Di quelli che non poterono salire sull’aereo a causa di una varicella ormai guarita o la delusione di due bambini

Antefatto: Blop ci ha chiesto spesso di poter prendere l’aereo, quindi qualche mese fa abbiamo deciso di “accontentarlo” e di prenotare le vacanze a Berlino, città che ci sembrava interessante sia per noi adulti sia per i bambini.

A maggio é arrivata l’epidemia di varicella al nido, BlopBlop avendola già scampata per due anni di seguito sarebbe stato un miracolo non la prendesse nemmeno questa volta. Quindi qualche settimana fa, quando sono apparse le tipiche pustole me l’aspettavo e, tutto sommato, pensavo ci fosse anche andata bene perché cosi sarebbe guarito prima del viaggio.
L’ho subito portato dalla pediatra per chiedere rassicurazioni sul viaggio e, perché no, un certificato medico spiegando bene che dovevamo prendere l’aereo. La sua risposta é stata “stia tranquilla, da qui al viaggio é guarito e non ci sono problemi per viaggiare“.  Dopodiché : ho continuato ad organizzare i bagagli, BlopBlop é tornato al nido e poi é andato qualche giorno dalla nonna paterna, contemporaneamente Blop si é gonfiato come un palloncino in faccia, probabilmente a causa di un’allergia alle graminacee come suo padre, ho organizzato la sua festa di (finto) compleanno per essere sicura che i suoi amici potessero essere presenti (la sfiga di bambini nati ad agosto…) , ho organizzato un’assemblea generale all’associazione di cui faccio parte e mi sono fatta eleggere come segretaria e la varicella di BlopBlop me la sono dimenticata, tanto più che giovedi mattina gli rimanevano 4 povere croste in faccia. Per me era guarito, mi avevano confermato che non era più contagioso e non ci ho più pensato.

Giovedi mattina eccoci, quindi, pronti all’avventura. I bambini sono eccitati come delle pulci, non vedono l’ora di salire sull’aereo. Blop continua a dire a BlopBlop che se ha paura lo consolerà lui e BlopBlop ripete che vuole volare insieme agli uccellini.
Arriviamo all’aeroporto di Lyon St Exupery con largo anticipo, imbarchiamo il bagaglio con la nota compagnia low cost arancione che doveva portarci a Berlino, la signorina chiacchiera e fa mille moine a BlopBlop, passiamo i controlli di sicurezza, ci svuotano il bagaglio a mano dei bambini (contenuto: un vasino portatile, dei peluches, dei pannolini, qualche gioco per il viaggio, tutta roba pericolosissima) e fermano mio marito perché le sue scarpe hanno deciso di suonare a tutti i controlli. Ci guardano tutti per bene, insomma.
Aspettiamo qualche ora in aeroporto nell’aria per bambini finché non arriva il nostro turno e li il dramma.
La hostess ci vede e siccome abbiamo un bambino piccolo ci fa passare avanti, poi si ferma e ci chiede se aveva la varicella. Noi, scemi, rispondiamo che l’aveva avuta, ma che gli rimaneva solo qualche crosta. Ci fermano, fotografano BlopBlop, l’hostess vorrebbe chiamare il dottore dell’aeroporto per sapere se davvero non é contagioso, il suo responsabile ci dice che senza certificato medico non possiamo salire e che dovevamo leggere le condizioni di vendita, ma se il nostro pediatra ci mandava il certificato via mail poteva forse farci salire. La pediatra senza visitarlo non vuole farcelo, i bambini si mettono a piangere, i toni salgono, praticamente il responsabile ci trascina via dalla fila d’attesa; Noi chiediamo un certificato di rifiuto di imbarco e lui ci dice che ce lo avrebbero fatto in biglietteria. Ciao ciao arrivederci. La valigia in un microsecondo é scaricata dall’aereo e noi andiamo in biglietteria dove una simpatica signora ci dice “impossibile che vi abbiano detto cosi, io posso vedere solo come modificare il viaggio”. I toni salgono ancora, ci sentiamo ampiamente presi per i fondelli, i bambini piangono sempre, il responsabile (ah se avessimo pensato a chiedergli il nome!) non ha scritto niente per il customer care, la tizia in biglietteria ci dice di telefonare a un determinato numero, mio marito telefona davanti alla tizia che non vuole parlare col servizio clienti. Io cerco di spiegare ai bambini, loro piangono sempre. Il delirio.

