Honeymoon parte prima – Dicono che i genovesi sono tirchi, ma gli scozzesi non scherzano

Da dove iniziare?
Da Blop che, non appena messo piede nell’hotel di Edimburgo si è subito messo a gattonare come se non avesse mai fatto altro in vita sua ?
Dai puntini che gli sono apparsi dopo due giorni a Cardiff e che mi hanno fatto temere ad una malattia infettiva? (spoiler: erano semplici puntini di calore. A Cardiff. Si. Gli sono spariti a Genova. Trovate l’errore.)
Dalle avventure o dalle disavventure?
Siccome le disavventure solitamente sono più divertenti, ma anche per toglierci il pensiero, comincerò da quelle.

Dicono che i genovesi sono tirchi, ma gli scozzesi non scherzano. D’altronde Paperon De Paperoni, se non ricordo male, veniva dalla Scozia. Ah che referenze culturali!
La prima sera ci fermiamo a cena in un ristorante dall’aria simpatica e, soprattutto, ancora aperto alle 22h (spoiler: ci è voluta una settimana perché ci rendessimo conto che la gente mangiava prestissimo e i ristoranti tendono a chiudere presto, soprattutto nelle località meno turistiche).  La cena fila via liscia, Blop è talmente stanco che non ha nemmeno la forza di lamentarsi troppo ma preferisce utilizzare le sue ultime energie per mangiarsi qualche fetta di pane, fino al momento di pagare il conto quando, l’ardita cameriera, finge di non capire che vogliamo le dieci sterline di resto e se ne va con nonchalance, richiamata all’ordine dal mio maritino. La scena ha attirato l’attenzione di altri clienti, che, sospettosi, hanno preferito recuperare i proprio soldi e pagare con la carta di credito.
La mattina dopo andiamo a ritirare l’auto, affittata con Europcar, e ci ritroviamo con 80 sterline in più rispetto alla somma annunciata al momento della prenotazione via internet senza che ci sia una spiegazione scritta da qualche parte. Alla fine ci rendiamo conto che è l’assicurazione all inclusive che ci era stata venduta a 20 sterline. Senza specificare che fossero AL GIORNO e non in totale.
Errore di comprensione nostro? Mancanza di spiegazioni ? Ai posteri (o agli altri viaggiatori) l’ardua sentenza. (spoiler: a Cardiff l’assicurazione era di sole 8 sterline al giorno e ce ne è stato spiegato il funzionamento).
Infine, il penultimo giorno scozzese visitiamo il castello di Stirling come da programma e in biglietteria insistono per venderci il pass castello di Stirling + castello di Edimburgo + altre cose che oramai avevamo visitato senza che nessuno ce lo proponesse. Alla fine cediamo e lo prendiamo perché, in effetti, un paio di sterline le risparmiamo sull’ingresso ai due castelli e, soprattutto, ci attira la prospettiva di saltare la coda per quello di Edimburgo, ma facciamo ben notare al venditore che nonostante valga per più giorni siamo restii in quanto il giorno dopo è l’ultimo che passiamo in Scozia. Peccato che la sera, approfittando della connessione internet dell’hotel, accedo al sito dell’ufficio turistico scozzese e scopro che il giorno dopo, causa visita della Regina per una celebrazione militare, la maggior parte delle parti visitabili del castello saranno chiuse al pubblico a partire dalle 11h30 e quindi il prezzo del biglietto sarà eccezionalmente ridotto di più della metà, con la possibilità di entrare gratuitamente il giorno dopo ancora. La mattina dopo ci siamo fiondati al castello all’orario di apertura e siamo riusciti a visitare tutto il visitabile prima delle 11h30. Grazie a Blop e alla nostra faccia da tosta da italiani, siamo riusciti a vedere i gioielli della corona saltando l’ora di coda. Come? Ci siamo avvicinati a un guardiano dall’aria gentile e gli abbiamo chiesto se per caso non ci fosse stato un ascensore perché sa, col passeggino e tutte quelle scale come si fa? L’ascensore, ben nascosto e chiuso quel giorno (ma non per noi), in effetti c’era e in quattro e quattr’otto ci siamo ritrovati davanti ai gioielli.

