Ma dove vai se il piedino viola hai – Seconda parte

Martedì BlopBlop ha fatto la radiografia al piede che ha rivelato la presenza di un pezzetto di qualcosa. Ho subito chiamato il pediatra, sperando potesse toglierlo lui in quattro e quattr’otto e fine.
Il pediatra lo visita e ci spedisce al P.S. con una lettera con scritto URGENTE a caratteri cubitali e  indicando che sospettava  cellulite al piede. Secondo lui gli avrebbero dato antibiotici per via venosa per bloccare l’infezione.

17h30
Arriviamo al PS e l’infermiera esita tra codice giallo o rosso perché non ha mai visto una cosa cosi. La sala d’attesa è pienissima e continuano ad arrivare bambini in barella, più o meno gravi.

20h15
Finalmente è arrivato il nostro turno. Il dottore giovane lo visita, é propenso a togliergli subito il corpo estraneo MA ha sbagliato stanza dove metterci e non ha il materiale adeguato. Torniamo in sala d’aspetto e un quarto d’ora dopo arrivano le infermiere per fare un prelievo a BlopBlop.
BlopBlop, degno figlio di sua madre,  ODIA i prelievi e le sue vene fanno sempre ostruzionismo cosi ci mettono un’ora per riuscire a prelevare qualcosa, tra le urla disumane di mio figlio. Già che ci sono gli danno anche degli anestetici per prepararlo all’estrazione.

21h30
L’infermiera mi avvisa che dobbiamo aspettare un’ora e mezza per il risultato delle analisi. Prima non si può fare nulla (e c’è il cambio di turno).

00h00
Comincio a trovare l’attesa lunga.  Mi scappa la pipi. Chiedo alle infermiere se possono tenermi BlopBlop mentre vado in bagno, una si stupisce che siamo ancora li. Le chiedo se hanno i risultati. Fanno tutte la faccia da “ops, abbiamo dimenticato questo paziente”, ma rispondono gentilmente che ce li hanno e che non appena il medico esce dalla sala operatoria glieli mostrano. Nel frattempo posso andare in bagno e sorvegliano loro il bambino, che nel frattempo si era addormentato nel passeggino.

2h30
Infine arriva il chirurgo. Un indiano che parla malissimo in francese e capisce fischi per fiaschi. Siamo entrambi stanchi, ci capiamo male, più o meno il dialogo è questo.
Dottore: Facciamo un’ecografia e vediamo se c’è qualcosa nel piede.
Io: Ma ha già fatto una radiografia e c’è qualcosa nel piede.
Dottore: Si, ma voglio essere sicuro. Se c’è qualcosa lo operiamo.
Io: Ma l’altro dottore voleva toglierglielo in ambulatorio.
Dottore : Eh, ma è giovane. Non si fa cosi, facciamo ecografia e poi vediamo
Io: MA NON POTEVA FARGLIELA FARE NELLE TREMILA ORE CHE SIAMO RIMASTI IN SALA D’ASPETTO ???? (Si, ho perso un attimo la pazienza e devono avermi sentito urlare anche in India)
Dottore : Eh, ma stasera tanta gente. Non decido io il tempo d’attesa.

Facciamo sta benedetta ecografia che mostra una cosa un po’ diversa dalla radiografia, ma c’è da dire che alle 3h del mattino stavamo tutti dormendo in piedi.

Dottore: Allora tornate alle 9h e l’operiamo.
Io: NO.
Dottore: Come no. Adesso non posso e voglio fare le cose bene.
Io: Siamo venuti con la metro e adesso non c’è nulla, percio’ piuttosto dormiamo sulle sedie in sala d’aspetto e se proprio volevate mandare a casa, potevate dircelo subito e non farci aspettare DIECI STRAMALEDETTE ORE.

E’ finita che mi sono messa a piangere senza vergogna e il dottore non ci ha rimandato a casa, ma ci ha trovato una camera nello stesso reparto dove già eravamo stati per la prima operazione di BlopBlop. Il dottore mi rassicura che l’avrebbero operato in mattinata e saremmo potuti uscire nel tardo pomeriggio.

10h 
BlopBlop è pronto per la sala operatoria. I medici no. L’infermiera gli da un po’ di succo di mela perché sto povero bambino era a digiuno dalle 19h della sera prima (non sapendo se operavano, non operavano, non gli avevo più dato nulla se non dell’acqua).

13h – 15h 
Finalmente operano. L’operazione dura più del previsto perché, vista la discrepanza tra radiografie ed ecografia, il chirurgo ha guardato nel dettaglio, ma ha trovato solo un minuscolo pezzo di vetro.