Il servizio clienti al telefono, preso da pietà, ci rimborsa subito le tasse areoportuali (almeno quelle!) e noi ce ne torniamo mesti a casa, dove organizziamo in quattro e quattr’otto una partenza in treno per il giorno dopo, direzione Tolosa.

BlopBlop continua a chiedere quando potrà prendere l’aereo per volare con gli uccellini e mi si stringe il cuore. Di certo con easyjet non voleremo MAI più. (Abbiamo poi letto le condizioni e c’è scritto un vago “si puo’ viaggiare dopo 7 giorni dall’apparizione dell’ultima pustola” e non si fa menzione di un certificato medico obbligatorio).

Per amore di precisione, copio dal loro sito internet:

I passeggeri affetti da una malattia infettiva non grave, inclusa una delle seguenti patologie, possono volare conformemente alle linee guida nella tabella riportata di seguito.

Malattie infettive Autorizzato a viaggiare
Rosolia 4 giorni dalla comparsa delle irritazioni
Morbillo 7 giorni dalla comparsa delle irritazioni
Orecchioni dopo che il gonfiore sarà diminuito (normalmente dopo 7 giorni)
Varicella 7 giorni dalla comparsa dell’ultima macchia
Infezioni da virus (ad es. influenza stagionale) quando l’infezione non è più contagiosa

Preciso che conosco benissimo la pericolosità della varicella per gli immunodepressi o gli adulti, una persona della mia famiglia avendola fatta a 20 anni e avendo sviluppato un’encefalite che l’ha tenuta in coma, quindi se avessi avuto il dubbio che poteva essere ancora contagioso non l’avrei assolutamente portato sull’areo (al contrario di gente che online da consigli su come imbarcare i bambini con la varicella ancora contagiosa) e pazienza per la vacanza. Avremmo, almeno, avuto il tempo di avvisare i bambini, cambiare date, organizzare altro con calmo.
Ammetto che io sono stata scemissima a non tornare dal pediatra il giorno prima della partenza per chiedere un certificato, solitamente sono molto scrupolosa e ansiosa su queste cose, ma presa da tremila cose me ne sono dimenticata e  sicuramente il pediatra avrebbe potuto dirmi lui stesso di tornare per fare il certificato o farcelo gentilmente sul momento e mandarcelo via mail, visto che alla visita precedente aveva detto che sarebbe sicuramente guarito.

Fun fact: mentre litigavamo in biglietteria, Blop ha pensato bene di lanciare il peluche preferito di suo fratello, un’adorabile volpina, sul tetto della biglietteria e non siamo riusciti a riprenderlo ( oltre a non essere nello spirito giusto per dedicarci tutte le nostre energie).

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Aggiornamenti sparsi

Da quant’é che non parlo di me?
Già scrivo poco e quel poco é sempre sui bambini, soprattutto Blop perché é bimbo molto interessante (non che BlopBlop non lo sia, ma comincia giusto adesso a mostrare il suo bel caratterino da treenne).

Qualcosa su di me, quindi.
Ancora non lavoro. Questo autunno, complice il part time del Marito, ho un po’ cercato, ma avevo dei criteri molto ristretti (vicino a casa, part time, tempo indeterminato o comunque un determinato lungo, solo strutture nell’ambito della formazione) e, nonostante ogni CV mandato abbia generato uno o più colloqui, sono sempre qua a casa. A febbraio il Marito riprende a lavorare a tempo pieno, abbiamo fatto due calcoli e conviene che resti a casa ancora qualche mese, in attesa che a settembre BlopBlop vada alla materna e i costi di una eventuale baby sitter siano ridotti.
Nonostante cominci ad essere davvero pesante restarmene a casa e sono sempre a rischio di un esaurimento nervoso, mi rendo conto che sia comunque una fortuna poter approfittare di tutto questo tempo coi bambini: prenderli e potarli alla materna/nido, avere il tempo di portare Blop a fare ginnastica e psicomotricità, accompagnare la sua classe ad alcune uscite (a dicembre, per esempio, li ho accompagnati al cinema), organizzare delle attività al nido di BlopBlop (una volta a trimestre vado una mattina a leggere dei libri in italiano e a cantare delle canzoni italiane coi bimbi), accompagnarlo agli atelier di lettura per i meno di tre anni al Centro Sociale del quartiere.

