Qualificazioni Eurobasket

Italia – Bulgaria
82 – 81

Avevo comprato i biglietti mesi fa, avevo preparato tutto nel minimo dettaglio, poi hanno spostato gli esami di Aran e ho dovuto ricorrere ad un piano di emergenza: farmi accompagnare dal Vichingo. Cosa non si fa per una sana partita di basket.
Il fatto che l’horribilis ct Recalcati abbia tolto Mancinelli e Cavaliero dai convocati, lasciandoli solamente a disposizione, ha quasi rovinato la mia gioia nell’andare a palazzo. Ma una vera tifosa, si sa, non si lascia scoraggiare così facilmente (tanto più che l’Orsacchiotto e l’Uno-e-trino erano seduti in tribuna davanti a me) e così mi sono beata nel veder giocare Mordente e Cittadini.
In attesa di inizio campionato è già qualcosa.
Partita così e cosà, pensavo peggio, ma visto com’era iniziata poteva finire anche meglio. Soprattutto perchè l’ultimo possesso è stato gestito da cani, come se nè l’allenatore nè i giocatori si ricordassero che non bastava vincere la partita, bisogna anche ribaltare la differenza canestri per avere ancora qualche chances.
E dire che tiri e palla in amno per farlo li avevamo…
Di positivo le prove di Poeta (MVP) e Amoroso, oltre al solito Soragna (e anche Mordente, non è che mi piaccia solo perchè è bello). Io in Nazionale avrei convocato anche e soprattutto l’uomo-clanfa Pecile, ma Recalcati le convocazioni le fa a caso e se ci decidessimo a lasciarlo a casa sarebbe solo che un bene.
Che altro?
Ho visto dal vivo (e per fortuna da lontano) il peggio del peggio dei cronisti, Franco Lauro, e se avessi potuto gli avrei lanciato una bottiglia in testa, ma quelle in vetro te le fanno alsciare fuori dal palazzo…
Emozioni uniche comunque. Urlare, emozionarsi, agitarsi sul seggiolino per quasi due ore. Crederci fino alla fine. Perchè è l’Italia e perchè è basket e non se ne ha mai abbastanza.

Due di tutto

Rieccomi qui,un pò troppo prima del previsto a causa dell’incapacità fotoscioppante del Vichingo.
La news fondamentale è che da lunedì inizio davvero a lavorare, tra un disguido e l’altro ce l’abbiamo fatta!

Ieri sera festa di compleanno di una delle coinquiline della Sy e di una loro compagna di università. Non ho ancora ben capito perchè mi abbiano invitato, ma ne sono stata davvero lieta.
Per arrivare da casa mia a casa loro, a Collegno, ho impiegato tipo un’ora/un’ora e mezza (contando anche il tempo impiegato per ritrovare la strada giusta, dopo essermi persa per Grugliasco-Collegno). Appena arrivata abbiamo subito ordinato la cena al cinese vicino a casa, seguendo la parola d’ordine di F. "due di tutto", per la gioia della dietologa mia  e della Sy, ovviamente.
Dopo esserci ingozzate di cibo cinese e crostata all’albicocca ci siamo dirette al locale della festa, in pieno centro di Torino, uscendone intorno all’una/una e mezza.
A questo punto è iniziata l’ardua impresa di riportarmi a casa, cercando di non farci strappare i punti di tutte e cinque le nostre patenti. In primo luogo perchè eravamo in cinque su una macchina omologata per quattro, tutte e cinque con tasso alcolico maggiore del consentito,visto che avevamo bevuto simpatici cocktail con ombrellini; in più, siccome Sy non si fidava a lasciare le Pagine Gialle a me, mentre guidava aveva la cartina in mano (e la guardava al contrario, ma questi son dettagli) per cercare di orientarsi.
In piazza Castello abbiamo sfiorato prima un rosso, per poi prenderne uno pieno pochi metri dopo e girare dove non si poteva in piazza Vittorio, per seguire i binari del 15 perchè altrimenti non sapevamo che strada fare.
Se non le arriva almeno una multa c’è qualche dio che le vuole bene ( o forse è ancora in debito per quelle di Lyon, chissà…)