Per finire, non siamo usciti il mercoledì pomeriggio, ne il giovedì, ma l’infezione essendo abbastanza avanzata (ma guarda un po’, quasi 24h in ospedale senza antibiotici non è che guariva da sola) hanno preferito tenerlo sotto osservazione fino al venerdì.

Ma dove vai se il piedino viola hai

Quindici giorni fa BlopBlop si era lievemente tagliato la pianta del piede. subito ho pensato a un micro pezzo di vetro perché qualche sera prima si era rotto un bicchiere e, anche se avevo pulito e spazzato, chissà. Poi ho sospettato una scheggia dello schifoso parquet, pero’ non vedevo niente se non il buchino che, con acqua e sale e disinfettante, migliorava pian pianino. L’ho anche fatto vedere al pediatra che ha detto “si, potrebbe essere una scheggia”. Fine. Io ho continuato a disinfettarlo e a tranquillizzarmi pian pianino.
Ieri mattina tutto a posto, mando anche un sms dicendo che il piedino era tutto carino. Alle 17h BlopBlop comincia a lamentarsi e a zoppicare, pian piano il piede diventa rosso/violaceo e gli sale la febbre a più di 39.
Alle 20h decido di portarlo dal pediatra di guardia, il PS pediatrico essendo troppo lontano per raggiungerlo una sera festiva coi mezzi. Senza parlare del ritorno. Mi dico che, alla peggio, se è urgente ci manderanno loro in ospedale.
Dopo un’ora e mezza d’attesa, il pediatra conferma l’infezione, prescrive antibiotico e bende alcolizzate per ridurre il gonfiore, una radiografia per vedere se c’è qualcosa nel piede e, se non peggiora, possiamo aspettare giovedì per portarlo dal nostro pediatra e vedere cosa fare.

Stamattina niente più febbre, il piedino è ancora gonfio e rosso, ma non è peggiorato quindi incrociamo le dita.

Rientro a casa

Lunedì BlopBlop e’ stato (finalmente) operato.
E’ andato tutto benissimo, nonostante un bello spavento in sala risveglio.
Dovevamo restare fino a mercoledì prossimo, ma ha recuperato talmente bene che ci hanno proposto di uscire oggi e di ritornare tutte le 48h circa per delle visite di controllo col chirurgo e il cambio delle bende.

E l’ansia sale, sale sempre di più

L’operazione di BlopBlop e’ programmata tra due settimane e, niente, io ci provo a restare zen, ma proprio non ci riesco.
La mia missione e’ farlo arrivare in forma all’operazione, per questo da due mesi si becca :
– lavaggio selvaggio del naso, circa 7000 volte al giorno
– probiotici
– ferro
– zinco e vitamina A
– dieta senza lattosio (e poco glutine) che pare aumentino lo spessore del muco favorendo tosse, otite e qualsiasi altra malattia (non so ancora se ci credo davvero, ma tentare non nuoce)
– umidificatore in camera
– la mamma sempre con la mascherina che non si sa mai…
– fratello spedito in quel di Genova da mercoledì scorso

Nonostante tutto cio’ non riesco a stare tranquilla e le mie giornate passano, più o meno, cosi:
– si e’ toccato un orecchio, avrà l’otite?
– ha tossito o gli e’ andato il latte di traverso?
– ha il naso un po’ chiuso la mattina, sarà raffreddore?
– mi sembra un po’ caldo. Ha un po’ di alterazione, cosa gli starà venendo? (che poi cos’e’ sta temperatura che sale mezz’oretta al giorno e poi torna normale? )

Potrei correre dal dottore, ma visto come farmi prendere dal panico e andarci ogni settimana la volta scorsa non sia servito a niente, cerco un approccio più zen (e normale).
Pensavo di essere una persona che gestisce bene l’ansia e lo stress, ma credo di aver scoperto i miei limiti. Tra l’altro io sono sempre stata una mamma del genere “ma si, Blop ha un po’ vomitato/ha la febbre/ha preso una testata micidiale tra qualche giorno gli passa, non c’e’ da preoccuparsi” e anche per me non corro spesso dal dottore quindi perché? Perche’? Percheeeeeeee’?

Pensateci tanto in queste due settimane, pregate tutto il pregatile, incrociate l’incrollabile perché noi ci crediamo che questa sarà la volta buona.
E se avete consigli, sono ben accetti.

Habemus datam

Ieri mattina il marito ha chiamato la segretaria del chirurgo, mentre io dormivo cercando di recuperare dalla notte in bianco causa raffreddore di BlopBlop.
Morale della favola, visto che BlopBlop ha tendenza ad ammalarsi e a prendere qualsiasi virus che passa per caso (e per la casa), aspettiamo la primavera.
La nuova (e speriamo definitiva) data e’ un lunedì di inizio aprile.