Parlando di Centro Sociale. A maggio dell’anno scorso mi sono fatta “fregare” dalla direttrice del nido di BlopBlop che cercava un paio di genitori per integrare il Consiglio d’Amministrazione dell’associazione, vendendomelo come “una riunione ogni due mesi circa, più ogni tanto qualche impegno in più, ma niente di che”. Siccome avevo voglia di uscire un po’ di casa, ho deciso di accettare. Mi sono presentata alle elezioni e mi hanno eletto.
Il suddetto consiglio di amministrazione é un covo di serpi, litigano a ogni riunione, non sono d’accordo su niente e c’è un’evidente differenza di opinioni tra i membri dall’età anagrafica giovane e quelli più anziani che, fondamentalmente, sono là da secoli e hanno tutto il “potere”. Potere poi di chissà cosa visto che lo facciamo tutti gratuitamente. Ah, ovviamente sono stata eletta per tre anni quindi mi tocca sorbirmeli fino alla fine del mandato perché non sono il tipo da mollare a metà un impegno preso. Magari in questi tre anni riusciremo a far cambiare alcune cose.

Siccome questo impegno mi sembrava poco, sono riuscita a farmi inviare al Consiglio di Quartiere nella sezione Carnevale, quindi una volta al mese mi riunisco con gli altri membri per organizzare il carnevale del quartiere che si svolge, tenetevi forte, a fine marzo. Prima o poi riusciro’ ad abituarmi al fatto che un carnevale francese non é come un carnevale italiano, ma ci vorrà tempo. Notare che la Presidente del centro sociale mi ha detto “vai alle riunioni, ma ovviamente non puoi prendere nessuna decisione senza prima parlarmene” e ovviamente non mi risponde mai quando le devo chiedere qualcosa o c’è una qualche decisione da prendere. Sono un membro assolutamente utile e, sicuramente, l’anno prossimo diro’ che non lo faro’ più perché mi sento presa in giro. Va bene non poter prendere decisioni senza prima discuterne con gli altri, mi sembra una cosa ovvia, ma almeno che ogni tanto si degnino di rispondermi. Senza contare che, all’ultima riunione del carnevale, un altro membro del consiglio di quartiere se ne é uscito dicendo che aveva visto con la presidente del CS che prestava i locali il giorno del Carnevale perché i membri delle compagnie di ballo possano cambiarsi. Ovviamente a me nessuno l’aveva detto e ho fatto proprio una bella figura, a guardarlo mentre parlava con la bocca spalancata da pesce lesso.

Un punto più gioioso, siccome sono a casa e ho tempo da perdere, é un anno che mi faccio seguire da una nutrizionista e ho perso 12 chili. Applausi, grazie. Speravo un po’ di più, in realtà, ma già sono contenta. Ora me ne mancano 4 per raggiungere il mio secondo obiettivo, uscire dall’obesità di tipo 1 (che brutto scriverlo, anche se é la verità) e poi se ne ho il coraggio tento il raggiungimento del terzo obiettivo: perdere altri 5 chili per scendere a un peso leggermente inferiore a quello che avevo all’inizio della prima gravidanza. Dai che pian pianino ce la posso fare.

Psicomotricità

L’estate é stata complicata per Blop. Tanti capricci, molta rabbia, pianti a non finire.
L’inizio dell’ultimo anno di materna é stato complicato anche lui, invece che iniziare bene e peggiorare pian piano come l’anno scorso, ha avuto da subito qualche difficoltà di comportamento e di gestione delle emozioni.
Con l’accordo del pediatra e della maestra, abbiamo cosi deciso di portarlo dalla psicomotricista, e non dalla psicologa come da migliore tradizione francese. Non so perché, ma mi sembrava una figura professionale più adatta per iniziare un qualsiasi percorso.

