Il risultato

Senza grandi sorprese Blop non é stato ammesso alla scuola internazionale.
Sabato 6 luglio sono andata a vedere i risultati e il suo nome non era sulla lista degli ammessi. Mi spiace solo che non abbiano affisso una graduatoria o un punteggio per sapere com’era andata per ogni bambino, ma pazienza. Vedremo l’anno prossimo se ritenteremo o lasceremo stare.

A Blop non l’abbiamo ancora detto perché domenica é partito con mia mamma per Genova e non volevo bloccare il suo sviluppo dell’italiano. Ogni sera mi manda messaggi vocali sul telefono, in italiano, per dirmi in poche frasi cosa ha fatto : “ho mangiato la pizza”, “non ho soldi”, etc… pian piano dalle parole inizia a formare frasi sempre più complesse. Il francese rimane predominante, ovviamente, ma senza la mamma che capisce/traduce é obbligato a comunicare e fa enormi progressi.

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Smettila!

A metà febbraio, qui in Francia,  sono iniziate le vacanze d’inverno e ne ho approfittato per portare i bambini una settimana a Genova, visto che a Natale per vari motivi non eravamo andati.
Il programma era densissimo come sempre (visita all’Acquario con giro sulla NaveBus, sfilata di Carnevale, saluti a milioni di parenti, giri amministrativi per me che ho deciso di chiedere la nazionalità francese e mi servono milioni di documenti, la salute della bisnonna che ci fa prendere qualche spavento, eccetera…), ma mi soffermero’ solamente su una cosa: Blop ha scoperto di saper parlare in italiano. Tutto il resto é irrilevante.

Per dare un po’ di contesto: mia cugina, che abita di fronte a casa di nostra nonna, ha un figlio che ha due anni meno di Blop e uno in più di BlopBlop. Noi, essendo figlie uniche, siamo cresciute insieme, quindi ci viene naturale e ci fa molto piacere che i nostri bambini giochino e crescano insieme, nei limiti delle nostre possibilità logistiche.
Fino all’anno scorso Blop e cuginoBlop giocavano un pochino insieme, ma visto che cuginoBlop era comunque piccino riuscivano a capirsi abbastanza bene anche se Blop gli parlava in francese (ricordiamo che lui capisce perfettamente l’italiano). Quest’anno cuginoBlop ha da subito mostrato qualche fastidio nel non capire cosa gli stesse dicendo il cugino grande e Blop voleva farsi capire per dargli gli ordini .
La prima volta che Blop mi ha chiesto di parlare la posto suo, per dire al cugino di smetterla di cantare, gli ho risposto che poteva benissimo dirglielo lui di smetterla. Onestamente non credevo l’avrebbe fatto davvero, invece si é avvicinato e gli ha detto con tono perentorio “smettila!” e lui ha smesso.
Da quel momento Blop si é reso conto che sapeva parlare in italiano. Ora non é che dall’oggi al domani si é trasformato in un novello Manzoni, ma considero comunque un progresso passare dal saper contare da uno a quattordici e basta al fare mini frasi di tre parole in un’ora, anche se ci sarà da lavorare sulla grammatica.
Per amore di precisione, Blop ha comunque parlato più in francese che in italiano, ma non appena vedeva che qualcuno non capiva glielo ripeteva in italiano, non solamente col cuginetto, con la bisnonna, coi miei zii, ma anche con me. E a una settimana dal nostro ritorno a Lione posso affermare che continua a usare parole in italiano anche con me e più ne usa e più continua ad usarne, tanto che ovviamente viene più facile anche a me usare l’italiano e sempre più spesso mio rivolgo nella mia al povero marito. Sto quasi pensando di parlargli sempre cosi, tanto lui (maledetto uomo portato per le lingue) mi capisce bene. 

Credevo che questo momento non sarebbe mai arrivato, invece pian pianino i miei sforzi stanno cominciando a pagare.

3 anni di BlopBlop

Il 25 gennaio hai compiuto 3 anni. Non sei più un bébé, come ama chiamarti tuo fratello, ma non sei nemmeno un bimbo grande ,”io piccolo” dici a tutti, e questa tua voglia di rimanere il piccolo di casa si nota nella passione per la tua Lili (il ciuccio) e il tuo rifiuto di usare il vasino (“inizio domani” dove per te domani é un futuro molto molto imprecisato e sicuramente lontano).

