Dove stiamo andando?

Oggi é il 25 aprile, la Liberazione.
Fin da piccola sono sempre stata affascinata da questa festa, forse perché mia mamma mi cantava canzoni a tema o perché alle medie la nostra insegnante di musica ci faceva suonare alle commemorazioni.

Sono sempre stata orgogliosa di vivere in una città che si è liberata da sola.
Ho letto, guardato e ascoltato tantissime cose sulla seconda Guerra Mondiale, i partigiani e i campi di concentramento. Ho pianto a ogni volta. Ho sempre pensato che finché avessi pianto tutto sarebbe andato bene, mi sarei ricordata di cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Gli anni passano, la gente dimentica o sembra non voglia ricordare, i testimoni scompaiono, il mondo non ha imparato niente e io, che ho sempre temuto in una III Guerra Mondiale stringo i miei bimbi e mi chiedo dove stiamo andando.

Dove stiamo andando se io, proprio io, per un attimo ho pensato che forse forse se vincesse il Front National sarebbe meglio? In fondo, se non fosse per le loro idee sugli extracomunitari, il loro programma è meglio di quello  dell’altro candidato.

Dove stiamo andando se io, proprio io per un attimo ho pensato cosi?
Fucilatemi, subito.

Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla  perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa
(M. Niemoller)

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Giornata mondiale delle malattie rare

Ogni ultimo giorno del mese di febbraio si “festeggia” la giornata mondiale delle malattie rare, immagino che la data sia stata scelta in base alla rarità del 29 febbraio, ma chissà.
Onestamente, come la maggior parte delle giornate mondiale, fino all’anno scorso non ne conoscevo l’esistenza, ma visto che la malformazione di BlopBlop si verifica una volta ogni 15.000 bambini, ora ci tocca un po’ più da vicino.

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A chi interessasse, potete trovare qualche informazione qui. Perche’ non tutte le malattie rare sono curabili e non si può pensare che capiti solo agli altri.
Tutte le informazioni sulle craniostenosi si possono trovare sul sito dell’AICRA  – Associazione Craniostenosi.

La speranza sono i nostri figli

Oramai sono anni che non scrivo più niente di “politico”, “impegnato” o solo leggermente riflessivo. La maternità deve avermi mangiato gli ultimi neuroni rimasti. O forse e’ stata la stanchezza.
Non e’ che non mi interessi mai a cosa succede nel mondo, piango sentendo meta’ delle notizie del telegiornale , mi incavolo e mi indigno. Canto ai miei figli canzoni engagees per farli addormentare, sono di Genova e sono cresciuta a pane e De Andre, per dire.

Comunque, tutto questo sproloquio per dire che quando vedo Blop (italo-francese con un po’ di sangue inglese) giocare con M. (italo-egiziana) e Z. (coreano-tedesca), le sue amiche del cuore, mi viene da pensare che c’e’ ancora speranza per il futuro.
Che senso mai potranno avere delle frontiere per questi bambini dai mix più improbabili?

Ho provato per voi #1

Una cosa di cui mi sono sempre interessata, fin da prima di rimanere incinta, era come cambiare il pupo senza inquinare troppo e no, i pannolini lavabili proprio no, non ce la faccio. Magari ci potrò pensare per un’eventuale secondo pupo, ma per un primo figlio erano fuori discussione.
Mi sono, percio’, informata a destra e a manca e ho trovato molte neomamme soddisfatte dall’utilizzo dei pannolini usa e getta ecologici e biodegradabili Naty della marca svedese Nature Babycare . In più li trovo facilmente nel supermercato sotto casa a circa lo stesso prezzo dei Pampers New Born che ho utilizzato fino ad ora.
Temevo che non fossero particolarmente assorbenti e invece, da quel punto di vista, sono eccellenti: non ci sono perdite nemmeno quando Blop dorme 11 ore come questa settimana (non diciamolo troppo forte che potrebbe smettere subito e tornare a svegliarsi alle 4).
In più sono pratici, carini, morbidi e delicati impedendo l’arrossamento delle rosee chiappette di Blop. Insomma, un vero successo e se si trovano in Italia ve le consiglio vivamente. Pare si possano mettere nel compost, noi non ce l’abbiamo e quindi finiscono nella spazzatura normale, ma un giorno o l’altro proverò in quello dei miei suoceri per vedere se effettivamente è vero.