Primi giorni

Rieccomi a Genova dopo un paio di giorni passati nella mia nuova casa torinese.
Giovedì sono andata a consegnare tutti i documenti e ora devo solo aspettare l’okkey dalla filiale madre per iniziare (verosimilmente intorno a mercoledì prossimo). Le colleghe, per ora due, sono giovani e con l’aria simpatica, spero di trovarmici bene.
L’ufficio è a una ventina di minuti da casa mia, quindi anche se si inizia alle 8.30 posso evitare alzatacce assurde e, forse, una delle due colleghe passa proprio dalla mia via per andare al lavoro, quindi super comodo.
In più, Yriaf  sta praticamente dall’altra parte del fiume, vicinissima e questo mi fa sentire al sicuro.
Se poi una delle altre due coinquiline decidesse definitivamente cosa fare della sua vita ne sarei anche più lieta. Finirò a dormire ai piedi del letto di Aran, come in una simpatica cuccia per cani! (Ma tanto noi ex-Scout ci abituiamo un pò a tutto).

Nei miei primi giri esplorativi ho già trovato il MacWorld, dove porterò al più presto janvier a cambiare alcuni tasti della tastiera ormai andati, e un negozio fighissimo di musica, dove ho già comprato un cd dei Macbeth tanto per inaugurarlo, con anche un sacco di LittleAppleDolls (che io amo), action figures e statuine di fatine. Per fortuna non guadagno praticamente nulla, altrimenti sarei sempre lì a comprare qualcosa.

Domani pomeriggio me ne torno su a Torino e direi che, se tutto va come deve andare, fino al 23/24 novembre non scendo.

Torino Stage

E’ ufficiale: da lunedì prossimo inizio uno stage di tre mesi, con rimborso spese, in un’agenzia di selezione del personale in quel di Torino.
Siccome sono una donna fortunata ho trovato anche un posto letto in una calda e accogliente casa abbastanza vicina al posto di lavoro. Casa che, guarda un pò, è la stessa di Aran, quando si dicono i casi della vita (o quando si minacciano le coinquiline e le si fanno scappare a gambe levate).
La mia prossima missione, ovviamente, sarà di far installare internet nell’appartamento che un paio di settimane resisto, tre mesi assolutamente no e visto che non ho intenzione di tornare tutti i fine settimana a casa, ne abbisogno profondamente.

Mercoledì 7 novembre, perciò, prenderò il trenino con Aran e mi trasferirò nella mia nuova casetta, iniziando questa emozionante avventura lavorativa e abitativa.
Finirà che io e Aran inizieremo ad odiarci? Chi lo sa….
La val verrà spesso e volentieri a Torino a trovarci e scoprirà che le piace pure la città?
La mia povertà sarà tale che non potrò comprarmi da mangiare e dimagrirò a vista d’occhio?
I coriandoli invaderanno l’appartamento? (questa la capisce solo Aran)

Sono emossionata, emossionatissima, ma anche un pò spaventata per il nuovo lavoro, ma ho ancora una settimana di cazzeggio per non pensarci e organizzare la mia vita.

Movida anni '70

Fine settimana in quel di Milano (Arese, a voler essere precisi) a casa della mia Fidanzata Ufficiale nonchè collega della CIA nonchè Val.
Arrivata venerdì in prima serata, col mio meraviglioso trolley rosa Carpisa, vengo subito trascinata (non senza esitazioni logistiche) in corso Como a prendere un aperitivo con la sopracitata, una sua collega di università, il famoso Edo, un suo amico e l’uomo del mistero (che dovrei aver citato nei post sotto).
Aperitivo molto lauto e divertente, innaffiato da una Caipiroska alla fragola e da un Daiquri sempre alla fragola (ah l’alcolismo), seguito da un veloce giro per il centro di Milano dove, per altro, ho perso uno dei miei orecchini a cerchio in oro bianco.