A fine settembre Blop ha quindi fatto un bilancio di 3h: mezz’ora di colloquio coi genitori, 2h di esercizi e test, per finire con un ulteriore colloquio di restituzione in attesa del bilancio definitivo.
Ne é risultato che, effettivamente, Blop ha qualche difficoltà a gestire le emozioni e i cambiamenti, é un bimbo molto ansioso e siccome non riesce a esternare verbalmente queste difficoltà somatizza tutto, col risultato che é agitato, dorme male, ha numerosi tic. Ho apprezzato che, durante il colloquio conoscitivo, sia stata lei stessa e emettere l’ipotesi della precocità senza che dovessi parlare io dei mie dubbi, per poi escluderla (almeno per adesso) dopo i test. Preciso che so benissimo che solo uno psicologo puo’ “diagnosticarla”, ma siccome so che lei lavora anche coi bambini precoci penso che un minimo di esperienza ce la abbia. Detto questo, l’ipotesi precocità mi interessava soprattutto in rapporto alle sue difficoltà comportamentali a scuola (e a casa) e al rischio di “annoiarsi” in classe. Rischio di cui ha parlato anche lei perché pur non essendo precoce, é sicuramente in anticipo rispetto agli altri bambini avendo un livello fine ultimo anno di materna/prima elementare. Ne parlerà, percio’, con la maestra per vedere come possono evitare il rischio noia o come possono insegnarli a sopportarla (ex. Blop sa già contare fino a 100 e la sua passione del momento sono le addizioni, mentre il programma prevedere che a fine anno sappiano contare fino a 30 e leggere i numeri fino a… 10).

Non sto ad entrare nei dettagli, ma posso dire che già dopo 4 sedute da 45 minuti l’una, quindi un mese circa, sia a casa che a scuola si sono già visti i primi risultati. Ascolta di più, fa meno capricci e non ha più lanciato nulla per sfogare la rabbia. Anche a scuola la maestra ci ha detto che ha visto un miglioramento rispetto a inizio anno e, ovviamente, noi come genitori ci facciamo dare dei consigli su come aiutarlo a crescere e a rilassarsi, per evitare tutta questa frustrazione e inquietudine.

Prove di caduta denti

Sabato pomeriggio, dovendo sopravvivere a un week end sola coi bloppini, ho deciso di portarli al parchetto sotto casa, nonostante temessi la folla bambinesca e i possibili incidenti.
Blop e BlopBlop, felicissimi, si lanciano sullo scivolo e sperimentano nuovi modi di salire. Blop finalmente riesce a usare la rete per arrampicarsi (o come si chiama) senza piangere e lamentarsi che gli altri bambini la fanno muovere e lui ha paura a salire.
BlopBlop, stufo di aspettare che la mamma lo metta direttamente in cima, decide che la rampa con le prese da scalata non é più troppo pendente e sale da solo. Sedendosi in alto per dirsi bravo e battere le mani. Troppo carino.
Giocano con le bambine, litigano coi maschi, fanno cose da bambini. BlopBlop scopre che riesce a passare tra le sbarre della recinzione e, non appena volto lo sguardo, tenta di fuggire correndo verso la strada, prontamente bloccato dal fratello.
Arriva l’ora di andare via. Li avviso dieci minuti prima. Blop incredibilmente collabora, mentre BlopBlop decide che é giunta l’ora dei terribili due e scappa di corsa verso la strada. Suo fratello gli corre dietro e, invece di fermalo delicatamente, lo placca buttandolo a terra. Cerca di impedirgli di picchiare la testa perché é fragile (cit. Blop), ma facendo cosi lo fa cadere di faccia.