A 3 anni vai ancora al nido, ma ogni mattina é sempre più difficile separarti da tuo fratello che va alla materna perché vorresti andarci anche te.

A 3 anni parli un sacco, anche se non sempre ti si capisce e spesso tendiamo a indovinare. La tua nuova risposta preferita é “pas envie” (non ne ho voglia) corredata da braccia conserte e testa in giù.

A 3 anni hai una voce potentissima e quando urli o vuoi farti sentire se ne accorge tutto il vicinato.

A 3 anni sai contare fino a 3, sai riconoscere i numeri scritti e sai che 1 più 1 è uguale a due, grazie agli allenamenti intensivi di Blop. Conosci tutti i colori e sai riconoscere la destra dalla sinistra.

A 3 anni adori giocare con la cucina giocattolo e fingere di prepararmi il caffé, ti piacciono le “Brum Brum Cars”, i robots e giocare a carte.

A 3 anni sai come difenderti, passi il tempo a litigare furiosamente con tuo fratello e, se lui continua ad infastidirti, lo mordi e/o lo picchi. Ieri ti ho fermato in tempo mentre tentavi di scaraventagli il ponte di legno del trenino in testa. Pero’ vi adorate eh, anche se non sembrerebbe.

A 3 anni sei un vero coccolone e mi riempi di bacini bavosi, ma ti diverti anche ad andare in giro cantando “cacca cacca cacca”.

A 3 anni dici “mementine” per clementina, confondi un po’ la P con la B, chiami tutti i gatti Muffin.

A 3 anni sai vestirti (quasi) da solo: metti e togli i calzini, la giacca, il pannolino, i pantaloni. Hai ancora qualche difficoltà con la maglia e le scarpe, ma sono sicura che a breve saprai metterti tutto.

A 3 ani ti gratti ancora l’ombelico per addormentarti e mi fai troppo ridere, sperando che prima o poi non si buchi.

A 3 anni sei il mio piccolo grande amore e se già il tempo mi era sembrato passare in fretta per Blop, per te davvero non so come sia successo che ieri eri minuscolo tra le mie braccia  e adesso sei praticamente indipendente.

7 + 7 + 7

Da circa una settimana Blop si è appassionato alle addizioni. Questo week end abbiamo tirato nuovamente fuori i cubi matematici della Clementoni e si divertiva con la nonna paterna a farne qualcuna, al grido di “le addizioni sono facili!” (se lo dice lui…) .

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Adesso quando si annoia o la sera a letto,  lo sento che si chiede quanto fa tale numero più tale numero e conta con le dita per trovare la risposta.
Ieri ha deciso di aumentare il livello e sommare tre o quattro numeri invece di due. Il primo tentativo é stato il 7 + 7 + 7 del titolo del post, a cui ha rapidamente trovato la soluzione. E’ arrivato tutto contento dicendomi che faceva 21 e ha aggiunto “pero’ ho usato le dita per contare”.

Ora, io capisco tutto, ma come si fa a farlo con le dita? Cioè io ci ho provato, pur sapendo la soluzione a mente, ma mi incasino ogni volta. Si vede che la mente matematica non l’ha presa da me!

Psicomotricità

L’estate é stata complicata per Blop. Tanti capricci, molta rabbia, pianti a non finire.
L’inizio dell’ultimo anno di materna é stato complicato anche lui, invece che iniziare bene e peggiorare pian piano come l’anno scorso, ha avuto da subito qualche difficoltà di comportamento e di gestione delle emozioni.
Con l’accordo del pediatra e della maestra, abbiamo cosi deciso di portarlo dalla psicomotricista, e non dalla psicologa come da migliore tradizione francese. Non so perché, ma mi sembrava una figura professionale più adatta per iniziare un qualsiasi percorso.