 

Ci tengo a precisare che questo post non è stato sponsorizzato da nessuno, se non dalla mia voglia di condividere delle buone idee e preservare quel poco di natura che ci resta.

Canzoni d’autore

Alle scuole elementari, durante l’ora di musica, la maestra Milena (di cui oramai non ricordo più bene il viso, ma immagino con le fattezze di Sailor Neptune) ci faceva cantare Il Vecchio e il Bambino di Guccini.

In un periodo in cui non pensavo molto ai problemi ecologici, all’industrializzazione, al futuro, la canzone mi commuoveva sempre e, giunta alla fine, immancabilmente spuntava una lacrima. Negli anni la lacrima ha smesso, ma la canzone ha continuato a piacermi tanto quanto da bambina, soprattutto questa parte:

E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

Ora, da che sono in Francia, ho cominciato a interessarmi anche ai cantautori francesi e ultimamente ho scoperto il bravissimo Dominique A. di cui la bellissima Rendez-nous la lumière mi emoziona ad ogni ascolto e, inevitabilmente, mi riporta all’infanzia e alla canzone di Guccini.

E la lacrimuccia, a lungo trattenuta dal ripetuto ascolto dell’altra canzone, non puo’ fare a meno di apparire al momento del ritornello:

On voit des autoroutes
Des hangars, des marchés
De grandes enseignes rouges
Et des parkings bondés,
On voit des paysages
Qui ne ressemblent à rien
Qui se ressemblent tous
Et qui n’ont pas de fin

Refrain :
Rendez-nous la lumière
Rendez-nous la beauté
Le monde était si beau
Et nous l’avons gâché
Rendez-nous la lumière
Rendez-nous la beauté 
Si le monde était beau
Nous l’avons gâché

Magari saro’ l’unica ad associarli, ma le emozioni che mi fanno provare sono talmente simili e forti da volerle condividere qui.

Di nazionalità e liste elettorali

Come anticipato nel post precedente, stamattina sono andata ad iscrivermi nelle liste elettorali per poter votare alle municipali e alle europee (nota di servizio per gli expat europei, per votare alle europee non si deve necessariamente rientrare nel proprio paese, ma si può scegliere di votare per i candidati del paese in cui abitate).

Mi sono presentata all'ufficio elettorale del mio arrondissement dove una graziosa signorina mi ha chiesto di mostrarle un documento d'identità. Le ho dunque porto quella cosa cartacea tutta spiegazzata che in Italia chiamiamo carta d'identità e lei l'ha guardata schifata senza osare toccarla. Giuro. Credo abbia anche deglutito, prima di prendermela dalle mani chiedendo "che cos'è questa?".  Quando le ho spiegato che era un documento italiano, la sagace signorina mi ha guardato un pò stupita e mi ha chiesto se ero italiana e se non avevo una carta d'identità francese. 
No, guarda, sono francese ma mi diverto ad andare negli uffici pubblici con documenti di identità stranieri per far perdere tempo ai fonctionnaires. Credevo che le persone sagaci fossero state assunte tutte a Sciences Po, ma mi sbagliavo. 
Comunque è stata molto gentile e cordiale e mi ha spiegato a quali elezioni potevo votare "ma non quelle presidenziali, mi raccomando" a partire dal primo marzo 2012. Nel caso ci fossero delle elezioni eccezionali prima di questa data potrò comodamente votare a 500 km dal mio luogo di abitazione. Ah tutto il mondo è paese!