Accorro senza preoccuparmi troppo perché non é la prima facciata che uno dei due prende, ma BlopBlop stranamente piange e non si rialza. Lo tiro su e ha la bocca coperta di sangue. Una scena bellissima.
Cerco di calmarlo e pulirlo, lui piange, Blop piange chiedendogli scusa e urlando “dobbiamo correre in ospedale, muoviti mamma!” cosi devo calmare anche lui. BlopBlop si calma un secondo e gli chiede “Blop fait mal?” (Blop ti sei fatto male?)
Li faccio sedere su una panchina per cercare di calmarli e osservo con più attenzione la bocca di BlopBlop. Il dente davanti c’è, ma se ne é rotto un pezzettino. La gengiva é arrossata e ha una crosticina come se avesse strisciato pure quella sul marciapiede rugoso, ma almeno ha smesso di sanguinare.
Torniamo a casa, ceniamo col gelato perché é freddo e morbido e temo che qualcosa di duro faccia cadere il dente. Li metto  a letto, vado in bagno un secondo e sento Blop urlare “mamma! mamma! BlopBlop sanguina di nuovo, chiama l’ambulanza!” . Arrivo di corsa e nella stanza semibuia vedo un bambino piccino piccio’ seduto sul suo lettino con la faccia e i vestiti insanguinati. Sembrava un vampiretto dopo il pasto.
Lo scemino, trovato un ciuccio nel lettino, ha pensato bene di metterselo in bocca e l’attaccatura del dente si é rimessa a sanguinare un pochino, solo che con la bava sembrava tantissimo. Un po’ di ghiaccio e via, tutti a nanna.
Peccato che Blop si sia alzato ogni due ore per controllare che suo fratello stesse bene e ogni volta sia venuto a svegliarmi per farmi rapporto.
Oggi tutto bene, il sorriso col buchino mi fa un po’ tristezza, ma niente sangue né lamenti dolorosi. Domani provo a chiamare il dentista per vedere se puo’ darci un’occhiata, non tanto per il dente in sé quanto per la ferita sopra la gengiva, non vorrei si infettasse. Come si disinfetta la gengiva di un bambino?

Tanto salta il Bloppino che si taglia il capino

Domenica sera abbiamo festeggiato il quinto compleanno di Blop con i miei zii e mia cugina, al loro ritorno dalle vacanze.
Blop, che é Mister No, nonostante fosse molto contento del regalo ha continuato a lamentarsi e, quando mia cugina é entrata in un negozio di cinesi per comprare delle mollette da bucato, ha chiesto di entrare con lei per comprare un giocattolo. Ovviamente ho rifiutato, visto che aveva appena ricevuto dei giochi e che, comunque, non é che compriamo roba ogni cinque minuti.
Passata la prima crisi di collera, si é messo a saltare arrabbiato dallo scalino di un parcheggio. Prendeva la rincorsa, sollevava la catena di metallo, passava sotto e saltava. Ho tentato di fargli notare che era pericoloso, perché lo scalino era alto e perché potevano arrivare delle macchine, ma lui mi ha risposto che “non é pericoloso. Lo so fare e da adesso decido io e non te“. Visto che eravamo tutti li vicino a chiacchierare e che mi dispiaceva dirgli sempre di no, l’ho lasciato fare.
A un certo punto lo vedo correre, mancare la catena, rimanerci agganciato col collo, mentre i piedi spinti dalla slancio della corsa finivano in alto. E’ durato un secondo, in cui lo vedevo già morire strangolato, poi é caduto di testa. Sullo scalino appuntito. Da pessima madre quale sono, la prima cosa ad avergli detto é stata “visto? te l’avevo detto che era pericoloso” o una cosa del genere. Poi ho visto il sangue colare giù dalla testa, lungo il collo e la schiena.
Il panico. Ho preso Blop e BlopBlop, li ho lanciati in macchina, ho caricato mio zio e mia mamma e siamo partiti per il PS del Gaslini. Blop urlava cose sconnesse, ma per fortuna non ha mai perso conoscenza né vomitato, quindi ero abbastanza tranquilla su un eventuale trauma cranico, ma il sangue mi fa andare in pappa il cervello.
Per fortuna al PS non c’era quasi nessuno, quindi é stato visitato molto velocemente e ci é stato confermato che il taglio era abbastanza profondo e aveva bisogno di punti. Gli hanno messo un gel anestetizzante e ci hanno detto “tenetelo sdraiato e fermo per mezz’ora“. Che burloni. Per fortuna avevo il telefono cellulare e abbiamo mandato messaggini a papà e a BlopBlop, rimasto in macchina con mio zio.
La mezz’ora é diventata un’ora, ma alla fine gli hanno messo cinque punti e non gli hanno nemmeno dovuto tagliare i capelli! Peccato che non possa bagnarli per 10 giorni e oggi è partito con mia suocera e mia cognata per la Corsica.

