La speranza sono i nostri figli

Oramai sono anni che non scrivo più niente di “politico”, “impegnato” o solo leggermente riflessivo. La maternità deve avermi mangiato gli ultimi neuroni rimasti. O forse e’ stata la stanchezza.
Non e’ che non mi interessi mai a cosa succede nel mondo, piango sentendo meta’ delle notizie del telegiornale , mi incavolo e mi indigno. Canto ai miei figli canzoni engagees per farli addormentare, sono di Genova e sono cresciuta a pane e De Andre, per dire.

Comunque, tutto questo sproloquio per dire che quando vedo Blop (italo-francese con un po’ di sangue inglese) giocare con M. (italo-egiziana) e Z. (coreano-tedesca), le sue amiche del cuore, mi viene da pensare che c’e’ ancora speranza per il futuro.
Che senso mai potranno avere delle frontiere per questi bambini dai mix più improbabili?

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30 anni

Mercoledì ho festeggiato i miei primi 30 anni.
Ho sempre pensato che, a 30 anni, sarei stata sposata e con figli e in effetti, è così. E che avrei vissuto a Parigi, ma direi che Lione va bene lo stesso visto che sempre della Francia si tratta e che ha Parigi ci ho vissuto davvero qualche tempo.
Approfittando di qualche giorno di vacanza del marito siamo tornati a Genova per festeggiare con le mie amiche, ma anche per sbolognare Blop alla nonna e festeggiare en tete à tete il primo anno di matrimonio. Morale della favola, sono andata a dormire praticamente tre sere di seguito alle 2 del mattino, ma Blop non mi ha fatto nessun regalo di compleanno e ha continuato imperterrito a svegliarsi alle 7 del mattino. Mi ci vorranno anni per recuperare le ore di sonno perdute, ma ne è valsa la pena.
L’unica nota negativa c’è stata il giorno prima del mio compleanno quando mia nonna paterna ha avuto un ictus e è stata ricoverata in ospedale. I dottori non hanno voluto sbilanciarsi, ma la situazione non è bella. Per lo meno sono potuta andare a trovarla in ospedale anche se, per non agitarla ulteriormente facendole pensare a mio padre, non mi sono fatta vedere e sono rimasta ad osservarla da dietro la porta. I familiari degli altri pazienti avranno pensato che fossi una stalker!

Di ritorno da casa della Sy.
Due giorni davvero interessanti…soprattutto per avermi fatto comprendere che F. non è il mio tipo, anzi…non lo sopporto proprio. Ma non ce la faccio a scaricarlo, posso solo evitarlo ogni tanto. Non ho proprio voglia di resatre sola.
Gianluca, invece, l’ho davvero rivalutato. L’avevo trovato antipatico ed inquietante. Ma non è assolutamente vero. E’ una persona estremamente gentile e disponibile. Pronto ad ascoltare gli amici, con cui si può parlare liberaramente di tutto e, soprattutto, farsi un sacco di risate.
E poi…mi ha portato, finalmente, a bere l’assenzio. Buono, buono, buono. Anche se come l’ho bevuto io non si sentiva quasi nulla, solo molto vapore e un leggero retrogusto di anice. Da leccarsi i baffi. Sono stati tutti male, tranne noi due.
La settimana prossima porto la Piny e Dario a berlo, non possono non assaggiarlo…dopo ci sarà da ridere.

 

Sei ore in facoltà sono già massacranti per conto loro, ma fare tre ore di storia moderna al pomeriggio, quello è un omicidio collettivo. Alla fine eravamo in 52 su 150 che dovremmo essere. Questo fa pensare.
Non ho passato il concorso, ho fatto 15/30 e per passare ne servivano 21. Per una che non ho studiato se non un pochino direi che è un risultato più che onorevole.
Oggi tre persone mi hanno detto che sono bella…grazie anche se so che stavate mentendo.
Il viaggio in treno di ritorno, con Ale, Andre e il sottofondo dei Guano Apes è stato un vero trip mentale.
Mi fanno male tutti i muscoli, così imparo ad andare a correre con la Simmy [domani di nuovo]
Ieri sera ho portato il regalo alla Elle, le è davvero piaciuto. Meno male, lei è terribilmente difficile. Dopo lunghe meditazioni le ho regalato, in società con la Sy e con i miei, la parure per il letto della Bassetti, quella con i cagnotti.
Je t’adore ma petite

 

Domani il concorso, non me ne importa nulla.
La stanchezza ormai mi distrugge, non vedo l’ora di potermene stare a letto a non fare nulla; non faccio altro che andare in giro, coi System nel lettore CD e l’aria assente, persa in pensieri lontani anni luce dalla realtà. Mi è sempre più difficile tornare indietro e non so neppure se ne ho voglia.
Ho passato la mattinata in un bar con alcuni compagni di Università, non sono proprio le persone che sceglierei come amici, ma possono andare, mi diverto abbastanza assieme a loro.
Oggi ho comprato delle cose davvero carine:
° una specie di maglione verde militare (anche se credo lo tingerò di nero) di lana, tutto traforato col collo larghissimo e molto lungo, fa davvero molto Dharma
° una camicetta con le maniche a tre quarti con dei fiori colorati stampati sopra, molto Dharma anche questa
° un altro maglioncino di lana leggera a strisce colorate, sul viola, con le frange…ennesimo capo alla Dharma

 

Non ho fatto neanche una settimana di università ed eccomi già a saltare un pomeriggio.
Però tre ore di storia sono davvero pesanti.
Ne è comunque valsa la pena. Tornando a casa ho incontrato Filippo e sono, finalmente, riuscita a parlarci un pò, cosa che non succedeva da anni.
Mi ha fatto un piacere immenso, adoro quel ragazzo, adoro quello che rappresenta per me…anche se ormai è solamente un ideale. E dire che oggi ho parlato proprio di lui con Andrea.
Nonostante tutto

Ti Voglio Bene