A fine settembre Blop ha quindi fatto un bilancio di 3h: mezz’ora di colloquio coi genitori, 2h di esercizi e test, per finire con un ulteriore colloquio di restituzione in attesa del bilancio definitivo.
Ne é risultato che, effettivamente, Blop ha qualche difficoltà a gestire le emozioni e i cambiamenti, é un bimbo molto ansioso e siccome non riesce a esternare verbalmente queste difficoltà somatizza tutto, col risultato che é agitato, dorme male, ha numerosi tic. Ho apprezzato che, durante il colloquio conoscitivo, sia stata lei stessa e emettere l’ipotesi della precocità senza che dovessi parlare io dei mie dubbi, per poi escluderla (almeno per adesso) dopo i test. Preciso che so benissimo che solo uno psicologo puo’ “diagnosticarla”, ma siccome so che lei lavora anche coi bambini precoci penso che un minimo di esperienza ce la abbia. Detto questo, l’ipotesi precocità mi interessava soprattutto in rapporto alle sue difficoltà comportamentali a scuola (e a casa) e al rischio di “annoiarsi” in classe. Rischio di cui ha parlato anche lei perché pur non essendo precoce, é sicuramente in anticipo rispetto agli altri bambini avendo un livello fine ultimo anno di materna/prima elementare. Ne parlerà, percio’, con la maestra per vedere come possono evitare il rischio noia o come possono insegnarli a sopportarla (ex. Blop sa già contare fino a 100 e la sua passione del momento sono le addizioni, mentre il programma prevedere che a fine anno sappiano contare fino a 30 e leggere i numeri fino a… 10).

Non sto ad entrare nei dettagli, ma posso dire che già dopo 4 sedute da 45 minuti l’una, quindi un mese circa, sia a casa che a scuola si sono già visti i primi risultati. Ascolta di più, fa meno capricci e non ha più lanciato nulla per sfogare la rabbia. Anche a scuola la maestra ci ha detto che ha visto un miglioramento rispetto a inizio anno e, ovviamente, noi come genitori ci facciamo dare dei consigli su come aiutarlo a crescere e a rilassarsi, per evitare tutta questa frustrazione e inquietudine.

1, 2, 3

Infine un articolo su BlopBlop!

Da qualche giorno ha imparato a contare fino a tre. Non ripete a pappagallo, ma per esempio se vede le scarpe dice “una scarpa, due scarpe” e via cosi con tutti gli oggetti che trova. Il massimo é quando usa il pallottoliere (grazie al quale abbiamo scoperto che il fratello sa contare fino 60 senza aiuto e fino a 100 con un po’ di aiuto al cambio di decina).
Ieri metteva in fila delle macchinine e diceva :

Un, deux, tre 

In un perfetto mix di italiano e francese.
Suo fratello dice che sa arrivare fino a 11, io l’ho sentito saltare dal tre al sei  e sette quindi ho i miei dubbi.

Il cartellone delle regole

Blop ha, da sempre, un vero problema con le regole. In quasi 5 anni di vita credo di non averlo mai visto “obbedire” una sola volta alla prima, bisogna sempre ripetergli tutto trentamila volte e spesso fa quello che gli si dice, ma contestandolo e spiegando perché, comunque, ha ragione lui.
(Specifico che non voglio un soldatino che obbedisca a tutto quello che gli si dice senza fiatare, ma vorrei che almeno le cose importanti/pericolose accettasse di farle senza farci impazzire. Ex: se gli dico di fermarsi e non attraversare la strada perché sta arrivando una macchina, lo faccia) .
Anche a scuola, ultimamente, il suo comportamento é peggiorato quindi abbiamo messo in atto, sia a casa che a scuola due cartelloni delle regole. Abbiamo iniziato a casa, poi il maestro ha proposto la stessa cosa quindi i “punti” dati dal maestro vanno ad influire su quelli a casa. Lo scopo ultimo era quello di vincere una trottola BeyBlade in 12 giorni di buon comportamento.
Le regole erano le seguenti, alcune semplici per non rendergli la vita troppo complicata, altre più difficili:
1. essere educato
2. vestirsi/svestirsi da solo (con un aiuto per la maglietta)
3. non litigare/non infastidire i compagni o BlopBlop
4. ascoltare gli adulti e rispettare le regole
5. un punto bonus se faceva qualcosa di davvero positivo

Le regole a scuola erano (sono) le seguenti:
1. rispettare le regole della classe
2. non infastidire i compagni
3. concentrarsi e lavorare bene durante le attività della classe

Per chi si aspettava un miracolo…non c’é stato. Il comportamento di Blop é stato altalenante e siamo arrivati ai 12 giorni in 20 giorni. Ora vediamo se continuerà a fare del suo meglio. Il punto sul rispettare le regole non l’ha mai avuto né a casa né a scuola, dove il cartellone continua ad essere in atto. A casa abbiamo deciso di smetterlo, per adesso, perché non penso sia ottimale sul lungo termine e qualche miglioramento c’è comunque stato. Lo ritireremo sicuramente fuori al bisogno. Ora torno a contare fino a 3 (o a 1) perché é sicuramente il metodo che funziona meglio con lui.