizio, quest’anno non ho  voluto esagerare, ma ammetto che mi manca il carbone dolce. Rigorosamente nero.

Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardende pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

– Pablo Neruda –

Pensieri al margine

Non mi interessa cosa fai per guadagnarti da vivere
Voglio sapere cosa ti fa soffrire
E se osi sognare di incontrare il desiderio del tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai
Voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo
Per amore, per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo piacere,
Se sei stato aperto dai dispiaceri della vita
O ti sei inaridito e chiuso per la paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio e tuo,
Senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo e risolverlo.
Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
Se puoi danzare con la natura e lasciare che l’estasi
Ti pervada dalla testa ai piedi senza chiedere
Di essere attenti, di essere realistici o di ricordare i limiti dell’essere umani.

Non mi interessa se la storia che racconti è vera
Voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso;
Se riesci a sopportare l’accusa di tradimento senza tradire la tua anima
Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se riesci a vivere col fallimento, mio e tuo
E comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d’argento "Si".

Non mi interessa sapere dove vivi e quanti soldi hai
Voglio sapere se riesci ad alzarti
Dopo una notte di dolore e disperazione,
Sfinito e profondamente ferito
E fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.

Non mi interessa sapere chi sei e come sei arrivato qui
Voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.

Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato
Voglio sapere chi ti sostiene all’interno,
Quando tutto il resto ti abbandona…
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso
E se apprezzi veramente la compagnia
Che ti sai tenere nei momenti di vuoto.

– Oriah Mountain Dreamer, anziano di una tribù di pellerossa –

I mangiatori di Loto

Odioso è l’azzurro cupo del cielo
Cupola sopra l’azzuro cupo del mare;
La morte conclude la vita; perchè mai
Dev’essere la vita sempre affanno?
Lasciateci; il Tempo score lesto…

Lasciateci…che piacere abbiamo
a combattere il male? E’ forse pace
Nell’eterno rampar l’onda ascendente?
Lasciateci al riposo durevol dela morte, cupa morte
o sognante quiete…

da: I mangiatori di Loto
Lord Alfred tennyson