Per quanto riguarda la questione sentimentale alla fine ho deciso di non lasciarmi trascinare. Non ero troppo convinta e non sarei stata una compagna adeguata, non in questo momento. Continuo a essere convinta di voler restare da sola.

Sabato, invece, ho dormito fino alle undici come si addice a un’ospite perfetta e molto simpatica (la notte prima non avevo chiuso occhio, sono scusata), ho mangiato lautamente e passato il pomeriggio nel letto a una piazza e mezza della Val a fare cose turpi (leggesi guardare il film "La rivincita delle bionde 2") fino all’ora di uscire per l’appuntamento con la sua compagna di università.
In centro, infatti, c’era la Notte Bianca a tema Anni Settanta e saremmo potute mancare?
Per prima cosa abbiamo vagato alla ricerca di un depliant con il programma, ma non siamo riuscite a trovarne. Scoraggiate, allora, ci siamo consolate mangiando panzerotti dolci e salati dopodichè abbiamo zompettato fino ai Navigli, alla ricerca della Trattoria dello zio del Tato.
La ricerca, però, è stata interrotta da un locale carino dove ci siamo prese un aperitivo (nella fattispecie un Cuba Libre) e osservato due giovani italiani che ci provavano con le due americane accanto a loro, in un inglese stentatissimo.
Ridendo come matte siamo uscite, abbiamo fatto un giretto nella fumetteria lì accanto e, finalmente, abbiamo trovato la trattoria. Il Tato era carinerrimo pettinato col codino e col grembiulino rosso. Siccome aveva da lavorare ancora un pò l’abbiamo salutato dirigendoci nuovamente verso la festa in centro che, intanto, aveva raggiunto il suo culmine.
Dopo aver sostato un pò in Piazza Duomo a seguire la storia della musica anni Settanta, ci siamo assestate in Piazza del Liberty dove un simpatico gruppo (con cantante non troppo giovane, ma molto fascinoso) ci ha intrattenute con musica molto ballabile e poco truzza che conoscevo pure io, tra cui sigle di serie tv e cartoni d’epoca.
Ho avvisato il Tato e i suoi amici su dove ci trovavamo, ma alla fine non siamo riusciti a incrociarci. Peccato.
Peccato anche che non ci fosse il Pigi, dislocato in quel di Genova per una volta tanto.
Tra un ballo e una risata, siamo tornate a casa alle due/due e mezza. Si poteva fare di meglio, ma non lamentiamoci.

Domenica mattina ho accompagnato la val alla partita della squadra che allena, partita che hanno perso miserrimamente 0-5.
Ho pranzato coi suoi nonni, poi ci siamo svaccate sui nostri rispettivi lettini. Lei a dormire, io a leggere. A pomeriggio inoltrato siamo state raggiunte dal Chicco e abbiamo giocato a Trivial Pursuit, facendoci battere  da lui, per altro.
Alla sera, tranquilla visione di NCIS e sbafamento goloso di un dolcino al cioccolato ricoperto di zabaione (tutto cucinato dalla val e dal mitico Bimby).

Lunedì mattina sveglia relativamente presto. Trenino da Rho per Milano centrale, trenino da Milano centrale per Genova Piazza Principe. Un simpatico giapponese mi ha tirato su (e poi giù) la valigia, mentre un altro leggeva un giornale coi kanji di fianco a me.
Treno in simpatico ritardo di venti minuti. Perdita della coincidenza a Principe. Arrivo a casa un’ora dopo il previsto.

E ora arriviamo alla notizia-evento della giornata.
Al 95% ho un lavoro. O meglio, ho uno stage.
Ho uno stage di tre mesi (più altri possibili tre) in quel di Torino, prima, e Settimo Torinese dopo.
Se tutto va come deve andare mi trasferisco ed inizio la settimana prossima.
Sono elettrizzata.
Felicissima ed elettrizzata.