E anche nel 2017 la sfiga ci perseguita

Lunedì scorso avevo chiamato la segretaria del chirurgo per sapere se aveva trovato una data (no) e chiedere una visita di controllo per BlopBlop (si) il lunedì successivo. Alla fine della chiamata, mi aveva giurato che alla fine della visita avremmo avuto una data.
BlopBlop stava benissimo dal 6 gennaio. E’ un dettaglio importante, tenetelo  a mente.

Giovedì o venerdì, BlopBlop comincia un po’ a toccarsi un orecchio, ma non ci faccio (troppo) caso. Domenica ha la febbre. Lunedì pomeriggio andiamo comunque in ospedale all’appuntamento col chirurgo. Gli guarda la testa, prende varie misure e decreta che effettivamente si sta deformando per bene e deve essere operato entro 6 mesi. A ottobre, durante l’ultima visita, mi aveva assicurato che avevamo tempo, che poteva essere operato senza problema entro i 3 anni. ANSIA A TREMILA.
Dopodiché ci porta nell’ufficio della segretaria per fissare una data. Lei propone questo venerdì, io tremo perche’ BlopBlop ha la febbre, il chirurgo rifiuta perche’ ha un’altra operazione, ma ci assicura che ci avrebbero trovato una data entro 48h. Lui se ne va e io tiro un sospiro di sollievo.

Parliamo con la segretaria, le diciamo che siamo disponibili anche a essere chiamati all’ultimo momento se un altro bambino si ammala. Le diciamo che BlopBlop ha la febbre e ce ne torniamo a casa.
La sera, la temperatura di BlopBlop sale a 39 gradi.
Stamattina lo porto subito dal pediatra. Responso: OTITE e sette giorni di antibiotico.
Tempo di rientrare a casa e mi contatta la segretaria per dirmi, tutta contenta, che venerdì possono operare BlopBlop. O meglio, potevano perche’ con un’otite ovviamente non operano e adesso bisogna aspettare almeno tre settimane e un’altra data.

Senza vergogna ammetto che mi sono messa a piangere al telefono, per poi scaraventarlo all’altro lato della stanza non appena finita la conversazione.
Si può essere cosi sfigati? Cosa abbiamo fatto di male?

Stasera BlopBlop non aveva più febbre e me la sono presa con me stessa per essere subito corsa dal pediatre. Io pensavo di ben fare, guarirlo in tempo per un’eventuale data ravvicinata. E se invece non ce l’avessi portato e fossimo andati in ospedale giovedì? Sarebbe guarito da solo? L’avrebbero operato?

Non lo sapremo mai, ma dal 4 novembre scorso ho l’impressione di prendere SEMPRE la decisione sbagliata e sia colpa mia se non l’hanno ancora operato (lo so, lo so, non e’ vero, ma stasera va cosi’).

L’attesa

L’ospedale non ha ancora trovato una nuova data per l’operazione di BlopBlop. Per un’operazione che e’ consigliabile fare tra gli 8 e 12 mesi, a meno di una chiamata improvvisa che ci dica di andare il giorno stesso, mi sa che siamo fregati e la farà “in ritardo”.

In questo mese e mezzo di attesa, incertezza, lavaggi di naso e aerosol quotidiani, mi sono spessa ritrovata a chiedermi come fanno i genitori con figli gravemente malati. A loro va il mio più profondo rispetto perche’ io, onestamente, qualche volta ho creduto (e credo ancora) di impazzire.
Perche’? Perché con il dubbio e la speranza che l’operazione sia programmata al più presto, passo il mio tempo in casa con BlopBlop o al massimo usciamo per portare/prendere Blop alla materna e evitiamo al massimo il contatto con altri bambini portatori di possibili microbi. Il che vuol dire niente più vita sociale e, dopo un mese e mezzo, comincia a essere lunga.
Senza contare che non oso riportare BlopBlop al nido perche’, anche li, immagino microbi giganti pronti a scagliarcisi contro e mi viene anche un po’ il nervoso perché, se per caso l’operazione fosse tipo a giugno, lo tengo a casa per nulla.

Non mi soffermo sull’ansia dei possibili effetti sulla sua testolina e il suo sviluppo. A ogni manata che si da sulla testa, a ogni pianto un po’ più disperato non posso fare a meno di preoccuparmi. Senza contare che ha ricominciato a dormire con gli occhi socchiusi (sarà collegato?) e il perimetro cranico ha smesso di crescere e la curva lascia il posto a una linea quasi retta. Per fortuna partiva con una testa bella grossa, quindi spazio dovrebbe essercene a sufficienza, ma insomma non posso fare a meno di preoccuparmi.

Non c’e’ niente di peggio dell’incertezza e dell’attesa. Vorrei solo che ci fissassero una nuova data e che, una volta per tutte, si possa voltare pagina e ritornare alla nostra quotidianità’.