Cosa abbiamo visitato in Scozia?
In breve : Edimburgo e il suo castello, Dundee e la sua passeggiata piena di strane statue, Dunnottar Castle, Aberdeen, Glenfiddich Distillery e il tour con degustazione per gli amanti del whisky, Loanhead of Daviot e Clava Cairns, Inverness, Urquhart Castle e il Loch Ness (ma Nessie non si è mostrata) e la pittoresca strada che da li’ arriva a Fort Williams e le sue sette chiuse,  al Ben Nevis e poi fino al Loch Lomond (peccato che con Blop in macchina non ci si potesse fermare per prendere foto altrimenti avevamo diritto a ore di urla e strepiti), Stirling e il suo castello.

Cosa ci è piaciuto di più?
Senza ombra di dubbio Dunnottar Castle e la sua posizione eccezionale, a strapiombo sul mare e raggiungibile solo attraverso un strettissimo sentiero e un’ardua scalinata. Il castello è in rovina, ci vuole moltissima immaginazione nonostante le spiegazioni proposte, ma si respira comunque un’atmosfera da sogno che me l’ha fatto preferire a molti altri luoghi.
Anche la strada dal Loch Ness al Loch Lomond in alcuni punti aveva un fascino rude e primitivo, ma anche un po’ apocalittico, impossibile da descrivere e conserverà a lungo un posto nel mio cuore.
Pollici alzati anche per il castello di Stirling, molto più turistico e ben conservato, ma davvero kids friendly con percorsi tematici adatti ai bambini, spazi per il cambio, rampe ed ascensori per passeggini. Senza contare le visite guidate e le animazioni gratuite.

Cosa modificheremmo?
Il nostro errore più grande è stato di voler vedere il più possibile in così poco tempo, senza tenere troppo conto che con un bambino piccolo è missione praticamente impossibile. Certo, ce l’abbiamo fatta, ma molti posti li abbiamo solamente visti un po’ di sfuggita (tipo Aberdeen e Inverness) ed altre cose le abbiamo dovute saltare perché era umanamente impossibile farle nel tempo a nostra disposizione. Colpa anche degli scozzesi che massimo alle 17 chiudevano baracca e burattini, quando la luce del sole invitava ad approfittarne fino alle dieci di sera!
Saremmo dovuti andare a Glasgow, ma in un lampo di saggezza ci siamo resi conto che sarebbe stato più stancante che altro, perciò abbiamo approfittato una notte in più del nostro bel hotel quattro stelle di Stirling.
La macchina era una buona idea perché permette più libertà di movimento, ma Blop non era ancora un gran appassionato di lunghi viaggi quindi ci sono stati momenti un po’ difficili. Speriamo che crescendo questo aspetto migliori altrimenti ci toccheranno solamente viaggi in treno e come faccio io con i bagagli?
Un migliore studio degli orari sarebbe stato il benvenuto perché abbiamo seriamente rischiato di non mangiare ( e io soffro a saltare un pasto) arrivando sempre la sera tardi nel luogo dove avevamo l’albergo e spesso le cucine chiudevano alle 20h. Ci sarebbe anche piaciuto mangiare più spesso nei pub, ma i minori non sono ammessi dopo le 21h.
Infine, da orrenda madre quale sono, i primi giorni ho sottostimato la possibilità di incontrare supermercati nelle zone dove andavamo e una o due volte mi sono ritrovata senza niente per il povero Blop all’ora prevista per la sua cena, obbligandolo così ad attendere qualche ora supplementare e non vi dico le scene al ristorante. C’è un ristorante indiano a Inverness che deve avere la sua foto appesa sulla porta con scritto ‘io qui non posso entrare”, sono sicura hanno gli incubi ancora adesso.