Il mio primo colloquio

Ieri in tarda mattinata, dopo aver rifiutato un lavoro da segretaria e aver dato l’okkey per un probabile stage nelle risorse umane, sono stata contattata da un’agenzia di selezione del personale di Torino a cui avevo inviato il mio curriculum, in seguito a un loro annuncio su uno dei tanti siti che ne pubblicano.
La responsabile della selezione mi ha, così, fissato un colloquio per questa mattina alle 11.30. E meno male, che se era prima dovevo partire all’alba.
Stamattina, perciò, vengo raccolta dalla mia puccirosa amorosa Yriaf a Porta Nuova e condotta senza esitazione alla sede dell’agenzia.
Mi fanno compilare un paio di moduli, mi lasciano in attesa qualche minuto, dopodichè vengo fatta accomodare nella sala colloqui. Ansia, agitazione, perplessità, c’erano ma nemmeno troppo, pensavo peggio tuttosommato.
Il colloquio è stato rapido ed indolore, il tutto perchè, alla fin fine, si trattava di un posto da venditrice e io decisamente non sono portata. In più, mi ci vedo a guidare per tutta Torino? Per strade lunghe e larghe, piene di incroci e controviali ? Via per la morte assicurata.
Abbiamo, comunque, parlato delle mie aspirazioni e blablabla , in attesa di un qualche altro stage e/o opportunità .

Archiviato il momento ricerca lavoro mi sono dedicata tutta alla mia puccirosa amorosa che mi ha portato a fare un giro al Valentino, a mangiare al cinese/giapponese (e la dietaaaa?), a prendere il caffè, a oziare su una panchina in un altro parchetto con statue e fontane a chiacchierare.
Abbiamo parlato, sparlato, parlato, sparlato, chiacchierato, indagato, detto scemenze e un’infinità di cose serie. Era tantissimo tempo che non parlavo così tanto (forse ho parlato troppo, scusami) ed era ancora più tempo che non parlavo con lei, da quel fine settimana a Bardonecchia per il suo compleanno, insieme all’altra mia puccirosa amorosa.
Dovremmo riuscire a vederci più spesso, visto che poi Torino non è così lontana. Tanto lo so che ora dico così, ma passeranno secoli prima che riusciremo a vederci di nuovo, ma lei lo sa e va bene così.

.Ti Adoro.

Lavoro & Basket

Ieri ho spedito il mio primo vero e serissimo CV. Con questo si può dire che la mia ricerca di lavoro ha avuto inizio.
Ora incrociamo le dita perchè lavorare a Grugliasco (TO) mi piacerebbe proprio, tanto più che il posto letto assicurato ce l’avrei, la compagnia pure, mancherebbe solo Internet.
Come? Che lavoro sarebbe? Questo è un segreto che solo pochi fortunati eletti sanno (Aran, val vi uccido se spifferate), ma diciamo che ha a che fare coi libri.

Passando a questioni più divertenti, ieri sono iniziati i Campionati Europei di Basket in Spagna.
L’inizio, diciamo, non è stato dei più avvincenti. Non solo perchè abbiamo perso di un punto all’ultimo secondo, ma soprattutto perchè abbiamo giocato da schifo per tre quarti abbondanti della partita. Chiaro che se vincevamo contro la Slovenia era sempre bello, ma sarebbe stato più bello veder giocare a basket un pò tutti e non solamente Bulleri, Mordente (*_*) e Soragna.
La nota più negativa, comunque, è stata l’assenza di Sani nella Nazionale slovena. Senza Sani la nazionale non può esistere, ridatemi Sani ç_ç

Oggi, alle 19.30 diretta RAi se non sbaglio, giochiamo contro la Francia di Tony Parker.

P.S. Il 30 settembre inizia il Campionato e ricomincia a giocare la Fortitudo !!!!