La cosa che più mi ha stretto il cuore, oltre allo spavento, sono state le sue urla. In generale Blop ha difficoltà con le emozioni e le esterna sempre molto “rumorosamente”, ma in questo caso penso che l’esperienza con l’operazione alla testa del fratello abbia amplificato la paura perché continuava a urlare “noooo non voglio che facciate come a BlopBlop! Non toccate la testa che é fragile e si rompe. Non voglio come BlopBlop“.
Comunque é stato calmo un giorno, poi ha ricominciato pian pianino a fare il matto e il capriccioso. Rientrati a Lione ha detto a suo padre che si era fatto male perché gli ho parlato e l’ho distratto cosi lui é caduto. Aggiungendo che quando é caduto nessuno é andato a prenderlo!

L’unica nota positivo é che dopo il colpo in testa pare si sia sbloccato l’italiano e dice molte più parole (in realtà con la bisnonna usava spesso parole in italiano, ma solo se non c’era nessun altro in giro), oltre a tradurre in italiano anche per me quando non capisco che parola stia usando.

365 giorni di testa tonda

Oggi é stata una giornata difficile. Già ieri ne avevo avuto le prime avvisaglie, ma oggi nonostante abbia fatto di tutto per passare dei bei momenti con Blop, il pensiero tornava là, a un anno fa in ospedale quando BlopBlop è stato finalmente operato per la sua craniostenosi.
Eppure è stato un anno tutto in discesa, nonostante qualche piccolo spavento. BlopBlop sta bene, anche se io passo più tempo del dovuto a controllargli la forma della testa, e ha capito come sfruttare la mia paura delle possibili testate per non farsi sgridare. Il mio diavoletto. Non so se è una conseguenza dell’operazione o dell’essere un secondogenito, ma ha sviluppato un bel caratterino e a volte me lo mangerei. Pero’ poi guardo la sua cicatrice e la sua bella testa tonda e subito mi intenerisco.

Prometto che non ne faro’ un appuntamento annuale sul blog e cercherò di scacciare tutte le mie paure, ma per quest’anno ho voglia di festeggiare il craniocompleanno di BlopBlop.

Il batterio

BlopBlop ha iniziato a vomitare martedì pomeriggio, la sera aveva oltre 39 di temperatura. Il mercoledì idem, ma invece che vomitare gli è venuta la diarrea.
Giovedì, per puro caso e fortuna, avevamo appuntamento dalla dottoressa che ha prontamente diagnosticato un batterio, probabilmente del ceppo Haemophilus Influenzae, che ha oltrepassato la barriera del vaccino e gli ha reso la gola uno schifo, gli ha causato l’otite (oh da quanto tempo! ) e la congiuntivite. Ora è qua sdraiato sul divano, sempre con la febbre che va e viene, moribondo, sempre infastidito dal fratello per il quale il concetto di lasciarlo in pace è estraneo. Siccome sono sola non posso spedirne uno fuori, a meno di non rinchiuderlo sul balcone.
Grazie al batterio sono saltati i seguenti programmi:
– sessione lettura per bimbi piccoli alla biblioteca col nido, mi avevano anche chiesto di accompagnarli . Sarà per il mese prossimo, se non tira fuori qualcos’altro
– serata bugnes (dolce di carnevale francese) organizzata dal quartiere questo giovedì
– BlopBlop doveva partire 4 giorni con la nonna paterna, invece ovviamente è rimasto qua
– festa di Carnevale con l’associazione italiana questo pomeriggio

Venerdì prossimo dovremmo partire per la Val d’Aosta, speriamo si sia rimesso un po’ in sesto e non abbia passato tutto al fratello (o a me).